Domande certe e risposte probabili su Covid-19

Riassumo in questo articolo un lungo lavoro di ricerca a applicazione della logica che mi ha portato dal non capirci nulla al credere di capirci qualcosa.. (già un bel passo avanti) sotto forma di auto-intervista con domande e risposte.

Perché la gente dovrebbe essere interessata a leggere questo articolo e in cosa il parere del Dott. La Torre dovrebbe essere più rilevante di quello di tanti esperti?

Proprio perché io non sono un esperto. Ovvero non avevo all’inizio alcuna base tranne le pochissime nozioni apprese come medico oltre 35 anni fa studiando microbiologia che mi sono servite a ben poco visto che nemmeno me le ricordavo molto.
Le mie opinioni attuali derivano solo da studio intenso e applicazione della logica. Quello che potrebbe fare chiunque altro.
Inoltre ho il vantaggio, rispetto agli “esperti”, del diritto di sbagliare, che non mi obbliga a mantenere le mie posizioni, anche se poi abbiamo visto il valzer dei cambia-opinione e dell’incoerenza come se non restassero tracce documentabili perfino in video di quel che veniva detto dalle stesse persone in momenti diversi e senza alcun bisogno di giustificare il cambio di opinione da parte di molti. Inoltre per l’assoluta mancanza di una posizione pre-costituita o di conflitto di interesse. Nemmeno vivo in Italia, ma in in paese dove non ho mai avuto alcuna conseguenza alcuna da tutto questo, il Vietnam, che ha gestito tutto in maniera quasi perfetta e dove sempre potuto continuare a lavorare on line come facevo comunque da anni. Non ho alcuna posizione politica nei confronti dell’Italia anzi nemmeno sapevo chi fossero i personaggi politici al centro di questa vicenda e a malapena sapevo che faccia avessero. E ancora di politica italiana so poco e mi interessa anche meno di quel che so. Ho solo capito che in Italia in politica c’è stato Fede che faceva il giornalista meglio che il politico, abbiamo Speranza che fa il ministro della Salute (o almeno dovrebbe) e adesso anche Carità, che fa il presidente del Consigliato (Consiglio consigliato da altri) dei Ministri e promette ogni giorno elemosine a quelli stessi ai quali ha tolto la possibilità di procurarsi da mangiare da soli. 🙂
Non avere un pregiudizio da confermare e nulla da vincere e nulla da perdere qualunque conclusione emerga da una indagine permette valutazioni open-mind che spesso chi è direttamente in qualche modo coinvolto non può fare con altrettanta libertà.

Da dove viene questo virus?

Non credo alla varie teorie dei complotti o del virus come arma liberato volontariamente dai Cinesi per il solo fatto che si tratterebbe di una forma di masochismo (non liberi un’arma a casa tua ma semmai la usi contro altri) mentre non sono poi così convinto che l’ipotesi girata a lungo sul fatto che possa essere “scappato” da un laboratorio di ricerca sia da escludere a priori o che gli “scienziati” siano in grado di poterlo confermare o escludere.
La verità è che i virus ci sono sempre e sempre ci saranno, fanno parte della natura come noi e ogni altro elemento vivente. Così come le malattie infettive e le epidemie.
E’ molto probabile che comunque il virus circolasse anche in precedenza, magari in forma meno aggressiva o che abbia subito alcune mutazioni.
Di sicuro non credo che sia stato liberato apposta allo scopo di vendere vaccini come sin troppo spesso sento dire o che abbia relazione con il 5G o altre teorie complottistiche che sono la regola quando la gente tende a sposare il pensiero altrui per incapacità di crearsene uno proprio.
Non comprendo comunque l’interesse per il capire da dove venga questo virus visto che non è certo il primo né l’ultimo e non credo che il genere umano a nessun livello possa davvero far nulla a scopo preventivo per combattere eventuali altri virus futuri ancora ignoti.
Che possa esistere una relazione tra manipolazione dell’ambiente e patologie non è cosa nuova di sicuro, ma come sempre ogni cosa va valutata senza porsi da una parte o dall’altra e senza eccessi.
Semmai mi fa paura il fatto che visti gli effetti, indipendentemente dal fatto che qualcuno possa aver “liberato” questo virus da un laboratorio, volontariamente o no, possa comunque succedere in futuro. Provate solo a pensare se fosse usato davvero come “arma” dal terrorismo. E non tanto per le vittime potenziali quanto proprio per la capacità di danno superiore a quello delle bombe, inter-reagendo con la paura degli esseri umani e con l’incapacità di gestione reattiva dei loro governanti che alla fine hanno fatto in molti paesi più danni di quanti possano essere davvero attribuiti al virus.

