COVID-19 in Italia. Alla ricerca della verità.

La verità è come un virus. Si diffonde facilmente se ci sono soggetti ricettivi. E come per un virus se non la cerchi non la trovi.
E come un virus può far male , ma fa più male se fai finta che non ci sia.

Preparatevi a conoscere e, se vorrete, recepire la verità su quello che sta dietro questa epidemia in Italia, che ho ricostruito tutta dall’inizio.
O almeno quella che appare essere una possibile verità.

La cosa più assurda è che è tutto sotto gli occhi di tutti e qualunque mia fonte è regolarmente disponibile online, ma io fino al 25 febbraio ero in viaggio e solo dopo iniziai ad occuparmi di questa vicenda e a studiare assiduamente tutti i giorni e a tutte le ore lasciatemi libere dal mio lavoro di medico, Ma tutto potevo pensare che non che ci fosse qualcosa da scoprire già dall’inizio

E l’inizio non è il 20 febbraio nell’Ospedale di Codogno, ma almeno un mese prima.


Gennaio 2020: LE PRIME CIRCOLARI DEL MINISTERO. A CHI VANNO FATTI I TAMPONI?

 

Questa storia inizia non a Febbraio quando ufficialmente è esplosa l’epidemia COVID-19 da coronavirus ma il 22 gennaio 2020 quando pur non avendo ancora un solo caso (i due cinesi primi casi trovati in Italia sono stati diagnosticati il 30 gennaio), il Ministero stabilisce chi andava eventualmente indagato alla ricerca del coronavirus. E anzi già dal giorno prima aveva messo in allerta dando istruzioni.

Il 22 gennaio il Ministero indica chi doveva essere considerato possibile caso includendo tutti i casi di infezione respiratoria GRAVE atipica purché abbia richiesto il ricovero in ospedale CON FEBBRE E TOSSE e proveniente da Wuhan (e non da tutta la Cina), o con contatto con un caso positivo, oppure quadri anomali con decorso clinico non chiaro e infezioni respiratorie nel personale sanitario a contatto con altri pazienti affetti da infezioni respiratorie indipendentemente dalla provenienza o da presunti contatti.

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Vai al documento Circolare Ministero Salute 22 gennaio 2020

Ovvero già il 22 gennaio il ministero aveva dato indicazioni di indagare SOLO CASI SINTOMATICI GRAVI E DA RICOVERO E NON TUTTI MA SOLO QUELLI CHE PROVENISSERO DA WUHAN O CON CONTATTI CON CASI ACCERTATI COME POSITIVI oltre a qualunque operatore sanitario a possibile rischio, MA ANCHE, INDIPENDENTEMENTE DA CONTATTI O WUHAN, QUALUNQUE SITUAZIONE DI POLMONITE ATIPICA.

Il cambio di strategia non è avvenuto solo dopo aver verificato che molti casi asintomatici erano negativi al 27 febbraio come ci è stato più volte detto ma è sempre stato quello sin dall’inizio!

E già il 22 gennaio dicono anche

“SI RACCOMANDA inoltre la raccolta e conservazione di campioni di siero in fase acuta e in fase convalescente per eventuali ulteriori indagini sierologiche”.

Il 27 gennaio la raccomandazione verrà poi cambiata sostanzialmente in “se volete potete farlo”. In seguito sparirà del tutto!

“Campioni di siero sia in fase acuta che convalescente POSSONO essere raccolti per il rilevamento di anticorpi non appena saranno disponibili test sierologici specifici per 2019-nCoV”

E il 22 gennaio il Ministero nella stessa circolare il Ministero scrive.

“Attualmente il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) stima che il rischio di introduzione dell’infezione in Europa, attraverso casi importati, sia moderato”

Ma poi il 27 gennaio, ancora nessun caso in Italia,  il concetto di provenienza da area a rischio viene esteso a tutta la Cina, viene mantenuta la necessità di controllo degli operatori sanitari che si ammalino di sintomi respiratori o influenzali che poi invece sparirà nelle circolari successive (!!) ma sparisce l’inclusione del “qualunque infezione respiratoria atipica nonostante la provenienza”.

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Vai al  documento Circolare Ministero Salute 27 gennaio 2020

Questo è importante perché verrà poi usato dalla regione Lombardia e dall’Ospedale di Codogno per dichiarare che hanno rispettato il protocollo, come vedrete in seguito, non facendo subito il tampone a Mattia visto che era stato in Cina, e credo sappiate la storia dell’anestesista che fregandosene del protocollo insospettita, ha voluto fare il tampone lo stesso.

In tutte le due circolari così come in quelle seguenti si precisa che il periodo massimo di incubazione è di 14 giorni per cui la provenienza sospetta da Wuhan o dalla Cina o eventuali contatti con pazienti positivi devono essere negli ultimi 14 giorni.


Gennaio: I PRIMI CASI CINESI, LO SPALLANZANI E LO STATO DI EMERGENZA

 

Il 23 gennaio erano arrivati due cinesi a Malpensa che se ne sono andati in giro per l’Italia, fino ad essere ricoverati a Roma il 30 quando sono stati trovati positivi.

Ma non erano solo due i cinesi. Erano 21 più un altro che non si capisce bene chi sia che stava con i cinesi a Roma.

Immediatamente nella stessa giornata di giovedì 30 gennaio viene intercettato in autostrada a Cassino il bus che trasportava i restanti 19 turisti cinesi in rientro da Sorrento.

E qui scatta un giallo su cosa sia stato fatto con questi pazienti.

Tutti i giornali riportano subito esattamente le stesse parole dette il 31 gennaio dal direttore scientifico dello Spallanzani, Giuseppe Ippolito (che non casualmente fa parte del Consiglio Superiore della Sanità, quello presieduto da Locatelli, e del Comitato Tecnico Scientifico, ovvero ha incarichi di governo e rientra tra i cosiddetti consulenti “esperti” della Protezione Civile e del Governo).

“Il resto della comitiva lo stiamo monitorando come misura di estrema precauzione – aggiunge – seguiamo il modello della sorveglianza sanitaria e con loro stiamo adottando i controlli esattamente come chi passa per uno screening aeroportuale, quindi non sono in quarantena ma in controllo sanitario. I due contagiati hanno girato per una settimana in Italia ma i cittadini devono stare tranquilli” – sottolinea Ippolito” – perché il rischio reale di trasmissione si verifica con persone sintomatiche. Appena i due turisti hanno avuto i sintomi, sono state seguite tutte le procedure. Siamo quasi del tutto tranquilli che non ci siano stati altri contagi. Di norma l’infezione viene trasmessa solo da persone che hanno i sintomi, non durante l’incubazione”.

Di norma? Con un virus sconosciuto? E come lo sapete che di norma si comporta così? Visto oltretutto che per la maggior parte delle malattie virali è assolutamente il contrario?

E se non bastassero i giornali potete ascoltare come questo sia esattamente quel che ha detto nell’Intervista fatta da Radio Capital. Dice pure che i cinesi stanno bene, e poi sono finiti in terapia intensiva a lungo.

Intervista Radio Capital al Dott. Ippolito 31 gennaio

Ma c’è anche una interessante conferenza stampa del 31 gennaio dei medici dello Spallanzani che dovete vedere.

Conferenza Stampa Ospedale Spallanzani 31 gennaio

Vi prego di guardarlo e ascoltarlo con attenzione questo video. Conferenza stampa, Carabinieri dei NAS ovunque,  e Ippolito che dice da un lato che non esiste alcun rischio per l’Europa, ma poco dopo nello stesso video dice che…

“Probabilmente questo focolaio lo chiuderemo prima che sia disponibile il vaccino”

“Focolaio”? “Probabilmente prima che sia disponibile il vaccino”. Quale focolaio, se ci sono appena due cinesi  e quando sono SICURI che non possono aver contagiato nessuno quando erano asintomatici…?

Conferenza stampa, NAS e bollettini tutti i giorni per due cinesi ricoverati e tenuti in isolamento che non possono aver contagiato nessuno e per qualcosa che non è nulla di più a sentir lui che una semplice influenza?

E altra cosa strana. Nonostante lo stesso giorno abbia tranquillizzato a più riprese tutti, nella stessa giornata del 31 gennaio ha detto (video) che..

“Pensare che non si saranno altri casi in Italia, esattamente come ci sono in altri paesi, sarebbe come non guardare in faccia la realtà”.

Intervista video Dott. Ippolito 31 gennaio

Ma nel bollettino dello Spallanzani che si vede anche nel video, della conferenza stampa, si legge che sono ricoverati testati e a alcuni dimessi subito mentre altri tenuti presso l’ospedale in ricovero anche altri cinesi, che diventano poi sempre di più nei giorni a seguire (ho controllato anche i bollettini successivi e visto altri video), tutti con sintomi lievi o del tutto asintomatici.

Ma lo Spallanzani ha agito di testa sua facendo tuto questo in contrasto a quel che è stato detto alle regioni dalle circolari del ministero?

Non ha molto senso che il Ministero dica una cosa e che lo Spallanzani disobbedisca quando non ce n’è nemmeno motivo e non c’è ancora nessuna epidemia in atto.

Non ha molto senso soprattutto considerato che il Direttore Scientifico dello Spallanzani è nel Comitato Tecnico Scientifico del Ministero!!!

E se solo i sintomatici trasmettono l’infezione per Ippolito e per il Ministero e pure per l’OMS perché quei casi (quali e quanti non lo sappiamo) alcuni asintomatici o con sintomi lievi (il Ministero aveva precisato che una caso era sospetto solo se con GRAVE infezione respiratoria) sono tenuti in quarantena dice il direttore sanitario nel video allo Spallanzani.. e chi sarebbero allora quelli ricoverati..?

E Ippolito ci ha detto chiaramente il 31 gennaio che rispettando le procedure del Ministero i compagni di viaggio del gruppo dei cinesi positivi sono stati tenuti non in quarantena  (l’ha detto espressamente) e non ricoverati ma in monitoraggio sanitario non ricoverati. Cosa significa questo… dove sono stati questi cinesi nel frattempo? In Ospedale, ma non ricoverati?

E in tutto questo gli unici sintomatici sarebbero tre? I due cinesi positivi e lo straniero ricoverato in terapia intensiva, del quale in seguito si è saputo che il tampone era negativo? E tutti gli altri ricoverati in osservazione, quarantena ecc…? Che ci stavano a fare in quarantena e a lungo se non era prevista dalla circolari del ministero che prevedeva di considerare casi sospetti solo sintomatici gravi da ricovero?

E gli unici trovati positivi con l’Italia piena di turisti liberamente circolanti di cui molti provenienti dalla zona di massima estensione di epidemia dilagante in Cina, tanto da aver decretato già da tempo il lockdown totale di Wuhan e di tutto l’Hubei.. sono solo DUE?

