Truffe, mezze truffe e terapie inutili o spacciate come unica soluzione

Ad uso di quelli che da soli non ci arrivano a capirlo, e allo scopo di farvi risparmiare tempo e denaro discuto qui di alcune presunte terapie e proposte terapeutiche che sono completamente inefficaci su acufeni, vertigini, udito o altro e che spesso sono delle truffe vere e proprie o terapie spacciate tradizionalmente come terapie per l’orecchio, ma che non servono assolutamente a nulla.

 

Vere truffe sapendo di truffare 

Nel senso che sia chi le produce che chi le prescrive al paziente sanno benissimo che si tratta di una truffa totale e che non servono a nulla e si specula sul paziente o, nel caso degli integratori, quando il medico non ha addirittura un ritorno diretto, semplicemente da’ qualcosa per levarsi il paziente di torno (il medico) usando prodotti spacciati come efficaci, ma sapendo benissimo che non lo sono.

 

  • Olio tipo Otobio, Biostenix o simili
    Si tratta di una vera e propria truffa internazionale recente con falsi testimoni, e falsi scienziati autori della rivoluzionaria scoperta, tutti gli stessi, ma con nomi diversi a seconda dei paesi e delle lingue (sia i testimoni che gli scienziati) e mai potrebbe funzionare comunque sia perchè mai potrebbe arrivare all’orecchio interno e sia perchè comunque non potrebbe mai rigenerare le cellule ciliate.
    Vedere l’articolo specifico a questo dedicato in questo blog.
    Costo variabile per una piccola boccetta di olio miracoloso Otobio circa 50 euro. Mi stupisco che ci sia bisogno di mettere in guardia sul fatto che questa sia una truffa colossale, ma di fatto.. pare che molti ci caschino o si illudano che sia vero e chiedono informazioni.

 

  • Metodi personali per la cura dell’acufene venduti su internet come E-books
    Il più famoso è il “Miracolo per acufeni” di un inesistente Thomas Coleman, disponibile in molte lingue diverse, ma in seguito ne sono usciti molti.. “Acufeni Spenti” di Federico Vinci e altri ancora…Si tratta di cose assurde prive di qualunque senso e non esiste alcun vero paziente scopritore dietro… ma solo una truffa internazionale che per alcuni motivi (tipo di grafica scelta e modalità di presentazione) sono da ricollegare probabilmente alla stessa azienda e forse anche a chi ha lanciato sul mercato gli olii miracolosi di cui sopra.. Anche qui stessa cosa.. testimoni falsi che cambiano nome ma non fotografia per diverse lingue. E devo dire con una notevole cura nella scelta dei nomi, almeno nella versione italiana..Non credete a me… credete alla testimonianza positiva e convincente di Amedea, Nevio, Malvolio, Fedele, Romilda, Orsina, Tecla, Melchiorre, Angiolo, Fiore e Battista (se per pura disgrazia vi chiamate Andrea, Marco, Giovanni, Cristina, Maria, Anna o nomi comuni.. lasciate stare.. Il metodo olistico di Coleman su di voi non funzionerebbe! :-))
    Costo della supertruffa circa 70 euro ma a volte lo si trova in offerta speciale per solo 40… 🙂

 

  • Laser per acufeni Tinnitool
    Non serve assolutamente a nulla, le cellule ciliate non possono in alcun modo rigenerare e oltretutto il laser manco arriva all’orecchio interno e sono riportati falsi dati e false testimonianze con la complicità di medici compiacenti, anche in Italia. Costo di questo bidone 500 euro. Della stessa azienda il Tinnipad (altro bidone truffa) che costa anche di più.

 

  •  Integratori specifici tipo Acufen, Acuval, Tinnit, Otofisk, Vertigoval ecc..
    Vere truffe che non servono a nulla e non c’è nulla dentro che possa essere di aiuto, spacciate per terapie per problemi specifici grazie a nomi accattivanti. Tempo fa scrissi ad alcune di queste aziende chiedendo di fornire spiegazioni e risposero solo minacciando querele. Qui il ruolo dei medici che li prescrivono è dubbio.. In parte ci sono (..menefreghisti che prescrivono la prima cosa per togliersi di torno il paziente ) e in parte ci fanno.. (..i soldi che probabilmente l’azienda paga in qualche modo a chi li prescrive… ma non posso provarlo direttamente, salvo per un tentativo personalmente a me rivolto di retribuirmi se avessi pubblicato dati falsi per uno di questi prodotti inutili anni fa.. citandomi chi lo aveva fatto.
    Costo di questa truffa: in media 22 euro a scatola.

 

  • SPC-Flakes
    Non me ne sono mai occupato più di tanto poiché sembra che in Italia per fortuna non abbiano ancora preso molto piede, ma riporto le informazioni che ho. Per ora seguendo la puzza di truffa colossale lo inserisco qui, salvo poi spostarlo nelle mezze truffe se un discreto numero di pazienti, me ne riportasse benefici, cosa finora mai avvenuta.

    Fiocchi d’avena idrotermicamente trattati, che stimolano la produzione di fattore antisecretorio AF endogeno, per la profilassi e trattamento di mantenimento nelle sindromi ipersecretorie. L’effetto clinico appare dopo 14-28 giorni di terapia. L’effetto della “memoria” prolunga l’azione antisecretoria del trattamento per un periodo pari a quello del trattamento. Si consiglia orientativamente l’assunzione 1g/ kg/die, in tre somministrazioni.

