Archivi categoria: Generale

Avviso pubblico importante per i pazienti iscritti al mio sistema di prenotazione online

Ho creato un questionario online rivolto a tutti i pazienti che si sono dal 13-4-2013 ad oggi iscritti al mio sistema di prenotazione (incluso quindi chi era già mio paziente da prima ma si è iscritto al sistema dopo la data di avvio del sistema di prenotazione automatica online) indipendentemente dal fatto che abbiano efftuato consulenza o terapia con me e che quindi siano diventati effettivamente miei pazienti. Vi prego di rispondere TUTTI se anche solo vi eravate registrati li. Ci sono valutazioni importanti sui risultati della cura… sulla consulenza e altre cose che sono per me molto importanti. Vi prego di aiutarmi perdendoci un pochino di tempo ma facendolo seriamente. Le vostre risposte sono protette e accessibili solo a me personalmente. C’è anche la possibilità di esprimere valutazioni negative e vi prego di dare risposte sincere anche negative se quella è la vostra risposta perfino per pazienti che sono rmasti delusi dalla consulenza o dalla terapia o per qualuqnue altro motivo.

Per essere sicuro di raggiungere anche chi non è iscritto né al mio facebook , né al mio gruppo per la ricerca e informazione né alla newsletter o tra i miei contatti whatsapp, oltre a pubblicare anche qui questo annuncio, al quale accede anche chi è informato via skype, ho creato una seconda newsletter usando un sistema on line che sarà usata solo per due messaggi, questo stesso messaggio (che potrebbe quindi arrivarvi più volte in diverse sedi e me ne scuso in anticipo ma sto cercando diffonder il più possibile) e un messaggio per l’aggiornamento verifica dei dati registrati nel sistema, Vi dovrebbe pertanto arrivare se siete iscritti al sistema di prenotazione e solo in quel caso anche una mail da MAILANT che vi chiede di confermare l’iscrizione alla newsletter “Aggiornamento dati pazienti Dott. La Torre”. Vi prego di accettare. Non è spam e su quella newsletter riceverete solo questi due messaggi inviati da me personalmente.

Per partecipare al questionario (ripeto, solo se siete iscritti al mio sistema di prenotazione ma anche se non avete mai fatto consulenza con me o terapia) potete fare clic su questo link

https://drive.google.com/open?id=1wwWIx771SoQz6xwBbPO0NDaPqcTwB_Dr5-c1XN7lmxY

Grazie

Lascia un commento

Archiviato in Generale

I “non medici” non sono meglio dei cattivi medici. E vanno denunciati, non sostenuti.

A causa delle deludenti prospettive offerte dalla medicina (ma io sono medico e pare che ne sappia curare tanti quindi non generalizzate)  oltre a creasi un zoccolo duro di pazienti che ormai non credono a nessuno e attaccano qualunque medico e le sue proposte a priori, delusi ormai anche dalla cosiddetta medicina alternativa comunque praticata da medici abilitati, sorgono come funghi i tuttologi NON MEDICI (ovvero semplici truffatori che commettono il reato penale di esercizio abusivo della professione, per la quale in teoria è previsto il carcere e una multa purtroppo poco salata) i quali ovviamente occupandosi di tutto pubblicizzano i loro metodi o invenzioni terapeutiche che nella maggior parte dei casi potete avere solo pagando e spesso anche caro perché lo fanno per soldi, promettono di curare anche acufeni, ipoacusia, e vertigini. Il che ovviamente non è vero.
Anche se siete disperati state alla larga da questa gente che non capisce assolutamente nulla e per megalomania e denaro, giocano a fare i medici facendo peggio di quanto già male possano fare i medici stessi (e ce ne vuole di abilità a fare peggio!)

Lo Stato non fa assolutamente nulla anche se sa e anche se si tratta di un reato per il quale si procede di ufficio in base all’art. 362 del codice penale. Io ho provato a fare denunce che non hanno sortito alcun effetto contro alcuni di loro.

Uno dei più famosi di questi truffatori tuttologi che impunemente esercitano abusivamente la professione medica rubandovi soldi è un certo Maurizio Formia (http://www.maurizioformia-og.info/it/) con il quale mi sono scontrato più volte e che è pieno di sostenitori. Era stato fermato dai carabinieri e il suo studio chiuso a quanto sapevo, ma vedo che il suo sito (uno dei vari che ha) è ancora attivo e il bello (insomma, diciamo orribile) è che ci sono pure medici che avendo trovato di fare i soldi truffando anche loro si sono messi pure a riprodurre il suo metodo cura-tutto che consisterebbe nell’applicazione di una placca raddrizzatrice dopo avervi valutato sulla base di fotografie. (Diagnosi e terapia – esercizio abusivo… Perchè non è in galera?… Ma si dice che abbia un tumore.. magari è per quello…. Non sono aggiornato)

Un altro piuttosto famoso si occupa in modo specifico di acufeni… è il Prof. Mario Mattia (http://www.bruel-ac.com/acufeni.htm), laureato in FISICA, ammanicato con ministeri e università quindi immagino intoccabile visto che la mia denuncia al mio ordine dei medici  (alla quale sono pure obbligato) non ha sortito effetto alcuno. Lui fa proprio visite vere e proprie con tanto di camice addosso (figura sotto) e pure care e cura (in teoria).