Perché Ippolito ci dice che non hanno ricoverato i contatti dei due cinesi positivi e poi risulta che sono ricoverati e ci stanno ancora…?

Perché si sono messi a  isolare i cinesi e quando? E da quanto erano in giro questi cinesi in Italia? E’ stato fatto solo a Roma?

E perché cercarli e ricoverarli in osservazione se asintomatici se hanno sempre detto che gli asintomatici non contagiano nessuno?

E perché parlare di “focolaio” se non c’è nessun focolaio di infezione e tutto è “sotto controllo”..?

E perché Ippolito il 31 gennaio ci mette in guardia sul fatto che certamente ce ne saranno altri, nonostante abbiamo appena chiuso i voli con la Cina e solo la provenienza dalla Cina è considerata fattore di rischio che giustifica il considerare quel caso come sospetto?

E se invece ha detto questo proprio perché ce ne sono già in tanti paesi, perché il ministero non allarga l’indicazione e lascia solo la Cina come possibile provenienza dei contagi?

Perché tutte queste informazioni e comportamenti contrastanti…?

Il 12 febbraio lo Spallanzani comunica che i cinesi contatti di quei due positivi il giorno dopo saranno dimessi e che a tutti sono stati fatti tamponi ripetutamente negativi.

Tutti questi tamponi sono stati fatti, o non sono stati fatti perché come diceva Ippolito si fa solo uno screening come in aeroporto ovvero al massimo misurano la temperatura e si monitora l’eventuale insorgenza di sintomi?

E perché conferenze stampa e bollettini per tranquillizzare che tutto va bene ma con i Carabinieri del NAS, se in pratica tutto va bene tutto è sotto controllo e non c’è da preoccuparsi di nulla.

Non è un po’ tutto molto incongruente secondo voi?

Oltretutto a parte quei due cinesi, che hanno attirato tanta attenzione, nel  frattempo però fino al 23 gennaio (8 giorni prima) arrivavano regolarmente tre voli al giorno da Wuhan a Roma e in tutto veniva solo controllata la temperatura all’arrivo. Tre voli a settimana pieni di passeggeri da Wuhan ai quali veniva solo controllato velocemente con screening aeroportuale se avevano la febbre. Magari sono loro quei pazienti che hanno ricoverato nonostante stessero bene o con sintomi lievi? Non è chiaro.

Ma alla luce di quanto sappiamo oggi, ovvero che gli asintomatici contagiano eccome e ora lo dicono tutti, una cosa è certa.,,,

A parte una marea di passeggeri che sono arrivati direttamente da Wuhan tre volte alla settimana per tutto il mese di gennaio, due cinesi positivi e successivamente ammalati, sono arrivati a Malpensa il 23 gennaio, insieme ad altri 19 o 20 e se ne sono tutti andati liberamente in giro per l’Italia..

Ma c’è anche un altro dato preoccupante…

“Gli operatori dell’hotel Palatino a Roma, dove ha soggiornato la coppia di cinesi risultata positiva al Coronavirus, sono in attesa di un altro gruppo di trenta cinesi dello stesso tour operator. Questi ultimi POTREBBERO già esser stati sottoposti in queste ore alla profilassi in attesa di esiti. La coppia, che ha soggiornato per un paio di giorni anticipando gli altri turisti, probabilmente – racconta un dipendente dell’albergo – con qualche altro connazionale. Gli stessi potrebbero aver fatto colazione nell’albergo dove all’interno ci sarebbero circa 200 turisti e che per il momento resta aperto. L’unica stanza sigillata resta quella della coppia risultata positiva.”

Articolo del Messaggero

Cioè in pratica questi cinesi potrebbero aver trasmesso nel frattempo il virus anche a moltissime persone di ogni nazionalità in Italia e che nessuno ha indagato. e nonostante in quell’albergo i due cinesi si sono sentiti male e quindi erano GIA’ sintomatici, l’albergo non è nemmeno stato chiuso, solo la loro stanza e non è stato indagato o rintracciato nessuno dei 200 turisti di ogni nazionalità che frequentavano l’albergo.

E non sembra strano che NESSUN ALTRO E’ MAI STATO TROVATO POSITIVO… E NESSUNO HA MAI AVUTO SINTOMI CON UN VIRUS CHE SAPPIAMO ESSERE COSI’ CONTAGIOSO E COSI’ FACILMENTE TRASMISSIBILE E IN PIENA STAGIONE INFLUENZALE..? Nemmeno quelli che hanno viaggiato con loro… ? E tutti i passeggeri del volo che li ha portati in Italia chi la ha indagati e dove sono finiti… ? E i turisti dell’albergo? E tutti i passeggeri regolarmente arrivati da Wuhan per tutto gennaio? E tutti gli altri potenziali contatti che quei Cinesi possono aver avuto per una intera settimana?

Al 31 gennaio in Cina c’erano già oltre 250 morti e quasi 10.000 casi, mica appena qualcuno… Ma in Italia non succede nulla! Non si contagia nessuno!

In tutto si ammalano solo due cinesi nonostante siano stati insieme ad altri in una comitiva di turisti. E nonostante ci siano polmoniti atipiche in Italia segnalate in netto aumento già da dicembre (oggi sappiamo che forse il primo caso in Cina in realtà è stato a novembre ma non è confermato) e certamente a gennaio, ma poiché manca l’indicazione a fare il test, non esistono casi diagnosticati in Italia. Anzi fino al 22 gennaio nessuno aveva nemmeno detto a chi bisognasse farlo questo test e quale fosse…Nessun caso positivo a parte quei due.

Ma non sembra strano che ci fossero solo due positivi e fossero anche gli unici due sintomatici?

Non sono mai stati testati o è stata nascosta la vera entità del contagio per non generare inutili allarmismi all’interno del Paese e a livello internazionale?

E nessuno si è ammalato e nessuno si è contagiato. Ok potevano crederlo allora, ma noi oggi sappiamo bene che è molto difficile. Anzi direi, impossibile! Ed è impossibile oggi così come lo era allora.

Insomma in questa prima fase quel che non torna al di è perché allarmarsi tanto darsi tanto da fare, isolarne in quarantena e ricoverarne tanti che non hanno niente (ma poi non isolare in quarantena invece i compagni di viaggio degli unici due positivi).

Perché allarmarsi tanto (dicendo però a tutti di non allarmarsi) se era tutto sotto controllo?

Conte tranquillizza subito di non andare nel panico ma decreta contemporaneamente prima nazione al mondo, lo stato di emergenza lo stesso 31 gennaio.

Ci dice che lo ha fatto solo dal punto di vista formale in risposta all’OMS che decretava il rischio di emergenza globale (ma allo stesso tempo stranamente diceva di non chiudere i voli che non c’era alcun motivo). Qui mi mantengo a valutare la situazione italiana, ma se dovessi spostarmi a livello internazionale ce ce sarebbero di cose strane da valutare.

Contemporaneamente infatti il Governo chiude tutti i voli dalla Cina nonostante…

“il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom, ha ribadito che non è necessario attuare misure restrittive della mobilità internazionale”.


Febbraio – RIENTRANO GLI ITALIANI

 

Il 3 febbraio rientrano a Pratica di Mare i primi italiani rimpatriati da Wuhan con un volo dell’areonautica militare. Che vengono messi subito in quarantena alla Cecchignola, in caserma, a Roma. E questo nonostante anche questo non rientrasse assolutamente tra i protocolli del Ministero in quanto tutti rigorosamente senza alcun sintomo, se non mi sono perso qualcosa. E che fossero senza sintomi ne siamo sicuri perché era una condizione obbligatoria per poter essere rimpatriati, tanto che un ragazzo di 17 anni di Grado non fu reimbarcato con loro perché aveva un po’ di febbre.

Ma se con ben due circolari il 22 e il 27 gennaio il Ministero ha ribadito che non esiste nessun rischio reale di trasmissione da parte di asintomatici (anzi nemmeno da parte di sintomatici con febbre o altri sintomi ma non così gravi da necessitare il ricovero) e se aveva appena avuto una gratificante conferma del fatto che avesse ragione perché di tutti quei cinesi ricoverati o sotto osservazione in monitoraggio sanitario allo Spallanzani… perché allora era necessario isolarli 14 giorni in quarantena?

L’unica possibilità che mi viene in mente è il ministero e il governo  non fossero poi così convinti che davvero non esistesse rischio di trasmissione da asintomatici. O forse sapevano qualcosa che a noi non è stato fatto sapere?

Uno dei miei film preferiti è Codice d’Onore con Tom Cruise nella parte dell’avvocato militare e Jack Nicholson nel ruolo di un colonnello molto sicuro di sé..

Ve ne cito una parte del dialogo finale che si correla perfettamente al nostro caso:

Se Lei diede l’ordine di non toccare Santiago….e i suoi ordini sono sempre eseguiti… perché Santiago avrebbe dovuto essere in pericolo? Perché sarebbe  stato necessario trasferirlo dalla base?

Anzi vi metto anche il video. Prendetevi una pausa che ancora se vorrete arrivare fino alla fine di questo articolo da leggere c’è tanto e guardatevi questa scena che c’è molto da imparare su come si segue un ragionamento logico per arrivare alla verità.

A tutti quegli italiani rimpatriati, comunque, sarebbe stato fatto il tampone e per tutti sarebbe risultato negativo visto che Di Maio conferma da subito che non c’è nessun contagiato tra loro.

In realtà Di Maio lo aveva detto anche prima di portarli in Italia e prima ancora di mandare l’aereo in Cina a prenderli che non c’era alcun contagiato tra gli italiani che stavano a Wuhan. Significa che tutti avevano già fatto il tampone in Cina? No, probabilmente nessuno. E allora come faceva di Maio a dire questo?

Video Di Maio

Perché mettere e mantenere in vera quarantena in isolamento per 14 giorni alla Cecchignola tutte quelle persone, tutte rigorosamente asintomatiche e con tampone negativo,  invece che mandarli semmai in isolamento domiciliare a casa come poi hanno fatto perfino con tutti positivi certi asintomatici o perfino con sintomi lievi ma tali da non richiedere il ricovero, quando poi è scoppiata l’epidemia vera e propria, e come hanno sempre continuato a fare e continuano a fare tutt’ora? Perché degli asintomatici negativi in vera quarantena con isolamento e i positivi tranquillamente rimandati a casa?
Soprattutto quando poi come vedremo tra breve, si riteneva una volta scoppiata l’epidemia a fine febbraio, che un asintomatico o meglio una persona in fase pre-sintomatica di Codogno avesse contagiato indirettamente tutta Italia.

Ma non è l’unica cosa strana…

56 italiani (anche se il numero nemmeno è chiaro e diverso su vari giornali) vengono da Wuhan dove vivevano sino al 3 febbraio (e a quel momento c’erano solo a Wuhan oltre 11 mila casi – uno ogni mille abitanti – ufficialmente diagnosticati e 350 morti) e non c’è nessun contagiato? Non pretendo che siano sintomatici o da ricovero, ma nessun caso positivo?