Stiamo parlando di UN virus o di virus differenti, ad esempio per mutazione?

Non sono assolutamente in grado di rispondere, e qui mi devo fidare dell’idea riferita da altri che il virus sarebbe lo stesso senza particolari mutazioni in tutto il mondo. D’altronde ci sono elementi che spiegano perfettamente una pandemia a rapida evoluzione in un mondo totalmente aperto e i diversi effetti in diverse parti del mondo si spiegano con la logica. Se una nazione (come il Vietnam ad esempio, che ha spento due volte l’epidemia in fase iniziale e senza nemmeno un decesso ufficiale da Covid-19) mette in atto strategie iniziali vincenti  e un’altra sbaglia tutto (come l’Italia e non solo) ovvio che questo condiziona molto più di qualunque “mutazione”  l’esito dell’epidemia in quel paese specifico.

Quali sono queste strategie iniziali di reazione vincenti o quelle certamente perdenti di fronte a una epidemia/pandemia?

Alcune cose le ho imparate a posteriori guardando il comportamento differente dei vari paesi mentre altre mi sembrano semplicemente “logiche”.

La prima cosa che andava fatta era capire che tipo di “nemico” avevamo davvero di fronte. Ovvero cosa davvero questo virus può fare alla salute e quale sia l’indice di letalità reale, ovvero che conseguenze dirette può avere questa epidemia.
E’ qui è strabiliante che nessuno ancora lo possa sapere visto che sembra che a nessuno sia mai interessato capirlo (e forse non per errore ma volontariamente).

Una volta capito eventualmente (ma non lo hanno, pare, ancora capito) o se non siamo in grado di capirlo, perché pur magari non essendo la prima nazione nella quale scoppia l’epidemia (o diciamo meglio si scopre l’epidemia) chi ci ha preceduto non fornisce dati certamente affidabili (e di quelli dei cinesi mi fido poco), anche se quando l’epidemia è scoppiata in Italia avevamo comunque altri riferimenti, quali conseguenze possa davvero avere la libera circolazione del virus, è fondamentale capire che facilità e modalità di trasmissione abbia. Ovvero se è molto contagioso o no, facile da prendere o no.

Infine poiché ogni malattia ha una sua categoria a rischio individuare quale fosse questa categoria. Questo si è capito quasi subito, ma non si è in alcun modo sfruttato questo per mettere in atto delle risposte adeguate nemmeno usando le risorse disponibili. E nessuno si è posto il dubbio che se un virus predilige al 90% persone anziane spesso con altre patologie forse così “cattivo” non è, visto che l’ospite e le sue condizioni pre-esistenti sono così rilevanti. Un virus di per sé con elevata letalità potenziale non avrebbe bisogno di un terreno favorente così evidente, perché alla fine gli organi sono gli stessi in tutti solo che ci sono cose che in quella categoria più colpita funzionano in maniera diversa. E questo andava sfruttato per capire con che cosa avevamo a che fare, cosa che solo con molto ritardo si è iniziato a fare.
La medicina ha dimostrato quanto sia indietro in tutta questa vicenda e quanto in fondo, come da medico ho sempre sostenuto, sia interessata a fare ricerca solo se finalizzata ad altri interessi diretti meno correlati alla salute. Abbiamo i mezzi per capire in pochi giorni tutto di un virus  (e in generale di tutto) di come agisce e di quello che fa all’organismo. E non è stato capito quasi nulla e ancora oggi non ci sono certezze su nulla. E quando parliamo di decessi il modo di capire si chiama “autopsia” o esame post mortem cosa che si è totalmente trascurata con la scusa del rischio di contagiarsi o la fretta di bruciare i cadaveri. Ma anche con pazienti vivi si può sapere tanto.

