Covid-19: l’opinione del Dott. La Torre

Da quando è iniziata tutta questa vicenda del coronavirus, puntualmente attraverso il mio profilo professionale facebook aggiorno, analizzo dati, commento l’evoluzione e i provvedimenti presi, alla scopo di fare previsioni e provare a guardare al di là del presente stretto quanto meno al futuro immediato.

Sento la necessità di riassumere, arrivati a questo punto, quale sia la mia attuale posizione-opinione su questa vicenda ricordando a tutti che io sono solo una persona (prima ancona che un medico in questo caso) che si è presa il dovere morale di informare il più possibile e di dare il suo piccolissimo contributo alla comprensione di quel che sta succedendo, perché ritengo che sapere e capire sia sempre la miglior scelta possibile in ogni situazione e il miglior modo per controllare ansia e panico e le conseguenze anche specifiche sulla salute dei miei pazienti che ne possono conseguire.

Ma non ho vere “soluzioni” né ho la presunzione di sapere (nel mio comodo non essere in prima linea e peraltro nemmeno in Italia) cosa davvero si dovrebbe fare.

Ricordando poi che tanto quel che dico io o quel che pensate voi è purtroppo inutile (per ora) non avendo alcuna reale possibilità di cambiare in questo momento le cose. Ma possiamo fare sapere comunque il più possibile per prepararci al dopo.

I sette temi sui quali ho una mia posizione attuale e molto critica peraltro sono:

  1. Come dovrebbero essere interpretati e comunicati i dati?
  2. Chi dovrebbe essere sottoposto al test?
  3. Quali misure preventive o restrittive dovrebbero (o dovevano) davvero essere prese e quali no?
  4. Come dovrebbe essere gestita l’emergenza sanitaria?
  5. Quali sono stati gli errori più importanti in Italia rispetto ad altri paesi?
  6. Quali saranno le conseguenze a breve e lungo termine di questa vicenda?
  7. Perché in Italia c’è un tasso di letalità molto più alto che altrove?

1. COME DOVREBBERO ESSERE INTERPRETATI E COMUNICATI I DATI?

E’ ormai evidente che non ci serve a nulla conoscere il numero di casi positivi o di presunti contagiati come valore assoluto in quanto strettamente legato al numero di tamponi realmente effettuati e a chi sono davvero effettuati. Si potrebbe anche smettere di contarli e di comunicarli che crea solo panico e non rispecchia in alcun modo la reale situazione e di fatto non è di alcuna utilità.
I contagiati sono un numero assolutamente maggiore di quanto riferito ed è ormai ovvio e ammesso da tutti. Quindi a cosa serve sapere quanti sono?
Semmai quel che sarebbe importante è sapere solo la percentuale di contagiati sul numero di pazienti sintomatici ma anche questo non avrebbe senso se poi non si fa contemporaneamente anche un test per influenza per distinguere i casi che hanno sintomi associati alla sola presenza del coronavirus, o quelli in cui magari pur essendoci positività al coronavirus c’è anche quella all’influenza o magari solo all’influenza per attribuire correttamente la responsabilità al solo coronavirus e calcolare quanto davvero questo virus possa contribuire ad avere un numero maggiore di sintomatici di quanto non lo sarebbero stati comunque per la sola influenza.
Fermo restando poi che questi non solo i soli due virus capaci di dare sintomi simil-influenzali.
Ben più importante sarebbe invece sapere qual’è il rapporto tra sintomi non complicati da polmonite e sintomi invece complicati da polmonite.
Ma anche avere la polmonite non significa poi avere insufficienza respiratoria e necessità di ossigeno, ricovero o terapia intensiva.
Perché alla fine il problema non è certo quello se abbiamo febbre raffreddore o tosse che non ammazzano certo nessuno e chi se ne importa se li avessimo, ma se abbiamo delle conseguenze tali da necessitare di assistenza medica reale.
Quello che dovrebbe essere davvero registrato e comunicato è quindi il numero di pazienti che riferiscono sintomi (basterebbe e bastava allestire un sito web con un formulario che tutti possono facilmente compilare ed aggiornare on line cosa che pare non sia venuta in mente a nessuno, nonostante fosse la prima cosa da fare, in modo da conoscere e monitorizzare la situazione costantemente e permettere alla Sanità una corretta valutazione degli interventi. Basta fare una ricerca nel database.
Nella stessa scheda si potevano inserire tutti gli altri dati necessari, altre patologie che possono costituire fattore di rischio, composizione del nucleo familiare, domicilio, attività lavorativa ecc.
Insomma si poteva e sarebbe stata la cosa più giusta avere dati veri semplicemente facendoli inserire alla persona direttamente. Abbiamo internet! Usiamolo!
La scheda di ciascuno poteva essere poi aggiornata dai sanitari con i dati dell’eventuale test (anzi dei test incluso quello per influenza) qualora eseguito e della eventuale evoluzione dei sintomi delle complicanze o dell’eventuale decesso.
Quanti hanno sintomi e quali? Quanti hanno polmonite? Quanti sono ricoverati e perché? Quanti sono in terapia intensiva e perché? Quanti sono deceduti e perché?
Solo in questa maniera si può avere un indice reale della situazione e non certo con i dati come vengono forniti oggi.

E solo in questa maniera è davvero possibile capire la gravità o la non gravità di questa epidemia e risolvere il dubbio se alla fine si è trattato solo di una forma influenzale come tante altre che alla fine ha fatto lo stesso numero di complicanze e decessi di tutti gli anni (cosa ancora altamente probabile scorporata dall’aumento creato dall’inefficienza dell’assistenza dovuta al presunto collasso sanitario) o no.

E non serve a nulla se non a generare panico nemmeno contare il numero di decessi alla fine se non scorporiamo quelli realmente ESCLUSIVAMENTE DA CORONAVIRUS dopo aver escluso l’eventuale partecipazione di influenza o altro, da tutti gli altri decessi che verosimilmente hanno contatto un virus diffusissimo sul territorio ma non per quello sono morti.

Inoltre il tutto va rapportato all’effettiva assistenza ricevuta che può essere indicata nella scheda di ciascun paziente per avere dati precisi, e questo in qualunque condizione di emergenza o non, di sistema sanitario al collasso o meno.
Spiego quest’ultimo punto. Se la stessa identica epidemia influenzale colpisce una nazione o regione che ha un sistema sanitario carente… ad esempio un paese africano… ovvio che poi quella forma influenzale genererà più complicanze e più decessi di dove tutti i malati sono regolarmente assistiti come necessario.
Ma una cosa è dire abbiamo avuto 4000 morti di cui 2000 avevano riferito dolore al petto e segni di insufficienza respiratoria già da giorni prima ma lo abbiamo lasciato a casa dicendogli di non muoversi senza che un medico intervenisse perché non avevamo abbastanza disponibilità di strutture, letti medici o farmaci o respiratori per assisterli e ben altra è dire abbiamo 4000 deceduti in terapia intensiva nonostante si sia in tutti i casi intervenuti immediatamente appena il paziente mostrava i primi sintomi o segni che c’era qualcosa in più che solo tosse o qualche linea di febbre.
I dati comunicati e raccolti così non hanno alcun valore perché influenzati dall’effettivo numero di test eseguiti, dalla mancanza di altri test per diagnosi alternativa, e dell’effettiva causa che ha portato al ricovero, alla terapia intensiva e al decesso.
Fondamentale poi è e si può fare già adesso, rapportare giorno per giorno o settimana per settimana i dati raccolti alla situazione verificatasi gli altri anni nello stesso periodo ovvero valutare il REALE eccesso di sintomi, ricoveri, terapie intensive e decessi, e per ciascuna zona e per ciascuna fascia di età di popolazione e per gruppi di patologie concomitanti.
Era fattibile dall’inizio tutto questo o pura utopia? Era perfettamente fattibile. Lo fanno regolarmente per ogni censimento raccogliere una scheda per ciascuna persona su 60 milioni. E lo si poteva fare perfettamente dall’inizio e non sarebbe costato nulla.
Non è forse quel che hanno fatto in Vietnam seppur limitato a ciascun ingresso nel paese? Una scheda da compilare on line alla quale segue un codice. In Italia bastava quello fiscale che hanno tutti.
Possono ancora farlo? Ma certo che possono!
Quel che non possono fare più è fare i test per influenza ai deceduti purtroppo.
Schedare TUTTI non costava nulla e permetteva un monitoraggio attento e continuativo in diretta della situazione. C’erano le possibilità e risorse per farlo ma non è stato fatto.
Mi direte che gli italiani non sanno spesso nemmeno compilare adeguatamente un questionario online semplicissimo (o lo sono bene io purtroppo). Ma in quei casi era sufficiente un colloquio telefonico con il proprio medico che poteva aiutare nella compilazione o un numero da chiamare per l’assistenza. Se la faccio io per i pazienti imbranati non lo poteva fare lo stato Italiano o le regioni o le province o i comuni o le ASL o chi volete voi?
Tutto questo violava la privacy? Una assurdità totale preoccuparsi della privacy ma poi mettere tutti agli arresti domiciliari. Si stanno comunicando dati al governo e alla sanità. Quale violazione privacy sarebbe stata?
Violazione privacy sarebbe stata invece se si volevano davvero individuare i contagi all’inizio dell’epidemia (ma chi se ne frega se per fermare una epidemia ) consentire a qualunque cittadino italiano e perché solo italiano, di conoscere tutto inclusi i nomi dei contagiati. Si poteva fare una banca dati mondiale di avere libero accesso al database dove si poteva capire davvero se si avevano avuti contatti con dei contagiati.
Ma esisteva una via intermedia assolutamente utile. Quella seguita dal Vietnam che se anche se modo a mio giudizio ancora incompleto permette a tutti di sapere il più possibile su ogni caso positivo per portare la gente ad autodenunciarsi in caso di spetto contatto (stesso volo, stessa strada ecc) e a fare il test.
Ma privacy a parte adesso che ce ne sono milioni di contagiati in Italia (come d’altronde per ogni influenza ogni anno) non servirebbe davvero a nulla. Dovevano farlo prima dall’inizio non ora. Magari prima ancora che ci fosse il primo caso in Italia, non ora.
Troppo tardi.
Ha senso nei pochissimi paesi che saggiamente hanno fatto una vera e propria caccia ai contatti sin dall’inizio non con milioni di contagiati.
Trovo comunque che preoccuparsi della privacy già sia una assurdità in condizioni normali figuriamoci in una epidemia se si ritiene che la si debba fermare.
Sapere che il vecchietto della porta accanto che salutiamo ogni giorno ha il coronavirus è violazione privacy ma non saperlo e farci contagiare e poi saperlo comunque perché vediamo che lo portano via in una lettiga in un sacco di plastica qualche giorno dopo invece è meglio?
I dati andavano raccolti e comunicati con una finalità che non deve essere quella di vincere la gara di chi ne ha di più o vincere quella di chi ne ha di meno.
Ancora oggi in piena epidemia in atto far sì che autorità e sanità abbiano un quadro reale della situazione giorno per giorno per agire e intervenire e capire la portata reale di questa epidemia è utilissimo, fare la caccia ai contagiati per cercare di individuarli no, almeno in Italia, perché ormai è troppo tardi. E se è troppo tardi è perché non è stato fatto quando andava fatto.
Di fatto credo che si possa smettere, spiegando il perché di comunicare ogni giorno i numeri dei contagiati (che non hanno alcun valore) alla popolazione facendolo però doverosamente quando l’epidemia sarà finita evitando di nascondere la testa e pronti ad assumersi la responsabilità anche legale e penale dei danni fatti alla libertà individuale e all’intera nazione qualora poi tutto questo fosse stato fatto per una influenza.
Al contrario bisognerebbe in modo assolutamente preciso ripartire da zero da oggi con la conta dei decessi, ma spiegando ogni giorno le cause esatte, incluso il momento di intervento reale rispetto alla richiesta di intervento pervenuta al sistema sanitario e ogni giorno dando il confronto tra la situazione attuale e quella corrispondente negli anni precedenti.