Ma poi uno salta fuori contagiato tre giorni dopo, il 6 febbraio, l’unico poi diventato sintomatico. Ma uno solo. Ma non aveva un tampone negativo? 

E poi ne arrivano qualche giorno dopo altri ancora rimpatriati da Wuhan e messi anche essi subito in quarantena e anche tra questi nessun positivo.

Insomma abbiamo tantissimi passeggeri provenienti liberamente per tre settimane di gennaio da Wuhan, focolaio principale dell’epidemia, molti italiani provenienti da Wuhan, e dei contatti stretti con due cinesi positivi al coronavirus e finiti in terapia intensiva, ma non troviamo in tutto che quei due cinesi e un italiano come positivi, peraltro tutti e tre sintomatici?

E con tutte le frontiere aperte a parte i voli diretti dalla Cina in Italia, in piena stagione influenzale con sintomi e polmoniti non è positivo al Coronavirus nessuno di  nessuna nazionalità nonostante ci siano già casi ufficiali positivi al coronavirus già in tantissimi paesi e che aumentano ogni giorno di più?

Niente… solo quei tre…  Non troviamo nessun altro fino al 20 febbraio.

Ma non trovarne nessuno significa che non ce ne erano?
Secondo loro evidentemente si.

Nonostante tutto questo trambusto fatto per due cinesi e un solo italiano, tutti e tre sopravvissuti, il Ministero non cambia però nulla delle sue disposizioni circa chi andava indagato e considerato caso sospetto.

E posso capirlo. Aveva appena ottenuto la conferma che effettivamente solo i sintomatici gravi sono positivi. Non ne hanno trovato nemmeno UNO facendo tamponi a tutti tra gli asintomatici o nei sintomatici lievi allo Spallanzani. O … così ci hanno detto. E l’unico positivo trovato tra i rimpatriati italiani aveva sintomi.

Fino a quel momento da quel che ci dicono nessuno dei casi trovati positivi era asintomatico.


Febbraio :CODOGNO E IL PAZIENTE UNO. L’EPIDEMIA.

E siamo al 18 febbraio 2020.

Il 18 febbraio è il giorno in cui a Codogno, in provincia di Lodi, tal Mattia di 38 anni sportivo in perfetta salute fino al giorno prima, si presenta con sintomi respiratori, rifiuta, a quel che sembra, il ricovero proposto e non viene fatto nulla. Ma la notte si aggrava e viene ricoverato. Poi salta fuori che forse aveva avuto un contatto con un italiano tornato il 21 febbraio dalla Cina e incontrato a cena a fine gennaio, circa 18 giorni prima di aver sintomi.  18 giorni prima!

Leggete questo articolo del Corriere:

“Il paziente 1 entra in Pronto Soccorso, per la seconda volta, alle 3.12 di notte del 19 febbraio. Davanti ai dati che parlano di oltre la metà dei casi di contagio negli 11 Comuni intorno a Codogno, s’impone la domanda: qualcosa non ha funzionato in quell’ospedale? Il dubbio l’ha instillato anche il premier Giuseppe Conte facendo infuriare il governatore Attilio Fontana. Trentasei ore. È il tempo trascorso tra il ritorno di Mattia in Pronto soccorso (dov’era già stato il giorno prima) e il tampone per il coronavirus. Il test viene fatto intorno alle 16 del 20 febbraio. Dopo che il 38enne, maratoneta e calciatore per diletto, passa un giorno e mezzo nel reparto di medicina. Lo vanno a trovare parenti e amici ed entra in contatto con medici, infermieri e altri pazienti. Il test gli viene fatto solo intorno alle 16 del 20 febbraio. Il motivo: «Non è di ritorno dalla Cina». In realtà, le linee guida del ministero della Salute del 22 gennaio su chi va sottoposto al tampone, dicono che è da trattare come caso sospetto anche «una persona che manifesta un decorso clinico insolito o inaspettato, soprattutto un deterioramento improvviso nonostante un trattamento adeguato». E una polmonite per un 38enne sano e sportivo, in realtà, lo può essere. Ma la nuova versione delle linee guida ministeriali del 27 gennaio cancella quella frase e prevede controlli solo per chi ha legami con la Cina. Così l’assessore alla Sanità Giulio Gallera ieri può andare in Consiglio regionale a dire che l’ospedale di Codogno ha rispettato i protocolli. Vero.

Eppure Mattia per 36 ore resta in ospedale infetto senza che nessuno lo sappia e quindi senza nessuna misura di contenimento. La conferma che è davvero contagiato dal virus arriva formalmente alle 21, sempre del 20. Ma per gli operatori di turno l’allerta rossa scatta che è quasi mezzanotte. È soltanto a quell’ora che all’interno dell’ospedale vengono informati tutti. E da quel momento in poi la situazione si fa complicata, per non dire caotica. Dalle chat di familiari che hanno a che fare con medici, infermieri e pazienti ricoverati, si riescono a ricostruire i passaggi di una notte nella quale, per ore, si decide tutto e il contrario di tutto. È un frenetico consultarsi fra medici, infermieri, direzione sanitaria, Regione, ministero della Salute. Il «paziente 1» viene spostato in Rianimazione e contagia i due anestesisti che si occupano di intubarlo, benché a questo punto siano protetti secondo il protocollo. La prima ipotesi è chiudere il Pronto soccorso e l’ospedale tenendo dentro chi c’è in quel momento. Poi viene presa in considerazione l’idea di trasferire i pazienti in altri ospedali. Medici e infermieri del turno di notte tornano a casa convinti di cominciare un autoisolamento. E invece no: vengono richiamati più tardi, quando ci sono anche gli altri colleghi del nuovo turno.”

Nonostante la circolare del ministero disponesse in maniera diversa, a quel punto in Lombardia iniziano a cercare immediatamente tutti i possibili contatti e far loro il tampone, trovando subito molti altri contagiati e nel frattempo si fa anche il test al presunto paziente zero, quello tornato dalla Cina il 21 gennaio (asintomatico e risultato negativo) e si trovano già subito già nei primi giorni anche casi in altre zone della Lombardia, in Veneto, e in altre regioni italiane.

Tutti sono convinti che lui sia il paziente UNO che avrebbe infettato tanti altri direttamente o mediante quelli da lui contagiati seppur fosse asintomatico fino a tre giorni prima e comincia la ricerca affannosa dei contatti non solo nel Lodigiano ma anche in Liguria dove Mattia era stato a correre una maratona, da totalmente asintomatico.

Leggete questo articolo:

Roma, 21 feb. (askanews) – “Potrebbe essere un contagio asintomatico, i nostri tecnici stanno investigando per capirlo. Adesso il paziente è in isolamento al Sacco. Per isolamento adesso si intende anche il proprio domicilio, con una serie di precauzioni per tutte le persone che sono entrate in contatto con il paziente. Stiamo approntando tutte le misure necessarie, coordinandoci con il Ministero della Salute. Il paziente – non è stato in Asia – potrebbe essere stato contagiato in una cena con un amico rientrato dalla Cina. Tra la cena e il manifestarsi dei sintomi sono passati 16-18 giorni”. Lo ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera, ad Agorà su Rai Tre, sul 38enne italiano contagiato dal coronavirus.

E qui avete l’intervista in video:

Intervista a Gallera 21 febbraio

Subito quindi, in Lombardia si attivano immediatamente sin dal primo momento. Individuano tutti gli spostamenti e i presunti contatti, testano i ricoverati, il personale, i parenti, gli amici, e ne trovano subito tanti dal primo giorno, ovvero quel che esattamente bisognava fare. Fregandosene della circolare del ministero che voleva che si testassero solo pazienti gravi da ricovero e con un contatto stretto certo con un positivo confermato o provenienza dalla Cina,  fanno tanti test e mettono tanti in quarantena anche solo se sospetti. E arrivano da subito a consigliare a tutti gli abitanti di Codogno e Castiglione d’Adda dove c’era la maggior concentrazione di casi di restare in casa.

Ecco il video dove Gallera, con Fontana accanto, ancora ad appena a 6 casi trovati, parla in televisione.

Conferenza stampa Gallera 21 febbraio

Alla fine del 21 febbraio ce ne saranno 20 di casi addirittura. Però due di loro sono in Veneto e non in Lombardia, e sono due pazienti già ricoverati, senza assolutamente nessuna relazione con Mattia o con il Lodigiano, di cui uno addirittura muore LA SERA STESSA. Un’altra morirà poi il 22 febbraio ed era stata nello stesso pronto soccorso di Mattia 4 giorni prima. (4 giorni prima). E un altro ancora muore il giorno dopo.

E nonostante tutto continuano a parlare del caso uno di Codogno,  cosa che era già ovviamente logicamente impossibile.

Insomma tutti i cinesi  non sarebbero riusciti a infettare nessuno e Mattia avrebbe già infettato in un attimo pure in un’altra regione e un paziente già ricoverato addirittura muore (contagiato da quel paziente uno non si in qual modo visto che nemmeno sono mai stati nello stesso posto) addirittura la stessa sera che il presunto paziente uno, sintomatico da 3-4 giorni è stato solo diagnosticato.

E perché quei primi morti sono morti per coronavirus? Perché visto che c’erano casi a qualcuno è venuto in mente di fare il test nonostante non ci fossero i requisiti indicati dal Ministero seguendo i quali quel primo decesso non sarebbe stato il primo da coronavirus. Se non lo cerchi, se non lo trovi, ovviamente. Un paziente con sintomi non gira con un cartello sulla fronte con scritto “ho il coronavirus”. E se qualcuno muore non esce fuori il virus dicendo “sono stato io”.

Quale QI intellettivo si può avere, se davvero ci si crede, nel pensare che uno da solo riesce a contagiare tutti in qualche ora ovunque e già muiono ma il paziente zero è lui?

Ma di fatto ci credono o mostrano di crederci tutti.

E se voi foste il Ministero saputa questa storia, che un asintomatico poteva aver infettato tanti e essersi contagiato a sua volta 18 giorni prima di mostrare sintomi ad una cena con un asintomatico cosa fareste…? Beh ovvio, mandereste una immediata circolare per correggere quello che era stato detto a gennaio no?

E invece dal Ministero immediatamente il 22 febbraio (appena poche ore dopo che erano stati trovati i primi casi e che avevano cominciato a fare in Lombardia tanti tamponi e cercare i contatti!!!)  parte una circolare che conferma quanto detto ribadendo che bisognava studiare solo i sintomatici e solo o provenienti dalla Cina. Insomma l’iniziativa di cercare casi e contatti veniva immediatamente fermata sul nascere, prima ancora di capire cosa stesse davvero succedendo.