    Ora poiché vengono consigliate 1 gr/kg al giorno diciamo che il paziente finirebbe una scatola da 450 g che costa circa 20 euro in una settimana in media e l’effetto clinico si “manifesterebbe” comunque non prima di 14 giorni (fino a 28, quindi diciamo in media 3 settimane) calcolatrice alla mano prima di capire anche solo lontanamente se ci sono benefici.. il paziente (beati quelli magri che ne consumano meno) dovrebbe mangiarsi (e comprare) almeno 3-4 confezioni spendendo per questo tentativo circa 60-80 euro prima di vedere qualche risultato o di capire che magari è una bufala.
    Se fosse vero il costo del tentativo non è di per sé proibitivo ma poi sembra che l’azione del trattamento si prolunghi per periodo equivalente, quindi il trattamento va ripetuto per 2 settimane ogni 4 o per 4 ogni 8 ecc.. e il costo inizia per qualcuno forse a farsi elevato.. Ma se funzionasse almeno…
    Solo che molto probabilmente non fanno assolutamente nulla visto che questa cosa del fattore secretorio in correlazione alla Meniere mi sembra campata in aria. E che dubito che questi fiocchi di cereali facciano qualcosa in tal senso.
    Speriamo siano almeno buoni.
    Magari potrei trovare qualche volontario benestante per fare uno studio di efficacia e dirvi qualcosa in più (lo proporrò sul mio facebook) ma per ora lo tengo per prudenza tra le truffe sapendo di truffare.

Mezze truffe

Nel senso che magari occasionalmente in buona fede i medici che le propongono ci credono pure ma solo perché ignoranti totali sull’argomento, ma altre volte spesso sono vere truffe solo per spillarvi i soldi e di solito sono pure tanti. In alcuni casi possono essere di beneficio su altre cose ma non certo sull’orecchio e quando ci sono dei risultati sono solo placebo o al massimo riduzioni dello stress (che in questo senso può agire sull’idrope) dovute al miglioramento di un altro disturbo fastidioso concomitante. Es. se dormo male e ho dolore per il collo e mi fanno dei buoni massaggi o fisioterapia ovvio che riduco lo stress che da questo problema derivava, ma non ho fatto nulla sull’orecchio

 

  • Bite per malocclusione o ATM e qualunque procedura sui denti, incluse inutili estrazioni dei denti del giudizio
    ATM e denti con acufeni, vertigini e udito non hanno nulla a che vedere come rapporto causa-effetto. E il condilo della mandibola non può in alcun modo interferire con l’orecchio interno e il nervo acustico. Se davvero esistesse un contatto diretto il paziente sarebbe già morto, oltre ad avere la distruzione totale dell’orecchio, perché in mezzo ci sono tra l’altro la carotide e la giugulare, i grossi vasi che portano il sangue alla testa e lo fanno defluire. Oltre al fatto che il suo cadavere… avrebbe la faccia, un tantino storta…
    Vero è che alcuni movimenti della mandibola, per ragioni non chiare che non hanno nulla a che vedere con la creazione dell’acufene primaria possono temporaneamente e con effetto meccanico diretto, creare transitori aumenti dell’acufene.

 

  • Fisioterapia, osteopatia,  e qualunque altra terapia “strana” sulla cervicale (es. tipo Atlantotec)
    La cervicale non ha nulla a che vedere con l’orecchio, con gli acufeni o le vertigini, e comunque non è possibile effettuare alcuna mobilizzazione sull’atlante quindi in questo senso l’Atlantotec o cose simili sono una truffa vera e propria.
    L’associazione tra cervicale e vertigini (estrapolata poi a tutti gli altri sintomi da orecchio) ha base in tre errori “storici”.  Quando non si conosceva il meccanismo di funzionamento dell’orecchio notando che girando la testa al paziente poteva… appunto “girare la testa” (vertigine) si pensava ci fosse qualcosa a che vedere col collo, ma basta verificare che anche se la testa gira con tutto il corpo senza alcuna azione sul collo succede esattamente lo stesso visto che è il movimento della testa che conta e non la rotazione del collo, per capire che non c’entra nulla.
    Inoltre per ignoranza veniva attribuito questo  a transitorie chiusure dell’arteria vertebrale, il cui mancato apporto di sangue e ossigeno semmai darebbe problemi a un distretto ben più grande che non all’orecchio dando origine a un ictus della parte posteriore del cervello, cervelletto, tronco encefalo ecc.  quando non compensato dal cosiddetto poligono di Willis ovvero la circolazione collaterale.
    Infine si è provato a trovare la correlazione in una compressione del sistema simpatico creata da osteofiti artosici (che certamente peraltro non possono allora essere trattati con la fisioterapia) che per ora però nessuno sa che relazione avrebbe con l’orecchio e perché mai dovrebbe riguardare l’orecchio visto che i rapporti con l’orecchio sono mediante i nervi cranici e non quelli cervicali.

 

  • Chirurgia nasale
    Utile solo se avete problemi nasali… ma per respirare col naso non per l’orecchio interno!. Curiosamente 🙂 quasi tutte le volte che al paziente viene proposta questa soluzione per l’udito o gli acufeni  (peraltro spesso sbagliando perchè  semmai bisognerebbe trattare i turbinati e non il setto nasale per far respirare meglio il paziente) si tratta di procedure proposte in strutture private o convenzionate dove il medico comunque prende soldi per quell’intervento, il che rende molto discutibile la buona fede del medico, che comunque sarebbe possibile solo in caso di sua totale ignoranza perfino sulle basi di anatomia e fisiologia relative alla sua stessa specialità.