MattiaM

Un non medico semi-abusivo è il noto bio-ingegnere Luca Del Bo, (http://www.sordita.it/luca-del-bo/) molto ammanicato anche lui con l’università di Milano.  Semi-abusivo perché a quanto so tutti i pazienti almeno passano per i suoi medici.. che però sono appunto i SUOI medici e alla fine si cerca di farlo arrivare da lui per l’acquisto di generatori e pallette per acufeni, visto che il vero capo del centro ovviamente è lui e non si suoi medici. Lui però è anche audioprotesista e quindi ha diritto legale di trattare i pazienti con rimedi protesici (anche se stranamente nel suo curriculum non risulta dove avrebbe conseguito il titolo e quando, ma immagino lo sia). Non credo abbia invece il diritto morale di cercare di nascondere il più possibile da anni (sempre con minor successo peraltro) i vantaggi di terapie alternative a lui ben note funzionanti molto meglio di quel che offre lui per poter vendere apparecchi acustici e pallette per acufeni. Ma quella è altra storia (vedete se volete qui..  https://idropenews.com/2016/10/14/bugiesmentite/ )

Un altro genio che ha inventato un metodo cura tutto (credo con qualche tecnica da pranoterapeta) è un certo Mario Salerno, che ha messo su un gruppo facebook intitolato Cervicale Basta!!! https://www.facebook.com/groups/1454491601483258/ dove sotiene che ad ogni vertebra corrispondono determinati disturbi. Ed ha 1600 iscritti mica 10.. Per un giorno sono stato iscritto anche io…(visto che il genio della medicina abusiva manco legge i messaggi e aveva evidentemente non letto il mio inviatogli in privato in tono piuttosto imperativo dove lo invitavo a esporre la sua teoria e convincere i miei pazienti che le vertebre causano acufeni, ipoacusia e vertigini, oltre a centinaia di altri disturbi e malattie varie). Ma ovviamente la mia iscrizione è durata solo un giorno perché ne ho approfittato subito per pubblicare ( o tentare di farlo visto che non è stato inserito) questo post che vi giorno anche qui… e che molto simile potrebbe essere inviato a qualunque di questi non medici ai quale qualche disperato ( o forse molti) crede pure.

Anzi quando attaccai Formia ci fu una violenta risposta da parte di moltissimi sostenitori… e non perchè le sue cure funzionino, sono sicuro che moltissimi manco lo conoscevano come pazienti, ma perché ormai molti sono solo in guerra con i medici e osannano al contrario l’uomo comune che si autoproclama leader dei pazienti o peggio loro salvatore inventandosi una cura laddove i medici (ma ripeto io no!) fallirebbero… o non farebbero nulla.

Ma ecco il post pubblicato sul gruppo di Mario Salerno, che non potete leggere li, ma che rendo disponibile integralmente qui… con tanto di immagine della prima parte..
Prendetene spunto se volete per mandare messaggi simili ai molti abusivi circolanti.. che in realtà però danneggiano poco il settore, poiché se arrivate a rivolgervi a gente di questo tipo (a parte del Bo, che almeno la TRT la sa fare davvero anche se imbroglia e molto sulla sua vera efficacia e che ormai comunque si dedica anche ad altre terapie..) siete già poco salvabili… e colpevoli anche voi stessi della truffa subita…


Salve, sig. Mario Salerno. Le ho scritto un messaggio giorni fa che evidentemente non ha ancora letto e sarebbe opportuno che lo facesse. Sono il Dott. La Torre Medico Otorinolaringoiatra piuttosto conosciuto nel settore della terapia dei acufeni, vertigini ecc.. e anche piuttosto conosciuto e odiato da molti per la mia seconda attività che è quella di tentare (impresa non sempre facile lo ammetto) di svegliare i pazienti contro ciarlatani, truffatori e false terapie nel mio specifico settore. Lungi da me il darle del ciarlatano, qualora ovviamente lei desse risposta alle mie domande e prima che lei lo faccia. Però essendo certo del fatto che scrive una marea di… “fantasiose modifiche della realtà” (volevo scrivere altro ma rende ilconcetto ed è meno volgare) mi vedo costretto a farle queste domande che ovviamente le saranno ripetute da altri se avesse l’infelice idea di cancellare il mio post, non approvarlo se moderato, o eliminarmi dal gruppo prima di rispondermi)

1. Io come le ho scritto in privato mi trovo un po’ in difficoltà con lei perché noi medici (quelli veri anche se molti valgono come medici meno di chi non lo è) siamo obbligati a denunciare l’esercizio abusivo della professione medica, reato penale secondo art.362 del codice penale (n tale senso deve intendersi sia l’attività diagnostica sia l’attività propriamente terapeutica), al nostro ordine dei medici, cosa che trovo abbastanza ridicola visto che la pena prevista non è certo molto limitante per chi voglia fregarsene. So certo che lo già lo sa a ha già deciso di fregarsene, ma preferisco ricordarglielo per allontanare la tentazione di cancellare questo post o non rispondere.