Perché ben altro è dire “oggi sono morte per polmonite 400 persone e l’anno scorso 398 o 402” e altra è dire che oggi sono 400 e l’anno scorso magari solo 100.

E dovete mettervelo chiaro in testa una volta per tutte.

Quei morti per coronavirus, sono quasi tutti morti con positività al coronavirus, una infezione attualmente presente e altamente contagiosa che possono contrarre tutti,  persone che non avranno alcun sintomo e deceduti ce sarebbero comunque deceduti per altre cause o ai quali al massimo una infezione sopraggiunta dà un spinta.


2. A CHI DOVREBBERO ESSERE FATTI I TAMPONI?

Adesso davvero non lo so più. Con la assurda gestione della cosa non so più nemmeno che senso abbiano i tamponi adesso con milioni di contagiati.
Ma so cosa certamente si doveva fare all’inizio se si riteneva necessario avere meno contagiati possibile (qualora peraltro questo sia mai stato necessario… non avendo ancora davvero capito nessuno quanto questa infezione sia davvero grave o no).
Quindi prendiamo la macchina del tempo e andiamo indietro a quando una infezione apparentemente originata in Cina, è già entrata in altri paesi fuori dalla Cina (dimostrando che il virus non colpisce per qualche strano motivo genetico misterioso solo cinesi) prima di essere riscontrata in Italia, e che quindi esisteva la possibilità assolutamente prevedibile che entrasse e si diffondesse anche in Italia visto che siamo in un mondo aperto con distanze cortissime ormai.
Se andiamo indietro nel tempo e siamo all’inizio non possiamo però ancora conoscere, a dire il vero, che nemico abbiamo davanti e di che portata sarà questa epidemia e le sue reali conseguenze quindi dire priori è una banale influenza… e freghiamocene.. sarebbe stato uno sbaglio e una possibile sottovalutazione, a gennaio, se fatto allora. E quindi dovevamo prepararci a qualunque eventualità ottimistica o pessimistica. Attrezzare laboratori, comprare i tamponi, istruire la gente a farli, preparare le strutture, organizzare le sedi idonea per l’isolamento.
Le case antisismiche non cadono in caso di terremoto se le costruisci PRIMA che ci sia il terremoto non dopo. E dove sai che ci sono possibilità di un terremoto perché è zona sismica, le devi costruire prima, non solo dopo.
In quel caso all’inizio bisognava fare tamponi a tutti i sintomatici e a TUTTI gli asintomatici della prima zona colpita o delle prime zone colpite creando si la ZONA rossa e l’isolamento domiciliare obbligato in quel comune con chiusura totale ma davvero totale di entrate e uscite e di qualunque attività a livello comunale ma solo dello specifico comune fino a quando non si era conteggiato esattamente il numero di contagiati di quel comune e preso provvedimenti opportuni per ciascun caso.
E sapete quanto sarebbe durato questo ad esempio a Codogno? UN GIORNO APPENA O AL MASSIMO DUE-TRE! Già il giorno dopo si potevano far uscire e circolare liberamente i negativi trattenendo in isolamento solo i positivi (asintomatici o non) e riaprire tutto.
E quale problema ci sarebbe stato fare stare tutti a casa e con tutto chiuso a Codogno per un giorno o due o tre? Se fosse successo in una grande città di 11 milioni di persone come Wuhan certo che sarebbe stato più complesso, ma noi abbiamo avuto la fortuna di avere il primo focolaio in paesi o cittadine piccole e non si è saputa sfruttare questa opportunità.
Codogno ha 16.000 abitanti. Che sono i tamponi che oggi si riescono a fare e analizzare in un giorno. E guardate che i tamponi per farli non richiedono un medico né nessuno. Se lo può fare benissimo il paziente da solo un tampone nasale. Bastava immediatamente far arrivare in farmacia il tampone o addirittura recapitarlo. E c’erano visto che solo l’azienda Copan di Brescia di cui si è tanto parlato questi giorni (quella della vendita dei tamponi agli USA) ne produceva già 1.200.000 a settimana.
Tra tempi di consegna effettuazione tamponi e analisi non ci sarebbero voluti più di due giorno a rendere Codogno quel che adesso è Vo’ Euganeo in Veneto.
E il focolaio iniziale sarebbe stato debellato. Sintomatici in ricovero, contagiati in isolamento quarantena obbligato, non contagiati liberi di circolare produrre, che non infettano nessuno.
Nuovo test a tutti dopo 14 giorni per sicurezza ed ecco che sebbene il sistema non sia perfetto Codogno non sarebbe più stato un problema.
E mica li dovevano analizzare tutti per forza a Codogno. So potevano distribuire nei laboratori di tutta Italia che complessivamente e lo hanno dimostrato hanno la capacità di testare oltre 15.000 tamponi al giorno.
Questo poteva essere applicato ovunque, non appena si verificava il primo caso in un piccolo paese (e di questo si trattava all’inizio)
SI.. perché l’evoluzione geografica nelle varie regioni italiane è stata in realtà relativamente lenta..
E questo era d’altronde il piano iniziale..
Fase successiva?
Ricercare TUTTI i possibili contatti degli ultimi 14 giorni (e non degli ultimi due tre giorni solo come leggo in una circolare) dei positivi annullando qualunque regolamento sulla privacy e rendendo pubblico il nome e tutti gli spostamenti degli ultimi 14 giorni per permettere alla gente di sospettarsi contagiati da quella o quelle persone. Ovvio che se uno non si è mai mosso dalla sua zona e non ha viaggiato non ci sono problemi, ma se lo ha fatto bisogna cercare anche quelli distanti di contatti, in altre regioni, e perfino segnalare in altri Paesi.

 

Bastava immediatamente creare una coordinazione a livello mondiale. Lo possono fare per cercare criminali, non possono per cercare possibili contagiati? Siamo in epoca internet. Era facilissimo e fattibile.

Ma oggi tutto questo che senso avrebbe?
Oggi sappiamo! Oggi sappiamo che in realtà questo virus diffusissimo e con milioni di contagiati, crea davvero complicanze e decessi (non dovuti in realtà ad altre cause come nella stragrande maggioranza dei casi) solo in un numero limitatissimo di persone rispetto al REALE numero dei contagiati.
Cosa si dovrebbe fare adesso allora?
Capito che alla fine che se anche fossimo contagiati dal coronavirus non è poi statisticamente parlando così grave e anzi se non siamo soggetti a rischio è estremamente improbabile che moriremo o ci ammaleremo gravemente per quello, non so più quanto serva davvero e soprattutto vedo impossibile oggi cercare contatti o capire l’entità del contagio.
Oggi è troppo tardi per metterci una pezza.
Andava tutto gestito allora a livello locale e con coordinazione regionale e nazionale ma nel senso opposto di come è fatto quando il 27 febbraio, avendo all’epoca appena 14 decessi in tutto e in teoria stando ai tamponi (ma non attendibili.. erano già sicuramente molti di più) appena 528 positivi o localizzati solo in alcuni comuni, il ministero ha detto a tutti di limitare i tamponi ai soli casi sintomatici.
Ma ancora. Che gli costava una volta capito che c’era un epidemia in Cina e ben potendo immaginare che ai virus non viene chiesto il passaporto e che abbiamo voli di connessione tutti i giorni prima di chiuderli (cosa relativamente utile se poi non lo fanno tutti i paesi in contemporanea), testare un campione di persone ovunque (non tutti , bastavano magari anche solo 1000 per milione magari (e potevano visto che ne hanno fatti già comunque oltre 3400 per milione) nelle settimane PRECEDENTI all’arrivo del virus in ITALIA?
Mentre le epidemia dilagavano di comune in comune di provincia in provincia si stava a guardare sperando che la propria zona non venisse interessata, ma senza fare assolutamente nessun test e nessuna verifica per capire se magari già lo era, il che era la cosa più probabile vista la mobilità interregionale e internazionale delle persone.
Sarebbe stata una inutile spesa e danno economico per il paese?
Nulla in confronto della spesa e del danno economico ottenuto con il non farlo!

3. QUALI MISURE PREVENTIVE E RESTRITTIVE DOVREBBERO (O DOVEVANO) ESSERE PRESE E QUALI NO?

Qui partirò con un esempio forse moralmente discutibile ma di certo pratico.

Se non hai abbastanza soldi per pagare la rata della macchina, capisci che qualsiasi cosa tu faccia non hai le risorse sufficienti per estinguere quel debito e sai che se pagherai nulla o solo il 50% comunque allora ti porteranno via la macchina a cosa serve pagare solo una parte quando l’effetto finale sarà lo stesso e magari lasciare senza cena la tua famiglia perché hai usato tutto quello che avevi per pagare le rate della macchina che volevi salvare pur non essendo prevedibilmente salvabile?
Un altro che uso spesso con i miei pazienti?
Se deve andare in un posto ma sai già che la strada è bloccata a metà e che quel posto non ci puoi arrivare a cosa cavolo serve mettersi in viaggio .. sperando che avvenga qualcosa ..che ti permetta di completare il viaggio?
Le cose si fanno in ogni settore per qualunque progetto seguendo 5 principi logici di programmazione. E vale anche nel mio lavoro quotidiano come medico. Da sempre. (Sembra non si così invece per la maggior parte di medici)
  • 1. OBIETTIVO. Se vai a casaccio e non sai cosa vuoi ottenere non puoi arrivare da nessuna parte.
  • 2. RISORSE DISPONIBILI per realizzare quell’obiettivo. Se non le hai devi procurartele prima di avviare il progetto o modificare l’obiettivo.
  • 3. LIMITI per raggiungere quell’obiettivo prefissato. Se quei limiti sono superabili ed eliminabili li devi superare ed eliminare o ovviamente non potrai mai arrivare all’obiettivo. Se non sono superabili devi cambiare l’obiettivo.
  • 4. ANALISI DI COSTI E BENEFICI. Se il raggiungimento di quell’obiettivo comporta costi o conseguenze negative maggiori di quelle positive derivanti dal raggiungimento di quell’obiettivo quel progetto è sbagliato e non deve essere seguito.
  • 5. PROPEDEUTICITA’. Non puoi fare qualcosa che richiede prima il raggiungimento obbligatorio di un obiettivo intermedio necessario senza averlo prima raggiunto. Quindi bisogna raggiungere gli obiettivi intermedi gradualmente e per ognuno di loro valutare quanto detto ai punti precedenti.
Tutto questo è completamente mancato in Italia dall’inizio. Sono andati a casaccio con superficialità, panico e incompetenza.
Vediamoli a uno a uno.

1. Chiusura degli accessi dalla Cina per evitare che l’infezione arrivi in Italia.

Giustissimo se chiudi anche dalla Thailandia, dal Vietnam e dalle Filippine che nel frattempo avevano già casi, pochi ma li avevano e soprattuto se chiudi Schengen o ti assicuri che gli altri paesi abbiano preso analoghi provvedimenti.
Ma soprattutto devi prima verificare ovviamente che l’infezione non sia GIA’ arrivata in Italia.
Veri limiti non ce ne erano. Era possibile farlo ok. Rapporto costo beneficio? Relativamente accettabile. Non eravamo nemmeno in piena stagione turistica.
Ma lo devi fare al momento giusto ovviamente e non quando è logico pensare che l’infezione sia già in Italia.