 

  • Angioplastica per CCSVI
    Quella della CCSVI è una teorie forzata priva di reale fondamento e con molte incongruenze e con dietro anche un bell’inganno commerciale circa la diagnosi che si farebbe solo con uno speciale apparato prodotto da una azienda sola con ritorno diretto a chi avrebbe “creato ex novo” questa patologia prima come causa della sclerosi multipla e ora anche della Meniere e per estrapolazione pure per acufeni o altro. Viene attualmente spinta molto dalla presunta associazione per la Meniere AMMI (Associazione Minchioni Molto Ingannabili ?) che tradizionalmente pilota i pazienti verso specifiche terapie e specifici medici con il fondato dubbio che ci siano giri loschi dietro

 

  • Agopuntura
    Curiosamente i suoi sostenitori rispondono alle critiche che se i cinesi la usano da millenni certamente non può essere inutile.. ma non mi risulta che i cinesi abbiano meno problemi con gli acufeni. Inoltre siamo ormai pieni di teorici agopuntori improvvisati dei quali diffiderei in generale. Il fatto che nella medicina cinese il rene sia correlato all’orecchio non ha nulla a che vedere con l’idrope, l’ormone antidiuretico ecc.

 

  • Omeopatia
    Non entro nel merito generale anche se sono profondamente convinto che i vari rimedi omeopatici non servano MAI a nulla se non come placebo e per disturbi di natura psicosomatica o nevrotica che sarebbero probabilmente passati da soli “preferiti” dai pazienti che “non amano prendere farmaci” una moda davvero sconcertante priva di qualunque logica.
    Di sicuro non fa assolutamente nulla di reale sull’idrope, sull’orecchio, acufeni, vertigini ecc..

 

  • Dilatazione della tuba con palloncino
    Non serve a nulla e potrebbe essere pure pericoloso creando una tuba beante permanente. In Italia credo sia proposta (privatamente ovviamente) solo da un medico specifico a Roma… quindi in questo senso potrebbe essere considerata una truffa vera e propria visto che quel medico non può non sapere che non funziona)

 

  • Decompressione per conflitto neurovascolare per acufeni e vertigini
    In Italia credo si trovi proposta, ovviamente solo privatamente, da un solo medico, neurochirurgo, che peraltro sa benissimo che non è assolutamente una terapia per l’acufene e riporta anche pubblicazioni “aggiustate”. Non escludo che in qualche caso ci possa essere una relazione ma la procedura nasce per nevralgia del trigemino e spasmo emifacciale (dove è in effetti efficace) e la sua estrapolazione come terapia per acufeni è solo perché ci sono molti più disperati pronti a tutto in cerca di cure per acufeni e vertigini che non per nevralgia o spasmi facciali.
    Il riscontro di un presunto conflitto neurovascolare (di per sé evento frequente e che potrebbe essere del tutto innocuo) in risonanza magnetica non può assolutamente essere un motivo sufficiente per sottoporsi a una simile procedura  neurochirurgica con bassissime e imprevedibili possibilità di risultato, e non del tutto priva di rischi. Per fortuna in un paese dove l’assicurazione sanitaria privata ce l’hanno in pochi il numero di zeri nel costo di questa proposta la autolimita, e credo che per fortuna ne siano stati fatti davvero pochi di questi interventi con questa indicazione.

Inganni

Nel senso che queste terapie potrebbero avere un senso in alcuni casi particolari ma vengono proposte anche quando non servono o non possono essere utili, e spacciate come unica terapia possibile, per ignoranza o superficialità, ma in molti casi ai fini di lucro personale e in alcuni casi falsificando i risultati reali riferiti o facendo promesse non reali al paziente, quando in realtà sono assolutamente sproporzionate rispetto alla necessità reale avendo cure migliori e più semplici o con minori conseguenze negative o sono indicate solo per situazioni specifiche

 

  • TRT (Tinnitus Retraining Therapy)
    Terapia ideata in America dal Dr. Jastreboff, da me personalmente “importata” in Italia dove era completamente sconosciuta, nel 2000 e poi da me stesso sconfessata  dopo qualche anno, dopo averne riconosciuto i limiti e le promesse ingannevoli ma sostenuta ancora e con falsi risultati (ma quale 80% che se fa qualcosa in un paziente su 6 o 7 è già tanto! ) da chi ci guadagna tanto.
    Efficace davvero solo in casi limitati e ben selezionati e comunque che richiede periodi molto lunghi per valutarne l’efficacia. Ad ogni modo riduce il fastidio a livello cerebrale ma non fa nulla sull’orecchio.
    I principi base della TRT sono di per sé giusti (abbinamento di counselling cognitivo e di rumore bianco fornito dall’esterno allo scopo di sviluppare un adattamento cerbrale) ma non ha alcun senso visto che in moltissimi casi si può ottenere molto di più e in breve tempo con la terapia per l’idrope, chiaramente tenuta il più possibile nascosta da chi vuole proporre queste alternative vantaggiose dal punto di vista commerciale ma non per il paziente.
    Ne parlo in dettaglio nel mio sito alla sezione acufeni
    Attenzione: La cosidetta “palletta per acufeni” spacciata come terapia non ha nulla a che vedere con la TRT ed è in realtà la soluzione per i poveri proposta quando è evidente che il paziente 3000 euro per la TRT non li ha o non li vuole comunque tirare fuori, tanto per prendere qualcosa vendendo quel che potete comprare da soli su internet a un terzo o meno.

