Progetto HRV e idrope per lo studio delle relazioni tra stress, sistema nervoso autonomo e fluttuazioni dei sintomi

In questo articolo trovate spiegazioni ed istruzioni pratiche per partecipare al progetto di ricerca HRV e Idrope per la valutazione delle correlazioni tra stress e sintomi mediante analisi della variabilità della frequenza cardiaca

Sistema nervoso autonomo. Simpatico e parasimpatico

Che cos’è il Sistema Nervoso Autonomo?  Si tratta di quella parte del Sistema Nervoso che è deputata alla gestione di una serie di attività involontarie per il mantenimento dell’omeostasi, come il battito cardiaco, la pressione sanguigna o la peristalsi intestinale.

Il Sistema Nervoso Autonomo è suddiviso in sottosistemi di cui ai nostri fini conta conoscere

  • il sistema simpatico
  • il sistema parasimpatico

Il sistema simpatico regola quelle funzioni che richiedono l’impiego di energia immagazzinata, interviene soprattutto in caso di situazioni di stress, dove è richiesta una reazione immediata, in quelle situazioni che vengono dette di “lotta o fuggi” (fight or flight). Il sistema parasimpatico, invece, regola tutte quelle funzioni che incrementano le riserve di energia, come il riposo o la motilità intestinale (rest and digest)

In un organismo sano dal punto di vista psico-fisico nel corso della giornata, sulla base della situazione vissuta, i due sottosistemi servono a mantenere un equilibrio dinamico funzionale, alternando fasi nelle quali vi è prevalente attività di un sistema, rispetto all’altro.

Qual’è la relazione tra stress e idrope?

Lo stress è un attivatore dell’ormone antidiuretico (ADH, vasopressina) a sua volta regolatore principale dei liquidi dell’orecchio interno e bersaglio primario della mia terapia anti-idrope. Ecco perché voglio avviare uno studio per vedere se è possibile riscontrare correlazioni tra fluttuazioni dei sintomi e altro e un parametro correlabile allo stress. Tra i possibili parametri quello universalmente riconosciuto al momento come il più affidabili è la variabilità della frequenza cardiaca (in sigla HRV dall’inglese Heart Rate Variability)

La Variabilità della Frequenza Cardiaca (HRV)

Un tempo si riteneva che il battito cardiaco a riposo fosse regolare, e che il tempo tra una contrazione e la contrazione successiva fosse assolutamente identico. Per capirci, se un uomo aveva 60 battiti al minuto, significava che ci fosse una contrazione esattamente ogni secondo. Successivamente si è scoperto, invece, che esiste una differenza nei tempi di contrazione tra un battito e l’altro, nell’ordine di alcuni millisecondi. Questo variabilità nella frequenza di contrazione cardiaca è stato correlato con le interazioni pressorie dell’attività respiratoria e con influenze esercitate dai diversi rami del sistema nervoso simpatico e parasimpatico sul cuore.

Quello che è paradossale è che verrebbe spontaneamente da pensare che un corpo sano con un sistema cardiovascolare in salute presenti, in condizione di riposo, una forte regolarità, invece è esattamente il contrario. Infatti un organismo sano presenta una sorprendente irregolarità fra battiti cardiaci e una notevole Variabilità della Frequenza Cardiaca. Al contrario, un individuo sottoposto a stress cronico o acuto, mostrerà un ritmo cardiaco più regolare e con meno variazioni.

Variabilita-cardiaca

Per capirsi, un cuore nelle condizioni ottimali si muove come un portiere che, in attesa del fischio dell’arbitro, saltella, flessibile, a destra e sinistra per essere reattivo al massimo nel momento in cui l’avversario tirerà il calcio di rigore.

Pertanto, negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha permesso di capire che l’analisi della variabilità cardiaca è un importante indicatore del grado di resilienza fisiologica (resistenza agli eventi stressanti, non solo psicologici e fisici ma legati a vari fattori) e della capacità di adattamento dell’individuo alle sfide emotive, psicologiche, ambientali, ormonali, lavorative, sportive, sociali o create in un circolo vizioso a volte da disturbi o altre patologie. In pratica, l’analisi della HRV permette di capire, in pochissimi minuti, lo stato di attività del Sistema Nervoso Autonomo, sapere se vi è una iper o ipo attività di uno dei due rami e poter eventualmente intervenire per ristabilire il corretto equilibrio.

Il valore di HRV (variabilità della frequenza cardiaca) è estremamente …variabile.. tra le varie persone comunque e pur esistendo ovviamente delle medie e delle deviazioni standard derivanti da diversi studi,  risente  molto dell’età (si riduce con l’invecchiamento, con il genere (valori generalmente più elevati nelle donne prima della menopausa), ma anche aumenta con l’attività sportiva essendo invece più basso nelle persone che svolgono vita sedentaria.