2. Creazione di zone rosse a livello di piccoli comuni allo scopo di limitare il contagio a zone ristrette.

Giustissimo se hai calcolato come poi gestire la situazione se poi si ammalassero tutti gli abitanti di quella zona rossa o se hai comunque almeno tenuto conto di che percentuale di ammalati potresti avere e lo puoi fare perché hai già i dati cinesi iniziali per fare una previsione dell’aggressività di questo virus. Calcolando una previsione alla cinese ce li hai i mezzi per assistere a Codogno o negli ospedali comunque vicini i malati che necessitano assistenza o i posti in terapia intensiva?
Giustissimo se immediatamente ti adoperi per individuare in quella zona rossa che hai creato apposta tutti i casi di contagiati e se ti sei messo in grado prima (propedeuticità) di garantire rapidamente un test a tutti in modo da prendere misure individuali allo scopo di riaprire prima possibile quella zona rossa e sconfiggere o controllare il tutto all’interno di questa.
Misura invece probabilmente inutile ai fini di limitare il contagio nazionale, se per caso la maggior parte degli abitanti di quella zona rossa o comunque un gran numero di loro si muovono abitualmente regolarmente anche al di fuori di quella zona rossa tutti i giorni per lavoro o altro visto che comunque l’infezione è già uscita dalla zona rossa ma certamente ancora utile in abbinamento allo screening immediato di tutta la popolazione.
Il tutto sapendo che devi riaprire quella zona rossa il prima possibile entro al massimo qualche giorno perché altrimenti il costo supererebbe il beneficio. Perché altrimenti poi ti diventa allora zona rossa tutta Italia e non solo.

3. Creazione di zona arancione isolando completamente del tutto una intera regione di 10 milioni di abitanti come la Lombardia allo scopo di contenere l’epidemia a livello regionale.

 

Errore enorme!

 

Perché era ovvio che fosse impossibile testare 10 milioni di abitanti in tempi brevi così come era ovvio e prevedibile che se perfino con percentuali cinesi ci fosse poi stato bisogno di assistere i lombardi in Lombardia i posti letto non erano sufficienti o le terapia intensive o i medici o i respiratori non erano sufficienti visto che presumo lo sia quanto ne hai.

E allora prima di chiudere semmai dovevi incrementare le risorse e superare i limiti, per rispetto della propedeuticità. Lo sapevi benissimo che il sistema sanitario lombardo sarebbe andato al collasso se avessi fatto questo perfino, se fossi andato appena alle percentuali già note relative a questa infezione per ricoveri terapie intensive e mortalità. Ed era facilmente intuibile il danno maggiore dei vantaggi anche in termini squisitamente economici.

Dovevi semmai invitare qualunque cittadino della marea di temporaneamente domiciliati in Lombardia volesse lasciare la Lombardia a farlo il prima possibile per ridurre il rischio che si potesse contagiare e ammalare restando in una zona già piena di contagiati, ma solo dopo averlo testato obbligatoriamente, e per alleggerire il carico su una singola regione che dati alla mano non sarebbe riuscita a gestirla di sicuro.

Era facilissimo prevedere che non avrebbe avuto nessun vantaggio bloccare tutta la Lombardia sopratutto quando era evidente che il contagio era già fuori dalla Lombardia e impensabile che potesse non essere così.

Quindi questa misura non andava assolutamente presa.

Come non andavano chiuse intere province fuori dalla Lombardia per gli stessi motivi. La zona rossa la puoi creare e per qualche giorno appena quando si tratta di isolare qualche migliaio di abitanti per poterli testare tutti e sapendo che li potrai assistere al bisogno non con milioni di persone sapendo peraltro che se concentri tutto lì rischi solo di aumentare la possibilità che aumentino in modo molto più rapido i contagi locali (e bastava vedere cosa era successo a Wuhan dopo averla chiusa) e che ovviamente il sistema sanitario andrà in crisi se concentri tutto in un posto.

4. Chiusura di luoghi o attività possibile fonte di contagio per densità delle persone nello stesso luogo se l’obiettivo è quello, una volta già diffuso, di limitarle la diffusione.

Giustissimo se lo fai con criterio (e spiegatemi deve era quello dei ristoranti aperti dalle 6 alle 18 ma non dalle 18 alle 6) e logica e se però immediatamente con i tuoi soldi rifondi delle perdite chi dal tuo decreto subisce perdite perché è tuo dovere, caro governo, tutelare anche l’interesse economico dei tuoi cittadini e non solo la salute.

Se vuoi chiudere cose che servono solo a te come ad esempio gli uffici pubblici inutili lasciando a casa i dipendenti, che devo allora pagare però comunque regolarmente, affari tuoi,  ma se nel nome dell’interesse collettivo del paese tu danneggi la mia attività personale mi devi pagare perché io lavoro per me non per il paese (in teoria visto che con le tasse assurde italiane mi fai comunque lavorare tutti i giorni anche per il paese).

E quanto mi devi pagare? Quello che io ho dichiarato come guadagni nello stesso periodo dell’anno precedente così se ho voluto fare il furbetto e non fare ricevute e scontrini adesso mi si torce pure contro, no?

Ma se vuoi chiudere la mia attività mi devi pagare. Perché io ho spese, devo pagare dipendenti e fornitori e soprattutto ho il diritto di guadagnare. Di ai cittadini di non andare al ristorante o al bar o di starsene a casa loro (consigliandolo, non vietandolo che sennò è lo stesso) se proprio vuoi, ma tu su di me, gestore di cinema, ristorante, bar o negozio, non ha alcun diritto. Proprio nessuno. Che quello che è mio e tu non lo tocchi… e se lo vuoi chiudere o lo ritieni necessario mi paghi e mi paghi quanto è giusto pagarmi rifondendo la mia perdita e non un centesimo di meno.
Perché io non posso finire alla fame per salvare la vita a qualche anziano che tu, caro governo, non sei capace poi di assistere. Perché se poi fai il rapporto costo-benefici non lo devi fare guardando solo le tue di tasche e il bilancio statale o regionale ma anche quelle dei singoli cittadini che alla fine insieme SONO LO STATO e non tu che nei solo i rappresentante incaricato di tutelarmi e farmi star bene.
Già mi porti via i soldi senza che io abbia davvero il vero diritto di sapere davvero come li hai spesi perché imbrogli su tutto tutto adesso mi vuoi pure danneggiare?
E chiaramente un provvedimento del genere me lo devi pure giustificare con dati reali alla mano. Perché se fai questo solo per coprire le incapacità del tuo sistema sanitario di gestire la vicenda perché i soldi per ospedali e reparti te li sei già spesi tu o se li è messi in tasca qualcuno (VOLEVATE UN MOVENTE DELLE SCELTE DEL GOVERNO? ECCONE UNO) e per salvare magari qualche migliaio di vecchietti malati che sarebbero morti comunque tra breve, allora, se vuoi chiudere il mio ristorante bar o negozio o azienda me lo devi pure chiedere per favore, oltre che pagarmi, e decido io se accettare o meno la tua offerta.

E se poi lo fai quanto ormai il contagio è dilagato e sono contagiati forse la metà degli italiani solo perché non hai fatto nulla prima per fermarlo pur sapendo che poteva succedere tutto questo, ma nel frattempo hai potuto verifiche che rispetto al reale numero di contagiati (che ti ostini a non verificare però) alla fine i morti al netto di quelli che sarebbero morti comunque non sono poi tanti, e non sarò sono certo io con i i mei cappuccini o le mie pizze a sterminare gli italiani, perché vuoi farmi chiudere?

5. Decreto tutti a casa e successive altre limitazioni con l’obiettivo di limitare il contagio.

A questo punto però non puoi più dire che lo fai per limitare il contagio e allora mi racconti che lo fai per evitare il collasso del sistema sanitario?

Ah bello (il governo) .. famme capì..!

IO DEVO stare a casa, IO DEVO non lavorare, IO DEVO vedere distrutta la mia attività, perché TU non sei in grado di assistere le persone, perché non TU ti sei preparato in tempo, perché TU hai creato uno dei peggiori sistemi sanitari pubblici (quello privato però guarda caso funziona) del mondo “industrializzato”, perché TU non ha fatto nulla di quel che dovevi fare per organizzarti prima?
E IO ci devo stare pure a rischio di infettarci tutti in famiglia sapendo che TU non solo non cerchi di scoprire se sono infetto e pericoloso (perché se mi chiudi in casa é perché pensi che sia pericoloso mandarmi in giro no?) ma se se poi mi ammalo mi fai morire o fai comunque morire mio padre o mio nonno che vivono a casa mia che TU non sei in grado di assistere. E non sei in grado di assisterlo comunque manco se restiamo tutti casa visto che te ne muoiono comunque sotto gli occhi sempre di più senza che TU ti ponga manco lo scrupolo di capire se davvero sono morti per questo virus che ti fa tanta paura.
Quel’è la verità? Stai proteggendo me e gli Italiani obbligandomi a stare a casa pur sapendo Roma che questo virus da solo fa danni limitati o speravi solo di coprire gli sbagli fatti ora in tutta questa vicenda e i soldi rubati e finiti in chissà quali tasche e sempre da quando esiste la repubblica e di evitare che poi qualcuno scopra che la colpa di tutto questo non è del virus ma TUA?
Beh nel primo caso ti mancano le risorse (non puoi davvero tenerci TUTTI a casa), hai limiti (o vuoi farci sparare se usciamo di casa?), hai un obbiettivo assurdo illogico irrealizzabile perché per ottenerlo dovresti tenerci a casa per chissà quanti mesi che se poi molli a epidemia ancora in atto cosa impedisce che tutto ricominci.
Ma soprattutto hai calcolato i costi, rispetto ai benefici?
La vita di qualche migliaio di persone anziane e già malate e qualche meno anziano sfigato (PERSONE COMUNQUE SIA BEN CHIARO) barattata contro enormi problemi e vita resa difficilissima se non morti suicidi per disperazione, molte più persone che si ammaleranno, che non potranno viaggiare, e non potranno spendere non facendo a loro volta guadagnare altri, che dovranno tornare indietro magari di 20 anni e oltre come benessere sociale.
Ah certo! Se facessi il dipendente statale comunque pubblico, magari alla fine mi sono pure riposato a casa (aveva ragione Zalone… mai mollare il “posto fisso”), ma non sono i dipendenti statali con i loro proporzionalmente piccoli contributi fiscali a darti i soldi per tirare avanti il Paese (si fa per dire poi), ma sono i contributi fiscali delle aziende dei commercianti, dei liberi professionisti che non vedrai, visto che non ci hai permesso di farli, i soldi. Che fai ci pignori tutti e ci porti via tutto tranne la casa che ti serve per chiuderci tutti agli arresti domiciliari quando ti pare, manco fossimo in Corea (quella del Nord?).
Hai solo per un attimo pensato se non fosse meglio contagiarci tutti e avere qualche vittima in più tra anziani già malati (sempre che poi siano di più di quelle che ci sarebbero state comunque, cosa ancora tutta da dimostrare) piuttosto che gli enormi danni che le tue imprudenti decisioni (prese da solo senza manco consultarti con un parlamento che non c’è più praticamente) avranno causato?
Hai calcolato i danni? Hai un piano di recupero? NO? E allora hai sbagliato e pure tanto. TUTTO!

6. Dirottamento di tutta l’attività sanitaria verso l’epidemia dal coronavirus praticamente azzerando l’assistenza sanitaria pubblica e privata relativamente a tutte le altre necessità chiudendo tutto e impedendo tutto.