 

  • Chirurgia sul dotto e sacco endolinfatico
    Il principio di per sé è giustissimo, al fine di far defluire il liquido in eccesso dall’orecchio interno attraverso il sacco endolinfatico, ma questa procedura, rispolverata e modificata in Italia da un medico a Roma, dopo anni che (forse ingiustamente) era stata abbandonata a livello internazionale, sembra a detta di chi la propone che faccia qualcosa solo sulle vertigini ricorrenti e comunque non su udito e acufeni (il che peraltro non è spiegabile visto che agirebbe sull’idrope in generale), ma non è possibile saper di più ed è lecito sospettare che le statistiche di successo siano gonfiate, visto che l’unica risposta che ho ricevuto ai miei tentativi di creare un contatto e una possibile collaborazione (assistendo magari a un intervento e potendo conoscere pazienti trattati con successo) con l’unico medico che offre questa proposta in Italia per suggerirla ai miei pazienti in casi selezionati sono stati frustrati da un “non mi rompere le palle, non intendo avere nessuna collaborazione” che la dice lunga su quanto questa strada debba essere intrapresa con molta prudenza. L’esame di quel che il medico afferma inoltre su alcuni video disponibili in rete, mi lascia molti dubbi sul fatto che il medico in questione abbia conoscenza reale su cosa sono le vertigini e come funzioni in generale il sistema vestibolare.

 

  • Protesi acustiche (o più correttamente apparecchi acustici)
    Ovvio che non sono assolutamente l’unica soluzione possibile per l’ipoacusia e  raramente (o quasi mai) aiutano davvero per gli acufeni, ma il mercato pretende che questo sia fatto credere alla gente. Una protesi acustica digitale (che peraltro non sempre è davvero necessaria) oggi può arrivare, in Italia, a costare oltre 4000 euro (per lato) con enorme guadagno rispetto al costo reale e con una fetta che finisce spesso (non sempre) nelle tasche del medico compiacente che spinge il paziente verso quello specifico audioprotesista o centro protesi, il che obbliga a mantenere il costo elevato. Un tentativo di terapia sull’orecchio per recuperare l’udito con me costa, quando a prezzo pieno, circa 150 euro senza altri costi in caso di recidiva, e  con discrete possibilità di successo, ma non per tutti e certamente con molte più possibilità di successo delle protesi (che in pratica non ne hanno) quale terapia dell’acufene. Vedete un po’ voi cosa conviene provare prima..
    Ovviamente non manca un buona dose di mala fede in molti audioprotesisti o centri protesi (non tutti ovviamente, non si può generalizzare) sia nel nascondere soluzioni alternative, sia nel far credere al paziente che la protesi acustica “cura l’orecchio” arrestando l’eventuale progressione della sordità, il che non è assolutamente vero.

 

  • Riabilitazione vestibolare
    In Italia per fortuna ha meno diffusione che all’estero e viene proposta solo da alcuni centri specifici ma per vertigini ricorrenti e disequilibrio soggettivo non c’è proprio nulla da riabilitare perché ovviamente i recettori labirintici funzionano anche se disturbati nella loro funzione dall’eccesso di liquido (idrope).
    La riabilitazione vestibolare ha come unica indicazione reale il recupero del compenso cerebrale, se questo non avviene in molto completo o avviene in modo troppo lento, dopo reali casi di labirintite (di per sé rarissimi) con danno permanente del labirinto (e non più vertigini ricorrenti e vera instabilità e non disequilibrio soggettivo, impossibili con un danno permanente) o in seguito a labirintectomia, neurectomia vestibolare o distruzione chimica del labirinto con gentamicina.

 

  • Gentamicina (+ neurectomia vestibolare e labirintectomia)

    La gentamicina è un antibiotico aminoglicoside ototossico in grado, se iniettato localmente nell’orecchio a dosi sufficienti, di distruggere i recettori vestibolari (e non solo visto che danneggia anche le cellule ciliate dell’udito) e viene proposto sin troppo spesso come cura per le vertigini dopo avere fatto qualche vago tentativo di cure inutili senza esito (e che non lo potevano di solito avere).
    Pur non tenendo in conto che spesso questa scelta terapeutica lascia altri disturbi quali instabilità continua ancora più fastidiosa delle vertigini, che il dosaggio giusto varia da paziente a paziente e il frequente aggravamento di acufeni e ipoacusia, non è assolutamente vero che l’unica soluzione per risolvere le vertigini sia distruggere l’orecchio come viene raccontato da alcuni medici solo perché non sanno proporre altro.
    Se proprio si deve fare un trattamento drastico (necessario e da me indicato solo quando vi siano brusche cadute senza preavviso – crisi di Tumarkin –  rara situazione occasionale ma potenzialmente pericolosa per il trauma conseguente) molto meglio allora tagliare il nervo (neurectomia selettiva vestibolare) o quando ci sia già totale assenza di udito effettuare la distruzione chirurgica del labirinto Almeno si conosce l’esito in modo certo e nel caso della neurectomia, si agisce solo sulla vertigine teoricamente senza alterare o aggravare l’udito.
    Ma che bisogno c’è visto che per le vertigini la cura dell’idrope funziona sempre (se la si fa correttamente), senza creare alcun danno permanente, e che qualunque recidiva di vertigine è comunque, se ritornassero ad essere frequenti, sempre trattabile? Che bisogno c’è di distruggere un organo solo perché non lo si sa o… non lo si vuole… curare?

