Aggiornamento terapia gennaio 2016

Preparata la nuova versione della terapia gennaio 2016 o meglio le nuove versioni. Combinando più elementi adesso ci sono sostanzialmente cinque varianti di base più ulteriori varianti personalizzate della fase di avvio.
 
Circa i neurofarmaci sono previste quattro varianti: Con neurofarmaci dose piena da protrarre per qualche mese, con neurofarmaci a mezza dose per soli dieci giorni da protrarre a scelta, con propri neurofarmaci attualmente assunti, o senza neurofarmaci.
 
Circa la terapia cortisonica e le fleboclisi, ci sono due versioni quella di base standard “leggera” che prevede una sola iniezione di cortisone, e le due fleboclisi ma senza cortisone e solo se non è troppo complicato reperire in tempi rapidi un infermiere disponibile e quella più intensa dove i cortisonici vengono somministrati sia per iniezione che per fleboclisi che a seguire e a scalare per via orale. Generalmente la versione intensa viene proposta con dosi piene di neurofarmaci.
 
A questa varianti di base poi si aggiungono altre varianti personalizzate che possono includere o meno la ginnastica vestibolare, la terapia antichinetosi, l’eventuale mantenimento prolungato di un solo farmaco con sospensione degli altri dopo pochi giorni, terapia senza cortisone in caso di controindicazioni specifiche ecc.
 
Fermo restando il valore del mio consiglio spesso è possibile lasciare al paziente la scelta se partire con un ciclo più leggero o con uno più impegnativo, avvisando chiaramente che una terapia più leggera ha in fase di avvio meno possibilità statistiche di ottenere risultati in tempi rapidi ma comporta meno stress e che comunque si tratta di una fase di avvio… e pertanto il proseguimento viene deciso successivamente in base ai risultati ottenuti e alla facilità o meno del paziente di seguire la cura.
 
In pratica vale la regola già in atto da tempo (la terapia non è stata stavolta rivoluzionata rispetto a quando già da qualche mese in atto ma solo riordinata e spiegata meglio e non è necessario per chi la ha già avviata richiedere un aggiornamento) che si deve ottenere il massimo possibile con il minimo sforzo. Purtroppo tranne alcune situazioni specifiche non esistono elementi di previsione di quale sia l’intensità necessaria della terapia o la sua durata specifica e quindi molto conta anche la predisposizione e la fiducia del paziente nel decidere insieme come avviare, ricordando che appunto è solo una diversa modalità di avvio e non l’intera terapia che si valuta di volta in volta grazie alla facilità di accesso a i contatti con me in ogni momento e dovunque io sia o voi siate.

5 commenti

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5 risposte a “Aggiornamento terapia gennaio 2016

  1. Costantino Pallante

    Gentile dottore ,la ringrazio per la sua attenzione alla ricerca di nuove terapie per combattere questo fastidioso disturbo!Volevo chiederle come ,mancando una valutazione obiettiva dell’intensità dell’acufene ,potesse applicare una delle varianti di terapia di cui parla nell’articolo, piuttosto che un’altra ! E poi :come mai non fa più riferimento alla dieta che prima ,mi sembra di ricordare ,costituiva un elemento importante della sua terapia e che mi ha sempre scoraggiato dall’intraprenderla . Distinti saluti Costantino Pallante

    • Le varianti di terapia non si basano sul diverso sintomo e meno che mai su dati obiettivi dell’acufene quanto sul paziente e la dieta c’è ancora (come l’acqua) ma proprio perchè c’è in ogni variante.. non ne ho parlato qui…

  2. michele

    Gentilissimo dottore La Torre cosa ne pensa dell’ aldosterone come possibile attore nel delicato equilibrio idrico dell’orecchio interno?

    • Domanda molto interessante .. ci sono articoli in giro che propongono analoghi dell’aldosterone come terapia sebbene io lessi articoli che invece in qualche maniera lo vedevano implicato in negativo… La verità è che ho affrontato poco l’argomento ma adesso me lo andrò ad approfondire stimolato dalla domanda… e magari ne parlerò sul mio profilo facebook

      • Bisogna però tenere presente che a prima vista sapendo quali sono le funzioni dell’aldosterone, agoniste e non antagoniste della vasopressina… (adh) è più credibile che in realtà abbia un ruolo in negativo quello endogeno… ovvero da noi prodotto… D’altra parte quelle proposte di terapia ancora non ho ben capito cosa usano… Non mi risulta che esista come farmaco in commercio l’aldosterone, almeno in Italia e quindi.. ma devo apporfondire non chè in realtà quello che si usa è un aldosterone inattivo ovvero un antagonista alla fine… comunque argomento complesso..

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