Siamo arrivati al medico che ti spedisce la ricetta via mail o il codice senza manco visitarti qualunque cosa tu abbia. E’ il bello che fino a poco fa appariva assurdo agli occhi di molti che lo potessi fare io occupandomi però di un settore specifico che non puoi comunque visitare.. Adesso qualunque cosa hai il medico ti cura senza manco toccarti o guardarti e adesso si può fare.
Ma qualcuno lo sa che la gente ha bisogno, sempre ne ha avuto e sempre ne avrà di visite mediche, esami, terapie, assistenza sanitaria, ricoveri, terapie intensive anche e soprattutto per cose che con il coronavirus non c’entrano nulla?
Però caro Governo, se mi dai poi i dati veri e saltasse fuori che non ci sono stati per caso tutti ‘sti morti e sofferenti senza cure (che dovrebbero invece tantissimi se dovessimo dar retta a quanti si ammalano tutti gli anni pure senza bisogno di epidemie) per altre malattie che ora tu non puoi curare perché devi occuparti solo del coronavirus) visto che manco fai fare le chemioterapie o le radioterapie agli ammalati di cancro ormai, beh una cosa buona l’avresti ottenuta..
Scoprire che l’esigenza sanitaria vera è molto inferiore a quel che si crede.
E che se adesso gli Italiani si ammalano e hanno bisogno di medici ospedali strutture, esami molto meno di prima, non potendo comunque avere tutto questo, allora forse non ce ne sarebbe bisogno nemmeno in condizioni normali.
Già! Questo è il mio più grande dubbio Qual’è il prezzo globale reale da pagare in termini salute dei cittadini italiani quasi totalmente o comunque enormemente privati di qualunque forma di assistenza sanitaria pubblica o privata che non sia correlata al coronavirus?
Se dovessi basarmi sui numeri reali stiamo parlando di molti ma molti ammalati e morti in più di quanti ne possa fare il coronavirus anche se fosse stato dieci o forse cento volte più aggressivo.
Ma dove sono tutti questi ammalati o morti in più a causa della privazione dell’assistenza sanitaria?
Ricoverati in struttura no, che i posti li fate apparire quasi tutti occupati dai malati per coronavirus.
In terapia intensiva manco per quanto detto sopra.
Nella case di cura private? Già sepolti senza funerale senza comunicarci i dati di quanti siano?
Questo è in effetti uno dei dubbi più grandi che ho.
Dove sono finiti tutti gli altri malati che comunque ogni anno affollano ospedali, cliniche, ambulatori e studi medici sempre e comunque?
Se avevi l’obiettivo invece di fare capire alla gente che si può usare e sfruttare internet per parlare con i medici, che non sempre serve fare esami quando non servono, che magari alcune patologie o forme di assistenza possono essere anche fornite a distanza, che una ricetta firmata da un medico mandata via mail è la stessa cosa che se la firma con la penna.. beh allora ti devo pure (egoisticamente se pensassi solo a quel che ne ricaverò io) ringraziare, come forse unico specialista italiano al quale in teoria non ha creato nessun reale danno pratico, visto che la mia offerta di consulenza e assistenza era già in un certo senso pronta già da 9 anni perfino a una pandemia mondiale e alle assurde decisioni governative che di fatto fanno sì che oggi una consulenza medica per problemi di orecchio si possa avere praticamente solo con me e con i pochi che si erano già adeguati.
Ma pensando al futuro grazie a questo non dovrò più convincere la gente su quanto fare consulenze on line spesso sia esattamente la stessa cosa. Lo hai fatto tu, caro governo, molto meglio di quanto sia riuscito a farlo io in tanti anni che ci provo.
Peccato che non credo proprio che fosse questo l’obiettivo per il quale hai fatto tutto questo.

4. COME DOVREBBE ESSERE GESTITA L’EMERGENZA SANITARIA?

Mi riferisco qui a come si poteva e si può evitare il collasso del sistema di assistenza sanitaria e in generale non solo per coronavirus

Premessa: Io non ci credo tanto che tutti i ricoverati o i pazienti in terapia intensiva siano ricoverati per coronavirus. Ma che il numero dei ricoverati sia falsato dal fatto che vengono considerati i ricoverati per ogni ragione, contati per il solo fatto di essere POSITIVI al coronavirus per fraintendimento del concetto di bisogna fare il test ai ricoverati… o quello di sintomi
Se ho sintomi ma per tutt’altra ragione e devo essere ricoverato e sono positivo al coronavirus non sono un ricoverato PER coronavirus.
Solo che immagino, se ho il coronavirus mi tengono ricoverato più a lungo che quanto ci sarei stato altrimenti perché altrimenti potrei contagiare.
Stranamente ci viene dato sempre in numero degli attuali occupanti dei letti ordinari o di terapia intensiva e quello dei nuovi contagiati o nuovi decessi ma non ho mai trovato da nessuna parte da chi sarebbero occupati gli altri letti e soprattutto quanti nuovi casi giornalieri ENTRANO in RICOVERO o IN TERAPIA INTENSIVA, che quello sarebbe un dato interessante..
Comunque ecco cosa si doveva o si deve fare a mio giudizio
1. Utilizzare tutte le risorse nazionali e non facendo ricascare tutto sulle singole regioni o zone o comuni che non ha alcun senso che i alcune regioni siano a saturazione e altre con molta disponibilità
2. Prepararsi PRIMA, appena capito che c’era una epidemia anche in Italia, e immaginando la necessità di maggiori ricoveri, (e se non la immaginavano è perché allora non ce ne sono!)  liberando posti letto, dimettendo chiunque poteva essere dimesso, evitando i ricoveri inutili.
3. Attivare immediatamente assistenza diretta in ambito di sanità privata creando immediata convenzione per tutti i ricoveri e le terapie intensive necessarie per tutti i pazienti non adeguatamente assistibili in struttura pubblica. Ovvero se la struttura pubblica non può accogliere il paziente questo deve essere trattato in ambito privato a spese dello Stato. Oltretutto ci sono strutture già convenzionate e pazienti che usufruiscono già di assicurazione sanitaria diretta (anche se sono una percentuale bassa)
Oltretutto non bisogna dimenticare che le strutture private sono le più idonee se offrono stanze private a gestire una situazione di isolamento.
Viene da domandarsi quante strutture private avrebbero accettato di accogliere i pazienti affetti da coronavirus.
Ma al peggio si sarebbe potuto fare il contrario, mettere tutti gli altri malati non affetti in strutture private.
4. Calcolare un numero di letti da tenere comunque liberi per le necessità ordinarie degli altri pazienti, incluso letti per la terapia intensiva.
5. Attivare immediatamente servizi di telemedicina per il monitoraggio dei pazienti con sintomi lievi per intervenire in tempo con eventuale ricovero senza che si debba passare da casa alla terapia intensiva ma che funzionino e non numeri intasati ai quali non risponde nessuno. [sembra che proprio che dopo aver scritto questo articolo, in questi giorni qualche regione, di certo so il Lazio, abbia cominciato a farlo per fortuna].  In generale fare in modo di gestire i pazienti in tempo utile per ridurre i casi critici, sempre che l’assistenza medica possa davvero poi fare qualcosa.
Ma soprattutto avere un quadro chiaro e questo rientra nel punto 1 (i dati) e su quello che ho detto in premessa su quelli che sono davvero malati per coronavirus e malati  per altre ragioni, mentre a me sembra che qui si sia voluto insistere troppo sul problema del collasso del sistema sanitario per giustificare la decisione sbagliata di chiudere tutti a casa.
In molte regioni e ospedali anche al di fuori di questa emergenza e tutti gli anni, ci sono pazienti ricoverati in corridoio o lunghissime liste di attesa per qualunque procura di elezione e per fino i pronti soccorsi sono intasati.
LA CRISI DEL SISTEMA SANITARIO PUBBLICO ITALIANO NON E’ INIZIATA ADESSO PER COLPA DEL CORONAVIRUS. C’E’ SEMPRE STATA. E LO SAPETE TUTTI. In alcune regioni più che in altre ma in pratica ovunque e da sempre.

5. QUALI SONO STATI GLI ERRORI PIU’ IMPORTANTI IN ITALIA RISPETTO AGLI ALTRI PAESI?

In realtà ne ho parlato in tutti i punti precedenti ma qui mi voglio soffermare su una cosa importante. Un errore fatto da molti paesi ma che in Italia e adesso anche altrove seguendo l’errato comportamento italiano è stato fatto in modo maggiore e assurdo.
L’ho ripetuto tante volte… numeri alla mano esistevano solo due ipotesi che potessero giustificare un così limitato numero di morti odi casi critici da terapia intensiva rispetto alla popolazione generale.
1. SIAMO DAVANTI A UNA INFEZIONE ESTREMAMENTE GRAVE CON ALTISSIME PROBABILITA’ DI DECESSO O DI ESITARE COMUNQUE IN GRAVE POLMONITE MA CON SCARSA DIFFUSIONE E BASSA POSSIBILITA’ DI CONTAGIO
(come ad esempio il virus ebola)
oppure
2. SIAMO DAVANTI A UNA INFEZIONE CON ALTISSIME POSSIBILITA’ DI CONTAGIO CHE INFETTA RAPIDAMENTE UN UMERO ELEVATISSIMO DI PERSONE FACILMENTE MA A BASSA LETALITA’ E BASSO INDICE DI ESITARE IN POLMONITE
Entrambe le cose non possono essere di sicuro altrimenti i morti sarebbero già centinaia di migliaia o milioni nella sola Italia.

Ma per sapere se siamo di fronte l’una o l’altra era indispensabile studiare anche gli asintomatici e ricercare i contatti per capire con quale velocità davvero si propagava questa infezione mentre è stato fatto il contrario e magari semplicemente guardare al fatto che a parte lo Hubei e Wuhan nessun altro paese dove l’infezione era comunque già entrata aveva molti decessi e che comunque la percentuale di letalità era bassissima ovunque perfino in altre parti della Cina che non avevano subito alcun lockdown… come d’altronde era anche da noi all’inizio

A tutt’oggi Hubei 4,65% di letalità, ma Guangdong con capitale Canton e 113 milioni di abitanti… ha avuto lo 0,5% su 1400 casi e in generale in tutto il resto della Cina ci sono stati indici di letalità bassi.
Già perché uno degli errori madornali è stato pensare alla CINA come nazione e non guardare alle singole regioni della CINA.
Sapete che l’83,7 dei casi diagnosticati in Cina, dove hanno peraltro fatto casini con i dati alternando diagnosi su tampone, diagnosi cliniche (nel senso di TAC polmonare ovvero per loco erano positivi solo quando avevano già la polmonite????), poi entrambe, poi di nuovo tamponi il che rende tutto inaffidabile, sono tutti concentrati in Hubei (60 milioni di abitanti contro 1 miliardo e 300.000 dell’intera Cina?
E passi il dato sui contagiati che può essere comunque falsato visto che sappiamo dipendere dai test eseguiti e poi la Cina ha messo in atto un lockdown strettissimo di Wuhan e quindi in seguito dell’Hubei intero, ma cosa c’entra questo con la mortalità?
Meno infetti ok, ma un infetto non dovrebbe avere le stesse probabilità di morire ovunque sia?

Per il virus si, ovvio, ma se ci mettiamo la componente della inadeguata assistenza sanitaria le cose possono cambiare eccome.

Questo articolo è stato scritto il 21 febbraio prima che in Italia e in Europa scoppiasse tutto questo e già ci si ponevano delle domande… cosa che pare che nessuno in Italia si è posto…

Perchè in Wuhan e Hubei chiuse dal lockdown la mortalità (intesa come percentuale di positivi che muoiono è 10 volte più alta che nelle altre province della Cina…?
Ed ecco la risposta… profetica pare…

“Una spiegazione è che questo virus è molto contagioso e può infettare un gran numero di persone in breve tempo se non controllato. Pertanto, gli ospedali di Wuhan e della provincia di Hubei sono stati rapidamente saturati, lasciando molti pazienti morti a causa di risorse insufficienti. ….

Dobbiamo renderci conto che la Cina è un paese unico che può mobilitare rapidamente un’enorme quantità di risorse e adottare misure senza precedenti per soffocare la diffusione della malattia. Ma se questo virus si diffondesse ad altri paesi che non hanno la capacità di contenere il virus, il risultato potrebbe essere molto più disastroso e provocare un tasso di mortalità molto più elevato.”