 

  • Manovra di Semont o altre manovre “liberatorie” per presunta cupolitiasi
    Queste manovre in molti casi in effetti “liberano” temporeanemente il paziente dalle vertigini e di per sé non sono una soluzione sbagliata anche se per pura “serendipità” (“botta di cXXX” nel cercare una cosa e trovarne un altra, tipo la scoperta dell’America cercando l’India) visto che poi otoliti e cupololitiasi non c’entrano nulla – vedere il mio articolo “la leggenda del sassolino vagabondo“.
    Probabilmente comunque smuovono liquido ma certamente non rimandano gli otoliti in sede riportandoli sulla macula attraverso una matrice gelatinosa dalla quale sarebbero usciti.
    A me personalmente sembra che soprattutto “liberino” il medico dallo sforzarsi a capire davvero cosa ha il paziente e proporre la cura più giusta.
    Ma il vero problema della manovre brusche di “liberazione” non è l’inefficacia (anzi nella maggior parte di casi funzionano) ma il distogliere il paziente da una vera cura per la causa-meccanismo sottostante, l’idrope magari trascurando altri sintomi quali acufeni o ipoacusia o fullness comunque presenti, che potrebbero essere trattati contemporaneamente alle vertigini.
    E soprattutto ancora più grave è che se va tutto bene, nulla da dire, ma a volte il paziente ha come conseguenza della manovra una vertigine molto più intensa e invalidante di quelle per le quali si era rivolto al medico e allora psicologicamente ce lo giochiamo e diventa molto difficile fargli riprendere normali movimenti senza proteggersi dalla possibile vertigine posizionale, il che è la cosa più sbagliata da fare se si vuole star bene davvero.
    E come sempre far credere al paziente che questa è l’unica soluzione possibile è un inganno.

 

  • Impianto cocleare
    Ammetto di non essere aggiornato su quali siano oggi le reali potenzialità degli impianti cocleari che di fatto però sostituiscono in modo definitivo la funzione di un orecchio interno che potrebbe invece essere trattabile. Non mi risulta inoltre che le possibilità offerte da questa soluzione lo rendano proponibile per sordità monolaterali con altro orecchio perfettamente normale e normoudente o comunque sufficiente.
    Certamente visti i soldi che girano, parliamo di diverse decine di migliaia di euro per ogni impianto, guardo con sospetto le indicazioni troppo “facili” a questa proposta, ma non ho conoscenza diretta di molti pazienti trattati per poter dire quanto questa soluzione, certamente utile nella sordità bilaterale grave intrattabile (ma prima bisogna provare a trattarla davvero) e non protesizzabile (se vi attrae per ragioni estetiche forse non sapete che anche l’impianto comporta una protesi esterna e ben più visibile) sia indicata anche nelle forme monolaterali con sordità da un lato solo. Per ora propendo, salvo prova contraria, per sconsigliarlo.

 

  • Chirurgia per otosclerosi (stapediopalstica)
    E’ senza dubbio l’unica terapia possibile per correggere l’ipoacusia trasmissiva da blocco della staffa (l’ultimo dei tre ossicini dell’orecchio interno), avendo quale unica soluzione alternativa la protesi acustica.
    Ma altrettanto senza dubbio fa solo quello e l’otosclerosi (sempre che sia davvero otosclerosi – leggere in tal senso il mio articolo su Otosclerosi e Idrope) non è certamente la causa di acufeni, vertigini, ipoacusia fluttuante o componenti fluttuanti dell’ipoacusia, disacusia (sentire male come qualità più che come volume) o fullness.
    Nella maggior parte dei casi i medici non fanno promesse circa la possibile risoluzione di questi altri sintomi mentre dovrebbero proprio dire che non ce ne saranno di benefici (anche se… ma lo spiego dopo)  e se il motivo principale per cui il paziente vuole operarsi è l’acufene più che l’udito, il medico onesto dovrebbe proprio sconsigliare al paziente di operarsi, cosa che invece avviene di rado. Non farlo, o fare promesse su cose che non si possono ottenere è.. un inganno. L’ “anche se…” riguarda il fatto che a volte un miglioramento dell’ipoacusia trasmissiva comporta un miglioramento della capacità naturale mascherante di quell’orecchio in presenza di rumore esterno ambientale che altrimenti non sarebbe avvertito allo stesso volume, nonché un recupero della possibilità di mascherare volontariamente l’orecchio con l’uso di dispositivi esterni.
    Inoltre non posso escludere che in alcuni casi un certo beneficio si possa comunque avere sui sintomi da idrope, riportando il sistema ossiculare a mobilità,  dal timpano fino all’orecchio interno poichè questo “potrebbe” (teniamolo al condizionale) avere un ruolo ancora non noto nella normale funzione di drenaggio dei liquidi labirintici mediante l’azione a pistone che la staffa (o la protesi sostitutiva) esercita, il che potrebbe peraltro spiegare la frequente associazione di idrope in pazienti con otosclerosi.
    Ma al momento il mio atteggiamento è di consigliare l’intervento se l’obiettivo è il recupero dell’ipoacusia trasmissiva e non per altro.