Altra strategia vincente è la coordinazione internazionale che qui è mancata completamente. Ogni paese ha gestito questa epidemia in modo assolutamente indipendente come se quel che succedeva in altri paesi non lo riguardasse.
Qui la coordinazione spettava all’Organizzazione Mondiale della Sanità, che non solo ha sbagliato sempre TUTTO ma non ha in pratica fatto assolutamente nulla di attivo limitandosi a dare opinioni (regolarmente sbagliate e nocive per chi le seguiva).
L’OMS ha facoltà in campo sanitario di imporre decisioni, esattamente come l’ONU di cui fa parte. Ad oggi però qualche paese può solo ringraziare il fatto che non abbiano imposto nulla, perché sarebbe stato solo peggio e chi ha vinto ha vinto non rispettando quel che l’OMS diceva regolarmente poi cambiato nel tempo. Esattamente come il Veneto deve ringraziare la disobbedienza del suo governatore che ha per lo meno limitato i danni non cedendo alle pressioni per omologarsi al principio più assurdo del mondo con una malattia infettiva. Quello che gli asintomatici non contagiano.
Per quello che l’OMS ha fatto credo che si possa anche chiudere del tutto questo ente se non si sa come rivoluzionarlo. Se conoscete la storia, questa OMS mi sembra nulla di meglio della Società delle Nazioni precursore brutta copia dell’ONU nata dopo la prima guerra mondiale. Tante parole e tutte sbagliate, ma totale incapacità di agire.

Ma anche i singoli governi in questo hanno le loro colpe (perfino in caso di buona fede) perché la possibilità di apprendere da altri paesi, e di sfruttare il fatto che stavano precedendo non è stata assolutamente tenuta in conto. Quando è iniziata l’epidemia in modo noto e visibile in Italia (mi riferisco al 20 febbraio) c’erano già moltissimi altri paesi, e quali fossero le strategie vincenti o perdenti erano già nei numeri. Io sono riuscito solo attraverso questo, l’analisi comparativa, a fare previsioni di andamento  regolarmente pubblicate sul mio profilo facebook che poi si sono regolarmente rivelate vere. E questo non per particolari doti divinatorie o fortuna ma per semplice analisi comparativa. Eppure pare che questo non sia interessato a nessun governo come se quel che succedeva altrove fosse… “diverso”.

Capire con cosa si aveva a che fare, cooperare con altri paesi per una strategia collettiva internazionale, capire esattamente capacità di contagio e letalità reale e saper imparare da altri erano le basi di tutto e sono tutte mancate. In Italia almeno di sicuro, ma non certo solo in Italia.

Per capire quanto davvero questo virus fosse contagioso e quanto eventualmente già circolante bisognava fare “screening” ovvero anticipare il virus, e non… inseguirlo.