Quindi più che analizzare valori assoluti comunque importanti se adeguatamente rapportati ad età, genere, attività fisica o sportiva abituale  e altri parametri, quel che a noi interessa in questo studio è monitorare con misurazioni giornaliere e se servisse anche più di una al giorno l’andamento, per verificare se esiste effettivamente un rapporto tra fluttuazione dei sintomi e grado di stress misurato con il parametro della HRV.

Come si misura la variablità della frequenza cardiaca (HRV)?

Mentre in passato per la misurazione della variabilità della frequenza cardiaca era necessario ricorrere a calcoli matematici, software o specifici sensori esterni, oggi questa valutazione può essere effettuata anche mediante l’utilizzo di semplici APP specifiche per smartphone, tra le quali ho individuato quale applicazione ideale almeno per uno studio di partenza  un app denominata Camera Heart Rate Variability di A.S.M.A. B.V.  e realizzata da un italiano, il dott. Marco Altini, con il quale sono peraltro già in contatto , al bisogno, per consulenza e assistenza. Il costo della app è davvero basso e alla portata di tutti (4,99 dollari poco più di 4 euro per la versione Android e 6,99 dollari per  quella per IPhone)

Questi i link per scaricare la app:

Per Android (Samsung ecc)
https://play.google.com/store/apps/details?id=com.asma.camerahrv

Per Apple (IPhone, IPad)
https://itunes.apple.com/it/app/camera-heart-rate-variability/id788460316?mt=8

La App, utilizzando una metodica chiamata fotopletismografia (che poi è la stessa utilzizata da qualunque sensore esterno applicato al dito con simili finalità) ingegnosamente sfutta direttamente la camera dello smartphone, Android o IPhone, abbattendo costi e rendendo tutto più semplice, e si è rivelata per i nostri scopi a una mia valutazione preliminare, dal punto di vista tecnico, assolutamente affidabile.

Partendo dalla rilevazione di ciascun battito cardiaco che vedete  rappresentata nel suo scorrimento in diretta in modo grafico ed evidente ( e con assoluta precisione da me verificata, se non fate movimenti del dito e non premete troppo) alla fine del test  vengono riportati dei valori numerici corrispondenti alla variabilità della frequenza cardiaca rilevata, dei quali il più affidabile e rilevante per analisi di breve durata come quella effettuata con questa App (1 minuto appena, sufficiente alle nostre finalità) è quello nel dominio del tempo denominato rMSSD (radice quadrata della media di differenze successive). Un valore basso di rMSSD è indice di una scarsa attività parasimpatica e di difficoltà nel recupero da uno sforzo fisico o da una situazione ad elevato stress emotivo momentaneo o persistente.

Come si usa in pratica la app per la misurazione?

Le istruzioni sono purtroppo solo in inglese (nonostante il suo ideatore sia italiano, al momento non è prevista una localizzazione in italiano) ma non c’è molto che dobbiate sapere anche se non conoscete l’inglese. Basta leggere le istruzioni che vi fornisco in modo chiaro qui.

Prima di tutto dovete prepararvi alla registrazione effettuandola possibilmente tutte le mattine sempre a letto appena svegliati da sdraiati e in condizione statica senza fare movimenti bruschi e respirando regolarmente come fareste normalmente per tutta la durata del test che dura un minuto.

All’avvio ci compaiono una serie di pulsanti di cui il primo è quello MEASURE HRV (misura HRV) che serve ad avviare la registrazione. Dovete avere già preparato il dito (preferibilmente l’indice della mano sinistra o comunque quella con la quale reggete il telefono) su flash e camera che il dito deve coprire interamente prima di fare clic su questo pulsante.

Inoltre è consigliato effettuare l’esame al buio o in semi oscurità per avere minor interferenza e artefatti.

Infine consiglio di chiudere tutti glia altri programmi che avete aperti prima di avviare la app.

HISTORY (storia) è dove i test effettuati vengono salvati per riaccedervi successivamente

PRACTICE MODE è per allenarsi a effettuare la registrazione in modo corretto e consiglio a tutti di usarlo la prima volta, cosa che vi viene consigliata comunque anche dalla app in occasione del primo uso (anche qui dovete aver già preparato il dito su flash e camera interamente coperti)

INIZIALE

La posizione corretta del dito che non deve essere mosso durante e che deve esercitare una pressione minima e costante (e non eccessiva ma nemmeno sfiorare soltanto l’obiettivo della camera (allenatevi a capirete bene qual’è la pressione giusta) è elemento determinante per la corretta registrazione.

