Iperacusia e fonofobia: la paura dà fastidio o il fastidio fa paura?

Si tratta di un sintomo sul quale esiste una notevole confusione interpretativa, venuto alla ribalta circa 25 anni fa negli USA e da 15 anni anche in Italia, grazie alla diffusione da me fatta per qualche anno e poi portata avanti dall’Ing. Luca del Bo, bioingegnere e audioprotesista che ha collaborato con me per un certo tempo, della Tinnitus Retraining Therapy (TRT) proposta dal suo ideatore, Jastreboff, quale valida terapia dell’acufene e appunto dell’iperacusia, da lui ritenuta un fenomeno esclusivamente di natura neurologica reattivo a una patologia dell’orecchio. La terapia poi peraltro si è rivelata spesso di aiuto per l’iperacusia ma molto meno per l’acufene tanto da essere stata da me del tutto abbandonata dopo pochi anni.
Le cose non stanno in realtà come spiegato da Jastreboff. Di neurologico probabilmente non c’è molto o quasi nulla, ma orecchio e cervello (nel senso di cervello psichico) contribuicono al problema.
Per spiegare devo introdurre altri due termini: il RECRUITMENT e la FONOFOBIA.

Con il primo si intende la capacità di una coclea “ammalata” di percepire minime variazioni di intensità altrimenti non percepibili dal sogetto normale. Più in modo evidente si può dire che il paziente mentre non sente i suoni a bassa intensità sente bene o anche troppo quando si alza il volume sopra una certa intensità.  Sebbene molti colleghino il recruitment a un danno permanente delle cellule ciliate, ho personalmente verificato con esami specifici (SISI TEST e audiometria automatica modificata) come in realtà anche quasi tutti i pazienti con ipoacusia da idrope certo e perfino molti senza alcuna ipoacusia dimostrabile abbiano questa caratteristica di aumentata discriminazione di intensità. Questo potrebbe essere il meccanismo della vera IPERACUSIA da orecchio interno, che in moltissimi casi quindi è da idrope e si può trattare.
Diverso è il caso della FONOFOBIA (ovvero paura del rumore) spesso correlata al credere  (o passivamente aver ricevuto questa informazione) che il rumore sia stato causa del proprio acufene o dell’ipoacusia, per cui il paziente se ha sufficienti basi di ansia da arrivare a questo, sviluppa una sorta di avversione al rumore. Spesso peraltro nel caso della FONOFOBIA l’intolleranza riguarda rumori specifici sgraditi mentre altri situazioni di rumore “gradito” non gli creano alcun problema anche se a volume ben maggiore. Io ad esempio ho una evidente fonofobia nei confronti dei bambini che piangono per ore ininterrotamente in aereo ma posso andare benissimo a un concerto rock senza problemi.
In molti casi comunque le due componenti si associano e in questi pazienti generalmente è necessario effettuare una terapia che comprenda anche i neurofarmaci. Se il paziente presenta però SOLO IPERACUSIA – FONOFOBIA senza altri sintomi che giustifichino la mia terapia ritengo preferibile che sia prima trattata da uno psichiatra la componente “cerebrale” e poi solo secondariamente se necessario quella eventualmente legata all’idrope.
In sintesi possiamo concludere che se l’iperacusia deriva dall’orecchio (e può derivare dall’orecchio) può essere giustificata la terapia anti-idrope perchè potrebbe essere benissimo anche solo idrope (e infatti ho notevoli benefici nella maggior parte dei pazienti trattati anche su questo sintomo), senza che ci debbano necessariamente essere danni permanenti (spesso peraltro il disturbo è incostante) ma è impossibile in questo caso essere certi di quale sia la quota relativa all’orecchio e quale quella relativa alla componente psicologico-psichiatrica, cerebrale.

1 Commento

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Una risposta a “Iperacusia e fonofobia: la paura dà fastidio o il fastidio fa paura?

  1. Caro Dotttore, proprio ieri sera ho avuto un episodio di non so cosa : acufene ma poi ci sentivo diversamente e mi dava fastidio il rumore. Dalla paura, ho preso qualche goccia di Rivotril e dopo un pò mi è passato. Le dico che ho passato un’ora di panico, ansia. Ho sudato talmente tanto da bagnare il vestito che avevo indosso. E non ho nemmeno mangiato. Ma in un ora ho bevuto un litro di acqua. Forse direi più: IL FASTIDIO FA PAURA! Ma credo che la paura contribuisca molto ad accentuare questi disturbi che, nessuno tranne lei, cerca di approfondire. La saluto di cuore.

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