Quindi non era vero quel che ci hanno raccontato che era stata cambiata strategia il 27 febbraio indicando che da allora bisognava iniziare a fare tamponi solo ai casi asintomatici e con contatti in CONSEGUENZA DEL FATTO che si stavano consumando inutilmente risorse e visto che si trovava appena i 5% di positivi visto che questo era quando indicato dal governo sin dall’inizio, a gennaio.

Non più richiesto almeno che l’infezione sia grave e nemmeno che sia da ricovero, sarebbe stato davvero troppo.…  ma il 22 febbraio si mantiene la necessità di contatto o provenienza dalla Cina (nonostante l’evidenza di casi italiani non direttamente correlati alla Cina) e contatto o provenienza dalla Cina devono essere solo nei 14 giorni precedenti (nonostante la sospensione di collegamenti con la Cina da ormai oltre tre settimane! e nonostante ci siano ormai casi in 27 paesi!) Si mantiene fino a quel  il tampone anche agli operatori sanitari con possibile contagio purché sintomatici.

Curioso che si insista con la provenienza dalla Cina (non più collegata all’Italia da tempo) quando abbiamo già venti casi locali in Veneto e Lombardia ma nessun accenno come fattore di rischio a transito o provenienza della Lombardia o del Veneto. Dimenticanza? Strana dimenticanza!

Ma in Lombardia e Veneto se ne fregano delle circolari del Ministero e continuano a studiarne tanti,  e trovarne tanti, e isolarne tanti, sempre di più. E il contagio si allarga in tante regioni perfino in Puglia già in due-tre giorni, e coinvolge anche giovani e bambini.  Al 24 febbraio dopo soli tre giorni, già ci sono 229 casi e 6 decessi. Ma Mattia il loro “paziente uno”  aveva cominciato a manifestare sintomi il 18 febbraio o al massimo il 17 e comunque da quando stava male non era andato da nessuna parte e poi è stato quasi subito ricoverato.

E in 6 giorni partendo da Mattia si sarebbero infettate 229 persone (di cui 6 già decedute, virus fulminante?) ?

Ma nonostante tutto non esiste alcuna altra origine del contagio e dell’epidemia italiana. Il paziente uno è lui che o li ha infettati tutti lui direttamente o li hanno infettati quelli che aveva infettato lui… dei quali molti non erano ancora sintomatici per altro…

Allora nasce una spiegazione. Mattia se ne è andato in giro per l’Italia a fare gare di corsa e altro e giocato a calcetto quando non aveva problemi ed era asintomatico, infettando tanti altri.

Ovvero si riconosce implicitamente pur di non dire che ovviamente non può essere così che gli asintomatici infettano eccome anzi che lui mentre faceva maratone e giocava a calcetto  andava in giro infettando tutti. Mentre tutti i cinesi un mese prima non avevano infettato nessuno! E un solo italiano rimpatriato dalla Cina si era contagiato a Wuhan.

Ecco su La Stampa tutta la storia ricostruita con un video. Mattia ha infettato tutti da asintomatico! E’ deciso!

Video presentazione La Stampa

E se voi foste il Ministero cosa fareste a quel punto..?  Ovvio no…?
Immagino direste “visto che da uno già mentre era asintomatico in incubazione è partito tutto questo, ci siamo sbagliati. Fate i test a tutti e cercate i contatti che solo così siete riusciti a trovarli, facendo il contrario di quel che avevamo detto noi…”

No, nemmeno un po’! Anzi, il 25 febbraio dopo solo 3 giorni dalla precedente, parte la quarta circolare del ministero, che conferma che gli asintomatici o sintomatici senza evidenza di contatti con casi positivi, non contagiano e non devono essere considerati casi sospetti. Anzi anche un po’ indispettiti specificano che NON C’E’ ALCUN RAZIONALE SCIENTIFICO e aggiungono anche a quel punto che per poter confermare un caso serve prima la verifica da parte dell’ISS altrimenti quello non è un vero caso certo di COVID-19.

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Circolare richiamo Ministero 25 febbraio

E non è un cambio di regole, ma anzi un vero richiamo a rispettare quelle già date!!

Insomma fanno una tirata di orecchie alle regioni ribadendo che devono smetterla subito testare asintomatici, nonostante sia evidente che ne hanno trovati proprio facendo questo, nonostante quello di Codogno che avrebbe infettato molti quando era ancora asintomatico sia per loro ancora il “paziente uno”.

Ma in Lombardia e in Veneto e meno altrove in altre regioni, dove comunque forse già si attenevano alle disposizioni ministeriali dall’inizio se ne fregano ancora. Proprio non gli interessa quel che dice il ministero. E vanno avanti per la loro strada.

E allora interviene il 25 sera Ricciardi alla conferenza stampa della protezione civile, che continua a dire che non si devono fare i tamponi agli asintomatici, parlando in qualità di membro dell’OMS e a chiedere di ridimensionare il grande allarme.

Al di là dei numeri anche Walter Ricciardi, componente del Comitato esecutivo dell’Oms e da ieri consigliere del ministro della Salute, chiede che il “grande allarme”, che comunque non va “sottovalutato”, sia “ridimensionato”. “Su cento persone malate, 80 guariscono spontaneamente, 15 hanno problemi gestibili in ambiente sanitario, il 5% è gravissimo, e di questo il 3% muore”, afferma l’esperto.

Andate a 14:13 di questo video per la parte interessante perché c’è dell’altro

Notate che Ricciardi, non solo tranquillizza, non solo continua a sostenere che sarebbe stato quello di Codogno il paziente uno, non solo si accanisce contro il fare tamponi fuori dalle indicazioni del Ministero, non solo ribadisce in modo chiaro che gli asintomatici non possono contagiare, ma dà anche un chiaro messaggio politico di esaltazione del Governo centrale contro le regioni arrivando a dire che infatti nei paesi dove  la gestione della Sanità è affidata al governo centrale e non alle singole regioni hanno per questo meno casi…

Come lo leggete voi questo?

Ma qualora non bastasse, interviene anche direttamente Conte che sgrida le regioni che fanno troppi tamponi e che si sta esagerando…

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https://www.agi.it/politica/news/2020-02-25/coronavirus-italia-conte-tamponi-7210840/

Collaborare. È questo per Giuseppe Conte “l’imperativo etico” per affrontare l’emergenza coronavirus nel Paese. Un’emergenza, sottolinea, e non “una catastrofe”. Poi ammette: “La prova tampone va fatta solo in alcuni casi circostanziati. Il fatto che negli ultimi giorni si sia esagerato con la prova tampone non corrisponde alle prescrizioni della comunità scientifica“.

Dopo le polemiche con le Regioni di ieri, Giuseppe Conte presiede in mattinata una lunga riunione con i governatori. Presenti anche tutti i ministri dell’esecutivo, il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, e i presidenti dell’Anci e dell’Unione delle province. Al termine del vertice il premier annuncia per oggi un’ordinanza per “uniformare i comportamenti nelle regioni non direttamente coinvolte” perché, spiega, “il pieno coordinamento è il metodo più efficace per prevenire la diffusione del contagio.

Cioè in pratica Conte avrebbe preteso che le regioni meno coinvolte si uniformassero non facendo tanti tamponi?

Ma guardate cosa altro c’è in quest’articolo.

Se (Conte, ndr) si mette ad accusare le Regioni, significa che sta seguendo un’altra strategia. E’ la strategia della disperazione”, afferma Attilio Fontana, mentre il suo assessore alla Sanità, Giulio Gallera, rincara la dose: “Veniamo in maniera ignobile attaccati da un presidente del Consiglio che non sapendo di cosa parla, dice che noi non seguiamo i protocolli. La Regione Lombardia i protocolli non solo contribuisce a livello nazionale a realizzarli, ma li segue in maniera puntuale”.

Dichiarazioni che Conte preferisce non commentare. “Non è il momento delle polemiche”, ora, è l’invito che rivolge a tutti, si deve “lavorare in squadra e senza sosta per tutelare la salute dei cittadini”. Ai cronisti che lo interrogano, il capo del governo assicura che il “Paese uscirà a testa alta dall’emergenza”, e che in Italia “si può viaggiare tranquillamente e fare del turismo” perché “è molto più sicuro di altri”.

Un messaggio che rivolge agli Stati confinanti che starebbero studiando contromisure. “Siamo tutti impegnati nelle relazioni internazionali, sarebbe ingiusto se arrivassero limitazioni da parte di Stati esteri, non lo possiamo accettare. I nostri concittadini possono partire sicuri per loro e per gli altri”, ribadisce poco prima della riunione tra i ministri della Sanità dei Paesi confinanti presieduta da Roberto Speranza.

Tre i livelli di condotta nell’azione di contrasto: il più rigido nelle aree focolaio, il secondo nelle zone confinanti che presentano episodi da contagio, e il terzo che comprende il resto della Penisola dove, dice il premier, “NON C’E’ MOTIVO DI ADOTTARE MISURE SEVERE E RESTRITTIVE – come la chiusura delle scuole o la sospensione delle attività lavorative – ma misure di cautela”.

In vista anche misure per sostenere l’economia. “Ci prepariamo ad agire anche contro l’EMERGENZA ECONOMICA. Facendo sistema offriremo una RISPOSTA INCREDIBILE ANCHE SUL PIANO ECONOMICO”, dice Conte.

Ma non c’era nessuna nessuna emergenza economica all’epoca (25 febbraio) perché non c’era nessuna misura restrittiva a parte il divieto di uscire dalla zone rosse comunali appena create che riguardava appena 50.000 italiani,..

Dicevano che era tutto sotto controllo, conte invitava tutti a fare turismo e viaggiare, Ricciardi a non esagerare che non era poi così grave..  Conte stesso ribadiva che non servivano misure restrittive se non nelle aree focolaio che all’epoca erano per loro solo il Lodigiano e Vo’ nonostante ci fossero già casi segnalati in molte regioni (tutti attribuiti a Mattia di Codogno) e nonostante fosse stato assolutamente non tenuto in conto dal Governo il focolaio in provincia di Bergamo.

ALLORA PERCHE’ CONTE GIA’ IL 25 FEBBRAIO SENZA NESSUNA CRISI PARLAVA DI MISURE CONTRO L’EMERGENZA ECONOMICA, E CHE AVREBBERO OFFERTO UNA RISPOSTA “INCREDIBILE” SUL PIANO ECONOMICO MENTRE NEL FRATTEMPO GOVERNO, MINISTERO, PROTEZIONE CIVILE E TUTTI GLI ESPERTI RIPETEVANO CHE NON BISOGNAVA PREOCCUPARSI E FACEVANO LA GUERRA ALLE REGIONI CHE INVECE IMMEDIATAMENTE SI ERANO MOSSE SUL PIANO GIUSTO?

 Già anche la Protezione Civile, perché guardate e ascoltate cosa ha detto Borrelli il 24 febbraio.