Virus molto contagioso che può infettare un gran numero di persone in breve tempo” che di per sé avrebbe ucciso solo forse lo 0,5 dei casi (ricordando poi che sono molti di meno in realtà, se non si testano TUTTI, e molti di meno se si calcolassero SOLO i pazienti davvero morti PER coronavirus non includendo tutti quelli morti con positività al coronavirus che non lo rende automaticamente causa di morte.
Ma se io concentro tutto in una zona mettendomi poi in condizione di non poter curare tutti (e l’Italia non è la Cina) grazie che allora l’indice di fatalità aumenta, ma non per colpa del virus, e non solo per l’eccesso di popolazione anziana, ma proprio per l’inefficienza del sistema sanitario che non potendo assistere tutti è costretto ad occuparsi solo dei casi quando ormai stanno più di là che di qua.
Tutto questo ovviamente se l’indice di letalità fosse vero perché la verità è che non lo sappiamo nemmeno quale sia il reale indice di letalità, non sapendo quanto sono i contagiati nella realtà.
Si potrebbe sapere semmai se venissero, almeno, come era in origine il progetto testati TUTTI I SINTOMATICI.. quale era l’indice di letalità tra i soli sintomatici.
Ma nemmeno questo è stato fatto in Italia. Anzi più si va avanti e meno test la Lombardia fa in rapporto a quelli necessari, e i rapporto alle altre regioni. E’ ovvio che allora si sia arrivati ad avere oltre 115 morti ogni 1000 positivi in Lombardia.
Cosa si è fatto invece in Italia? (e purtroppo non solo)

In Italia si è fatta la magia matematica!

E’ un virus altamente contagioso che si contrae molto facilmente ed ha una mortalità molto elevata.. ovvero le due cose insieme inconciliabili con un numero così BASSO di morti (perché è basso riferito alla popolazione e non numero falso dei contagiati apparenti).

 

Però stranamente i morti (sempre ricordando che sono dati falsati dall’attribuzione al coronavirus) sono numericamente molto pochi perché calcolato sulla popolazione (brutta cosa la statistica quando si parla di vite umane) sono un numero assolutamente insignificante.
Lo potevano sapere? SI..
Nello Hubei, la crescita rapida delle morti si era già fermata quando hanno proso provvedimenti drastici e diffusi di limitazione degli spostamenti in Italia (dal 22 febbraio al 6 marzo – periodo che intercorre calcolando dal primo caso italiano a Codogno al decreto chiudi Lombardia) appena 681 nuovi decessi.

E pur non contando l’eccedenza dovuta alla assistenza difficile visto il numero di casi,  nello Hubei a tutt’oggi,  i deceduti sono 3159  ovvero lo 0,0054% ovvero 54 per milione di abitanti.

Adesso venitemi a raccontare che questo ha inciso in modo significativo sull’aumento della mortalità in Hubei rispetto all’anno scorso a due anni fa magari.
Ma quanti saranno comunque i morti non per coronavirus in 2 mesi in una popolazione di 60 milioni di abitanti?

Se prendiamo solo Wuhan il numero aumenta di 5 volte (225 per milione ma siamo ancora secondo me nella normale media dei morti di ogni anno per pari periodo.

Insomma, alla fine dal punto di vista della perdita di vite in termini statistici… lo Hubei, la regione del mondo più colpita, fino a che non ci siamo impegnati noi a superarli, possiamo dire che non se ne è nemmeno accorta!!! Altro che grave epidemia altamente letale. Il tutto sempre ribadendo che probabilmente il 95% e oltre non sono morti per coronavirus ma con coronavirus e che parliamo soprattutto di anziani già con altre patologie.

Guardando nel dettaglio le tabelle ISTAT sulla mortalità e le cause principali di decesso in Italia (gli ultimi dati aggiornati disponibili sono relativi al 2017, su un totale di morti pari a 650,614) scopriamo che il boom di decessi è legato a malattie del sistema circolatorio. Tra ischemie, infarti, malattie del cuore e cerebrovascolari muoiono più di 230mila persone all’anno. In seconda posizione troviamo i tumori, che causano la morte di 180mila persone.

Arriviamo ora all’influenza e alla polmonite. I dati ISTAT ci dicono che su un totale di più di 53.000 morti a causa di malattie del sistema respiratorio nel 2017, 663 decessi sono dovuti a complicazioni da influenza (per lo più in soggetti dai 75 anni in poi) [NOTA: attenzione che questi sono i morti diretti per influenza ovvero senza altre patologie concorrenti al decesso ovvero quelli morti PER INFLUENZA, e non quelli morti CON INFLUENZA] e 13.516 sono legati alla polmonite.

  • Malattie del sistema circolatorio: 232.992
  • Tumori: 180.085
  • Malattie del sistema respiratorio: 53.372
  • Malattie del sistema nervoso/degli organi di senso (Parkinson, Alzheimer…): 30.672
  • Malattie endocrine, nutrizionali e metaboliche (diabete): 29.519
  • Disturbi psichici e comportamentali: 24.406
  • Malattie dell’apparato digerente: 23.261
  • Cause esterne di traumatismo e avvelenamento (suicidi, omicidi, incidenti stradali…): 20565
  • Cause mal definite e risultati anomali: 14.257
  • Malattie infettive e parassitarie: 14.070
  • Malattie dell’apparato genitourinario: 12.017
  • Malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo (es: artrite): 3.651
  • Malattie del sangue e degli organi ematopoietici ed alcuni disturbi del sistema immunitari: 3.272
  • Malattie della cute e del tessuto sottocutaneo: 1.413
  • Malformazioni congenite ed anomalie cromosomiche: 1.399
  • Condizioni morbose che hanno origine nel periodo perinatale: 801
  • Complicazioni della gravidanza e del parto: 16

A parte che ho appena scoperto che l’Istat o chi fa i certificati di morte non capisce nulla di medicina grazie a questa tabella, perché alcune di quelle citate non sono MAI cause dirette di morte, da sole.
(Tra un po’ ci saranno i morti per Meniere includendo quelli che nel tentativo di ammazzare il medico incompetente hanno avuto la peggio.. 🙂 ) cosa saranno mai poi cause mal definite e i risultati anomali (mah!) ? Gente che muore ma non si sa perché è morta?

Ma vi prego peraltro di soffermarvi su un dato impressionante: 20.565 morti per suicidi, omicidi e incidenti vari. E quelli non sono tutti anziani già compromessi.

Il Sole 24 ore ha poi fatto uno studio dei decessi in Italia nel 2019 fino ad oggi.. ed ecco il risultato sempre ricordando che in realtà i morti riferiti com PER CORONAVIRUS non lo sono e ce lo conferma l’Istituto superiore dalla Sanità e se l’ISTAT giocasse corretto (mah) tra due anni (chissà perché ci vuole così tanto poi) ne troveremo molti di meno.

Ve lo metto in figura.. incompleta perché lunga. Fate caso soprattutto al dato delle polmoniti (ma con test negativo immagino)  che poi sono la principale presunta conseguenza mortale da coronavirus… che nel pari periodo sono comunque 2.954.

 

Cause

Dove e come sono morte peraltro queste persone morte in questi mesi se ricoveri e terapie intensive sarebbero sature solo per il coronavirus che fino a un mese fa non rappresentava nessun problema? A casa? Per strada? Tutti improvvisamente senza alcun ricovero o terapia intensiva?
Insomma per dirla in breve le morti per coronavirus incidono in maniera bassa sulla mortalità generale.
Sono molti e molti e molti di più perfino considerando l’enorme errore di attribuzione al coronavirus dei decessi, le morti per altra causa, che ora non vengono tenute invece in alcun conto.
Insomma ormai ci sono morti interessanti di serie A, quelle da coronavirus e morti di cui non gliene frega nulla a nessuno, l’enorme numero di altre (che non coinvolgono però soprattuto solo anziani già compromessi!)
Perché mi sono soffermato tanto sulla mortalità quando il tema del post era gli errori commessi dall’Italia? Perché questo è stato il più grande errore. Non capire la vera portata in termini di perdite umane di questa epidemia, alla fine molto bassa, e trasformarla (ma in questo pare che sia piaciuto a tutti in tutto il mondo pensarla così) in una epidemia altamente letale.
Il tutto ricorrendo a una doppia operazione assolutamente inconciliabile:
Faccio molti meno tamponi e anzi ordino di farne meno, perché sono convinto che il contagio sia limitato solo ai sintomatici ovvero un numero relativamente limitato, che quelli asintomatici non sono contagiati e che quindi avendo relativamente pochi sintomatici dei quali ne muoiono in proporzione tanti è malattia grave con alta letalità ma non particolarmente facile da prendere (però nel frattempo ne ordino 1.100.000 all’azienda Copan di Brescia pur avendo deciso che non mi serviranno e sapendo comunque che non li posso analizzare).
Però contemporaneamente in aperta contraddizione siccome è facilissimo contagiarsi blocco tutto e tutti, prima una intera regione e poi un intero paese paralizzando tutto e distruggendo l’economia del paese.

Magia matematica…

Molto contagioso x molto letale = POCHI MORTI IN PIU’ RISPETTO A QUELLI CHE MUIONO COMUNQUE DI SOLITO

L’errore più grande fatto dall’Italia è aver danneggiato il paese e privato tutti della libertà persino di andare a fare una passeggiata, rischiando la salute di tutti e la probabile morte per altre cause con probabili molte più vittime di quante ne avrebbe mai potute fare il coronavirus, avendone molte peraltro sulla coscienza per l’inadeguatezza del sistema sanitario, distruggendo l’economia del paese e quella individuale di moltissime persone, e mandando in tilt la sicurezza psicologica dei cittadini, il benessere, generando una marea di patologie secondarie psicosomatiche ecc., e tutto il resto che sapete ormai bene. Tutte conseguenze che si pagheranno per anni!

E per cosa? Per nulla! Per un epidemia che se gestita bene avrebbe fatto qualche migliaio di morti appena su una popolazione e pochissimi davvero causati da coronavirus davvero alla fine, e comunque prevalentemente in media a 80 anni e in persone che sarebbero morte probabilmente a breve comunque.

Il tutto prendendo due decisioni assolutamente inconciliabili:

– trovare e far risultare meno casi possibili ( perché questo si ottiene se non si cercano nemmeno) in quanto non è poi così probabile il rischio di contagio… e sei probabilmente contagiato solo se sintomatico e se sintomatico, solo se hai avuto contatti stretti con altri contagiati … negli ultimi 2-3 giorni, altrimenti non sei contagiato!!) – facendo però al contrario risultare una letalità altissima… e INSISTENDO SULLA LETALITA’ ALTISSIMA..

– e allo stesso tempo comportarsi come se ci si trovasse di fronte ad un virus estremamente facile da contrarre tanto da dover mettere tutta Italia in quarantena e paralizzare il paese, per evitare la diffusione del contagio. Ma come? Non era impossibile che gli asintomatici fossero contagiati?

