Come e quando si può capire se i propri disturbi sono causati dall’idrope anche senza fare esami

Come posso dare una terapia senza esami e senza guardare l’orecchio? 
Sono quello che in passato ne ha fatti e proposti di più prima di capire una cosa fondamentale! In pratica quando non è possibile riconoscere dai sintomi tipici il ruolo dell’idrope, gli esami non sarebbero comunque di aiuto nel valutare in anticipo l’indicazione alla terapia anti-idrope. E poichè la sede dei problemi di cui mi occupo è l’orecchio interno, e questo non può essere “guardato” e non ha nessuna relazione con naso e gola, non serivirebbe a nulla una visita ORL tradizionale. Ecco perchè la consulenza e l’assistenza a distanza via skype, guardandosi reciprocamente e non solo parlando, è assolutamente idonea e anzi ideale, per la gestione dei disturbi di cui mi occupo.

Perchè far spendere al paziente tempo e denaro inutile, se poi alla fine si giungerebbe alla stessa proposta di terapia?
Ovviamente chi mette al primo posto il guadagno continuerà sempre a proporvi esami, così come chi, pur non sapendo cosa dirvi, accetta pazienti su cose su cui non è competente, continuerà a dirottarvi verso altri specialisti o a prendere tempo con esami inutili per poi prescrivervi qualche integratore o qualche inutile farmaco per la circolazione e chi invece ci guadagna dal farvi acquistare qualche dispositivo, quali protesi, laser o bite.. non accetterà e spingerà mai terapie alternative. Ma se dieci anni fa per accedere a una mia consulenza con esami e terapia si pagavano oltre 600 euro e si doveva viaggiare per raggiungermi, e oggi solo 160 senza muoversi da casa, forse io non sono di quelli che mettono il guadagno al primo posto!

 

Leggete queste due parti tratte dal mio sito www.idrope.com per capire meglio come bastino i sintomi per fare diagnosi di idrope e quando questi non ce lo permettano non siano certo gli esami a dirimere il dubbio. Tendendo sempre in mente che l’idrope (strumentalmente confermato) ce l’hanno tutti i pazienti con questi disturbi, ma anche molte persone  assolutamente (per ora o per sempre) prive di qualunque sintomo E quindi il problema non è sapere se l’idrope c’è o meno, (c’è di sicuro) ma se è l’idrope la causa dei disturbi, cosa che gli esami non ci possono dire.


Sintomi fluttuanti e variabili? 
Idrope! Sempre curabili!

Tutti i disturbi fluttuanti e ricorrenti sono sempre causati dall’idrope e mai da danni permanenti, che non potrebbero giustificarne le variazioni…

Nell’ orecchio interno ci sono solo cellule ciliate o recettori vestibolari, fibre nervose (del nervo acustico o del nervo vestibolare) e liquidi (endolinfa e perilinfa)

Cellule e nervi non hanno capacità rigenerativa dopo un danno e pertanto possono dare solo disturbi permanenti,

Ne consegue che tutti i disturbi fluttuanti, variabili, incostanti sono SEMPRE derivanti, in parte o in tutto, da disfunzione dei liquidi.

Le cellule ciliate, se danneggiate, muoiono in modo irreversibile e se il sintomo derivasse da questa “morte cellulare” dovrebbe anch’esso essere inevitabilmente costante ed irreversibile.

Questa certezza d’altronde è facilmente verificabile. Non esiste alcun paziente con disturbi fluttuanti o ricorrenti nel quale non sia possibile diagnosticare anche strumentalmente l’idrope. E proprio per questo io non li eseguo più. E proprio per questo non vi serve perdere ulteriore tempo ad eseguire esami prima di avviare la terapia.
Non è assolutamente vero che l’idrope sia alla base solo della malattia o sindrome di Meniere come molti specialisti si ostinano a credere o a… voler far credere. O che idrope e Meniere siano sinonimi equivalenti, cosa assolutamente non vera, visto che la prima è una condizione anatomo-patologica che può causare sintomi, mentre la seconda è una condizione clinica derivante dall’idrope e avente determinati sintomi con determinate caratteristiche.

Non serve quindi che ci siano tutti i sintomi di una sindrome di Meniere conclamata per riconoscere il ruolo dell’idrope ed avviare una terapia. 

Oltretutto alcuni sintomi, quali le vertigini ricorrenti, incluse quelle da presunta “cupololitiasi”, il disequilibrio soggettivo o la fullness sono sempre e solo dovuti all’idrope e mai a danni permanenti, perfino quando, come nel caso del disequilibrio o della fullness, il sintomo fosse costante.
Non esistono vertigini ricorrenti da danno permanente o incurabili!

Sintomi “fissi” e invariabili?
Idrope? Forse curabili!