Nonostante ancora oggi in Italia non sia mai partito un vero piano di screening (incredibile se per errore, meno incredibile se… voluto) avviare da subito in parallelo test sierologici per la ricerca degli anticorpi era facilissimo avendo l’antigene ovvero la parte alla quale si lega l’anticorpo e inoltre avevamo a disposizione l’indagine diretta mediante tampone.
I primi ci avrebbero detto se qualcuno si era già ammalato in precedenza e il tampone se aveva ancora il virus. E questo lo si poteva fare da subito ancor prima che l’epidemia fosse “diffusa” se già non lo era in Italia o in qualunque altro paese.
Quello che molti non sanno, perché di questa cosa si è parlato poco, è che in effetti anche in Italia erano in grado di farlo. E fu fatto, ma non come screening generale pur potendolo fare. Non esisteva alcun test da “validare” o dubbi da sciogliere come ci viene fatto credere (in mala fede) oggi. E lo sappiamo con certezza se pensiamo al famoso sospetto “paziente zero”, l’imprenditore italiano tornato il 21 gennaio dalla Cina, che fu escluso da questo ruolo non solo perché il tampone era ripetutamente negativo ma proprio perché non aveva anticorpi ovvero non aveva MAI contratto il virus. Quindi era tecnicamente possibile già da subito. Ma non è mai stato fatto. La storia della necessità di validare il test è una delle molte bugie raccontate.

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A quanto sappiamo oggi comunque il virus presenta una notevole velocità di trasmissione e facilità di contagio e sebbene l’effettiva letalità (ovvero quanto rischio ha di morire una persona contagiata per effettiva colpa del virus) non sia ancora nota, nonostante fosse facilissimo capirlo, è indiscutibile che non si tratta di un virus totalmente innocuo, e quindi strategia vincente era sicuramente quella di applicare quel che è valido per ogni epidemia a meno di non poter testare immediatamente tutta la popolazione (cosa impossibile anche perché applicabile semmai solo in un sistema chiuso) ovvero contenimento mediante identificazione, ricerca dei contatti e loro reale isolamento in modo da non poter trasmettere il contagio ad altri.
Fino anche ad esagerare mettendo in isolamento e sorveglianza i casi sospetti fino a prova contraria, o chiudere intere aree (le cosiddette zone “rosse”) per circoscrivere un focolaio e poter monitorare meglio la situazione e perfino se necessario arrivando a un precoce blocco dei confini.
Ma questo andava fatto dall’inizio, quando si è a livello di singoli casi o piccoli focolai epidemici. Una volta che l’epidemia è troppo diffusa è impossibile tracciare i contatti e il fatto che in Italia si voglia fare solo adesso dopo mesi è davvero assurdo.
Chi lo ha fatto ha vinto, chi non lo ha fatto o non lo ha voluto fare ha perso.
Ma in Italia anche se non è stato fatto nulla preventivamente a gennaio, è stato parzialmente fatto in realtà appena si sono visti i primi casi. Si era partiti nel modo giusto, cercando contatti, creando “zone rosse” immediatamente per arginare i focolai… Insomma c’era la possibilità (forse, perché forse in realtà l’epidemia era già circolante da tempo ma non avendo mai fatto la fase preliminare di screening non si è bloccata sul nascere) di fermarla l’epidemia.
Solo che questo non è stato fatto dal Governo ma dalle singole regioni colpite, in particolare Lombardia e Veneto.
Quel che non tutti sanno è che questo avvio corretto o almeno parzialmente corretto, è stato VOLONTARIAMENTE fermato dal Governo centrale, dal Ministero della Salute e dai loro esperti, appena scoppiata l’epidemia con numerose circolari che ribadivano che “non bisognava cercare i contatti” e che “non bisognava effettuare il test a persone asintomatiche”. Poco credibile che si sia solo creduto in buona fede all’OMS visto che a fine gennaio in realtà e fino a che l’epidemia non è scoppiata anche il Ministero e il Governo spingevano proprio per fare questo, ricerca contatti asintomatici e isolamento preventivo, perfino se solo sospetti, in vera quarantena e non a casa. E questo nonostante contemporaneamente venissero date già del 22 gennaio ancora prima dei primi casi scoperti in Italia istruzioni opposte alle regioni e nonostante agli italiani venisse comunicato qualcosa di completamente diverso circa la strategia seguita rispetto a quanto messo per scritto.
Ho già pubblicato nel mio blog un articolo dove sono consultabili tutte le prove e i documenti di quanto sto dicendo.

https://idropenews.com/2020/04/11/covid-19-in-italia-la-verita/

Quindi una volta perso il controllo dell’epidemia è stato indispensabile attuare il lockdown e chiudere tutti in casa in tutto il Paese?