Ma l’abilità del prestigiatore sta nell’illudere no.. ?Il trucco c’è ma non si deve vedere.. La versione della realtà proposta al pubblico deve apparire come quella reale anche se inverosimile, altrimenti che gioco di prestigio è?
E allora ecco che lo Stato ci dirà.. che:
– Conferma che solo i sintomatici possono avere il virus e trasmetterlo (nonostante ormai si sappia che non è assolutamente così) ma che se non avesse preso.
– Che l’obiettivo del mettere tutti in casa (perché mai farlo dove magari avevano solo qualche decina di casi e risorse ancora ampiamente sufficienti per trattare chiunque poi) era far si che ci fossero meno sintomatici possibili per evitare non tanto che tutti venissero contagiati (cosa che dicono essere difficile) ma l’ingolfamento del sistema sanitario e il rallentamento della diffusione.
– Che purtroppo questo che doveva essere una ottima idea è saltato non per colpa del governo ma per la particolare gravità di questo virus in Italia ben maggior che quella in altri paesi che è il virus da noi è più aggressivo.. ecc..
– Che facendo così hanno rallentato il contagio (ma non doveva essere già lento…? )
– E che in sintesi alla fine grazie al loro operato ce la siamo cavata con un numero basso di morti e contagiati (perché ovviamente la maggior parte degli asintomatici non lo sono per loro,  meno che mai se non hanno avuto contatti negli ultimi giorni)
E pretenderanno anche di uscirne come gli eroi che hanno salvato il Paese da un virus altamente letale. E qualcuno ci potrebbe anche credere a tutta questa favoletta… (se non tiene conto che in alcune regioni italiane la letalità è molto più bassa ovviamente e in altri paesi e zone della Cina stessa in modo evidente molto molto molto più bassa (ma il nostro virus era più cattivo, abbiamo la popolazione più anziana ..ecc..).
Ma per sostenere questo alla fine dovrà risultare che il numero di contagiati è relativamente basso.. e proprio grazie ai loro provvedimenti!!
Ma cosa succederebbe se alla fine facendosi un test per gli anticorpi comprato in farmacia si coprisse che ci sono stati milioni di contagiati, riducendo la letalità reale a perfino meno di quella dell’influenza (sopratutto se poi contemporaneamente i veri morti venissero ri-etichettati correttamente come morti per influenza o per altre cause magari…) ?
Già! Sarebbe un problema perché poi lo Stato dovrebbe spiegare perché aveva voluto testare così poche persone e perché ha fatto tutti i danni che ha fatto per una epidemia che alla fine avrebbe fatto poche più vittime di quelle di ogni anno.
Quale è la soluzione per tenere più possibile nascosta la verità, e non far capire (o almeno così loro sperano) quale era la reale situazione che mostrerebbe l’enorme sbaglio (sbaglio o volontà per morti non ancora compresi) di confondere una infezione estremamente contagiosa ma con pochissimi sintomatici e pochissimi morti, con una infezione altamente letale tanto da giustificare tutti i danni commessi in ogni modo possibile in nome della salvezza di centinaia di milioni di vite italiane?
Facilissimo!
Basta sputtanare i test per gli anticorpi dicendo (il Comitato Tecnico Scientifica del Ministero della Salute che non servono a nulla (senza aver verificato manco un paziente prima a quel che so e senza una sola spiegazione sul perché sarebbero inefficaci..) e che non devono essere fatti e dire a tutte le farmacie attraverso la Federfarma che non devono essere nemmeno acquistati:
Copio e metto il link comunque:
“Il CTS [del Ministero della Salute] ritiene doveroso ribadire che, a oggi, l’approccio diagnostico standard rimane quello basato sulla ricerca dell’RNA nel tampone rino-faringeo. Inoltre, si conferma che non esiste alcun test basato sull’identificazione di anticorpi (sia di tipo IgM che IgG) diretti verso SARS-CoV-2 validato per la diagnosi rapida di contagio virale o di COVID-19”
Insomma a qualcuno fa proprio schifo e .. paura, sapere quanti casi reali di contagio ci sono. E fa paura dall’inizio, già dal 27 febbraio, ribadito il 9 marzo… e ribadito adesso screditando a priori senza alcuna verifica qualunque test che possa dimostrare la reale entità del contagio (e nonostante i provvedimenti presi)!
Quindi tra tutti gli errori e le assurdità fatte, il governo a vari livelli sta realizzando un errore (crimine) ben maggiore.
STANNO INGANNANDO O CERCANDO DI INGANNARE VOLUTAMENTE E IN MALA FEDE I CITTADINI ITALIANI COPRENDO LE VERITA’ PER NON ASSUMERSI LA RESPONSABILITA’ DI QUANTO FATTO E DELLE CONSEGUENZE CHE NE DERIVERANNO.
Spetterà a voi, a tutti gli italiani, le vere vittime, decidere se glielo permetterete o no di uscirne puliti.

6. QUALI SARANNO LE CONSEGUENZE A BREVE E LUNGO TERMINE DI QUESTA VICENDA?

Cominciamo da quelle positive che molto dipenderanno però dalla vostra capacità come cittadini di pretenderle e di non limitarvi solo a voler “dimenticare”.

1. L’intero sistema sanitario sarà messo sotto accusa per l’incapacità e inefficienza dimostrata e sarà obbligatoria una drastica riforma che potrebbe riguardare molti aspetti
  • Non ti azzardare più a fare tagli alla salute o scendiamo in piazza ma stavolta armati
  • Telemedicina potenziata e finalmente apprezzata (si poteva adesso nell’emergenza e allora perché non mantenerla anche dopo)
  • Adeguamento effettivo dei posti letto e delle terapie intensive alla popolazione effettiva
  • Maggior protezione sanitaria degli anziani durante la stagione invernale visto che adesso tutti sanno perché si è ripetuto tante volte quanti ne muoiono comunque anche senza coronavirus
  • – Minor ricorso a ricoveri inutili scaldaletto tanto per far risultare che l’Ospedale è attivo.
  • – e (ma questa è una mia utopia) libera scelta tra sistema sistema assicurativo privato sia per i dipendenti che per i lavoratori autonomi o versamento quota relativa alla salute per le tasse (e andrebbe fatto anche con le pensioni se è per quello).
2. Molte più persone si saranno avvicinate (o almeno spero) a internet e alle video-comunicazioni avendo meno paura della tecnologia e uscendo dalla preistoria tecnologica e potenziamento dell’insegnamento di queste tecnologie vista l’importanza che possono avere in situazioni dei emergenza
3. Rivoluzione del sistema scolastico con possibilità (o potenziamento della possibilità, non so se qualcosa già esistesse prima o sia nato ora) di mantenere la continuità scolastica anche in caso di malattia, o assenza forzata da scuola per altri motivi e risoluzione di moltissimi casi di disagio scolastico-sociale mediante transitorio allontanamento dalla frequenza diretta scolastica senza per questo perdere la continuità di studio.
Pensate anche solo per dirne una a quanti lasciano la scuola per problematiche relazionali con l’ambiente scolastico ma non perché non abbiano più voglia di studiare, o al problema del bullismo irrisolvibile perché non puoi togliere a uno studente che danneggia tutti con la sua presenza, il diritto di studio.
4. Riduzione del consumismo sfrenato al quale si era arrivati. Siete riuscire a stare comprando solo l’essenziale per molto tempo. Perché non potete continuare a farlo o almeno darvi una controllata anche dopo?
5. Riscoperta degli affetti familiari. Quanto tempo era che non passavate così tanto tempo con moglie o marito o figli?
(ma il risvolto della medaglia è … quanti divorzi ci saranno proprio perché la sopravvivenza della coppia si reggeva solo sulla non eccessiva convivenza e quante coppie di non conviventi saranno state distrutte dall’impossibilità di incontrarsi o di avere un posto dove fare l’amore?)
7. Valorizzazione del telelavoro o del lavoro da casa che si colloca come possibile alternativa alla totale assenza dal lavoro. Ma ci pensate ad esempio quanti che sono costretti a prendersi giorni o anche lunghi periodi di malattia potrebbero invece lavorare da casa durante il periodo di assenza dal lavoro?
Insomma anche se è stato uno sbaglio assurdo inutile e dannoso qual che è stato qualche conseguenza positiva potrebbe averla tutto questo, no?
Solo che a tutte queste cose ci si poteva arrivare insegnandole e trasformando così l’Italia in un paese migliore e moderno anche senza la necessità dimettere tutti agli arresti domiciliari e senza una epidemia da coronavirus. !!!! 
Bastava volerlo.

Ma se le cose scoperte ora potranno diventare realtà permanenti dipende anche da voi e da quanto saprete pretenderlo. Sulla intelligenza del Governo contateci poco. Dovreste averlo capito bene adesso che non ci si può fidare delle loro scelte.

Ma passiamo ora a quelle negative che sono di più e preoccupanti.

Questo parte vi getterà nel panico vero lo so, se non avevate già riflettuto da soli su tutto questo… ma purtroppo devo parlarne… Tacere non limiterà i danni..

DANNI ECONOMICI
Sulle conseguenze negative economiche generali e sulla paurosa recessione mondiale e non solo italiana che ci sarà non mi soffermerò molto. Sono evidenti per tutti, e lo sanno già tutti, che sarà così.
Ma restando in termine economico ci sono alcune cose da sottolineare nel caso non lo abbiate ancora capito.

1. Al momento tutto questo sta ricascando soprattutto su aziende, professionisti, artigiani, commercianti, imprenditori, lavoratori autonomi, partite IVA, chiamateli come volete… e su quello non mi soffermerò oltre perché i danni sono evidenti per tutti).

 

Ma sembra fare meno paura a chi magari lo stipendio lo ha preso lo stesso pieno o con qualche riduzione lavorando o meno ma… attenzione che non è così!

 

Come lo pagheranno lo stipendio ai dipendenti le aziende che hanno avuto enormi perdite… sempre che non falliscano del tutto? Credete davvero che i dipendenti non saranno toccati da tutto questo?

 

E forse persino i dipendenti pubblici che magari si sentono intoccabili che se lo Stato perde tanti soldi (non solo quelli spesi ora ma tutte le tasse che non arriveranno) i tagli li dovrà fare o per forza no? Siete così sicuri che non ci saranno licenziamenti in massa nel sistema pubblico giustificati dal dover risollevare il bilancio?
2. Avete presente come reagiranno (errore enorme ma tipicamente italiano) tutti i commercianti e chiunque abbia da vendervi un bene o un servizio o farvi pagare qualcosa…?
I costi di tutto aumenteranno in modo allucinante per tentar di recuperare le perdite e questo farà ancora più danni perché ovviamente non ci saranno i soldi nelle tasche di molto potenziali acquirenti di quei ben o servizi.
Quanto costerà ora andare al ristorante o prendere una stanza in albergo dopo mesi senza un turista cercando di prenderne più possibile ai turisti stranieri quando ricominceranno tra chissà quanto ad arrivare..?
Bravi, bella mossa! Che avete già fatto in passato più volte rimanendo con le stanza vuote e i ristoranti deserti che i turisti stranieri preferiva allora andare in paesi meno cari, fino a che non avete, qualcuno prima qualcuno poi, capito che era meglio, calcolatrice alla mano affittare 10 stanze a 30 euro che affittarne 1 a 150 lasciando vuote le altre 9.
Ma siccome spesso la gente non impara dai propri errori, scommettiamo che lo rifaranno di nuovo questo errore?
In realtà andrebbe fatto esattamente il contrario ridurre i costi per adattarli ad un paese che non ha più lo stesso benessere economico e ridurre i costi ai turisti stranieri che si riavvicineranno il più possibile perché solo così si può ripartire.. Ma poiché in generale gli italiani molta vera mentalità imprenditoriale non ce l’hanno davvero..dubito che succederà.
3. Le banche e le varie finanziarie, immagino sia scontato ma non sono un esperto di economia, saranno costrette a ridurre il costo del denaro ovvero saranno abbassati i tassi di interesse e resi più facili i prestiti, ma credete che sia un bene?
La corsa all’indebitamento e alla rateizzazione per comprare di tutto e sentirsi così benestanti è stata una delle rovine del Paese, anche perché poi le banche li hanno rivoluti indietro quando c’è stata la crisi e non li avevate e allora abbiamo una marea di protestati, pignorati ecc.. con i creditori, primo tra tutti l’Agenzie delle Entrate, sempre sul collo.
Ripeto che non sono un esperto di economia e mi piacerebbe anzi sapere se sto sbagliando su questo punto specifico da qualcuno che ci capisce certamente più di me.
4. Dopo l’apparente buonismo attuale, che vi permette di non pagare (attenzione ritardare i pagamenti non è non pagare) ci vuole molto a capire che il prelievo fiscale già assurdo aumenterà notevolmente? Da qualche parte li devono pur prendere no? Spero almeno che lo facciano con rispetto delle aliquote adattandole alla nuova situazione almeno che portar via il 60% a chi magari fa due milioni di euro all’anno di utile non è certo come portarlo via a chi ha un utile magari di 30.000-40.000 euro all’anno.
5. Un punto molto importante sul quale sembrano soffermarsi pochi è che la forchetta tra i ricchi e i poveri o diciamo non certo ricchi aumenterà ancora di più.
Perché i veri danneggiati da tutto questo non sono in realtà le grandissime aziende o chi comunque guadagna abitualmente così tanto da potersi pure permettere magari di non lavorare per un anno, ma la marea di piccole aziende, piccoli imprenditori, normali liberi professionisti, inclusi molti medici che non sono tutti ricchi, sapete?, specie se sono onesti, tutti i giovani che magari hanno avviato una attività da poco e già si sono visti in obbligo di chiuderla.
E pensate ad esempio a chi comunque per un mese o due magari (o più) non ha potuto lavorare ma ha dovuto pagare comunque l’affitto di casa che magari già sta facendo le razioni per il pranzo e per la cena, o non mangiando per dar da mangiare ai figlio.
6. E per un momento solo mandando a.. (ci siamo capiti) Salvini e company, che vi piaccia o no, ci pensate a che vita stanno facendo adesso gli immigrati soprattutto quelli senza lavoro fisso o in nero che si arrangiavano per sopravvivere e che probabilmente dovranno scegliere di tornare davvero al loro paese dove forse hanno perfino meno possibilità di morire di fame che da noi o ricominciare tutto da capo da un’altra parte.? Sono esseri umani anche loro sapete ? E magari hanno 20-30 anni e i loro bambini ovviamente meno e forse più diritto di vivere ancora di molti dei nostri 90 enni.
Eppure li odierete ancora di più (cosa non difficile perché siamo diventati uno dei popoli più razzisti del mondo) perché direte che manco ci sono i soldi per gli Italiani, figuriamoci per aiutare loro che ci rubano pure il lavoro.
Ma questa sarà solo una delle conseguenze dell’egoismo galoppante che emergerà in una situazione in cui moltissimi dovranno preoccuparsi sopratutto di loro stessi e delle loro famiglie.
Scenario apocalittico? Esagero? A beh certo se vi fanno uscire il 3 aprile e in tutto vi hanno bloccato in casa per solo 25 giorni magari sarà un po’ meno grave di così. Ma voi siete sicuri che vi faranno uscire il 3 aprile?
E quando riapriranno davvero tutte le attività?
E come faranno a farlo così presto fino che risultano tanti morti e epidemia ancora in piena regola con il 30% dei testati risultanti positivi?
Che diranno per farvi uscire ad “emergenza sanitaria” ancora pienamente presente? “Oops.. ci siamo sbagliati” ?
No, per farvi uscire immagino faranno un altro gioco di prestigio.
I morti che saranno gli stessi, magari torneranno ad essere morti per altre cause e si faranno sempre meno tamponi per far credere che il numero di contagi diminuisce.
Ma il quando e quando si potrà riprendere vita normale non lo sa ancora nessuno.
Vi dico solo una cosa. Se adesso ancora avessi avuto la clinica alla Camilluccia (qualcuno sa di cosa parlo) sarei praticamente già al fallimento… o vicino al fallimento perché i costi fissi erano tali rispetto al fatturato (il che comunque lasciavi ampi guadagni per me e per tutti) che avrei retto al massimo un mese se fossi stato ad incasso zero. Personalmente ringrazio me stesso di essermi inventato da 9 anni un altro modo di lavorare anche se non lo ha fatto certo pensando all’epidemia del 2020.

