La dieta troppo corta riduce i risultati. Serve qualche sacrificio in più.

Valutando retrospettivamente l’andamento della terapia nella fase di approccio emerge che per fare effetto davvero la dieta deve essere prolungata oltre i cinque giorni perché per molti pazienti cinque giorni soli almeno nella fase di avvio danno risultati insufficienti o che comunque “tengono meno”. Sto quindi cambiando il protocollo di approccio iniziale il che renderà scontenti molti pazienti sulla breve distanza ma certamente può migliorare ancora di più l’efficacia della cura.

Invece che fare 5 giorni, pausa e altri 5 giorni si chiederà un periodo minimo di 10 giorni di dieta iniziale di cui i primi 6  con pasto solo frutta a pranzo e i rimanenti con pranzo e cena a tre componenti.

Purtroppo a volte è necessario fare dei passi indietro  quando l’alleggerimento della terapia per rendere più semplice e più accettabile può ridurre l’efficacia delle cura stessa, soprattutto nella gestione delle fluttuazioni.

In caso di recidiva invece si andrà “al bisogno” ovvero da un minimo di 5-6 giorni con estensione solo in caso di non rapida risoluzione.

2 commenti

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2 risposte a “La dieta troppo corta riduce i risultati. Serve qualche sacrificio in più.

  1. Daniela

    Non so se questo sia il posto adatto per questa domanda, ma mi è sembrato il più attinente.
    Come lei sa al momento ho ottenuto risultati minimi con la sua terapia per quanto riguarda l’acufene, ma come lei non sa ho ottenuto risultati spettacolari con il linfedema. Nonostante sia sempre stata magra (o quasi) ho sempre avuto, particolarmente in estate con il caldo, la tendenza di polpacci e caviglie a gonfiarsi sino a fare anche un po’ impressione agli altri. Niente ha mai funzionato e l’uso dei famosi calzari ha fatto sì che il gonfiore finisse sotto i piedi e sulle ginocchia. Un suo collega di un’altra specializzazione mi ha definito un caso di lifedema da manuale. Quest’anno, affrontando l’estate dopo le sue terapie, la cosa non si è affatto verificata nonostante l’intenso caldo. Ho perso talmente peso che le mie colleghe mi hanno assillato per sapere che dieta avessi fatto.
    La mia domanda è la seguente: una tale tendenza alla ritenzione idrica, può influenzare le tempistiche dell’efficacia dei suoi trattamenti? Ha mai avuto più difficoltà ad ottenere risultati con donne (in genere siamo donne) che avevano una tendenza fisiologica alla ritenzione ?

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