Facendo tutto correttamente ecco cosa vi deve comparire durante il test

TEST

Sotto PPG e Heart rate la app vi mostra dopo qualche secondo la frequenza cardiaca istantanea e vi visualizza il battito cardiaco rilevato al dito.. con forma come in figura che non deve essere “sporcata” da troppi artefatti.

Quel “pallino rosso” non è… un pallino rosso, ma il vostro dito ovvero quel che vede la camera.. e vene rendete subito conto se lo spostate.. cosa che non dovete fare durante la registrazione o dovrete ripetere tutto.

Il test, preceduto da qualche secondo di preparazione dura appena 1 minuto e vedete un conto alla rovescia dei secondi residui.

Importante è respirare normalmente e non trattenere il respiro perché questo potrebbe alterare l’esame e mantenere un controllo visivo sul battito cardiaco in diretta per annullare e ripetere se ci sono troppi artefatti.

ATTENZIONE: non so se sia il mio telefono ma a volte il dito inizia a “scottare” restando appoggiato a lungo al flash, ma non prendete fuoco e credo possiate resistere 🙂

Al termine del test la app vi dirà la qualità misurazione stessa e l’obiettivo è avere OPTIMAL (ottimo) o GOOD (devo tradurre GOOD? 🙂 ). Scartate un tracciato non OPTIMAL o GOOD e ripetete se necessario.
Vi si chiede se accettare (STORE) o scartare (DELETE) la misurazione, un nome da abbinare al salvataggio del test, oltre data e orario messi automaticamente dalla app. Potete metterci quel che volete (ad esempio risveglio, vertigine, stanchezza ecc o lasciare così),  e vi viene mostrato il valore di HR (frequenza cardiaca espressa in bpm) e rMSSD (indice della variabilità della frequenza cardiaca espressa in ms) che sono gli unici due parametri che ci interessano. Nell’esempio rispettivamente HR 61,3 e rMMSD 51,9.

saving.png

 

Segnatevi questi valori da qualche parte (anche se il test viene comunque salvato e può essere rivisto dopo andando su HISTORY dal menu principale.

Il test effettuato vi viene mostrata sotto forma di tacogramma (valori della differenza le distanze tra un battito e l’altro o N-N o R-R) e di alcuni dati numerici ma l’unico che ci, interessa  per ora è il numero accanto a rMSSD e la frequenza cardiaca media (HR) ovvero il numero di battiti in un minuto. Nella figura sotto riportata la frequenza media ad esempio è 61 (il primo della lista dall’alto) e il valore di rMSSD è 51,9 (il quarto della lista dall’alto).  Riportate il valore di rMSSD arrotondato, senza decimali, Gli altri valori per il momento non ci interessano,

DATI

E per quel giorno avete finito con la misurazione di base che dovete riportare in un diario da conservare (solo il dato numerico corrispondente a rMSSD e la frequenza cardiaca media)

Fatelo comunque ogni giorno per lungo tempo ma potete riferire i dati già dopo 10 giorni  consecutivi di misurazione almeno quotidiana sempre nelle stesse condizioni (riposo, a letto al risveglio, al buio o penombra, in posiziona supina rilassata)

Inoltre ripetete l’esame per ogni variazione dei sintomi, qualunque essi siano anche al di fuori della misurazione giornaliera mattutina effettuata al risveglio e scrivete nel diario anche delle note su quali variazioni dei sintomi avete avuto e altri parametri che possano essere rilevanti quali alimentazione, sonno, attività fisica, condizioni atmosferiche, ciclo mestruale o fase del ciclo, perché poi saranno oggetto di domande in fase di raccolta dati.

Ovviamente potete fare tutte le registrazioni che volete durante la giornata e ad esempio ripeterle la sera o in qualunque circostanza (purché poi indichiate correttamente come dati numerici richiesti solo quella del mattino)

Insomma sapendo che l’obiettivo è cercare di correlare stress e HRV ai sintomi date più informazioni possibili per valutare una eventuale correlazione.

E’ uno studio preliminare e come ogni studio preliminare le idee possono venire anche successivamente proprio grazie all’uso e ai dati raccolti.

Come partecipare allo studio e fornire i dati raccolti per l’analisi?

Allo studio possono partecipare tutti, anche non miei pazienti, purché affetti da almeno uno dei sintomi / disturbi seguenti, da idrope o potenzialmente da idrope sia che siano in terapia o no.