2. Nei suoi scritti evince una stretta correlazione specifica tra singole vertebre e specifici disturbi. Può spiegare pubblicamente su quali basi di anatomia e fisiologia umana, si baserebbero le sue affermazioni? In che modo una vertebra cervicale può generare un acufene (segnale biolettrico lungo la via acustica), o una vertigine, o ipoacusia (per non parlare di tutti gli altri disturbi, visto che a leggere sembrerebbe che tutto deriva dalla cervicale)? Ovviamente io so benissimo già che non è assolutamente vero né possibile ma per onestà di confronto le lascio la possibilità di spiegarlo anche ai suoi lettori.

3. Può aiutarmi a comprendere inoltre come se tutto deriva dalla cervicale io non facendo alcuna cura su questa, abbia da anni (basta andare sul gruppo dei miei pazienti https://www.facebook.com/groups/idropeorecchio per sentirlo raccontare da loro e leggere i sondaggi e cii troverà anche questo post per sicurezza.. ) circa il 90% di benefici sull’acufene e il 100% di pazienti che riportano benefici sulle vertigini solo per citare qualche dato.

4. Si fa pagare per le sue prestazioni? Posso conoscere come dovrebbe essere suo dovere dietro richiesta che onorario chiede per l’applicazione terapeutica del suo “metodo”? Posso essere reso partecipe (pubblicamente) del suo metodo di cura e in che modo potrebbe alleviare (restando solo nel mio campo di competenza) acufeni, vertigini o far recuperare l’udito? E’ possibile? Sarebbe disposto a informare pubblicamente i miei pazienti di che risultati ottiene e come?

Certo (se è intelligente ovviamente da capire che è meglio farlo che far sparire il post) di una sua collaborazione nel rispondere puntualmente alle mie domande, attendo fiducioso ..e curioso.

Dott. Andrea La Torre


Schermata 2017-10-05 alle 19.15.57

Lascia un commento

Archiviato in Generale

La cura già c’è? No, grazie, preferiamo non crederci. E che non si sappia che c’è.

Pubblico un articolo inviatomi da Francesca Gabriele, Mauro Esperto e Irina Larionova, mia pazienti nonché preziosi collaboratori come moderatori del gruppo per la ricerca e informazione per idrope e disturbi associati da me fondato nel 2016. (www.facebook.com/groups/idropeorecchio). L’articolo è corredato di alcune schermate di esempio, solo una minima parte delle numerose pagine che ne sono scaturite.




RESOCONTO DEL TENTATIVO DI COLLABORAZIONE CON L’ASSOCIAZIONE “ACUFENI UNITI” E CON IL RELATIVO GRUPPO FACEBOOK ASSOCIATO

In data 1 ottobre 2017 in seguito all’accordo preso tra il dott. La Torre e il Presidente nonché fondatore dell’Associazione Acufeni Uniti Giuseppe Marchetti  in cui egli stesso ha acconsentito a permettere ai pazienti trattati con terapia anti idrope di testimoniare nel loro gruppo facebook, sono state riportate una serie di testimonianze sull’esito positivo di tale terapia. Numerosi pazienti hanno chiesto l’iscrizione al gruppo Acufene#UNITI – Tinnitus United per condividere la propria esperienza con altri affetti dagli stessi sintomi. Il risultato sono stati una serie di post in cui veniva testimoniata l’efficacia della terapia anti idrope e la risoluzione dei sintomi nella stragrande maggioranza dei casi. Tutto ciò al fine di divulgare la possibilità di una cura a coloro che ancora ne fossero all’oscuro.

 Schermata 2017-10-05 alle 08.36.25.png

Schermata 2017-10-05 alle 08.36.36.png

Schermata 2017-10-05 alle 08.36.51.png 

I toni della conversazione sono stati fin da subito pacati ed educati allo scopo di diffondere la possibilità di intraprendere un percorso terapeutico e di infondere speranza in quanti ancora soffrono di acufeni ed altri disturbi correlati da idrope. Come prevedibile le testimonianze apportate hanno suscitato la curiosità di alcuni componenti del gruppo che hanno avanzato richieste di informazioni sulla cura stessa … purtroppo altri hanno insinuato sospetti sulla veridicità delle testimonianze utilizzando toni polemici ed offensivi, da parte di quelli che sembrano volere tutto tranne che davvero una cura e che purtroppo si trovano ovunque agguerriti contro ogni medico, soprattutto se di successo, richiedendo l’intervento del Sig. Giuseppe Marchetti  a moderare i commenti.

