La cura per l’idrope si fa perché “unica possibile” e non a seguito di una diagnosi certa.

Una vera diagnosi completa per i disturbi dell’orecchio interno non si può mai fare.

Perché DIAGNOSI DELLA CAUSA in Medicina in generale significa 3 cose.

1. Individuare la sede di produzione del sintomo o disturbo, che nel nostro caso è sempre l’orecchio interno (o al massimo il nervo acustico) con l’eccezione dell’ipoacusia che potrebbe avere componenti di orecchio medio (e solo per questo sintomo possono servire esami spesso a posteriori se ci sono comunque altri sintomi da trattare) ed eventualmente la fullness. Acufeni, vertigini e disequilibrio vengono sempre dall’orecchio interno.

2. Individuare la CAUSA PRIMARIA scatenante o mantenente i sintomi o disturbi (eziologia primaria).  Purtroppo in questo specifico settore è quasi mai possibile farlo qualunque cosa il paziente riferisca o qualunque esame si faccia (motivo per cui non li faccio più da anni) poiché comunque potrebbe trattarsi di coincidenze nonostante il paziente sia certo di un possibile rapporto causa-effetto. Poiché per l’idrope è rilevante il ruolo della capacità individuale di resistenza allo stress  ogni presunta causa potrebbe agire in realtà come fattore di stress e non in modo diretto. Ecco perché in fondo la valutazione del paziente su cosa potrebbe aver determinato o avviato il tutto, così importante per gli altri medici che sia attaccano a quello per inventarsi una diagnosi non sapendo cosa altro dire, è irrilevante per me. Ovviamente ho provato per anni con tantissimi esami e consulenze a provare a capire se esistessero delle cause trattabili da considerare in terapia ma senza esito. Ho capito tanto del problema in generale ma senza ottenere una specifica utilità per specifici pazienti. Dobbiamo quindi focalizzarci sulla terapia non sulla causa

3. Ma la causa (con l’intermediazione dello stress) agisce sulla sede di produzione del disturbo con un MECCANISMO (PATOGENESI) e qui abbiamo solo tre possibilità:

• Un meccanismo reversibile spontaneamente o solo con terapia (che nell’orecchio interno può essere solo l’idrope, unica condizione curabile)
• Un meccanismo irreversibile sia spontaneamente che con terapia e quindi di fatto incurabile (che nell’orecchio interno corrisponde a un danno permanente dei recettori o delle fibre del nervo)
• Una combinazione dei due con disturbi in parte in quota dovuti all’uno e in parte o in quota dovuti all’altro.

Mentre l’idrope è sempre identificabile (ma poiché risulta presente in TUTTI i pazienti e perfino in moltissimi asintomatici, trovarlo con esami non ne prova la responsabilità) gli eventuali danni permanenti non lo sono mai con nessun esame. Quindi l’eventuale “diagnosi” può essere solo basata sui sintomi e disturbi mai sugli esami. Vertigini ricorrenti fullness, iperacusia, disequilibrio sono sempre da idrope e mai da danni permanenti così come acufeni e ipoacusia, se fluttuanti e variabili. Quel che potrebbe essere da danni permanenti (mai dimostrati in nessun paziente) semmai sono solo eventuali acufeni e/o ipoacusia fissi stazionari invariabili o le loro quote sempre presenti. Che però potrebbero essere benissimo anch’essi da idrope.

Ma alla fine…

  • non potendo fare terapia sull’organo affetto (che non posso portare via e per il quale non posso fare terapia locale diretta),
  • non potendola fare sulla causa che non conosciamo e non possiamo identificare (sempre che poi non sia solo causa pregressa e non più in atto),
  • e non potendo trattare comunque eventuali danni permanenti, che sarebbero, se presenti (e comunque non verificabili) irreversibili e intrattabili.

l’unica possibilità è la terapia per idrope, che in alcuni casi viene fatta sapendo che i disturbi da trattare sono inevitabilmente da idrope e in altri in quanto unica terapia possibile.

Ecco perché non facciamo diagnosi, ma facciamo terapia pur senza necessità di una vera diagnosi.

Capire se i disturbi sono da idrope certo o solo possibile (cosa che il paziente può fare anche da solo già leggendo attentamente il mio sito) può essere utile a infondere ottimismo al paziente (con giusta moderazione)  e anche a decidere la maggior o minor aggressività della terapia (ad esempio se proporre terapia semplificata o avanzata con fleboclisi, da me consigliata per lo più, per trattare acufeni o ipoacusia fissi non variabili), ma non sposta affatto la necessità di fare, e poter fare solo, terapia contro l’idrope, unica condizione comunque trattabile.

Dott. Andrea La Torre
www.drlatorre.info
+39 339 6504961
(solo WhatsApp)

Autore: Dr. Andrea La Torre

Consulenza audiovideo e terapia per Idrope orecchio interno, Sindrome di Meniere, Acufeni, Vertigini ed equilibrio, Udito, Fullness, Chinetosi.

1 commento su “La cura per l’idrope si fa perché “unica possibile” e non a seguito di una diagnosi certa.”

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