DANNI ALLA SALUTE FISICA E PSICHICA E AUMENTO DELLA MORTALITA’ COLLATERALE PER ALTRE CAUSE

1. Aggravamento di molte patologie per mancata assistenza durante il periodo dell’emergenza
2. Aumento delle morti per altre patologie per lo stesso motivo
3. Aumento delle patologie psichiatriche. Sapete che da dati Istat, se attendibili, già fuori da tutto questo “si stima che in Italia superino i 2,8 milioni (5,4% delle persone di 15 anni e più)“?
4. Aumento dei suicidi (e questa è una delle cose che mi fa più paura – sapete che già anche fuori da tutto questo si suicidano già in media circa 4000 persone all’anno in Italia.. ? E la maggior parte sono uomini. Quanti di questi si suicidano per debiti magari? e Pensate che caleranno o aumenteranno? Dal 1 gennaio al 20 marzo sembra siano già 861 il che conferma i più o meno 4000 all’anno. Ma che succederà poi…?
5. Effetto dell’isolamento sui tossicodipendenti e sugli alcolisti che sono persone anche loro e persone malate solo in parte colpevoli della loro malattia. Come se la procurano ora la droga? Come vanno a bere al bar ora? Sapete cosa significa un tossicodipendente o un alcolista in crisi di astinenza.? E bere o drogarsi a casa con tutta la famiglia potrebbe essere un problema, indubbiamente.
6. Aumento dell’obesità, delle problematiche legate al diabete, a loro volta fattori di rischio delle cardiopatie, e tutto quello che è connesso alla vita sedentaria e alla privazione dell’attività sportiva per lungo tempo. E adesso hanno proibito perfino le passeggiate.
Per non parlare delle conseguenze psicologiche dell’assenza dallo sport e del danno ai professionisti dello sport impossibilitati ad allenarsi adeguatamente in piena stagione . Voglio proprio vedere chi ci manderemo alle Olimpiadi a Luglio sempre che le facciano.
7. Netto aumento e aggravamento delle malattie psicosomatiche e da stress (incluso l’idrope ovviamente). e se è vero quel qualcuno sostiene, delle malattie da carenza di esposizione al sole e in generale riduzione del sistema immunitario per cause psico-fisiche, ancora più grave aver fatto questa scelta in piena epidemia e con gente già appanicata e stressata per conto suo.

E certamente ne ho pure dimenticato qualcuno…

Ma adesso passiamo ad altre possibili conseguenze alle quali magari si pensa meno ma che mi preoccupano comunque.

ALTRE CONSEGUENZE MENO OVVIE MA DA NON SOTTOVALUTARE

1. Mai come in questo periodo nella storia del mondo dei governi cosiddetti democratici hanno adottato misure cosi rigide di privazione dei diritti individuali rendendo meno lontana la distanza di fatto con quelli che democratici non lo sono proprio. E questo nel nome e nell’interesse dello Stato. La cosa mi fa molta paura. Perché ne conosco troppe di dittature o centralizzazione del potere se non vere dittature nate “nell’interesse dello Stato” da esperto di Storia soprattutto del 900 quale sono.
E questo è uno dei principali motivi per il quale si dovrà assolutamente scoprire la verità e punire gli eventuali colpevoli se ce ne sono (e ce ne sono). E purtroppo questo non è un problema solo italiano.
Mai i governi (in questo caso parlo proprio di esecutivo) democratici hanno avuto così tanto potere decisionale immediato senza necessità di approvazione da parte del Parlamento o dei cittadini stessi.
E la storia ai suoi ricorsi, sapete. E se oggi ci viene da ridere pensando all’idea che possa esistere ancora un dittatura in Europa, non dimenticate mai che il fascismo e il nazismo nacquero tra l’altro proprio per lo stato di recessione e crisi economica nel quale era precipitate l’Italia (sebbene vincitore di una vittoria “mutilata” ) e la Germania (sconfitta e caricata di debiti dalle nazioni vincitrici) nel primo dopoguerra.
Le crisi economiche brusche creano instabilità, anche politica e ho visto fare troppi complimenti alla Cina e a come ha attuato il “contenimento” da parte di nazioni che non dovrebbero dimenticare che si tratta di un paese non proprio “democratico”.
Magari sto esagerando io, però anche per questo non voglio certo che il governo appaia come salvatore della patria (se non lo è stato).
2. E a proposito di Patria. Tutta questa storia ha aumentato moltissimo il senso di identità nazionale per cui conta quel che succede in Italia magari ma non ce ne frega nulla di quel che succede in Malesia ecc.. e al limite chi se ne importa pure della Spagna. Che abbiamo da preoccuparci noi di quel che succede qua .. “Prima gli Italiani… “..
Beh, questo non è un bene ma un male gravissimo, in un mondo che dovrebbe invece muoversi sempre di più verso la creazione di un identità internazionale e mondiale.. e sempre meno verso la difesa dei singoli interessi nazionali.
E anche questo mi fa paura.
3. Romanzi e film con pandemie che stravolgevano il mondo (di cui uno famoso su un virus creato apposta a Wuhan) ce ne sono tanti, ma nella pratica non era mai successo negli ultimi cento anni che ci fosse qualcosa del genere nella realtà e che se ne potessero apprezzare in modo così evidente i danni… autoinflitti suicidi fatti dalle nazioni colpite..
E creare e diffondere un virus costa molto meno che non le armi nucleari e non è che esattamente siamo proprio ancora tutti arrivati al “volemose tutti bene” tanto da essere sicuri che non esistano più le guerre.
La dimostrazione pratica di quel che poteva fare la bomba atomica di Hiroshima e Nagasaki ha portato a 45 anni di clima di terrore e paura di una possibile guerra atomica.
E tutte quelle teorie complottiste di cui si parla tutti i giorni associate alla dimostrazione evidente potrebbero aver dato qualche ideuzza per come fare le guerre in futuro, o per come far soldi (anche se il ricatto tipo Spectre non me lo immagino ma non si sa mai ) sperando non la abbia data anche ai terroristi, i primi a cui alla fine interessa colpire il sistema economico occidentale.
E non serve nemmeno da quel che si è visto diffondere un virus particolarmente aggressivo e cattivo. Basta diffonderne uno che si faccia credere cattivo dove c’è un governo abbastanza idiota da crederci,  perché scatti l’auto-danneggiamento economico.
Se l’obiettivo del terrorismo è seminare il terrore che non è fatto da molte vittime, ma da molti vivi che hanno paura, beh quale cosa meglio di un virus?
4. Infine, cosa generano tra l’altro la disperazione, la povertà o in generale difficoltà economiche? L’aumento della criminalità! Altra cosa della quale credo dobbiamo tener conto se le conseguenze economiche fossero.. eccessivamente alte.

7. PERCHE’ IN ITALIA C’E’ UN TASSO DI LETALITA’ MOLTO PIU’ ALTO CHE ALTROVE?

Prima di tutto non dobbiamo parlare di Italia ma di singole regioni.

Contro l’oltre il 12% della Lombardia (seguita a ruota non subito dall’Emilia Romagna come si pensa, ma dal .. Molise che con appena 61 casi positivi e 7 decessi sta all’11,48%) ci sono tantissime regioni (13 su 20) che non arrivano al 4,63% registrato nello Hubei in Cina. La Basilicata non ha avuto nemmeno un decesso fino ad ora e sono diverse le regioni che stanno al di sotto del 3% previsto a suo tempo dall’OMS.

Questi è la situazione dati al 21 marzo.

morti italia per regione
Ma ovviamente questo dato è completamente falsato dal numero di tamponi effettivamente eseguiti nelle diverse regioni sapendo bene che casi positivi dichiarati non significa necessariamente casi realmente contagiati e nemmeno casi sintomatici in molti casi.
Per rispondere alla domanda bisogna quindi analizzare altri parametri e prima di tutto vedere i dati sotto un aspetto differente e così ho fatto io avviando uno studio in modo differente.

Un parametro più reale per verificare la gravità in ogni singola regione è quello del numero di morti per popolazione, che vedo poco considerato stranamente nelle varie casistiche (ma è forse il più importante) e che ho calcolato per 100.000 abitanti.