ACUFENE – IPOACUSIA NEUROSENSORIALE (sentire meno) – DISACUSIA (sentire male)- VERTIGINI RICORRENTI – DISEQUILIBRIO SOGGETTIVO – IPOACUSIA – FULLNESS (orecchio pieno o pressione nell’orecchio)

Per ciascun paziente è necessario realizzare uno studio di almeno dieci giorni consecutivi prima di riportare i dati e quindi potrete accedere al questionario on line che ho preparato a questo indirizzo

https://docs.google.com/forms/d/1EKns3ns4rPcW3pBYhq5baA_T87f_c7lWE2hRSDwk5K0

Copiate l’indirizzo da qualche parte o mettete un book mark a questo articolo per ritrovarlo o chiedetemi il link successivamente al mio whatsapp + 393665916114.

Nel modulo dovrete riportare in modo preciso e senza errori alcune informazioni e anche saper riconoscere correlazioni che sono quelle sulle quali si baserà lo studio. Proprio per questo dovete cercare di mantenere in quei dieci giorni un diario con più informazioni possibili.

In seguito dovrete mandarmi come scritto sul modulo un messaggio su whatsapp +393661916114 e io vi ricontatterò per precisazioni sui dati forniti se necessario.

Ecco qui di seguito in anteprima l’elenco delle domande (alcune a testo libero e altre a scelta multipla) alle quali dovrete rispondere in fase di compilazione, relative alla vostra persona o ai 10 giorni di valutazione.

• Email
• Nome e Cognome
• Sintomi attualmente presenti in questo periodo
• Età
• Genere (sesso)
• Grado di attività fisica / sportiva
• Terapia in corso e uso di alcolici
• Valori frequenza cardiaca alla misurazione al risveglio
• Valori rMSSD alla misurazione al risveglio
• Vostro giudizio personale di corrispondenza tra giorni buoni, meno buoni o “cattivi” in termini di sintomi e valore di rMSSD registrato lo stesso giorno al mattino al risveglio
•  Ha notato corrispondenza (RIDUZIONE rMSSD) tra riacutizzazioni e peggioramenti durante la giornata e misurazione effettuata in occasione del peggioramento rispetto al mattino al risveglio (o ai giorni precedenti) ?
• Ha notato corrispondenza (AUMENTO rMSSD) tra riduzioni e miglioramenti dei sintomi durante la giornata e misurazione effettuata in occasione del miglioramento rispetto al mattino al risveglio (o ai giorni precedenti) ?
Ha notato corrispondenza tra valori più ridotti di rMSSD rispetto alla media e maggior stanchezza o sensazione di stress o altri sintomi non dell’orecchio o al contrario aumento dei valori di rMSSD in occasione di miglior benessere al di fuori dell’orecchio?
• Ha notato una qualche relazione tra variazioni dei valori di rMSSD riscontrati e variazioni climatiche atmosferiche, alimentazione eccessiva o ricca di carboidrati o al contrario dieta, fase del ciclo mestruale, attività fisica, uso di alcolici, sonno, stress lavorativo, stress psicologico (es. discussioni o problemi insorti), stress acustico (esposizione prolungata a rumore)?
Se ha risposto di aver riscontrato qualche correlazione specifichi qui a testo libero quale è stata la corrispondenza (aumento in caso di.. riduzione in caso di..)

Come potrebbero essere portati nel campo pratico-terapeutico i risultati di questo e di altri studi successivi?

Questo è solo uno studio preliminare volto a cercare di verificare correlazioni tra HRV e sintomi e tra HRV e altre condizioni che notoriamente possono avere una influenza sui sintomi quali variazioni climatiche, ciclo mestruale, stanchezza, irregolarità del sonno ecc..

Se la correlazione fosse significativa si potrebbe successivamente studiare l’efficacia delle diverse componenti della terapia in termini di modifica dell’HRV e quindi della resilienza nei confronti dello stress, trovare le dosi giuste di neurofarmaci con maggior personalizzazione, valutare quali componenti hanno influenza diretta es. acqua e alimentazione e perfino proporre una prevenzione basata su questo criterio effettuando eventuale terapia preliminare qualora riduzioni progressive o frequenti della variabilità della frequenza cardiaca ci anticipassero il rischio di recidiva mostrando un aumento dello stress magari ancor prima che il paziente sia in grado di capirlo da solo. E anche permetterebbe di gestore al meglio la dismissione della terapia.

Si tratta quindi di uno studio che potrebbe avere risvolti importantissimi in termini sia di cura che di prevenzione delle recidive.


Una parte del testo riportato in questo articolo nella parte esplicativa generale su SNA e HRV è stata estratta (e modificata all’occorrenza) dalla pagina “Variabilità cardiaca per Dummies” autore: Rudi Vittori

 

 

 

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