Video Borrelli 24 febbraio

Borrelli il 24 febbraio ci mette la sua dicendo che si sono solo focolai limitati e che NON ESISTONO ALTRI FOCOLAI (il giorno prima c’erano stati i primi contagi in Val Seriana nel Bergamasco in Ospedale), Non sapeva che c’erano casi in provincia di Bergamo il giorno prima e che per quello era stato poi immediatamente chiuso e poi riaperto l’Ospedale?

Insomma le regioni ed in particolare la Lombardia cercavano di fare il possibile per trovare casi, isolare, bloccare e Ministero e Conte CTS e Protezione Civile facevano di tutto per sminuire tutto e limitare il più possibile la ricerca dei casi.

E nel frattempo scoppia il problema della mancata zona rossa nel Bergamasco diventata altro oggetto di contrasto tra Lombardia e Governo centrale.

E nel frattempo Conte al 25 febbraio ci dice che verranno adottate misure incredibili per salvare l’economia. Ma da cosa.. da un emergenza che non è una catastrofe e si sta esagerando a fare i tamponi? Bisogna fare meno tamponi ma intanto pensiamo alle misure per salvare l’economia, che ancora non ha alcun problema (in teoria).

Ma niente, mentre le altre regioni si allineano al Governo e al ministero e non si mettono a cercare più nessuno e in realtà non è che lo avessero fatto con tanto zelo vuoi per obbedienza vuoi per trascuratezza…  Lombardia e Veneto continuano a disobbedire…

E i casi aumentano ancora ma i morti pure e arriviamo al 27 febbraio con 650 casi e 17 morti in appena sei giorni.

Eppure questi casi sono TROPPI evidentemente per qualcuno… che sembra più preoccuparsi di avere troppi casi positivi che di avere troppi morti. .

E allora il Ministero il 27 febbraio a quel punto manda una quinta circolare, la terza in appena cinque giorni sempre sullo stesso argomento, che sempre più in modo deciso sottolinea di fronte ad ogni evidenza che non sia così e con un numero sempre crescente di casi.. che non si devono cercare asintomatici o semplici contatti ma solo pazienti sintomatici e con prova di un contatto stretto con un caso confermato positivo. E il contatto non basta più nemmeno che sia solo un contatto.. ma deve essere anche molto stretto e prolungato. Ad esempio non basta che abbia viaggiato in aereo insieme ma bisogna essere seduti nei due posti adiacenti; il possibile contagio deve essere o direttamente con le secrezioni  o vero contatto fisico o il soggiornare in ambiente chiuso a distanza inferiore di due metri e per almeno 15 minuti consecutivi..

E incredibilmente con questa circolare sparisce il diritto al tampone ed ad essere considerati casi sospetti per gli operatori sanitari che lavorano a diretto contatto con pazienti COVID-19,

E in questa circolare compare un’altra cosa strana.. Le regioni adesso sono autorizzate a riferire i dati inviando all’Istituto Superiore di Sanità solo qualche campione (visto che ormai sono troppi) e valgono i dati che le singole regioni forniscono mentre l’ISS continua ad occuparsi solo della conferma di positività  dei deceduti. Tutte le regioni? No… tutte le regioni del Sud e Isole a parte la Campania vengono escluse da questa possibilità, Per loro la valutazione e la conferma della positività del tampone la deve fare ancora l’ISS.

Non solo ma a quella circolare è allegato il parere del Consiglio Superiore di Sanità, Locatelli, che dice che servono due sintomi uno di malattia respiratoria e uno di interessamento sistemico… Ora non basta più nemmeno avere solo la febbre, per intenderci. 

Insomma sembra proprio che al Governo interessasse trovare meno casi possibili e più tardi possibile…  Ma perché?

Stranamente tutti i giornali a quel punto parlano di cambio di strategia improvvisa, con Borrelli e Locatelli che motivano questa decisione per l’elevato numero di negativi, nel senso che avendo verificato mediante il numero di positivi e di negativi si ritiene di concentrarsi solo sui sintomatici.

Ma non è vero assolutamente… Come abbiamo visto ERA STATO SEMPRE STATO COSI DA GENNAIO… IL MINISTERO HA SEMPRE DETTO DI FARLI SOLO AI SINTOMATICI… E DI NON FARE TANTI TAMPONI. Non ha mai cambiato nulla sul non farli agli asintomatici. Anzi prima serviva pure che fosse grave e da ricovero.

A quale punto non so cosa altro sia avvenuto e come sia avvenuto ma Fontana e Gallera in Lombardia si arrendono di colpo e smettono di fare i tamponi agli asintomatici per poi passare progressivamente all’eccesso opposto e farne sempre di meno, mentre Zaia, in Veneto, viene messo alla gogna come sperperatore di denaro pubblico, ma imperterrito continua con la sua “folle idea” di testare tutti che però ha limitato i contagi e mantenuto la mortalità a livello relativamente basso. E ho letto in giro che sia stato “punito” per la sua disobbedienza per questo non ricevendo ventilatori polmonari promessi né dispositivi di protezione e che praticamente hanno dovuto distruggere il bilancio regionale per comprarsi da soli ciò che era necessario.

Questo a posteriori è quanto ha detto Zaia il 25 marzo..

“Noi siamo partiti da un presupposto, in autonomia e contro le linee guida: l’asintomatico è un contagiatore. La vicenda di Vo’ Euganeo è stata illuminante. Il 23 febbraio ho deciso di fare il tampone a tutti i cittadini del comune. Apriti cielo, gli scienziati han detto ’questo spreca soldi’. E invece fu provvidenziale perché scoprimmo che oltre ai 2 contagiati c’erano altri 66 positivi, quasi tutti asintomatici. Allora abbiamo messo i quarantena tutti i positivi, ed è stato giustamente messo in zona rossa il comune.” 


MARZO – DALL’APERTURA MENTALE (ovvero niente panico) ALLA CHIUSURA TOTALE


Il Governo o dovrei dire il premier Giuseppe Conte (visto che ripete sempre di volersi assumere l’esclusività della responsabilità) l’8 marzo chiude in modo totale l’intera Lombardia ed altre province del Veneto e dell’Emilia Romagna.

Ma “stranamente” c’è una fuga di notizie e scappa una bozza del decreto che finisce prontamente nelle redazioni di giornali e che spinge immediatamente molti meridionali a tornare a casa al Sud spaventati dal non poter più tornare alle loro famiglie.

Una fuga di notizie ovviamente criticata come responsabilità del governo da molti

Articolo del Tempo 8 marzo

Ma è stata una irresponsabilità farsi scappare una bozza (anzi due consecutive sembra) di un decreto ministeriale o… è stato voluto e fatto apposta?

Già perché fino a quando il problema era confinato solo in alcune regioni allora bastava chiudere qualche provincia o al massimo qualche regione, ma adesso per colpa di quei fuggitivi bisogna chiudere tutto. Questo purtroppo determinerà ovviamente una spaventosa crisi economica ma il Governo come promesso interverrà a salvare il paese con una risposta incredibile sul piano economico.

Ma non l’abbiamo già sentita da Conte in persona, questa storia, il 25 febbraio, quando invitava gli Italiani a viaggiare liberamente gli stranieri (tranne dalla Cina) a venire in Italia senza paura, quando si diceva che era una emergenza (e certamente non economica in quel momento) ma non una catastrofe  e sgridava Lombardia e Veneto che stavano “esagerando”?

Adesso purtroppo senza nemmeno attendere che passino 48 ore per vedere cosa succede e senza alcun decreto immediato circa l’obbligo di quarantena per chiunque provenisse dalla Lombardia, lasciando sole le regioni a chiedere, ingiustamente peraltro, a quei meridionali di fermarsi e non arrivare a infettare il Sud.. BISOGNA CHIUDERE TUTTO E TUTTI.

E Conte che diceva che non esisteva alcuna necessità di adottare misure severe e restrittive nelle regioni meno coinvolte, adesso per tutelare la salute dei suoi cittadini (interesse principale tutelato dalla Costituzione come ama ripetere sempre ma che pare sia meno importante quando si tratta di rinforzare il sistema sanitario PRIMA che arrivi una prevista epidemia) adesso E’ COSTRETTO A CHIUDERE TUTTI A CASA IN TUTTA ITALIA. Perfino regioni che non arrivavano a 50 casi e cinque di loro nemmeno a 20? Senza nemmeno prima verificare se sia davvero necessario?

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Ma quale rischio c’era poi di infettare il Sud se quelli che sono “fuggiti” dalla Lombardia prima che chiudessero i cancelli erano quasi tutti asintomatici e certamente non gravi visto che si continua a sostenere che gli asintomatici non costituiscono fonte di contagio?
O si pensava che tutti quei “fuggitivi”, soprattutto giovani, che ormai si sapeva avere maggio resistenza al virus, fossero tutti con febbre e magari polmonite?

E questo quando in realtà c’erano già casi in tutte le venti regioni italiane al 9 marzo ma pare che questo non avesse generato assolutamente alcuna preoccupazione nel Governo fino a quel momento.

E questo anche se era ovvio che così fosse visto che fino al giorno prima non esisteva alcuna reale limitazione di movimento potevano essersi spostati di regione in regione tranquillamente centinaia di migliaia o perfino milioni di italiani, senza che questo preoccupasse davvero nessuno a parte qualche sporadico invito (e non obbligo) a non farlo.

E a cosa serviva allora se gli asintomatici non contagiano, obbligare chi non aveva alcun sintomo di non uscire di casa, di non andare a lavorare con tutto quello sappiamo che ne deriva come conseguenza. Non bastava tenere in casa solo i sintomatici?

Ma è ormai evidente che durante una crisi la gente si stringe attorno al leader, soprattutto se ha paura. E quindi ecco creata la situazione perfetta. I colpevoli sono i “fuggitivi” che hanno portato l’infezione al Sud, dove anche solo contando i casi ufficiali certamente meno di quelli reali visto lo sforzo continuo fatto per ripetere che non si devono cercare ma limitarsi a chi sta davvero male e solo se è stato a meno di 2 metri per almeno 15 minuti da un caso confermato positivo. E il premier diventa quello che lacrime agli occhi e mani sul cuore ora deve fare qualcosa di drastico per salvare l’Italia e prevenire il collasso ospedaliero al Sud.
Anche se poi alla fine non c’è stato alcun collasso al Sud ma solo al Nord e solo in alcune regioni dove sono stati concentrati tutti i malati.

E visto che abbiamo detto che la paura fa accettare meglio i sacrifici e i propri leader per  pura “coincidenza” stranamente proprio l’8 marzo c’è un incredibile picco di morti 133 in un giorno, di molto superiore a quelli dei giorni precedenti. Molti decessi sono sempre un’ottima spinta verso l’accettazione di decreti drastici. E sempre per pura “coincidenza” c’è un aumento di decessi anche in occasione dell’11 marzo quando si stringeranno i provvedimenti  #iorestoacasa del 9 marzo.