No, non è stato indispensabile né utile. Per prima cosa tutto porta a credere che il lockdown diffuso senza alcuna ragione a tutta l’Italia sia stato il fine e non il mezzo perché è assolutamente incongruente e incoerente con il continuare a ripetere che gli asintomatici non potevano contagiare e non costituivano alcuna fonte di diffusione, la decisione di chiuderli tutti in casa. Così come il temere che tutti quelli che erano “scappati” dalla Lombardi, praticamente tutti asintomatici, potessero diffondere il contagio al sud quando si ripeteva il contrario. Il che è avvenuto il 7 marzo dopo il “casuale” (e molto sospetta che si pensa poi che è stata la perfetta giustificazione per prendere decisioni più drastiche valide per tutto il Paese) arrivo ai giornali di una bozza del decreto chiudi-Lombardia che sarebbe dovuto entrare in vigore la mattina dopo e senza che nessuno li fermasse o fermasse il treno pur potendolo fare benissimo. E non si è insospettito nessuno che il premier Conte abbia fatto una conferenza stampa improvvisata alle 2:15 di notte (e con una sola giornalista presente) ma senza prendere alcun provvedimento ulteriore immediato nonostante  la “fuga” fosse già avvenuta. Si voleva che quei potenziali untori (asintomatici) ci arrivassero al sud prima di decidere quel che forse era già deciso prima?
Tutti i comportamenti del governo portano a pensare che in realtà si sia VOLUTO facilitare la diffusione di questa epidemia forse sapendo bene che in realtà era molto meno letale di quanto non si voglia fare credere o forse sottovalutandola. L’alternativa è un livello di stupidità e incompetenza inimmaginabile. Che senso ha insistere con le regioni che gli asintomatici non contagiano e poi prendere provvedimenti di significato completamente opposto trattando TUTTI come untori potenziali?
Il lockdown è stato voluto e forse progettato ben prima di quando è stato attuato creandone le ragioni a hoc.

Però almeno ha fermato la diffusione del virus e infatti dopo un po’ abbiamo visto il calo dei casi. Almeno questo va riconosciuto, no?

Al contrario ha solo peggiorato la situazione per varie ragioni. Aumentando i contagi intra-familiari in un paese in cui spesso gli anziani vivevano già in famiglia, famiglia nella quale sono stati lasciati tutti a casa, senza più studiare nessuno tutti insistendo che non si dovevano nemmeno testare i conviventi di un caso positivo, di un ricoverato o di un deceduto, insistendo a lungo che chi non aveva sintomi non poteva contagiare o essere positivo, ma allo stesso tempo impedendogli di uscire (e nonostante l’evidenza già nota del contrario, basti pensare a Vo’ Euganeo ma non solo). Inoltre la chiusura delle scuole (quando i bambini risultavano gli unici che non contraevano i sintomi poi) ha spinto molti a portarsi i “nonni” a casa per gestire i nipoti.

Un eventuale effetto positivo del lockdown si sarebbe dovuto vedere con un brusco calo dei contagi e rapida discesa verso l’azzeramento già dopo pochi giorni o al massimo dopo un paio di settimane e in modo omogeneo ovunque o anzi semmai prima nelle regioni che avevano meno casi, le quali invece hanno paradossalmente raggiunto il picco dei contagi più tardi.