…ma anche in presenza di sintomi costanti e invariabili non esiste alcun modo di confermare danni permanenti e quindi di escludere l’idrope!

Quando un medico vi dice che “non c’è nulla da fare“, che “il nervo è morto“, che “il danno è irreversibile“… se lo sta inventando! Non esiste a tutt’oggi alcun esame (ad eccezione della biopsia che, distruggendo l’orecchio, avrebbe poca utilità pratica ai fini di quel paziente) che sia in grado di DIMOSTRARE la presenza di un danno permanente delle cellule ciliate o delle fibre del nervo acustico. Provate a chiedere al medico su quali basi fa questa affermazione e vedrete che non potrà rispondervi nulla se non che tutti sanno che le cellule ciliate morte non posso essere rigenerate. Verissimo! Pienamente d’accordo!
Ma chi ci assicura che ci siano davvero cellule morte? E se fossero solo impedite nella loro funzione o stimolate dall’eccesso di liquidi (idrope) che è invece una situazione curabile?

Purtroppo in questi casi non possiamo nemmeno affermare che con certezza l’idrope sia l’unica causa e che la cura potrà certamente dar risultati (come nella situazione precedente), ma perchè non provare visto che non ci sono possibili alternative prima di spingere il paziente a rassegnarsi?

Il problema, peraltro, si pone solo per l’ipoacusia o l’acufene “fissi”, stazionari, senza alcuna reversibilità spontanea, tenendo presente che ovviamente se il disturbo nostante sia sempre presente, varia di intensità o frequenza, almeno quella quota variabile, deve certamente essere dovuta all’idrope. Non è nemmeno vero che esistano cause specifiche che possono far sospettare la presenza di danni permanenti, ad esempio l’insorgenza dopo un trauma acustico. D’altronde esperienze di idrope da trauma acustico sono molto comuni se pensate a un acufene dopo un concerto o una notte in discoteca, che poi regredisce, cosa ovviamente impossibile se ci fosse stato un danno permanente. Spesso la “diagnosi” è peraltro solo l’espressione del fatto che il medico, non sapendo cosa dire, la costruisce su quel che voi stessi raccontate o su pure ipotesi prive di fondamento. Ed ecco allora che vengono coinvolti i soliti sospetti: il trauma acustico, l’età, l’ereditarietà, lo stress, la circolazione, i virus, la cervicale e perfino l’articolazione temporomandibolare e i denti, quando non si tirano in ballo il fegato e chissà cos’altro.

9 commenti

Archiviato in Acufeni, Diagnosi, Idrope e ADH, Ipoacusia e Fullness, Vertigini

9 risposte a “Come e quando si può capire se i propri disturbi sono causati dall’idrope anche senza fare esami

  1. Paco

    E se le fluttuazioni fossero causate da variabilità della percezione dell’acufene determinate da tensioni emotive ed ansiose?

    • L’acufene per stabilire se fluttuante o meno lo si deve sempre valutare nel silenzio e a parità di condizioni… E chiunque a quel punto prestandoci attenzione è in grado di dire se il volume che sente è più forte o meno forte… Lì l’ansia non c’entra nulla… o meglio c’entra come fattore aggravante l’idrope e che può portare all’aumento dell’acufene ma non determona la sua maggior o minor percezione… quando si deve valutare se il volume è più o mneo intenso… Cambia il fastidio che se ne ricava ma non l’intensità che se cambia deriva solo dalla variazione della disfunzione idromeccanica esercitata dall’idrope.

  2. Giuliana Star

    Buongiorno dottore, leggo con grande interesse quello che scrivono i pazienti e le sue risposte. Sono da moltissimi anni soggetta a giramenti improvvisi ed altri che mi bloccano alcuni giorni. Di acufene sono provvista..come le dicevo sono anni. Ho fatto mille esami da diversi dottori che non hanno trovato se non il “nistagmo”alla visita. Adesso sono peggiorata. L’ultimo medico consultato -dopo audiometria-, ripetuta più volte a distanza di 6 mesi l’una dall’altra, dice che è un neurinoma acustico. Già la perdita veloce dell’udito alla parte sinistra conferma la diagnosi. Vista l’età, (ho 60anni) dice pure che è meglio convivere e sperare che l’età non accelleri i disturbi. (sono una musicista). ma che cavolo!!!!!!!!!!