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E sempre per semplice coincidenza il 9 marzo c’è una percentuale paurosa di casi positivi per numero di tamponi effettuati, quasi il 40% mai vista prima e mai più vista in seguito. E’ quel picco anomalo così evidente che vedete in figura.

 

 

E la sera stessa l’Italia diventava il primo paese al mondo ad essere dichiarato interamente “zona rossa” a costringere tutti i suoi cittadini a non poter lasciare la propria abitazione senza un giustificato e valido motivo che deve essere scritto su una autocertificazione presto copiato da altri governi che ne hanno riconosciuto ‘”immediati vantaggi” (e infatti sono subito aumentati i decessi vistosamente appena ognuna di loro lo ha fatto).

Cose che forse manco nella DDR sono mai esistite e nemmeno in Corea del Nord (ci sono stato) dove in effetti a chi abita in città è proibito uscirne senza uno speciale permesso e chi abita fuori e viceversa a chi abita fuori è proibito entrarci, ma almeno fuori casa ci possono andare liberamente.

Si lo so che è stato fatto per un scopo preciso.. e sono pienamente d’accordo sul fatto che fosse necessario per raggiungere lo scopo.  Ma necessario a chi e per quale scopo? Quello dichiarato come motivazione ufficiale? O ce n’era un altro?

Vista tutta questa preoccupazione che giovani meridionali asintomatici fuggiti al sud possano contagiare tutti e vista la dichiarata necessità che tutti, anche chi è assolutamente asintomatico, non è mai stato in zone ad alta intensità epidemica e non ha avuto alcun contatto sospetto, debbano stare a casa ovviamente il Ministero cosa ha fatto? Ha finalmente cambiato rotta e ha detto che adesso anche gli asintomatici sono un pericolo e possono contagiare?

Niente affatto! Questo semmai si fa credere ai cittadini per alimentare la paura necessaria a far rispettare le regole mentre lo stesso giorno che si chiude l’Italia alle regioni incluse quelle del Sud che più delle altre ora avrebbero dovuto fare tanta ricerca di contatti potendoli individuare facilmente tutti quelli che erano appena arrivati dalla Lombardia viene mandata esattamente lo stesso giorno del decreto #iorestoacasa il 9 marzo, la sesta circolare che in modo ancora più dettagliato ripete che DEVONO ESSERE STUDIATI SOLO I CASI SINTOMATICI E BASTA!!

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Uniche variazioni concesse si riferiscono al fatto che viene reinserito quello che era stato tolto già dal 27 gennaio circa la possibilità di fare il test anche a chi ha una infezione respiratoria grave tale da richiedere il ricovero “senza un’altra eziologia che spieghi pienamente la presentazione clinica” e quella frase che alla fine secondo me non ha letto nessuno, arrivati alla sesta circolare ricevuta.. che dice che “tutti i pazienti sintomatici con infezione respiratoria acuta devono essere considerati casi sospetti se in quell’area è segnalata trasmissione locale” il che lascerebbe un certo margine alle regioni (ormai tutte a meno che non si riferisca a singoli comuni) se poi volessero almeno studiare tutti i sintomatici, cosa che però sappiamo bene non essere avvenuta viste le difficoltà di ottenere il tampone anche se con sintomi evidenti.

Ma di fare test gli asintomatici non c’è traccia nemmeno adesso e a quanto mi risulta  questa e l’ultima circolare inviata circa la definizione di caso sospetto al quale effettuare il tampone.

E soprattuto continua a non esserci al 9 marzo per medici o infermieri il diritto (e anche dovere) mai concesso nemmeno in realtà perché comunque si precisava che doveva essere sintomatico di effettuare un tampone nemmeno se direttamente impegnati nell’assistenza a un paziente sintomatico ricoverato COVID-19, pur sapendo benissimo che sono i più esposti al rischio e che possono a loro volta contagiarne altri.
Si vede che era meglio farli apparire eroi e santificarli con poetici necrologi o ricordarli durante le conferenze della protezione civile che non fargli un tampone!
Bisognerà aspettare l’ultima circolare del 3 aprile perché questo venga riconosciuto.

Altra novità non irrilevante di questa circolare è che sparisce la conservazione del siero per effettuare eventuali test sierologici. che a quanto pare non interessano al ministero. Anzi venuti a sapere della possibilità di fa effettuare a tutti gli italiani in poco tempo test di ricerca degli anticorpi inviano una circolare alla Federfarma per dire alle farmacie di no comprarli e si avvisano gli Italiani di non  farli e di no comprarli on line che non sono affidabili e li stanno studiando (si da un mese e oltre in mezzo a  di questa portata)

Solo due giorni dopo, l’11 marzo ancora una volta senza nemmeno aspettare di vederne gli effetti, il Governo intensifica… visto che per la gravità di questa patologia tutti devono stare a casa e i provvedimenti diventano sempre più duri fino ad arrivare al decreto cosiddetto “Chiudi Italia”, quello del 22 marzo che ha decretato definitivamente chi ha diritto a lavorare e chi no, e chi ha il dovere di lavorare rendendo il Governo (e forse il suo Presidente) in questo modo il decisore politico unico dell’economia italiana e della vita del Paese con facoltà assoluta  di decidere chi può lavorare e chi no.

Ed inizia la seconda fase, quella del Governo Generoso che ama il suo popolo lotta per lui e mette in atto le INCREDIBILI risposte economiche in realtà già previste come abbiamo visto quando non c’era ancora nessun crisi on corso. Molti i soldi ancora non li hanno visti ma le promesse sono tante.

E intanto marzo va avanti… in modo sempre più tragico e questo tanto promesso momento di flessione dei decessi non si vede anzi si viene a scoprire che ce ne sono molti altri, moltissimi altri morti , c’è chi dice due volte di più, c’è chi dice quattro…, per coronavirus o per chissà quale altra ragione.

Muoiono tanti a casa, tanti nelle RSA, tanti ovunque e non sono più solo anziani già malati ma iniziano ad essere giovani e persone sane, e tanti medici e tanti infermieri. Ce ne sono troppi di morti, e non perché il virus sia diventato più letale ma perché le misure di contenimento hanno portato.

Ma molti di loro sono morti indiretti, per la mancata assistenza sanitaria avendo concentrato tutto in alcune regioni e avendo dedicato ormai attenzione solo a questa nuova malattia, l’unica che sembra destare l’attenzione ormai e che sia meritevole di ricoveri e cure sopratutto laddove quel si voleva evitare è successo in pieno. Il sistema sanitario è andato in tilt. Cosa non difficile visto che poi così efficiente come lo si propagandava non era nemmeno prima nonostante Conte già a gennaio avesse detto

“Siamo prontissimi!”

 

Aprile – … E ALLORA SI CAMBIA TUTTO


Qualunque cosa volesse ottenere il Governo con il suo far di tutto per fare meno test possibili fino a scontarsi per questo con le regioni che volevano seguire la strategia opposta e mantenere basso il numero di casi diagnosticati e poi fare lockdown totali di tutta Italia indipendentemente dalle singola situazioni locali privi di logica e che ora persistono senza averne nessuna, la situazione è degenerata.

Il consenso popolare si è ridotto. La gente è spaventata. Qualcuno inizia a stare veramente in difficoltà. Nessun alleggerimento reale delle misure il 3 aprile come era previsto. E in realtà nemmeno il 13 aprile. E chissà se ci sarà a maggio (forse a maggio si).

Errori (se erano solo errori) e colpe iniziano a venire a galla. Iniziano a girare voci contrarie che criticano tutto quel che è stato fatto. Si viene sapere se si mettevano malati con COVID-19 nelle RSA per svuotare i reparti ospedalieri e che ci sono state stragi. Qualcuno inizia Le morti nascoste non sono più nascoste. Non siamo più nemmeno per l’OMS il modello ideale da seguire.

E ormai si spargono le voci sostenute adesso anche dall’OMS, sul fatto che la maggior parte dei contagi avviene proprio in famiglia, cosa facilissima se chiudi tutti dentro senza accertarti prima se in quella famiglia c’è già qualcuno contagiato, e soprattutto se i positivi che trovi che non richiedano ricovero li mandi a casa a contagiare tutta la famiglia, e che quindi forse tutto quel che è stato fatto ha solo peggiorato le cose e ottenuto molti contagiati e molti decessi in più di quanti ne abbiano ottenuti quesi paesi dove a contrario si è fatto di tutto per fermare l’epidemia all’inizio e senza chiudere nessuno per due mesi in casa e distruggere l’economia del paese e far saltrae tutta la normale assistenza sanitaria.

E con qualche regalino o buoni spesa gente ormai spaventata anche dalla fame e non solo dal virus potrebbe non farci nulla…

E allora scatta il piano B e mentre Conte promette agli Italia centinaia di miliardi di euro dei quali lo Stato si fa garante e giunge a trattative con l’Europa invece che far la voce grossa il Ministero emette la circolare del 3 aprile 2020, dove si cambia tutto nella quale pur sconfessando ancora i test sierologici si iniziano a prevedere priorità nell’esecuzione dei tamponi includendovi molte categorie inclusi finalmente medici e infermieri, a cui fare il tampone anche se asintomatici, e perfino a chi lavora nelle RSA.

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Adesso e solo adesso si prende sul serio questa epidemia finora più favorita e strumentalizzata che ostacolata. Adesso che al 3 aprile ci sono già quasi 15.000 morti solo contando quelli ufficiali e danni di ogni genere e tipo che si pagheranno per chissà quanto tempo.

In realtà già il 20 marzo era stata emessa una ulteriore circolare “presa in giro” e comunque mai realmente attuata,  che invitava secondo le nuove indicazioni dell’OMS a identificare i contatti delle 48 ore precedenti l’esordio dei sintomi (ovvero tanto per cominciare tutti familiari di qualunque positivo che è stato mandato in isolamento a casa?). La verità è che non è mai stato fatto. E probabilmente non è mai stato fatto perché in aperto contrasto con l’indicazione a cercare i contatti veniva riportato subito dopo ancora il testo del parere del Consiglio Superiore di Sanità che ripeteva che gli asintomatici non contagiano e non c’è contagio prima della comparsa dei sintomi.

Il che sa di “l’OMS dice ora di tracciare i contatti ma ricordatevi che non serve a niente“.Schermata 2020-04-11 alle 08.45.43

E ormai, in effetti, a cosa servirebbe cercare gli asintomatici, con milioni di possibili contagiati. Probabilmente molti di quelli che si sono contagiati e magari si sono ammalati ma sono anche già guariti e hanno gli anticorpi, e l’hanno trasmesso ad altri già avrebbero comunque il tampone negativo.

E da questa epidemia si uscirà per lo sviluppo di immunità in molti più forti, che arresterà la diffusione del virus, ma al prezzo delle vite di molti più deboli.