Il motivo del lento e molto altalenante calo dei casi giornalieri credo sia dovuto ad altre ragioni, come lo sviluppo di immunità di gregge intra-familiare all’interno della stessa famiglia dove chi si doveva ammalare si è ammalato, chi doveva morire è morto, ma certamente non all’efficacia delle misure restrittive che per come sono state attuate hanno solo fatto danni e non sono servite a nulla. Ma questo era ben chiaro da subito tanto che si poteva addirittura prevedere l’aumento immediato di casi e decessi in ogni nazione che lo attuava, come io ho regolarmente fatto in anticipo sul mio profilo facebook. Per non parlare ovviamente dei danni all’economia, alla psiche, e tanto altro ancora.

A proposito di morti ma qual’ è allora la reale letalità di questo virus?

Probabilmente la vera letalità diretta di questo virus ovvero persone che muoiono esclusivamente per aver contratto il virus e che sarebbero sopravvissute senza problemi se non contagiate è molto bassa, forse inferiore all’1% o addirittura meno. E forse inferiore allo 0,3%-0,5% in persone sane e non anziane. Basta pensare alle statistiche di altri paesi. In Vietnam ad esempio, su 270 casi non c’è stato alcun decesso, nemmeno uno. E sono praticamente già tutti guariti. Non è strano tutto questo se questo virus fosse così letale? Se poi consideriamo la sola categoria medici e infermieri a fronte di circa 180 decessi (con moltissimi pensionati o anziani o dentisti che assolutamente non sono morti sacrificandosi in trincea per gli altri, altra notizia sulla quale falsando le cose si è volutamente calcata la mano) risultano (stima certamente per difetto) oltre 20.000 contagiati. Quindi perfino non considerando che i contagiati sono forse molti di più e quanto dirò tra poco, mentre i decessi ce li elencano tutti, non arriviamo all’1%.

La apparente letalità elevata è falsata completamente dal fatto di far risultare un numero di contagi molto più basso del reale (sono probabilmente diversi milioni come oggi pur senza fare a livello nazionale test sierologici merge da singole iniziative locali e viene ammesso (ma solo oggi) anche dall’Istituto Superiore di Sanità,  e al contrario di considerare qualunque decesso di pazienti positivi al coronavirus e forse addirittura negativi o mai testati se con sintomi “da Covid-19” (gli stessi dell’influenza peraltro).
Questa non è una ipotesi ma una certezza visto che queste sono state le istruzioni che gli ospedali hanno ricevuto per come andava indicata la causa di morte, che sono documentate perfino sul sito ISTAT sulla falsa riga di quanto indicato dall’OMS.
E’ questo è stato ammesso anche da molti primari in varie interviste. In Italia (e non solo) chiunque muoia positivo al coronavirus qualunque sia la causa di morte (esclude quelle impossibili come il trauma) è incluso nel conto dei deceduti COVID-19!
Ovvio che se riduco moltissimo il denominatore e al contrario aumento di molto il numeratore la letalità apparente diventa molto maggiore… ma questo è quel che si voleva far credere alle gente e non solo in Italia.

Inoltre aver completamente mandato in tilt il sistema ospedaliero, che era del tutto inadeguato anche senza questa epidemia sebbene millantato come uno dei migliori sistemi sanitari al mondo (che corrisponde a dire che io sono bello come George Clooney e corro veloce come Usain Bolt) concentrando tutto in alcune regioni o provincie specifiche e l’aver completamente azzerato l’assistenza sanitaria per tutte le altre patologie e perfino aver mandato i pazienti positivi nelle RSA (un cerino acceso in un pagliaio) ha aumentato anche il numero delle morti reali, ma non dappertutto allo stesso modo, solo in alcune zone. E spesso senza alcuna reale necessità di trascurare le altre “cause di potenziale morte”. Ci sono regioni che hanno usato le risorse di terapia intensiva per pazienti Covid-19 a quote inferiori del 20%-30% della capienza effettiva ma nonostante tutto anche lì si è spesso negata assistenza adeguata per altre patologie dedicando tutto solo a questa nuova malattia “importante”.

