Mal di viaggio, durante e… dopo. La chinetosi e il “mal da sbarco” sono da idrope.

La chinetosi

In italiano la chiamiamo scientificamente “chinetosi” e volgarmente a seconda del mezzo o della situazione che ci fa star male  “mal di mare”, “mal d’auto” ecc, mentre in inglese più appropriatamente è conosciuta come “motion sickness” o malattia da movimento”.

Della sua esistenza sono a conoscenza almeno per sentito dire se non per esserci passati da piccoli (e purtroppo spesso anche da adulti) in molti. Si tratta della sensazione di nausea accompagnata da altri fenomeni neurovegetativi e perfino da possibile vomito legata al movimento in barca o per strada ecc.

Quel che invece pochi sanno è che al di là di rimedi privi di ogni logica (ad esempio i braccialetti che comprimono il polso, che sebbene giudicati utili da molti) davvero non capisco come possano agire, è anche questo, nell’adulto, un disturbo di origine vestibolare legato al labirinto, ovvero all’orecchio interno e all’idrope.

E può essere curato con la terapia dell’idrope.

Questo ha fatto si che alcuni rimedi tradizionalmente adottati per questo disturbo come ad esempio i “cerotti” alla scopolamina (in Italia Transcop, inspiegabilmente ritirati dal commercio qualche tempo fa ma ancora disponibile in altri paesi) o il dimenidrato (Xamamina, Travelgum o in associazione a un inutile cinnazarizina, l’Arlevertan) siano utilizzati con successo anche nella gestione sintomatica delle vertigini.

Ho trattato molti casi con successo, cambiando letteralmente la vita e la possibilità di viaggiare a molti, sebbene più raramente i pazienti si rivolgano a me per questo disturbo, peraltro molto frequente.

In pratica al pari delle vertigini posizionali (quelle tradizionalmente e sbagliando attribuite agli otoliti, i sassolini vagabondi che se ne andrebbero in giro per l’orecchio) il problema sarebbe una inadeguata risposta asimmetrica dei due labirinti sottoposti ad uno stimolo differente per il differente carico di liquidi rispetto a quello simmetrico e fisiologico.

I recettori del labirinto infatti vengono stimolati propri dal movimento dei liquidi che si verifica con inerzia (ovvero relativo ritardo) rispetto a quello della testa e in direzione opposta. La presenza di una massa liquida aumentata modifica ovviamente questa inerzia dando uno stimolo asimmetrico.

Poiché gli stimoli del labirinto (cosa ben nota a chi soffre di vertigini) possono generare fenomeni neurovegetativi (nausea, vomito, variazioni di pressione arteriosa e battito cardiaco, sudorazione) da questa stimolazione asimmetrica originerebbero i disturbi.

Al pari delle vertigini, mantenere lo sguardo su una mira ovvero fissare con lo sguardo inibisce questi segnali ed ecco perché di solito guidando direttamente non si ha la stessa stimolazione di quanto si viaggia come passeggero.

Perché è più frequente nell’infanzia, dove l’idrope è invece meno frequente? In questo caso si ritiene che ci sia una relativa immaturità della risposta vestibolare, adeguata per stimoli “normali” ma non per le costanti sollecitazioni come quelle che si verificano ad esempio in barca o in auto.

Leggo in giro che “poiché non si riscontra nulla allo studio dell’orecchio e dell’apparato vestibolare” questo disturbo è verosimilmente di natura neurologica”.

Beh, io facendo uno studio “vero” dell’apparto vestibolare, che nessuno fa davvero, ovvero con videonistagmografia tridimensionale , OTR, potenziali evocati vestibolari, test rotatori ecc) ho SEMPRE trovato in questi pazienti alterazioni dell’apparato vestibolare e anche SEMPRE idrope alla elettrococleografia, esame ritenuto specifico per l’idrope.

Questo in realtà non vuol dire nulle perché alterazioni  strumentali agli esami si riscontrano anche n moltissimi pazienti asintomatici che non riferiscono alcun disturbo a carico dell’orecchio interno, dimostrando come la diagnosi debba essere fatta con i sintomi e semmai confermata con gli esami (che non faccio più conoscendone già l’esito a nessuno da anni) e non basarsi sugli esami senza correlazione con i sintomi (e questo vale per tutta la medicina!). Ma resta il fatto che certamente non si può affermare che non sitrova nulla nell’orecchio, come d’altronde dicono per molti altri disturbi che da questo si originano, acufeni, vertigini, disequilibrio, sensazione di fullness dell’orecchio e perfino alterazioni qualitative dell’udito.

Peraltro in moltissimi casi il paziente presenta o ha presentato in passato, ANCHE altri sintomi quali appunto acufeni, o vertigini, fullness o perfino un quadro completo di malattia di Meniere.

Altra ipotesi assurda è che ci siano malformazioni del labirinto – orecchio interno (del quale non si conosce alcuna “malformazione”). Tutto pur non di pensare all’ipotesi più probabile: se i liquidi sono i responsabili dello stimolo fisiologico in tutti, una alterazione della massa liquida può dare uno stimolo anomalo. Ma fino a che si penserà all’idrope solo in presenza di quadri completi di Malattia di Meniere da “libro di medicina” difficilmente le vedute degli specialisti si potranno allargare.

Non è raro che la chinetosi, che si verifica, DURANTE il viaggio, si possa associare al disturbo seguente, anche esso da idrope.

Il “mal de debarquement” (mal da sbarco)

Non so perché usiamo (e non solo in italiano, anche in inglese) la definizione francese invece che la sua traduzione letterale, ma di fatto questo disturbo, anche esso assolutamente dovuto agli effetti della asimmetria e della stimolazione anomala legata all’idrope, sebbene raro, esiste e viene tenuto in considerazione da pochi.

Una descrizione migliore di qualunque descrizione possa dare io la ha fatta un paziente con una mail che mi ha inviato e che mi ha stimolato a scrivere questo articolo.

Salve, sono appassionato di vela, finché attivo al timone o se la barca procede tranquilla non ho problemi, ma purtroppo se vi rimango per alcune ore (esempio la notte) subendo i dondolii incontrollati quando ferma, oppure se costretto a fare molte manovre (come sulle giostre), mi vengono le vertigini. Per fortuna mai nausee allo stomaco, ma solo dondolio che allo sbarco aumenta e poi si attenua fino a sparire entro 2-3 giorni. Quali possono essere i rimedi per evitare che ciò avvenga e mi costringa a rinunciare a tale passione?

Non avrei potuto descrivere meglio il quadro.

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Archiviato in Altro, Diagnosi, Idrope e ADH, Terapia, Vertigini

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