Schermata 2017-10-05 alle 08.37.25.png

Gli attacchi da parte dei membri del gruppo Acufeni Uniti invece, nonostante la raccomandazione, sono continuati molteplici e ingiustificati a fronte del racconto di semplici esperienze di risultati positivi ottenuti con la terapia. Il tutto è continuato fino all’intervento del Presidente dell’AMMI (associazione dei menierici) Nadia Gaggioli. La Sig.ra Gaggioli in seguito alla richiesta di eliminare i numerosi post presenti nello stesso gruppo facebook  dell’associazione AMMI, Malattia di Meniere, (tutt’ora nel 2017 presenti e visibili a tutti e anche recenti a dispetto di quanto da lei affermato, così come evidenti pubblicità ad altri medici, non certo La Torre, con tanto di nome del medico), in cui erano presenti palesi insulti alla persona del dott. La Torre, ha reagito… minacciando denuncia per diffamazione definendo tale richiesta come critica da un gruppo all’altro. Dall’intervento della Gaggioli (alla quale sono concessi come si legge, “poteri speciali” in un gruppo non suo, per ignoti motivi) in poi i toni sono drasticamente cambiati e, nel giro di 24 ore, sono state eliminate tutte le testimonianze positive dei pazienti pubblicate nel gruppo e lasciati solo i commenti di critica e offese alla persona del dr La Torre volti a screditare lui come professionista e la validità della terapia.

Schermata 2017-10-05 alle 08.38.10.png

Schermata 2017-10-05 alle 08.38.23.png

Schermata 2017-10-05 alle 08.38.44.png

Schermata 2017-10-05 alle 08.38.54.png

Tutto mostra un evidente intento di deviare volutamente i pazienti da una terapia esistente! E lascia anche sospettare che chi veramente è “capo non ufficiale” del gruppo e dell’Associazione relativa non sia il suo amministratore e fondatore Giuseppe Marchetti, bensì la stessa Nadia Gaggioli, che da vent’anni in pratica sembra portare avanti lo stesso tipo di “politica” inviando  pazienti solo a medici e centri collegati alla sua Associazione (ma la collaborazione del Dott. La Torre non è mai richiesta né accettata!, sebbene, stando a quanto il Dott. La Torre ci ha riferito, fosse stato offerto di assistere gratuitamente i membri dell’allora giovane associazione) e tenendoli palesemente distanti, con critiche e offese anche feroci, da una terapia già disponibile da anni e funzionante.

La principale scusa “formale”  per far sparire rapidamente tutte le testimonianze positive dei pazienti curati dal Dott. La Torre sarebbe stata quella di che i pazienti soddisfatti avrebbero voluto pubblicizzare (rendere pubblica?) l’efficacia della terapia in contrasto con il regolamento del gruppo che vieterebbe di nominare medici e di parlarne sia in positivo che in negativo, ma i fatti hanno ampiamente dimostrato il contrario,  e la mala fede con un preciso scopo di evitare il diffondersi dell’informazione positiva, avendo riscontrato vari post promozionali riferiti anche ad altri medici ed avendo, gli amministratori stessi, eliminato solo i commenti positivi lasciando pubblicate le polemiche e le offese con tanto di nome e riferimenti dettagliati alla terapia in questione!

A conclusione di tale tentativo di collaborazione, “apparentemente” voluto dal paziente  e fondatore Giuseppe Marchetti ma “apparentemente” ostacolato dalla Sig. Gaggioli, è intervenuta l’altra amministratrice del gruppo dott.ssa Paola Perin biologa ricercatrice che ha dato disposizione di bloccare i nuovi post a ennesima riprova della volontà di nascondere l’esistenza di una cura e di una politica contro i pazienti e la salvaguardia della loro salute!! Tutte le iscrizioni dei pazienti del Dott. La Torre già dopo il primo giorno sono state inoltre bloccate per impedire loro di comunicare.

Schermata 2017-10-05 alle 08.39.06.png
Schermata 2017-10-05 alle 09.05.58.png

Ecco la deludente conclusione di un tentativo di collaborazione e di apertura con Associazioni che dicono di battersi per la ricerca di una cura. Ecco il risultato di accordi presi con il Presidente Giuseppe Marchetti, persona affetta da acufene ed ipoacusia che millanta di battersi per la ricerca e il bene di quanti soffrono e che poi rifiuta, dietro l’apparente divieto di qualcuno più in alto di lui, e palesemente “rispettato”, la Gaggioli, che si diffondano i risultati della terapia che peraltro ad oggi è l’unica esistente ed efficace per questo tipo di sintomi!! Il tutto facendo inoltre leva su singoli individui carichi di odio che sembrano ormai preferire non credere più a nessuno piuttosto che accettare l’ipotesi di una cura, e che saranno sempre di più se questo è l’atteggiamento delle Associazioni che in teoria nascono per loro stessi. A triste dimostrazione di quanto interessi di ben altra natura (verosimilmente economici e di potere) vengano anteposti al benessere dei pazienti, risultando più conveniente occultare l’esistenza di una cura!

Francesca Gabriele www.facebook.com/francesca.gabriele.334

Mauro Esperto www.facebook.com/mauroesperto
Irina Larionova www.facebook.com/irina.larionova.96


Se volete anche conoscere i presupposti di questa vicenda e approfondire vi consiglio di leggere anche la chat integrale tra me nel Giuseppe Marchett, presidente del’Associazione Acufeni Uniti, avvenuta il giorno prima l’ingresso dei miei pazienti nel gruppo citato. Nella chat, il sig. Marchetti ammette di sapere benissimo che la mia è l’unica cura valida, difende (seppur sotto mia insistente pressione) il diritto dei pazientialla verità, sostiene in modo evidente e comparandomi ad altri che, secondo lui  io sono l’unico medico onesto del  settore, cita perfino la paura di medici di muoversi per non scontentarne altri,  e già allora mostra palesemente soggezione (quasi devozione) nei confronti della Nadia Gaggioli. Una evidente anteprima di quel che poi è successo nei fatti. Una lettura lunga ma che consiglio a integrazione di questo articolo  preparato dai miei moderatori che riassume benissimo la gravità della situazione.