Infine quest’anno è accaduta una cosa strana che non può essere una coincidenza. Per la prima volta dopo moltissimi anni il picco dell’influenza da virus A (il sottotipo che colpisce più gli anziani e il più pericoloso per loro) è mancato completamente a gennaio (in Italia, in Europa e anche negli Stati Uniti), periodo che infatti quando ci sono forme influenzali particolarmente gravi determina un aumento dei decessi che può arrivare come nel 2017 a oltre il 40% in più. Quel picco è arrivato invece in ritardo proprio a marzo, ma siccome nessuno praticamente è stato testato per l’influenza essendo i laboratori tutti impegnati per la ricerca del nuovo coronavirus, e le modalità di contagio, i sintomi e le complicanze respiratorie sono simili e alla fine le due malattie sono spesso indistinguibili, è probabile che molti decessi avessero contratto entrambi i virus il che facilita le complicanze e il rischio di esito letale per doppia infezione concomitante. Ma Ma anche quelli sono contati come decessi per coronavirus se positivi anche a questo (e forse anche se non positivi per diagnosi clinica). Poiché  sappiamo che molti decessi sono dovuti alla sepsi ovvero alla reazione generalizzata dell’organismo contro l’infezione, peraltro, la doppia infezione contemporanea è ovvio che può facilitare tutto questo. Chissà quanti si sarebbero salvati se vaccinati per l’influenza. Ma non ho trovato dati su quanti decessi ci siano stati tra i vaccinati. E quindi questa è solo una ipotesi. D’altronde però dove sarebbero finiti migliaia di morti che ogni anno ci sono per complicanze dell’influenza? A tale proposito girano fake news secondo le quali proprio il vaccino potrebbero aver causato un maggior rischio, citando la campagna di vaccinazione intensa fatta proprio a Bergamo e Brescia (ma si trattava del meningococco, un batterio che causa la meningite) e un articolo che in realtà è del giugno 2019 e parla del coronavirus del raffreddore che non ha nulla a che vedere con Sars-Cov2.
Se si guardano i dati dei mortalità totale in alcune città molto colpite ad esempio Milano a fronte di un evidente incremento a Marzo c’è una netta riduzione della mortalità a Gennaio tanto che alla fine il numero dei morti per trimestre è molto più simile tra il 2020 e il 2017 ad esempio che non tra il 2017 e il 2016, come ben evidente n questo grafico da me preparato.

decessi milano
Inoltre c’è un dato molto strano che non quadra. Nel 2017 ad esempio solo a gennaio ci sono stati in Italia 75.000 decessi solo in un breve periodo di un mese, di cui quasi la metà per complicanze dell’influenza ma non si è fatto nulla. Nessun lockdown… nessun allarme, nessun apparente tilt degli ospedali.
E se anche vogliamo limitarci a una realtà locale, guardate quanta poco differenza c’è tra i decessi marzo 2020 e gennaio 2017 a Milano.

Per non parlare del fatto che  la sepsi oggi riconosciuta una delle più frequenti causa finali del decesso (ma con pazienti etichettati con morti per coronavirus e non per sepsi) è da molti anni un flagello noto e una delle principali causa di morte anche senza il nuovo coronavirus.
Aggiungete che l’Italia e non solo (anche Spagna Francia e Inghilterra e Stati Uniti, guarda caso i paesi con il maggior numero di decessi apparenti per questa pandemia) sono i paesi più colpiti ogni anno e da molti anni da decessi per sepsi e ogni anno peggio (mentre la Germania li riduce progressivamente) e che l’Italia in particolare detiene il record europeo delle morti causate da sovra-infezione contratta in ospedale (30% di tutta l’Unione Europea nel 2016 contando anche il Regno Unito) e che queste si sono triplicate dal 2003 al 2016 arrivando a circa 50.000 morti all’anno solo per questa causa e probabilmente la maggior parte delle persone nemmeno lo sa..

Insomma viene lecito chiedersi: “ma questa emergenza era davvero tale o si è voluto far credere che lo fosse?”