Si diceva di voler evitare l’immunità di gregge e si è fatto di tutto per dipendere solo da quella per uscir fuori da questa epidemia.

Ma lo si potrà confermare solo cercando a tutti gli anticorpi che confermerebbero che il lockdown non è servito a nulla e non è stato quello che ha rallentato l’epidemia e invertito la curva… Ed è proprio per questo che non si vogliono fare.

Ma milioni di possibili contagiati ed una epidemia lasciata correre senza far nulla per bloccarla significa comunque molte migliaia di morti anche se questa infezione avesse una percentuale di letalità molto bassa. Che poi forse è proprio quella che ha e che avrebbe se conoscessimo il numero esatto di quanti sono i contagiati.

 



ANALISI DEI FATTI

Proviamo a riassumere le azioni della squadra di governo Conte e ministri, Ministero, Comitato Tecnico Scientifico Protezione Civile, in tutta questa triste vicenda.

  • A gennaio senza casi  ufficialmente noti in Italia vietano di fare tanti tamponi e pongo limiti ma poi indirettamente si danno tantissimo da fare per appoggiare il ricovero di tanti cinesi sani a gennaio per dimostrate che solo 2 alla fine avevano il virus 
  • A gennaio, Conte comunica che siamo “prontissimi” pur non avendo assolutamente fatto nulla, e anche una volta arrivati i primi casi e perfino una volta esplosa l’epidemia tranquillizzano tutti in ogni modo sul fatto che non c’è da aver paura né da preoccuparsi, che è tutto sotto controllo e che questa alla fine è una influenza appena più cattiva del solito che fa vittime solo su anziani già compromessi.  E in realtà forse era proprio così, all’inizio, ma una “influenza” molto più contagiosa e facile da trasmettere dell’influenza che andava fermata.
  • Il 31 gennaio il Governo decreta, primo paese a farlo, lo stato di emergenza che attribuisce poteri speciali pur avendo solo due casi.
  • Sin dal 22 gennaio e fino al 3 aprile con sei circolari reiterate che restringono sempre di più l’indicazione ai tamponi, ilMinistero e il CTS fanno di tutto per impedire che vengano fatti i tamponi invece quando è ormai evidente e provato che gli asintomatici e i pre-sintomatici sono una delle fonti principali di contagio.
    Dal 27 febbraio arrivano addirittura in piena crisi a rimuovere l’indicazione a farli al personale sanitario, perfino se lavorano in modo specifico con pazienti COVID-19 e si restringe la definizione di contatto stretto in modo da limitare ancora di più l’ipotesi che il paziente si possa essere contagiato e quindi dargli il diritto di avere il tampone.
  • Non fanno nulla per chiudere la zona di Alzano e Nembro nonostante ormai si sappia dal 23 febbraio che ci sono focolai lì
  • Poi cambiano apparentemente idea  rapidamente idea e questa patologia diventa estremamente contagiosa ED estremamente letale… ma nonostante sia estremamente contagiosa, si continua a dire di limitare i test solo ai sintomatici perché gli asintomatici non contagiano.
  • 7 Marzo: Chiudono la Lombardia (dalla mattina dopo) ma siccome c’è una fuga di notizie molto fortuita,  e una bozza di decreto viene diffusa, un po’ di meridionali scappano al sud 
  • A quel punto senza nemmeno attendere per vedere cosa poteva succedere, viene istituito il lockdown pressoché totale… adducendo come motivazione costretto a farlo  per  quelli che sono fuggiti a casa loro al sud per evitare di restare bloccati, e per proteggere l’intero Paese dal collasso del sistema sanitario 
  • Con l’Italia in ginocchio Conte inizia a salvare l’Italia offrendo… come la aveva definita già il 25 febbraio, quando non c’era ancora nessuna crisi economica oltre quella abituale? “UNA RISPOSTA INCREDIBILE SUL PIANO ECONOMICO.
  • Il Governo fa di tutto per non far partire i test sierologici che potrebbero mostrare quanti contagi reali ci sono stati.


Da molto tempo avevo capito che il lockdown di tutto il paese serviva al governo più che all’Italia ma mi ero concentrato più sulla copertura del non aver fatto nulla per migliorare l’efficienza delle strutture o perché avevano fatto l’evidente stupidaggine di dire di fare tamponi solo ai sintomatici e che per quello volevano convincere l’Italia che grazie a loro avevamo sconfitto un nemico terribile.

E che se proprio erano convinti dell’utilità del lockdown certamente lo avevano decretato troppo tardi..

Credevo, che bloccando quasi tutto e quasi tutti a casa, stessero solo cercando di coprire i propri errori volendo poi apparire come quelli che avevano salvato l’Italia dalla catastrofe del virus. E che alla fine l’errore fosse il non aver fatto i test al momento giusto e la disperata maniera di coprirlo fossero le misure estreme restrittive.

E forse, alla fine senza pensar peggio, è proprio quello che è successo.

M poi mi sono ricordato una cosa  che spesso ho detto in tono scherzoso. :”Quando li sento parlare a volte sembra che il primo obiettivo non sia sconfiggere questo virus ma proprio far stare la gente a casa.

E ho cercato se c’erano altre circolari, documenti, articoli, perché mi mancava un tassello per capire.

E ne ho trovate molte altre di circolari ministeriali sin da gennaio, che sempre di più cercavano di impedire che venissero fatti tamponi come ora si vuole impedire che si facciano i test sierologici per non far sapere quanti si sono contagiati nonostante l’isolamento domiciliare (o ..proprio anche grazie a questo)

E non avevo capito quanto in realtà la colpa dei mancati test non era delle regioni ma della pressione continua fatta dal Governo affinché ne venissero fatti il meno possibile ai vivi a meno che non fossero gravi, mentre andavano fatto a tutti i deceduti,

In pratica il Governo ha fatto di tutto in maniera sempre più intensa per limitare il più possibile che ci fossero molti casi noti ovvero che ci fosse la prova di molti contagi. Non ha fatto nulla per limitare una epidemia che aveva sottovalutato. E non ha fatto altro per tutto questo tempo che auto-lodarsi. Questo è certo. Ma cosa correla queste tre cose?

Che senso aveva reiterare l’errore di volersi concentrare solo sui casi più gravi contro ogni evidenza e così tante volte limitando la possibilità di trovare casi sempre di più nonostante l’epidemia sin dall’inizio in rapida crescita? Non certo quello di risparmiare visto quel che si è poi speso. E lo scagliarsi contro le regioni perfino dello stesso Conte, lamentandosi che stavano esagerando? E quell’insistere contro ogni evenienza sul paziente uno di Codogno, nonostante la presenza di casi già tre settimane prima? Come si conciliava tutto questo con semplici errori di superficialità? E perché tutti andavano avanti sulla stessa linea senza alcuna dissociazione?

Conoscevo i fatti ma non capivo il movente… Fino a che non considerato un’altra possibilità… Che sebbene il tutto sia stato anche certamente sottovalutato più che fare si è sfruttata questa situazione a pennello per ottenere qualcosa.

Si lo so che è assurda come ipotesi quella che sto per fare ma ve la sentite  a priori di escluderla?

Cosa ha ottenuto il Governo da tutto questo… ?

1. Governa da solo senza un parlamento, che in pratica non esiste più ma in modo assoluto non solo in materia sanitaria ma anche in su questioni economiche di qualunque portata e può farlo ancora perfino per ulteriori 18 mesi se ce ne fosse bisogno senza necessità di approvazione parlamentare. E quando qualcosa non lo si usa per molto tempo potendone fare a meno poi ci si dimentica pure che ci sia.

2. Ha praticamente messo in riga le regioni che se le cose vanno bene è merito del governo centrale e se vanno male è colpa delle regioni che hanno il compito di gestire in materia di salute in autonomia, cosa che però si è cercato impedire.

3. E’ diventato nell’idea di molti il salvatore della patria da qualcosa che altrimenti poteva essere molto peggio visto che è una malattia estremamente letale ed estremamente contagiosa ma che loro hanno saputo fermare nel modo giusto sebbene a costo di sacrifici immensi dell’intero paese. Sacrifici che non sarebbero stati necessari se questa epidemia fosse stata bloccata dall’inizio.

4. E’ diventato anche il salvatore dell’economia compromessa per tutelare la salute e proteggere dalla morte poiché si tratta di una epidemia gravissima con un virus altamente letale e molto contagioso.. Economia che non avrebbe subito grossi danni e non avrebbe avuto bisogno di alcun “salvatore” se l’epidemia fosse stata subito fermata e se non fosse stato necessario bloccare tutto e tutti a lungo.

4. E’ diventato anche il salvatore della Patria contro l’Europa egoista e quelli del Nord (Europa) che ci vogliono schiacciare sostenendo a più riprese l’orgoglio di essere italiano e alimentando il bisogno di in potere forte attorno al quale riunirsi attorno al capo senza contestazione e contro un nemico comune che non vuole aiutare la nostra Patria.

6. Ha azzerato qualunque potere delle opposizioni che appaiono oggi ridicolizzate, vista la necessità di una forte coesione nazionale.

5. Ha il controllo totale dell’economia del Paese con piena facoltà di decidere chi lavora e chi no, e perfino di chi è obbligato a lavorare e chi no. Quali regioni lavorano e quali no, quali attività sono concesse e quali no. Ora la vostra vita non dipende più dal vostro lavoro e dal vostro impegno. Ora dipende da quanto il governo è disposto ad aiutarvi e concedere.

7. Ha annullato il potere dei sindacati e il diritto di sciopero, con la scusa dell’emergenza nazionale.

8. Ha trasmesso agli Italiani, l’immagine di un forte potere centrale capace di prendere decisioni magari anche impopolari ma che poi si fa in quattro per aiutarli in ogni modo, sensibile alle conseguenze che avrete da questa catastrofe, avendo però attivamente partecipato a renderla tale.

9. E infine ha ottenuto la conferma dell’obbedienza cieca e totale del popolo italiano che se non si ottiene con le parole si ottiene benissimo comunque con le minacce di multe elevatissime o dell’arresto. Non è manganello e olio di ricino che magari mi sembra eccessivo ma il concetto è lo stesso.. 

Insomma un vero e proprio “riassetto di potere” nel pieno rispetto della legge perché alla fine non è stata violata nessuna visto lo stato di emergenza che consente tutto questo.

Si ma cosa c’entrano con tutto questo gli ostacoli alla diagnosi e ai tamponi….? Trovare molti casi avrebbe dato più l’idea dell’emergenza, no? NO!

Cosa succede se i casi sono tanti? Si abbassa il tasso di letalità.

La malattia a quel punto è molto contagiosa ma alla fine magari fa davvero gli stessi morti dell’influenza in percentuale. Forse qualcosa in più ma niente di eccezionale.. come d’altra parte dicevano all’inizio.