Chat integrale tra Dott. La Torre e il presidente dell’Associazione Acufeni Uniti

5 commenti

Archiviato in Generale

Chat integrale tra me Dott. La Torre e il presidente dell’Associazione Acufeni Uniti, Sig. Giuseppe Marchetti

Riporto integralmente la conversazione avvenuta oggi sabato 30 settembre 2017 in whatsapp in risposta alla mia richiesta di
1. Permettere ai miei pazienti di testimoniare i risultati sul loro gruppo facebook
2. Sganciarsi e non patrocinare più chi cerca di nasconderli.

Dopo numerose conversazioni e aver solo ricevuto risposta che non aveva tempo (con mie repliche a trovarlo vista l’importanza) il mio ex paziente Giuseppe Marchetti divenuto presidente fondatore di una associazione. Mi ha risposto su whatsapp adirato ed ecco la conversazione integrale che da li è scaturita,

Pubblico questo con il suo iniziale consenso, poi negato come vedrete, per portare a conoscenza di tutti quali retroscena ci siano dietro le Associazioni teoricamente a tutela dei pazienti e quanto queste non debbano essere appoggiate o sostenute, ma anzi combattute, in quanto l’interesse del paziente già oggi curabile, non è il loro interesse primario, e viene dopo quello personale, ma ovviamente ognuno è libero di interpretare la conversazione come meglio crede. Mi scuso per i numerosi errori di battitura ma preferisco lasciare il testo integrale senza alcuna correzione.


AGGIORNAMENTO 2 ottobre 2017: Esito? Il giorno dopo autorizzati da lui i miei pazienti hanno iniziato a portare le loro testimonianze nel loro gruppo facebook. E non si è parlato che di quello e della mia terapia perché tantissimi  come se si fosse aperta la breccia nel muro di Berlino hanno voluto dire la loro raccontando agli altri pazienti i loro successi. E dopo solo 24 ore TUTTI I POST DEI MIEI PAZIENTI SONO STATI ELIMINATI. MAFIA! Ma era esattamente quel che volevo. Adesso sanno tutti che è in atto un vero complotto di stampo mafioso con intrallazzi vari per deviare i pazienti da una cura esistente. Complotto che coinvolge reti  tra associazioni, in primis la AMMI la associazione dai menierici presieduta dalla sig.ra Nadia Gaggioli, che è uno dei gran burattinai e che è intervenuta con i suoi personali commenti esortando a non intromettersi in altri gruppi.  Buona lettura. 

Schermata 2017-10-02 alle 08.04.16.png

 




[14:21, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Saluti Dr. La Torre!
A Sua discrezione.

Io renderò pubblico la mia terapia, il suo esito, e comunque il mio personale pensiero che comunque a qualcuno puo’ sicuramente aiutare!

