10 domande alle quali dovete pretendere una risposta…

Al vostro specialista ORL  e al vostro medico curante (a maggior ragione se vi hanno prescritto acufeni o vertigini dei vasodilatatori o fluidificanti del sangue e se vi hanno detto che la causa può essere la microcircolazione o la cervicale, o l’articolazione temporomandibolare)

1. Può confermare quanto che le cellule ciliate dell’orecchio interno e i neuroni da cui si originano gli assoni o fibre nervose sono cellule perenni incapaci di rigenerazione dopo un danno, essendo incapaci di proliferazione e di sostituzione con cellule staminali, e che pertanto quel danno non può che essere permanente e una ipoacusia o un acufene diretta manifestazione di quel danno non possono presentare variazioni né fluttuazioni?

2. Può confermare che il tempo di resistenza alla morte cellulare in caso di ischemia, ovvero mancato arrivo di sangue e ossigeno a cellule ciliate cocleari, recettori vestibolari o neuroni è dell’ordine di qualche minuto e che qualunque ricanalizzazione tardiva oltre pochi minuti con farmaci fluidificanti o vasodilatori per quanto sopra non può in alcun modo essere utile quale terapia ma al massimo essere preventiva… nei confronti di nuovi ipotetici danni e che che quindi certamente non può avere effetto su sintomi già instauratisi?

3. Può confermare che queste informazioni sono alla portata di qualunque medico anche non specialista in quanto si apprendono in qualunque corso di studi nei primi anni del corso di Laurea?

4. Conferma che la distruzione di recettori costituiti da cellule perenni quali i recettori vestibolari non può dare in alcun modo vertigini recidivanti?

5. Conferma che la circolazione dell’orecchio non ha vasi collaterali… ma è a cosiddetto prato terminale, per cui in caso di chiusura di una vaso sanguigno grande o piccolo che sia destinato all’orecchio, è inevitabile lo sviluppo di una lesione nell’organo che non riceve sangue e ossigeno dopo qualche minuto e che questa lesione non può essere reversibile né spontaneamente né con l’impiego di vasodilatatori?

6. Conferma alla luce di quanto sopra che quindi sintomi recidivanti e duranti più di qualche minuto, quali vertigini recidivanti, acufeni fluttuanti e variabili, ipoacusia fluttuante e variabile comunque con fasi di remissione parziale o totale non possono essere dovuti a un blocco della circolazione?

7. Qual’è a suo giudizio e libera opinione, allora il motivo per cui vasodilatatori e fluidificanti sono tra i farmaci più proposti per la cura di acufeni e vertigini?

8. E’ d’accordo in senso generico con l’affermazione che il meccanismo alla base di vertigini recidivanti, acufeni fluttuanti, ipoacusia fluttuante debba necessariamente essere qualcosa a sua volte capace di variare e fluttuare da qualche parte, senza necessariamente attribuirlo per ora all’orecchio interno?

9. Dai suoi studi di anatomia e fisiologia e non dalla clinica otorinolaringoiatrica.. sui sacri testi… sul Testut.. sul Guyton… o chissà dove, hai mai letto di sensori o recettori implicati nel meccanismo dell’udito al di fuori dell’orecchio e dell’apparato uditivo in generale? O ha trovato tracce di recettori vestibolari o implicati nella regolazione del nistagmo oculare o dell’equilibrio nella cervicale o in relazione all’articolazione temporomandibolare… ? Non propriocettori muscolari e articolari implicati di riflessi propriocettivi… ma recettori sensoriali… come quelli vestibolari?

10. Perché allora molti medici attribuiscono le cause di acufeni e vertigini alla cervicale o alla colonna cervicale?

Conclusione:

Sente di poter affermare alla luce di quanto sopra che UNICO MECCANISMO POSSIBILE CHE POSSA SPIEGARE ACUFENI FLUTTUANTI E VARIABILI, VERTIGINI RICORRENTI, IPOACUSIA VARIABILE E FLUTTUANTE senza necessità che si presentino associati tra loro o in contemporanea, DEVE ESSERE QUALCOSA DI VARIABILE E SUSCETTIBILE DI MODIFICHE A LIVELLO DELL’APPARATO UDITIVO ED IN PARTICOLARE DELL’ORECCHIO visto che le altre aree dell’apparato uditivo sono costituite da neuroni e dai loro prolungamenti?

2 risposte a “10 domande alle quali dovete pretendere una risposta…

  1. Anonimo

    Buongiorno,
    sono appena stato da un suo collega che la pensa esattamente come lei, ha riso vedendo como sono stato curato fin’ora (2 mesi e oltre buttati), ovvero antibiotico, poi deltacortene + cinnarizina!

    Lui dopo visita audiometrico + impendenzometrico ed esame per il nistagmo mi ha detto che propende per l’IDROPE al 90%, mi ha spiegato un sacco di cose, cose che poi ho ritrovato leggendo il suo sito.

    Ora sono in attesa di fare una RMN con mdc per confermare l’IDROPE ma sopratutto escludere problematiche ai nervi retrostanti la coclea che secondo il mio dottore potrebbero dare sintomi analoghi, poi finalmente potrò curarmi, intanto però le scrivo sopratutto per ringraziarla perchè leggendo le sue pagine ho iniziato da una settimana con una dieta iposodica e bevendo molta acqua (quasi 4 lit/giorno) e inizio a notare miglioramenti decisi sul volume dell’acufene.

    Spero che non sia infastidito dal fatto che non abbia scelto di curarmi con lei, sopratutto leggendo quello che le ho scritto sopra, ed anzi mi scuso, ma devo ammettere che ho avuto un certo senso di diffidenza verso l’utilizzo di SKYPE… probabilmente sono io che ho sbaglio, non lo so. In ogni caso volevo trasmetterle la mia profonda gratitudine per questa importante opera di divulgazione che compie attraverso internet.

    Resta in ogni caso il mio totale sconcerto per la totale ignoranza sull’argomento riscontrata in ben 3 diversi Otorini interpellati in due mesi e mezzo, ma sopratutto mi fa specie il modo assolutamente non scientifico, ma a “tentoni” che hanno usato per “tentare di curarmi” con farmaci a casaccio… assurdo! Forse a queste 10 domande loro non saprebbero rispondere!

    Un sentito ringraziamento, nell’attesa che gli esami confermino l’IDROPE e non altre patologie, le auguro un felice e sereno Natale.

    Con stima e rispetto,
    Cristian

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