E cosa succede se invece  c’è un discreto numero di morti  ma risultano un numero molto più limitato di casi che poi dopo 14 giorni iniziano a calare.. e certamente vi si dice e lo si ripete tutti i giorni che questo è merito delle manovre intraprese come esempio prese a modello anche da altri stati? Che il tasso di mortalità si alza sempre di più e il virus diventa più pericoloso e più letale.

Solo che poi purtroppo questo virus alla fine ha iniziato a uccidere anche persone sane e più giovani e a causa del collasso vero delle strutture e dell’assistenza sanitaria ne ha uccisi sempre di più e a causa dei contagi intra-familiari le infezioni sono diventate davvero troppe. E allora anche con un basso indice di letalità ecco che i morti diventano comunque tanti.

Avreste accattato la perdita della democrazia,  della libertà, la distruzione dell’economia, e le cremazioni obbligate di parenti morti senza una autopsia e senza nemmeno poterli salutare e senza un funerale e tutto quel che è stato imposto per un virus che alla fine per quanto fosse contagioso non fosse stato poi così pericoloso né letale.?

Avreste accettato tutto se non vi avessero parlato tutti i giorni di medici eroi che morivano (specie da quando è stato tolto dal ministero il loro diritto di fare un tampone) di terapie intensive piene al collasso, di pazienti intubati e della più grande catastrofe che si fosse abbattuta sull’Italia dopo la seconda guerra mondiale?

Avreste accettato tutto se non aveste avuto PAURA? E un virus molto contagioso ma  in fin dei conti poco dannoso e poco letale vi avrebbe messo la stessa PAURA?

E questo era ed è alla fine. Un virus molto contagioso che si trasmette facilmente anche tra persone asintomatiche e che spesso sintomi non ne dà proprio ma con una letalità specifica (percentuale di morti su numero casi positivi) che per puro calcolo aumenta se il numero casi positivi resta relativamente basso e cala se si potesse cercarlo in tutti. Come potrebbero fare i test sierologici auto-somministrati, che infatti non vogliono che si facciano.

A proposito di seconda guerra mondiale…

Mussolini per giustificare all’allora capo di Stato Maggiore Badoglio l’entrata in guerra disse “Ho bisogno di un migliaio di morti per sedermi al tavolo della pace”. Ma ce ne furono molti di più che un migliaio, di morti.

Sembra che anche stavolta qualcuno abbia fatto una previsione sbagliata. Perché i morti sono stati molti di più di quelli previsti.


CONCLUSIONI

 

Nonostante tutto quello che vi ho raccontato siano fatti provati e documentati e nonostante anche le mie conclusioni sui vantaggi, spero temporanei. del Governo derivanti da questa situazione siano inopinabili perché obiettivamente tali, nel farvi iniziare la lettura questo documento ho voluto in modo provocante indurvi a leggere tutto parlando di “verità”.

Ma ovviamente non la conosco nemmeno io la verità assoluta 🙂

E chissà se la conosceremo mai.

Chissà, forse è andata davvero così come sospetto, e questa occasione è stata sfruttata con altra finalità da persone meno incapaci di quando siano sembrati. Si fa di tutto per NON fermare l’epidemia, sottovalutandola in realtà e per ostacolare chi vuole davvero capire di cosa si tratta davvero in termini di diffusione casi e letalità, per poi farla apparire una volta divenuto impossibile controllarla solo in quel modo, una catastrofe per la quale serve qualcuno che gestisca le cose con pieni e forti poteri e che abbia il controllo su tutto, e al quale in cambio della tutela di molte vite, sia concesso tutto. E dal quale poi tutto dipenderà. In fin dei conti che con la scusa dell’epidemia o per colpa dell’epidemia come la volete vedere, il potere centrale è molto più forte che non prima e i che i cittadini sono ridotti a burattini, la cui salvezza fisica ed economica, dipende dalle decisioni di qualcun altro, direi che ci sono pochi dubbi.

E non sarebbe certo la prima volta. La Chiesa si è retta ed ha potuto esercitare nella Storia tanto potere solo per la paura delle conseguenze di non obbedire se poi avesse avuto ragione no? Hitler e Mussolini sono stati regolarmente eletti e regolarmente in modo democratico hanno avuto dal capo di Stato l’incarico di governare i loro paesi per risollevare lo stato dalle inique condizioni derivanti dalla prima guerra mondiale e non hanno preso il potere (almeno ufficialmente) con un atto di forza. Ma poi giunti al potere nel nome dell’interesse delle loro nazioni non lo hanno più lasciato fino a che non sono stati costretti a farlo.

La Chiese manteneva il potere in cambio della salvezza della vostra anima creando ad hoc la paura del giudizio divino. Hitler e Mussolini in cambio della salvezza e della gloria dell’intera nazione. Questo Governo in cambio vi offre la salvezza delle vostre vite e di quelle dei vostri familiari e della tragedia economica che le sue stesse misure motivate dall’epidemia, e non create direttamente dalla stessa epidemia, ha creato. Lui, il Governo crea la crisi in cambio della salvezza dall’epidemia, e lui promette di tirarvene fuori in cambio della vostra obbedienza.

Ma magari in realtà sono solo stati dei superficiali che hanno trascurato tutto e non hanno fermato l’epidemia quando potevano. Magari solo solo stati degli scellerati incoscienti, il che comunque non li rende certo meno colpevoli. Dolo o colpa grave quando qualcuno ne paga le conseguenze, c’è sempre un colpevole.

Magari forse sapevano o immaginavano bene vista l’estensione contemporanea a diversi regioni che certamente l’epidemia si era diffusa ben prima. Magari cercavano davvero solo di coprire in ogni modo gli errori fatti trascurando completamente quel che tutti attendevano, ovvero una diffusione a breve anche in Italia.

Ma allora se fosse solo per questo perché quando ancora c’erano relativamente pochi casi  decessi non cambiare strategia ma al contrario insistere ostinatamente a spingere con chissà quale imposizione per convincere le regioni ad adeguarsi e rispettare le decisioni ministeriali. Perché tanto accanimento in ogni contro chi invece voleva seguire una strategia diversa, la stessa che veniva attuata n altri paesi che grazie a quella controllavano l’epidemia. E perché tanta guerra contro qualunque cosa che possa dimostrare quanti contagiati ci sono davvero in Italia?

Magari perché l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) stessa dava all’inizio l’indicazione a non cercare gli asintomatici e loro semplicemente non hanno brillato di iniziativa personale cioè hanno accettato tutto in modo acritico perfino contro l’evidenza.

Ma come conciliare l’idea del paziente uno che aveva contagiato tutti già da asintomatico con l’idea che gli asintomatici non contagiano? Magari il paziente uno serviva a non far capire che l’epidemia era già in giro da gennaio ma non c’erano casi o decessi solo perché nessuno li cercava.

Ma perché allora se erano fermamente in buona fede convinti pur sbagliando, del ruolo insignificante del contagio da parte di asintomatici contemporaneamente temerne così tanto il contagio da prendere provvedimenti così drastici e così dannosi? Sarebbe stato sufficiente allora obbligare a quarantena chiunque avesse sintomi (con o senza possibile contatto con altri contagiati) lasciando liberi di uscire o lavorare tutti gli altri.

Non sarebbe stata necessaria nessuna zona rossa. Bastava stringere l’obbligo di isolamento domiciliare in quarantena per chiunque avesse sintomi sospetti.

Perché (e questa è una delle cose più incredibili) in piena epidemia viene rimosso dalla circolare del ministero come possibile  l’essere operatore sanitario a contatto con i pazienti affetti da coronavirus? Dimenticanza? Beh una dimenticanza che ha avuto conseguenze gravi vista la ben nota difficoltà da parte dei medici e degli infermieri ad ottenere che venisse fatto loro il tampone, quando forse dovevano proprio essere i primi da indagare, non solo per la loro tutela individuale ma per l’elevata possibilità che potessero contagiare altri.

E perché allora si faceva di tutto per tranquillizzare per poi invertire rotta e arrivare a prendere misure così drastiche? Solo sottovalutazione del problema?

Ma soprattutto perché Conte prometteva di salvare l’economia con incredibili misure economiche… quando non c’era ancora nulla da salvare, tutti lavoravano regolarmente, nessuna attività era ancora chiusa, nemmeno le scuole, non avendo ancora preso alcuna misura e con un numero ancora relativamente limitato di casi e decessi e qualche focolaio isolato da appena 4 giorni e già contenuto dalla creazione della zone rosse, mentre contemporaneamente si accaniva contro le regioni che stavano “esagerando” , tranquillizzava sul fatto che era solo una emergenza e non una catastrofe, e i suoi consulenti invitavano pubblicamente a “ridimensionare”  ?

L’unica cosa che mi viene in mente è che lui già sapeva (noi no ma, forse lui si) che ci sarebbe stata una Italia da salvare.

Senza necessità di un forte potere centrale e senza una crisi o una emergenza o una paura a nessuno piace cedere la propria libertà nelle mani di qualcun altro. A volte la paura deve essere creata, come ha fatto per anni la Chiesa, a volte basta solo aumentarla sfruttando un evento reale. La paura soprattutto quella collettiva può essere condizionata, se serve farlo e si hanno i mezzi per farlo.

D’altronde si potrebbe ribattere “Ma perché fare tutto questo? Perché prendersi tutto questo stress? Solo per il potere?”.

Giulio Andreotti grande politico seppur con un senso morale molto discutibile diceva (anche se la frase non in realtà non è sua) per sottolineare che il vero stress ce l’ha chi è comandato e non chi comanda:

“Il potere logora chi non ce l’ha”!

 

La verità è come il virus. Si diffonde facilmente se ci sono soggetti ricettivi. E come il virus se non la cerchi non la trovi.

3 Replies to “COVID-19 in Italia. Alla ricerca della verità.”

  1. Magnifico Dottor La Torre un lavoro di imponenza biblica!! Alla luce della task force dedita alla fase 2 e della task force contro le bufale, dell’invettiva stizzita contro Salvini e Meloni per MES e delle notizie trapelate dagli altri protagonisti internazionali il cerchio si chiude. Un cerchio che personalmente avevo chiuso il giorno della zona rossa nazionale. Impedire i tamponi perché avrebbero abbassato l’indice di letalità quindi minimizzato l’impatto emotivo della epidemia. Esperimento di ingegneria sociale, somministrazione del vaccino, aderire al MES, nascondere i problemi legati alla area padana (inveneritori, ingente campagna di vaccinazione antinfluenzale?). Siamo una civiltà in ginocchio.

    1. “Impedire i tamponi perché avrebbero abbassato l’indice di letalità quindi minimizzato l’impatto emotivo della epidemia”

      Lei ha il dono della sintesi che a me manca… 🙂 In quella frase c’è tutto…

      Ma ricordiamoci che ho solo formulato una ipotesi… non ho né prove né certezze e spero tanto di sbagliarmi e che ci sia solo una totale incompetenza…

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