Vediamoci dove vuole, di persona anche meglio!
[14:21, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Repe loco quanto voglio!
[14:21, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Replico
[14:22, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non e’ di cero Lei mio Padre per dirmi cosa devo fare!
[14:22, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Mi banni pure!
[14:22, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma pensa te…
[14:22, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Tanto, avremo modo di vederci di persona, poi ne riparleremo!
[14:23, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Si ricordi!
[14:23, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Buona serata!
[14:23, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Mi vuole far arrabbiare?!??
Cioè che scriva ciò che non sento?
[14:23, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: NON RIUSCIRA’ MAI!
[14:24, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Pubblichi!
[14:24, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Pubblichi tutto!
[14:24, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Anche io sto facendo foto di tutti i ns discorsi!
[14:24, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io non voglio perdere energie ulteriori per il Male Infame, tranne ciò che a mio modo di vedere (MIO NON SUO), può un domani aiutare!
[14:25, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Pubblichi!
[14:25, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Pubblichi tutti!
[14:25, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: I mei pazienti soddisfatti possona pubblicare sul vostro gruppo i risultati positivi della terapia?
[14:25, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Fate ciò che volete!
[14:25, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io non limito mai. Essuno a differenza Sua!
[14:26, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Possono iscriversi al gruppo e rendere pubblici i risultati?
[14:26, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Basta avere sempre toni rispettosi e condividere a
Propria esperienza.
[14:26, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Che mi chiedano l’ingresso…
[14:26, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Quindi possono?
[14:26, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Il Gruppo è Chiuso, ma basta che chiedano di essere accettati.
[14:26, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Vige il buon senso…
[14:27, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: E poi vengono accettati e possono riportare i risultati positivi?
[14:27, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Già sarebbe molto
[14:27, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Come posso io sapere che anno avuto benefici dal Dr. La Torre se non lo condividono.
[14:27, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Dovere di condivisione!
[14:27, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: MAI RIFIUTARO NESSUNO!
[14:27, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: A differenza Sua!
[14:27, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Se lo ricordi!
[14:27, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Quindi possono, giusto? Non sarenno cacciati o i loro post bannati?
[14:27, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Bannati?
[14:27, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Da chi?
[14:28, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Basta che siano onesti
[14:28, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: E come stabilisce se sono onesti?
[14:28, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ch condividano la loro esperienza.
[14:28, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Il rispetto
[14:28, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: con quale criterio si decide se la loro testimonianza è onesta?
[14:28, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Quello sì essere educati
[14:28, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non come Lei si è comportato con me
[14:28, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Stimo dicendo che i miei pazienti sono maleducati?
[14:28, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Può bastare?
[14:28, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: No!
[14:29, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Lei oggi mi ha forzato
[14:29, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non io!
[14:29, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io sempre costruttivo, Lei attacca.
[14:29, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io voglio capire, lei fa pressioni!
[14:29, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: No.. anche sul gruppo dell’AMMI i pazienti menierici o con vertigini possono pubblicare liberamente a quanto ne sai..? Ci stiamo dando del tu.. è da cafoni passare al lei solo perchè si litiga..
[14:30, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Il gruppo dell’AMMI , vostra alleata, permette la pubblicazione di risultati positivi da parte dei miei pazienti?
[14:30, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Perché odio chi si impone!
[14:30, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io non sono moderatore della AMMI
[14:30, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Chiedere a loro
[14:30, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: ok.. però siete alleati no?
[14:30, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: vi patrocinate, no?
[14:30, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Patrocinio Ammi dato dal Prof. Pizzala!
[14:31, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ricercatore Universita di Pavia
[14:31, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Mio direttivo
[14:31, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Quindi?
[14:31, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Dato dall’associazione ACUFENI UNITI di cui sei il presidente..
[14:31, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Certo, dopo ns consulto.
[14:31, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non si può?
[14:31, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Vietato dalla legge?
[14:31, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: La legge e’ solo il Dr. La Torre
[14:32, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Direi di no
[14:32, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Libero arbitrio.
[14:32, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Sempre stando nel massimo rispetto.
[14:32, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Invece…
[14:32, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Si attacca…
[14:32, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Ripeto la domanda, scusandomi pure per i toni duri, a quanto ne sai personalmente la Gaggioli e l’AMMI consentono ai pazienti soddisfatti curati con la mia cura di puublicare i riusltati positivi con la mia cura?
[14:32, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: A me non piace!
[14:32, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Ok. mi sono scusato, posso avere la risposta?
[14:32, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non lo so.
[14:32, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: L’AMMI concede libertà di espressione ai miei pazienti?
[14:32, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io leggo nel Gruppo della Ammi
[14:33, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Provate a chiedere l’ingresso.
[14:33, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io nel mio Gruppo, voglio condividere le esperienze vere di tutti.
[14:33, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Come ho sempre fatto io
[14:34, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Fattelo riportare dai tuoi moderatori cosa ho sempre scritto io!
[14:34, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Da anni.. ogni mio paziente è buttato fuori e i suoi post bannati.
Sei disposto per personali rapporti a intercedere con la Gaggioli e con l’AMMI affinchè accettino le testimonianze dei pazienti?
[14:34, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Diglielo di riportarti le mie esperienze!
[14:34, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Posso avere una risposta?
[14:34, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Con la Gaggioli devo chiedere
[14:35, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non sono io nel direttivo Ammi
[14:35, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: E se rifiutasse, se confermasse che non vogliono che siano rese note le testimonianze positive dei pazienti, voi manterreste rapporti con loro comunque anche se nascondono la verità?
[14:35, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Tu vuoi che io mi metta contro
[14:35, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non vuoi tirarmi dalla tua
[14:36, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Nel buon senso dei ragionamenti.
[14:36, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Di solito chi ha le palle, prende posizione… di fronte a una ingiustizia…
[14:36, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Reputi una ingiustizia e un danno ai pazienti he la AMMI cerchi di nascondere o banni o elimini le tstimonianze positive dei pazienti curati con la mia terapia? Lo reputi moralmente accettabile?
[14:36, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Sei troppo dentro nella questione, che non ti accorgi di quanto ti autolesioni da solo.
[14:37, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Cerca di tirarti le persone dalla tua parte, senza fare guerre ma pace!
[14:37, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Invece si continua a perdere energie con le guerre…
[14:37, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Posos avere la risposta? E’ corretto e moralmente accettabile che una associazione per i menierici nasconda gli esisto favorevoli di una terapia per la Meniere?
[14:37, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Assurdo!
[14:38, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Considereresti persona squisita chi lo facesse? O pulita una associazione che facesse questo?
[14:38, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Bisogna sentire tutte le campane oer dare sentenze come mi chiedi tu ora.
[14:38, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Ho lo considereresti un fatto grave, nascondere la verità?
[14:38, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Sentendo tutte le campane.
[14:38, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non di certo una o l’altra
[14:39, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Tutte!
[14:39, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Chiederò alla Gaggioli
[14:39, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Bisogna sentire le campane? Sto ragionando a ipotesi. SE è vero che la Gaggioli censura tutte le testimonianze positive (SE E’ VERO, non devi crdermi per rispondere) sarebbe molto grave?
[14:39, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: E capiro’ meglio la questione.
[14:39, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non sono ad un interrogatorio.
[14:39, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Mi sento attaccato
[14:39, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Scusami ma è così!
[14:40, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: No, nessun attacco, stiamo ragionando.. Puoi perfavore risponere a una domanda molto semplice? Sarebbe moralmente giusto se lo facessero. SI o NO?
[14:40, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Tu aiuteresti Medici che hanno voglia di studiare l’acufene (L’acufene)
[14:40, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ne ho diversi
[14:40, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Nascondere la verità ai pazienti è moralmente giusto SI o NO?
[14:40, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Che potrebbe ti accettare collaborazione.
[14:40, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Accetti
[14:40, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Anche a Bg
[14:40, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Accetti!?!??
[14:40, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: SI o NO
[14:41, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Ma certo li aiuterei molto volentieri, dalla mia posizione di uno che cura il 80-90% lo farei molto volentieri.
[14:41, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Sì O NO
[14:41, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Ho risposto
[14:41, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Allora prepara le valigie!
[14:41, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: ma non a bergamo… non vivo in Italia… basta skype e altro per parlarsi.
[14:41, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: A Bg ne ho un paio da presentarti
[14:41, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Aspetto la tua risposta…
[14:41, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Vedremo.
[14:41, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: La mia risposta è legata la
Rispetto.
[14:41, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Se c’è rispetto, non vedo
Il problema.
[14:41, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Moralmente giusto nascondere la verità ai pazienti censurando e buttando fuori chiunque parli bene e spingendo a parlar male della mia terapia?
[14:42, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Io ho risposto.. tu no.. Mi rispondi per favore…?
[14:42, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Probabilmente non c’è più rispetto tra Voi, come s evince dalle tue registrazioni.
[14:42, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Quindi ognuno fa a guerra agli altri.
[14:42, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Moralmente giusto o cosa molto grave nascondere la verità, magari anche solo per fatti personali?
[14:42, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Giusto che tu parli male della Gaggioli?
[14:42, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non lo so…
[14:42, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Per Te si
[14:42, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Posso avere una risposta alla domanda?
[14:43, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: La verità è sempre giusta!
[14:43, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Moralmente giusto che l’AMMI e la Gaggioli nascondano la verità e tengano lontani i pazienti dalla mia cura impedendo anche che i pazienti possano testimoniare?
[14:43, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Voglio una risposta, se possibile
[14:43, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Se fosse vero, come tu sostieni, pensi che sia sbagliato!
[14:44, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: hai detto che se vero, sarebbe sbagliato?
[14:44, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Messa come tu la metti, penserei di sì.