Terapie  “tradizionali” ma assolutamente inutili

Sono le varie terapie tradizionali  e purtroppo ancora le più prescritte “tanto per dare qualcosa che sennò il paziente ci rimane male che non gli prescrivo nulla” che non servono assolutamente a nulla, ma spacciate come terapie possibili spesso contemporaneamente alla frase incongruente “Non c’è alcuna terapia, ci deve convivere”  che da sola dovrebbe far capire al paziente quanto il medico stesso crede all’efficacia della cura che prescrive. Ma allora che me la dai a fare se sai che non serve a nulla e non ci credi nemmeno tu? 

 

  • Ginko biloba, Prisma, Trental e vari fluidificanti del sangue nonché tutti i vasodilatatori o farmaci per la circolazione quali Gradient, Fluxarten, Flugeral, Stugeron, Cinazyn, Vessel ecc..
    Dopo 4-5 minuti circa senza sangue e ossigeno le cellule ciliate subirebbero un danno permanente, e qualunque terapia sarebbe inutile comunque anche se fosse vero che quella è la causa. E le cellule ciliate morte non rigenerano certo perchè successivamente riapro la circolazione, cosa peraltro ben difficile in caso di una trombosi periferica semmai ci fosse stata. E certamente non potrà mai essere quella la causa per ovvie ragioni per disturbi fluttuanti, variabili o ricorrenti  che mai potrebbero essere dovuti a danni permanenti irreversibili.
    Ma i medici questo lo sanno? Ma certo se hanno studiato medicina e non serve manco essere medici per arrivarci che le cellule e i tessuti, senza sangue o ossigeno subiscono danni irreversibili che però nel caso dell’orecchio interno non sono riparabili. E sanno ovviamente anche questo.

 

  • Betaistina (Microser, Vertiserc, Jarapp)
    Idem come sopra e non ci sono vantaggi reali, solo placebo sebbene siano la terapia ancora oggi più diffusa per le vertigini.
    Non so riguardo ad altri paesi dove è comunque diffusissimo ma in Italia come questa diffusione sia dovuta a spinte commerciali è abbastanza evidente. Per molti anni l’azienda che produceva il Microser (la Formenti Grunenthal) ha sponsorizzato un numero enorme di giovani medici, organizzato convegni, pubblicato libri…il tutto rigorosamente pubblicizzando questo Microser e devo dire che nel complesso facevano anche qualcosa di utile, quando non c’era e sono certo che c’è stato anche se non lo posso provare qualche foraggiamento diretto di qualche medico..
    Poi, credo per qualche cambiamento di norme fiscali o altro, gradualmente
    il Microser è passato di moda in favore di altri farmaci, stesso principio attivo prodotti da altre aziende.. quali Vertiserc (in realtà già noto ma molto meno utilizzato in Italia in passato o più recentemente il Jarapp).
    E il tutto per qualcosa che io ho smesso di dare (non lo davo come vasodilatatore ovviamente ma per presunti benefici diversi della betaistina) e ho fatto buttare nel cestino a tutti i pazienti che lo prendevano regolarmente sin dal 1998 senza mai notare alcuna differenza nemmeno minima.
    Ora è mai possibile che solo io in tutto il mondo mi renda conto che il farmaco più usato da tutti per le vertigini e poi misteriosamente traslato anche agli acufeni a volte, sia completamente inutile e non faccia nient’altro che un effetto placebo?
    Effetto placebo pericoloso peraltro quando il paziente si convince che è grazie a quello che non ha vertigini  o ne ha meno di quante ne potrebbe avere quando in tutto non gli sarebbero venute lo stesso o magari ha avuto risoluzione spontanea.

 

  • Vitamine B, D, E ecc
    E che c’entrano con l’orecchio le vitamine?
    Tanto per dare qualcosa che male non fa, vero?

 

  • Anti-ossidanti vari (TAD o simili) e terapie preventive contro i radicali liberi
    Va molto di moda sostenere che i radicali liberi siano una delle cause di morte delle cellule e che quindi una corretta terapia possa agire come prevenzione di futuri danni. Ne so troppo poco per poter commentare su questo. Ma anche volendo credere che davvero anti-ossidanti ecc.. facciano qualcosa in termini di prevenzione… come si può pensare che questo possa essere efficace su un disturbo già presente e conseguenza di un eventuale danno (del tutto indimostrato comunque) delle cellule ciliate? Sempre che i radicali liberi poi con le cellule ciliate dell’orecchio c’entrino qualcosa.
    Al massimo si potrebbe dire con coerenza: Caro paziente.. “sei fottuto perchè i radicali liberi ti hanno già fregato le cellule dell’orecchio e l’acufene o l’ipoacusia te li devi tenere.. ma per proteggerti contro futuri danni e aggravamenti prenditi questi anti-ossidanti a vita“.. Sarebbe comunque assurdo ma almeno più coerente del ragionamento attuale… che è circa questo.. “poichè i radicali liberi creano danni permanenti irreversibili, ti do questi anti-ossidanti per toglierti i sintomi derivanti da quei danni permanenti irreversibili“.