Ma con quale finalità il Governo  avrebbe voluto fare tutto quello che abbiamo detto fino ad ora, lasciar correre questa epidemia, e soprattutto farla apparire così letale se poi non lo è davvero? Perché volere questo? A quale scopo?

Perché la paura è il modo migliore per far accettare alla gente un totale riassetto non democratico del potere.  E la fame è il secondo.

Se metti la gente in condizioni di paura e necessità e poi tu stesso la salvi dalla cosa che metteva paura e ti occupi delle sue necessità direttamente (o meglio prometti di farlo) quello è il miglior modo per prendere il potere e mantenerlo senza sparare un colpo.  E’ sempre stato così nella storia. Lo ha fatto la Chiesa con la paura di punizione per l’eternità e lo ha fatto qualunque dittatura di qualunque colore. E ormai credo che in molti lo abbiano capito che forse è proprio così e l’epidemia è stata solo la scusa per ottenere altro. Forse non era pianificato veramente dall’inizio ma l’occasione rende l’uomo ladro e il governante affamato di potere. Lo ammettiamo tutti per l’Ungheria do Orbán, perché non accettare che sia successo anche in Italia quando le conseguenza politiche ed economiche stanno sotto gli occhi di tutti?

Il mio articolo https://idropenews.com/2020/04/11/covid-19-in-italia-la-verita/ è dedicato interamente a questo tema e ripercorre passo dopo passo come sono arrivato a questa ipotesi con prove e documenti e ragionamenti logici senza nessuna visione complottista o pregiudizio.

Ma non è avvenuto solo in Italia ma dappertutto, in Europa e anche negli USA. Come è possibile questo? Un complotto “universale”?

Dappertutto? No, assolutamente no. Dove è avvenuto di avere tantissimi morti e volerli far apparire forse più di quanti non siano? Quali governi hanno quei paesi?  Non in quelli dove già esiste una forma di dittatura o comunque un partito unico inossidabile… La Cina ha fatto di tutto per sminuire il numero di decessi. Il Vietnam non ne ha avuto nessuno. La Corea Nord del forse vivo e forse morto Kim Jong Un si vanta di non averne nemmeno un caso (cosa peraltro possibile visto che è un paese chiuso). Tutte coincidenze?
E parlando di Stati Uniti, come ci è andato al potere Trump se non cavalcando la paura e dichiarando guerra al nemico sul quale scaricare la colpa dei problemi dell’America da far rinascere?

Non è strano inoltre che i paesi più colpiti siano tutti tra i paesi col PIL lordo più ampio e quelli più influenti nell’economia?

Ma che senso ha distruggere l’economia del paese che si vuole comandare?

Un paese povero prima di tutto non significa che il suo leader lo sia altrettanto, anzi normalmente avviene sempre il contrario.
E cosa è meglio, essere il dipendente a termine di uno stato ricco o passare alla storia assumendosi la piena responsabilità di fronte alla Storia (frase che prima di Conte aveva già detto qualcuno nel 1925) come il leader assoluto di uno stato povero da far risorgere?

E quindi ora che si fa… almeno in Italia?

E quindi ora si sceglie il male minore. Il virus, forse molto meno dannoso di quanto non si sia voluto far credere rischio eventuale mai davvero confermato, o la perdita a lungo termine della democrazia e della libertà e di ogni possibilità di indipendenza economica reale e non derivante dalle scelte di qualcuno al potere, rischio invece ben evidente già e di fronte agli occhi di tutti?
Non spetta a me la scelta. Non sono io direttamente coinvolto, come detto all’inizio.

One Reply to “Domande certe e risposte probabili su Covid-19”

  1. I numeri di questa epidemia sono assurdi. Sono dati come clamorosi numeri assolutamente nella norma e vengono sottovalutati altri che invece si discostano dalle normali influenze. Di fatto non ci si capisce nulla.

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