Ma la situazione va analizzata per i motivi che portano a tali situazioni.
[14:44, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Solo sbagliato ma libera facoltà della Gaggioli e dell’Associazione Malati Meniere insieme, o un fatto molto grave che può danneggiar ei pazienti o la ricerca?
[14:45, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non mi piace l’interrogatorio!
[14:45, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Ci sono motivi giustificabili che potrebbero portare a nascondere la verità sulle posisbilità di cura?
[14:45, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non mi piace questa Chat!
[14:45, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Non è un interrogatorio
[14:45, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Dove vuoi arrivare?
[14:45, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Cosa vuoi da me?
[14:45, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: stiamo cercando di arrivare a un punto… se mi rispondi
[14:45, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Voglio arrivare a questo…
[14:45, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Il punto è che rispetto Te e la Gaggioli.

Solo che la Gaggioli non mi a mai attaccato come Te!
[14:46, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Mi ha sempre rispettato
[14:46, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Tu oggi no!
[14:46, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: NON VA BENE!
[14:46, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Mi batte il cuore, mi sta prendendo male questa Chat!
[14:46, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: se moralmente assurdo e se nulla potebbe mai giustificare nemmeno antipatia personale che si nasconda la verità ai pazienti, e se fosse vero che loro lo fanno, tu resteresti in rapporti da alleanza e patrocinio con questa associazione?
SI o NO?
[14:46, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Peccato non essere presenti di persona.., sono certo che i toni sarebbero diversi!
[14:47, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: NON VOGLIO PIÙ AVERE DOMANDE!
[14:47, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: L’obiettivo sono i pazienti e la ricerca, non me e te, e poi ti spiegherò come questo sia anche di aiuto a te… se mi lasci spiegare.. e relativo agli acufeni…
[14:47, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: ti prego di continuare..stimao andando molto bene invece… che lo so che sei uno di cuore…
[14:48, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: SEi troppo “Forte”, sto subendo il
Discorso!