 

  • Diuretici non osmotici (Lasix, Diamox, Moduretic ecc..)
    Non solo non servono ma sulla lunga fanno anche male e possono aggravare poiché facilitano l’eliminazione dell’acqua dal corpo durante il passaggio nel rene, non dall’orecchio e quindi generano una reazione secondaria dell’ormone antidiuretico (ADH) che mantiene e aggrava l’idrope.
    Anni fa facendo uno studio comparativo tra un gruppo di pazienti con Sindrome di Meniere sottoposti a lunghe terapie con diuretico per via orale e un gruppo al quale non era mai stato dato, verificai peraltro che il grado di ipoacusia era mediamente molto maggiore nel gruppo trattato con diuretici.
    Poichè spesso le vertigini vanno per lunghi periodi in remissione spontanea e per la maggior parte dei medici l’udito è comunque destinato a peggiorare irreversibilmente senza che si possa far nulla (balla clamorosa!) ovvio che la colpa non venga data al diuretico che ne potrebbe avere ma alla malattia.
    Che senso ha peraltro dire al paziente di bere tanto (prima non facevano manco quello i medici, anzi dicevano di non bere, ma il mio battermi per fare il contrario ormai da oltre 20 anni qualche esito pare lo abbia dato tra  medici almeno per l’acqua.. anche se ancora non hanno capito che con un litro o un litro e mezzo al giorno non ci fai nulla!) se poi gli dai il diuretico per ottenere l’opposto.
    Il vero diuretico da dare è l’acqua.
    Ma se non bastasse andatevi a vedere cosa dicono i pazienti circa l’efficacia del diuretico (considerando poi che i presunti benefici potrebbero essere dovuti solo a fluttuazioni spontanee) nel sondaggio permanente in corso in questo blog.

 

  • Aerosol, antibiotici e anti-infiammatori
    Aerosol, spray nasali e qualunque terapia locale non ci arrivano nemmeno all’orecchio interno comunque e mai potrebbero comunque far qualcosa. Gli antibiotici servono per le infezioni batteriche e certamente non c’è alcuna infezione batterica nell’orecchio interno altrimenti ce lo giocheremmo con una bella labirintite che lo distruggerebbe. Sebbene per motivi non noti qualche anti-infiammatorio possa molto occasionalmente dare benefici sull’acufene (ma potrebbe essere una banale coincidenza o solo riduzione dello stress curando altre cose), non c’è nessuna infiammazione nell’orecchio interno alla base di vertigini, acufeni o ipoacusia.

Terapie incluse anche nella mia terapia anti-idrope ma proposte in modo diverso

Nessuna delle componenti della mia terapia anti-idrope è in senso assoluto qualcosa di completamente nuovo o proposto solo da me, ma le singole componenti sono inefficaci o molto meno efficaci di quanto potrebbero essere se usate nel modo sbagliato, o non nella corretta associazione o non rispettando alcuni parametri e necessità propedeutiche.
Purtroppo queste soluzioni, se usate nel modo sbagliato sono perfino “pericolose” per la diffusione della corretta terapia per l’idrope, nel senso che possono sviare il paziente che crede di avere già “provato” senza risultati una terapia per idrope mentre ha magari solo eseguito in modo non corretto alcune singole componenti.

  • I cortisonici per bocca a bassa dose come unica terapia che dovrebbero essere invece dati a dose alta e per breve periodo e sempre associati a carico idrico e possibilmente dieta raramente servono o fanno meno di quel che potrebbero. Le infiltrazioni intratimpaniche di cortsione nemmeno sappiamo se facciano ma sono comunque assolutamente non necessarie.
  • Le fleboclisi di diuretico osmotico (mannitolo) se usate in modo incorretto, toppo lentamente o senza carico idrico associato servono a poco
  • La terapia in camera iperbarica se usata da sola senza altre terapia raramente fa qualcosa o comunque molto meno di quel che potrebbe fare se associata correttamente ad altre cure.
  • I neurofarmaci se usati nel modo sbagliato o se quelli sbagliati, o limitandosi a un farmaco solo o senza carico idrico fanno poco di solito, o in modo insufficiente.
  • La dieta se limitata solo a ridurre l’apporto di sodio serve davvero a poco ed è solo un sacrificio inutile.
  •  Un aumento del carico idrico giornaliero insufficiente non è terapia per idrope (che ci facciamo con 1 litro d’acqua al giorno che già è forse meno di quel che dovrebbe bere chiunque?)

 


A questo elenco manca la TMS о stimolazione magnetica transcranica perché non ne so assolutamente nulla e quindi non giudico quel che non so. Si tratta di una metodica proposta per cose varie di tipo psichiatrico (dipendenze da droghe e altro) che vedo proposta anche per acufeni. Mi riservo di contattare chi la propone per capire come dovrebbe agire sugli acufeni.

6 Replies to “Truffe, mezze truffe e terapie inutili o spacciate come unica soluzione”

  1. Penso che lei ha perfettamente ragione ! Però.. non ho capito una cosa ..se le cellule ciliate sono morte e non esiste alcun sistema per rigenerarle ,allora l’idrope che c’entra con l’acufene ?
    Un saluto

    Costantino Pallante

  2. Ringrazio il Dott. La Torre per aver scritto questo articolo, che descrive una situazione allarmante, che penso quasi tutti noi che soffriamo di questi disturbi abbiamo vissuto sulla nostra pelle. E’ un articolo che dovrebbero leggere e sul quale dovrebbero riflettere soprattutto i medici, affinché cambino le cose.
    Personalmente mi sono state proposte molte di queste terapie inutili o magari dannose, anche da medici bravi ed in buona fede, il che la dice lunga su quanto ci sia da fare in questo ambito, e alcune di queste le ho provate o anche perseguite senza successo.