Qui con la Lombardia sempre in testa ovviamente le posizioni seguenti cambiano rispecchiando le vera natura della gravità completamente diversa anch’essa da regione a regione comunque confermando che indipendentemente dal numero di tamponi eseguiti. E qui ho inserito anche l’Hubei per far capire come nella maggior parte delle regioni il numero di morti per 100.000 abitanti è minore di quello dello Hubei e non maggiore. E che il dato nazionale è falsato dalla Lombardia sopratutto perché altrimenti tolta la Lombardia che ha il doppio dei morti per 100.000 abitanti della seconda in questa triste classifica l’Emilia Romagna.

morti per 100000

Ricordate però che nemmeno questi sono dati VERI perché falsati dal considerare come morti per coronavirus tutti i morti positivi al coronavirus e questo non lo so ancora  se avvenga nella stessa maniera in tutte le regioni italiane o quale sia il reale criterio dell’Hubei.
E’ in qualche modo questa differenza regionale correlata con la percentuale maggiore di anziani? Assolutamente no, anzi alcune delle regioni che hanno pochissimi decessi in rapporto alla popolazione generale hanno molti più over 65 in percentuale della Lombardia (22%) così come ne ha di più la Liguria (28%), e lo stesso il Veneto che ha 3 morti su 100.000 contro i 30 su 100.000 della Lombardia. Quindi non è l’età il problema.
Come non lo è in termini statistici (ma lo è di sicuro in termini di sottovalutazione diagnostica) il numero di tamponi fatti anche se,  se una regione fa meno tamponi rispetto alla popolazione che ha in quella regione, in teoria può avere morti ma non diagnosticarli come coronavirus, ma insomma mi auguro che non sia questo il caso e che almeno ai morti o ai ricoverati il tampone venga fatto ovunque e semmai se proprio c’è una regione che potrebbe aver fatto morire dei possibili positivi a casa e magari senza manco testarli è proprio la Lombardia.

Il calcolo dei decessi per 100.000 abitanti dà comunque dati molto più affidabili su quale sia la gravità della situazione in ciascuna regione con le enormi differenze che vedete.

Analizzando diversi parametri, sempre tenendo come punto fermo la mortalità rispetto alla popolazione, dato più importante e più affidabile (si fa per dire, ricordatevi che non sono morti PER CORONAVIRUS per lo più, ma CON coronavirus) ho invece potuto ricostruire la situazione comparando quel che è successo in LOMBARDIA, in EMILIA ROMAGNA (che da sole insieme raggiungono il 79% dei decessi), in VENETO (unica regione che ha testato anche molti asintomatici facendo screening (anche se avviato con un po’ di ritardo) e nelle altre 17 regioni italiane (valutate complessivamente.

comparazione morti regioni

Il grafico comprendendo diversi parametri è un po’ complesso quindi ve lo devo spiegare.
Ho rapportato alla mortalità rispetto alla popolazione i seguenti parametri la % POSITIVI SU TAMPONI EFFETTUATI e quindi questi dati relativi ai ricoveri, un po’ falsati dal fatto che si tratta dei ricoveri in corso ad oggi senza scorporare guariti e decessi ma d’altronde non trovo dati su quanti eventualmente siano guariti a casa o deceduti a casa senza passare per un ricovero e altri dati relativamente ai decessi
  • % RICOVERI SU POSITIVI
  • % RICOVERI SU TAMPONI
  • % RICOVERO IN INTENSIVA SU POSITIVI
  • % INTENSIVA SU RICOVERATI
  • % DECESSI SU POSITIVI
  • %DECESSI SU TAMPONI
  • % DECESSI SU RICOVERI
Emerge che la Lombardia (38,2%) e l’Emilia Romagna (33,81%) hanno trovato un numero di positivi per numero tamponi effettuati, ben più alto che non in Veneto (8,61%) ma anche nelle altre regioni (18,97%) dove per lo più rispettando la circolare ministeriale ove più ove meno si sono fatti test solo ai sintomatici.
Ma i dati relativi ai ricoveri provano che in Lombardia ed Emilia Romagna è stato fatto anche meno che testare i sintomatici.
Il sotto-diagnosticare contagi, per curare in tempo i pazienti e monitorarli, ha comportato la necessità di una percentuale di ricoveri maggiore rispetto ai casi positivi e di molto maggiore rispetto all’intero numero di tamponi effettuati.
In pratica In Lombardia ed Emilia circa un terzo dei pazienti positivi è attualmente ricoverato contro un quinto dei positivi in Veneto. Calcolato sul numero dei tamponi effettuati, per il solo fatto di arrivare ad essere sottoposto al tampone il paziente ha il 14% di possibilità di finire ricoverato in Lombardia e il poco oltre il 10% in Emilia Romagna, contro il 2,2% del Veneto, il che la dice lunga su cosa si ottenga a testare solo sintomatici.
Tenente presente che queste percentuali sono anche in realtà per difetto non avendo i dati totali dei ricoveri effettuati dall’inizio ma solo di quelli attuali che sono ovviamente meno. La cifra reale dei positivi che sono stati ricoverati in Lombardia quindi si colloca tra il 32,37% dato riferito a quelli attualmente ricoverati e il 68,6%, teoricamente immaginando che tutti i decessi e tutte le guarigioni abbiano comportato prima un ricovero in ospedale. Con lo stesso criterio per l’Emilia Romagna tra il 33,81% e il 53,3%.
Ma il Veneto ha un valore che si colloca tra il 20,4% dei ricoverati attuali e il 34,5% tendo presente che anche se fosse, la cifra alta potrebbe essere influenzata dal fatto che la “disobbedienza” Zaia alle direttive giunte dal Ministero di limitare i test diagnostici, non è stata applicata subito ma solo dopo diverso tempo. e he moltissimi guariti sono in realtà quelli di Vo’ riferendosi a guarigione dal coronavirus con secondo tampone negativo.
Ma a dispetto dei molti ricoveri in più, in Lombardia e in Emilia Romagna usano la terapia intensiva (dati solo attuali ma per entrambi i parametri, ovvero stato occupazione ad oggi quindi dato affidabile) solo nel 10-11% dei ricoverati contro il 21% del Veneto che quindi ne ricovera di meno ma manda intensiva in proporzione di più.
O meglio manda quelli che è previsto mandarci che sono circa alla fine il 4,2% dei positivi (o forse qualcuno in più se andiamo a contare come pazienti in intensiva anche i 146 deceduti ma il dato si riabbassa anzi se contiamo i guariti anche se sappiamo che il Veneto considera guariti soprattutto quelli ai quali un secondo tampone a distanza conferma l’assenza del virus.

E le conseguenze dalla diversa disponibilità di assistenza reale si vedono calcolando che il Veneto ha solo il 12,3% circa di decessi tra i ricoverati l’Emilia Romagna oltre 28% e la Lombardia 33% (un terzo). Tenete però presente che non sappiamo il vero numero di ricoveri in Lombardia ed Emilia Romagna non sapendo quanti sono morti o guariti a casa.

In questo contesto il resto delle regioni Italiane sembra compensare l’effettuare test solo ai sintomatici con una buona capacità di assistenza (a parte alcune come Molise, Friuli e Liguria che presentano un numero elevato di decessi in ricovero) avendo la fortuna molte di loro di avere ancora relativamente pochi casi. Il numero di decessi di pazienti ricoverati (sempre però falsato dal fatti che sono i ricoveri attuali e non quelli dall’inizio) va con grande variabilità dal 26% del Molise al 2,3% della Sicilia.

La Basilicata sembra essere un caso a parte . Ne ha ricoverati 19 di cui 7 in terapia intensiva, su 66 positivi trovati non ha al momento, unica regione italiana alcun morto.

Risultato di tutto questo è che in Lombardia ed in Emilia Romagna che limitano molto i test e non li fanno nemmeno a tutti i sintomatici anzi ormai praticamente li fanno solo dopo il ricovero nonostante al momento del lockdown ne avesse già un numero relativamente elevato, sono decedute 308 persone ogni milione di abitanti in Lombardia, e 160 ogni milione di abitanti in Emilia Romagna che ancora offre assistenza migliore che la Lombardia e magari riesce a fare qualche test anche a contatti o almeno a sintomatici lievi, mentre in Veneto pur colpito tra i primi dal l’epidemia ma che ha disobbedito al ministero e alla protezione civile facendo più test possibile (in pratica poco meno di quelli fatti in Lombarda ma con il doppio della popolazione arrivando a testare almeno due volte tutti i pazienti del suo primo focolaio, ci sono stati appena 3 decessi su 100.000 e nelle altre regioni italiane tutte assieme appena 2 su 100.000 spaziando però dal circa 10 su 100.000 di Liguria al 12 per milione della Sicilia.
Certamente ci sono differenti prevalenze di contagiati nella popolazione grazie al lockdown totale del 9 marzo, ma è proprio per colpa dei vari provvedimenti restrittivi oltre alle diverse misure adottate per valutare la reale entità del contagio limitando proprio nelle regioni più colpite il numero di tamponi addirittura non facendoli spesso nemmeno agli ammalati e semmai solo dopo ricovero che si è creato questo squilibrio incredibile tra le diverse regioni vedendo aumentare in modo sempre maggiore subito dopo il numero di decessi e precipitando proprio grazie a questo la crisi locale regionale del sistema sanitario in Lombardia e tra breve anche in Emilia Romagna probabilmente, che da sole contribuiscono al 79% dei morti.
Ecco la distribuzione dei decessi come numero assoluto per regione al 21 marzo.
morti numero per regione
Non è una crisi italiana se parliamo di decessi. Non di tutta Italia ma solo di qualche regione e il 64% dei decessi è tutto in una sola regione.
Poteva essere una epidemia gestibile in tutta Italia preparando tutti adeguatamente, fornendo risorse alle regioni non ancora colpite, l’hanno trasformata chiudendo tutto nella tragedia di una regione o due.
La Lombardia non ha bisogno del contributo per battere già oggi lo Hubei avendo già lo stesso numero di decessi. E solo con i 715 dell’Emilia Romagna lo Hubei lo abbiamo già superato di molto. Solo che nello Hubei ci sono tanti abitanti quanto in tutta l’Italia, in Lombardia solo 10 milioni e sono 15 milioni se aggiungiamo l’Emilia Romagna.
Abbiamo fatto il loro stesso errore, e nonostante avessimo l’esempio, chiudere una zona enorme e poi tutto, credendo di salvare le altre regioni (salvate dal virus forse ma non dai decreti governativi togli-vita).
Immaginate una Basilicata tutta paralizzata ma uno non può muoversi di casa con appena 66 casi e zero morti.
Ma a che serviva?…
A niente! E dati alla mano avete solo fatto aggravare le cose concentrando tutto a spese della Lombardia e di qualche altra regione tanto che l’esplosione sempre più crescente dei morti in Lombardia si è vista dopo averla chiusa, non prima. Esattamente quel che è accaduto dopo il 23-24 gennaio a Wuhan e nello Hubei.
Solo che loro almeno hanno continuato fare tanti test e avevano strutture a capacità organizzata in grado di permetterselo ed erano giustificati dal fatto di non avere alcuna ipotesi su come sarebbero andate le cose essendo i primi.
Da noi invece sapendo benissimo che non si poteva reggere più di qualche giorno una situazione simile a quella dell’Hubei oltre a chiudere tutto e distruggere l’economia di in intero paese, cosa che in Cina non è certo stata fatta a livello nazionale, proprio dove più serviva ci siamo messi a fare test col contagocce a fregarcene di cercare contatti, a ritardare l’assistenza ai sintomatici e non testare manco quelli e poi a non essere in grado di assistere nessuno, né i malati CON coronavirus, né ovviamente per nessuna altra malattia..
Era forse poco più di una semplice influenza alla fine!

Ce lo dicono i dati della Corea e di altri paesi.

L’hanno trasformata per presunzione incompetenza o non so che altro e spero non ci altro, in un incubo che verrà pagato per anni in termini di salute, economici e tutto, per chissà quanto tempo e che ora costerà più vite umane di una semplice influenza solo per colpa loro.

Fate fare gli anticorpi, cari esperti del Ministero, e vedrete quanto erano non contagiosi i vostri asintomatici innocui. Ah già! Dimenticavo. Avete detto che non servono a nulla e che le farmacie non li devono neppure comprare per distribuirli…

Bastava fare quel che faccio io ormai da molte settimane e voi potevate anche permettervi di dormire magari essendo in tanti, invece che dedicarci anche le notti intere come ho fatto io. Studiare, capire, analizzare, valutare e tentare delle previsioni. che si poi si sono puntualmente per la maggior parte avverate.

Ma evidentemente non vi ritenete tenuti a farlo.


La mia lunghissima esposizione su questa situazione alla quale sento come medico e come persona il dovere morale di dare il mio contributo, termina qua.

Spero di aver fatto qualcosa di utile.

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