    Medico di base è contrario! Dice che si potrebbe almeno “tentare ” una operazione da chi potrebbe valutare ed eseguire eventualmente, -se sono idonea-, questa operazione. La qualità della vita è diversa . Non cammino bene, ho una leggera parestesia alla tempia e al lato orecchio.. e vari disturbi che lei saprà. La depressione non è arrivata e mai sarà. Un leggero stato d’ansia è arrivato DOPO queste spiegazioni non certo leggere. Continuo l’insegnamento..ma perdo spesso i suoni prodotti dai ragazzi e anche quelli che ascolto (tanto per dire..), ai concerti. La protesi acustica non serve nel mio caso. Così mi è stato detto. Le chiedo. Devo assistere e accettare questo stato che peggiorerà..almeno che io non muoia per altro? Scusi. Scherzo. Però non credo che nel 2014 questa cosa sia impossibile da FERMARE..non certo altro viste le sbagliate diagnosi differenti e il tempo perso ormai. ..e lo chiamano tumore benigno??? Per quale motivo? é invalidante e vieta di condurre una vita normale..anche se sessant’enne no? Risonanza positiva. Che fare? Sono arcistufa di audiometria per verificare ..lo capisco da sola che peggioro, non solo come udito. Scusi la lunga spiegazione. In fine fare un riassunto in poche righe di 14 anni di trascorsi..non è assolutamente facile. Cordiali saluti ..grazie se leggerà e risponderà. Almeno altri potranno ricercare medici più accorti e prendere in tempo ogni disturbo. Arrivederci Giuliana Star

    • Sig.ra Giuliana, sebbene la regola da me stabilita vieti di presentare il proprio caso personale o di chiedere per questo pareri, nella situazione specifica, la patologia riscontrata, mi obbliga a risponderle.

      Deve assolutamente andare a farsi vedere e molto probabilmente programmare l’intervento di asportazione.

      In questo caso mi permetto perfino di darle un consiglio. Uno dei migliori centri per la chirurgia della base del cranio che abbiamo in Italia è quello del Prof. Mario Sanna http://www.gruppootologico.it a Piacenza e a Roma.

      Non ha già 60 anni, ne ha solo 60..e anche se avesse una lesione piccola non sappiamo con che velocità possa crescere e per quanto queste lesioni crescano lente.. dica a quello specialista di andare a farsi fottere.. e per una volta tanto ascolti il medico di base e si vada a far vedere.. lì o dove meglio crede purchè da qualcuno che ci capisca e che sappia operare davvero. Se scegliesse qualcun altro magari prima di farsi mettere le mani addosso mi contatti privatamente per dirmi chi avrebbe scelto…

      Mi dispiace se questa mia risposta le dovesse mettere maggior ansia ma certamente non deve dar retta a priori a quello specialista superficiale a meno che non fosse un esperto di neurinomi. Se qualcuno realmente esperto del settore le dicesse che può tenerlo sotto controllo magari ripetendo RM per studiarne la crescita, allora è diverso. Le confermo comunque che si tratta di un tumore benigno, se è davvero un neurinoma. ma questo non vuol dire che non possa far danni maggiori crescendo come ad esempio sul nervo facciale o sul nervo trigemino o più in là.

  3. dott.Paolo Carnevali

    Come sempre Lei esprime le sue legittime opinioni con umilta’,disinteresse e rispetto per i colleghi.

    • Immagino sia un commento scarcastico, visto che sei un collega otorinolaringoiatra..

      Anche perchè io tutto ho tranne che RISPETTO per i colleghi… O almeno non più di quanto non rispetti chiunque..

      In particolare ho zero rispetto per i colleghi che si rendono corresponsabili dei disturbi del paziente con comportamenti che nemmno giudico da medico quindi da sempre piccono e molto.. 🙂

      Disinteresse… ? No.. sono INTERESSATISSIMO a veder vincere la possibilità di curare questi disturbi che SONO per la maggior parte di casi CURABILI… 😉

      Umiltà? Discorso lungo… La parola viene da HUMUS ovvero terra… e l’ho sempre considerato il difetto di chi vola basso (terra terra) senza ambizioni e senza cercare di realizzare qualcosa… Io presa così decisamente non sono “umile”..

      Mi scuso se replico solo ora ma mi era sfuggito

  4. Anna

    Buongiorno spero mi risponda. ho 35 anni e da 8 anni soffro di vertigini con attacco forte ogni 4 anni ma io comunque fluttuo spesso (per esprimermi velocemente). Ho scoperto ieri che ho le cellule danneggiate causa virus da piccola. Mi hanno detto che non c’è nula da fare. Sono abbastanza sorda nell’orecchio sinistro. Insomma secondo lei soprattutto per le vertigini (la sordità è quella ch mi da meno fastidi) si può fare qulaoca oltre ai farmaci. L’otorino mi ha detto di no.

    • Non pubblico casi personali come scritto ma le vertigini si curano sempre… utilizzando anche farmaci, però.

      • Anna

        Grazie per la risposta! Mi hanno detto che è vertigine posizionale che mi sta durando ormai quasi due mesi dopo anche manovra. Spero di risolvere ma tengo il suo contatto, so che lei ha aiutato varie persone. Grazie.

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