    C’è anche da dire che alcune di queste terapie sono supportate da studi scientifici o pseudo tali, che ne testimonierebbero l’efficacia e che quindi andrebbero messi in discussione.

    Per esempio sull’acetazolamide (Diamox) si dice che è un diuretico un po’ particolare, usato anche per curare il glaucoma, e ci sono questi studi: “Effect of acetazolamide on Menière’s disease”, o questo più recente: “Endolymphatic Hydrops Reversal following Acetazolamide Therapy: Demonstration with Delayed Intravenous Contrast-Enhanced 3D-FLAIR MRI“, nel quale i ricercatori avrebbero addirittura osservato, attraverso avanzate tecniche di imaging, il regresso dell’idrope conseguente a terapia con acetazolamide.
    Difficile quindi alzare le spalle e dire “tutte balle”, tuttavia, almeno per me, anche il Diamox è stato inefficace, tendo quindi a dare più credito a quanto sostenuto qui.

    1. Pensi.. che io non mi fido nemmeno della Risonanza Magnetica come valutazione dell’idrope figuriamoci che valore posso dare ad un articolo dove sono stati studiati 7 pazienti affetti da una condizione a frequente remissione spontanea di cui in 5 ci sono stati miglioramenti dei sintomi (quali, non crisi di vertigine…? e quanto sono quelli che non ne hanno per 4-6 mesi senza alcuna terapia ? e dove sono i dati sulle caratteristiche dei sintomi prima e durante terapia… e come era l’udito se magari si riferiscono solo alle vertigine, confermando quanto da me scritto) ma di questi solo in 3 il miglioramento corrisponde anche a riduzione dell’idrope stando al loro criterio di valutazione, contro due migliorati ma senza riduzione dell’idrope visibile e due che non hanno avuto né miglioramenti né riduzione dell’idrope.

      In sintesi 7 pazienti, in cui in 3 soli su 7 (42% se vogliamo prenderci in giro e fare valutazioni percentuali su 7 casi) si ha la conferma di quanto l’articolo vuole sostenere e del suo titolo… contro 2 su 7 (28%) in cui non ci sarebbe alcun beneficio e 2 su 5 (40%) in cui l’intera affidabilità dello studio viene messa in discussione , visto che al miglioramento clinico non corrisponde quello in risonanza magnetica. Solo in 3 casi su 5 (60%) miglioramento clinico e conferma in risonanza magnetica, corrispondono.

      Ma poi di che pazienti e di che risultati parliamo?

      C’è una tabella online allegata, che non si capisce perché non poteva essere pubblicata con l’articolo (e quindi la vede solo chi si collega online e non chi legge la versione cartacea) dopo e vengono forniti maggiori dettagli… Dei 5 migliorati… 3 avevano problemi da DUE MESI…. (due mesi… in alcuni casi con perdita uditiva monolaterale di 25dB appena). Di questi in solo due ci sarebbero stati miglioramenti dell’udito ma solo nel senso di meno peggioramenti nei mesi successivi (ma con una storia di appena 2 mesi precedenti che criterio è? Sai quanti vanno in remissione spontanea)..e in 1 ci sarebbe stato miglioramento dell’acufene.

      Risaaumendo il titolo dice…

      DIMOSTRAZIONE DELLA REVERSIBILITA’ DELL’IDROPE CON RISONANZA MAGNETICA DOPO TERAPIA CON DIURETICO (a parte che è durante e non dopo)

      La “dimostrazione” si sarebbe avuta in 3 casi su 5 contro 2 su 5 in cui la dimostrazione sarebbe fallita. E 1 caso di differenza su 5 sarebbe una dimostrazione? Con 3 pazienti su 7 in cui i sintomi c’erano da appena due mesi… e un’altro da appena 3 e gli atri un anno, 15 mesi e un anno e mezzo..?

      Ora vi dico come andava fatto questo studio. Metti in terapia 200 pazienti con storia da almeno a dir poco un anno, senza recedenti remissioni spontanee prolungate evidenti… e li studi per almeno un anno. Prendi almeno 100 pazienti che abbiano avuto risultati, se ce l’hai, stabilendo prima chiaramente cosa intendi per risultato e scrivendolo..

      Fai a tutti risonanza prima e dopo… e se hai almeno il 90% di casi in cui al dato di evidente miglioramento clinico (anche dell’udito magari) corrisponde il dato emergente dalla risonanza magnetica scrivi un articolo con quel titolo… altrimenti butti tutto nel cestino… ti scusi del tempo perso e dei soldi buttati ma era lecito provarci.. e risparmi a me, al sig. Masotti e a tanti altri di leggere queste stupidaggini prive di qualunque significato o di ingannarsi se come molti fanno si fermano al titolo.

      Tanto per sottolineare perché io non scrivo articoli scientifici su carta anche se certamente se lo facessi sarebbero fatti meglio.

      1. Indubbiamente dottore, l’esiguo numero dei casi studiati lascia molto perplessi. Col senno di poi mi son fatto l’idea che agli autori interessasse mettere in luce le loro tecniche di imaging, piuttosto che affermare la validità di una terapia…

Cosa ne pensi? Lascia la tua opinione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...