NON MI PIACE!
[14:48, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: e sto cercando di far leva su quello… Ti prego di continuare nell’interesse dei pazienti ..
[14:48, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: I toni NON MI PIACCIONO
[14:48, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: mi sento attaccato.
[14:48, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: 🙄 No sono solo uno abituato aparlare.. e non sto cecando di plagiarti ma solo di farti ragionare per sillogismo ovvero logica
[14:49, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Non ti ho mai attaccato così poco come ora
[14:49, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Scusa ma sei troppo “Forte”, mi dai da pensare…
[14:49, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: 😁 ci metto pure lo smile… ma ti prego continua a seguirmo e rispondimi
[14:49, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non sei il Dr La Torre che conosco di persona
[14:49, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Conoscevo il vs non buon rapporto con la Ammi, ma mai avrei per dato odio tra le parti
[14:49, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: se loro fossero non onesti e tu ne avessi le prove e censurassero le testimonianze positive per far credere che non esiste una cura… tu li appoggeresti ancora?
[14:50, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io mi sono fidato della Ammi
[14:50, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: ti Prego Giuseppe, anche per tua figlia, che un giorno magari potrebbe avere la Meniere, rispondi
[14:50, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io mi sono operato fidandomi della Ammi
[14:50, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ho conosciuto Nadia e Mauro
[14:50, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Contro il mio parere se ricordi bene… Gaggioli e Tronti… ok…
[14:50, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Mi sono operato con la Sorella di Mauro a Telese
[14:50, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: E che risultati hai ottenuto?
[14:51, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Mal di testa sparito
[14:51, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Occlusione di testa sparita
[14:51, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ipoacusia migliorata
[14:51, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Acufene nulla
[14:51, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Come dichiarano anche loro ai convegni
[14:51, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Tutto alla Luce del sole (per i miei occhi)
[14:52, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Ok… bene.., ti assicuro che mi fai anche pena ora e mi scuso dei toni duri… ma ripeto e devo ripetere la domanda…
[14:52, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: La risposta è scontata
[14:52, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: se loro fossero (non mi credere ora, .. c’è un SE) una ssociazione sporca che pilota i pazienti e per questo loro censurassereo le testimonianze su una terapia che funziona… tu li appoggeresti?
[14:52, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: dammela questa risposta scontata, per favore
[14:53, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io appoggio chi migliora
[14:53, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io comunque migliorato!
[14:53, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ora peggiorato
[14:53, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Sono certo che le mie giugulari si sono richiuse.
[14:53, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Tu li appoggeresti se loro censurassereo volontariamente le testimonianze positive?
[14:53, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma non esiste ancora uno stent per il venoso…
[14:53, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: tu parli di te, io della ricerca e di milioni di pazienti…
[14:53, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Devo capire perché censurano.
[14:54, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ora visto come hai fatto con me, a te quando ti si chiude la vena, spari a 1000!
[14:54, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: esiste un perchè censurare le testimonianze positive? Esiste un solo possibile motivo pe farlo?
[14:54, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non si può!
[14:54, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Respira…, non puoi vivere così, incazzato col mondo!
[14:54, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Esiste un fine che giustifica il mezzo di nascondere la verità?
[14:55, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Se per ora non ai alleati, qualcosa ci sarà che non va bene….
[14:55, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Ne ho tantissimi… sono i pazienti…
[14:55, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Mi permetto dalla mia bassezza, che sei troppo “forte”, eclissi gli altri!
[14:55, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Invece..
[14:55, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Potresti essere davvero il riferimento di tutti gli ORL!
[14:55, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Cazzo!
[14:55, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Rispondi.. esiste un fine giusto per giustificare il censurare e non far sapere la verità sulle possibilità di cura?
[14:56, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Nessun fine è giusto se malsano!
[14:56, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma la verità dove sta?
[14:56, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Tu hai la tua…
[14:56, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Esiste un qualunque motivo che potrebbe moralmente giustificare che è proibito postare a favore della mia terapia sul gruppo dell’AMMI?
[14:56, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Penso che gli altri abbiano la loro…
[14:56, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: aspetta… lascia stare la verità
[14:56, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Pota’
[14:56, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: (Bergamasco)
[14:56, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: sei d’accordo che nesusn fine sie agiustificato.. benissimo
[14:57, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Quindi.. se adesso io chiedessi ai pazienti di farlo sistematicamante e e ti mandassi anche a te copia del post che hanno pubblicato e se poi loro censurassero nonostante secondo te sia una cosa grave non giustiicata da alcun fine, gli crederesti ancora e gli toglieresti il supporto?
[14:58, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: (Che vuol dire che ti sei operato con la sorella di Tronti) – ne parliamo dopo
[14:58, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma penso che ormai tra di Voi ci sia solo guerra!
[14:59, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Si, ma tu non mi stai rispondendo
[14:59, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Nell’assurdo dell’ “umanamente”, capisco che Tu e loro non possiate più condividere nulla…
[14:59, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Questo è quello che penso
[14:59, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Ma cosa c’entro io…. parliamo di pazienti esseri umani che vogliono raccontare in un gruppo e associazione per menierici i loro successi con una terapia…
[14:59, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Tramite FB?
[14:59, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Un social…
[14:59, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: e tu hai detto che sarebbe grave e non giustificato da nessun motivo il fatto che vengano nascosti
[15:00, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ch epotrebbe comunque tutto essere deviato…
[15:00, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: si, un social… o magari anche andando a convegni
[15:00, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Parlano i dati scientifici.
[15:00, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: deviato in che modo scusa.. ?
[15:00, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Come mi ha insegnato la Prof. Perin
[15:00, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Profili?
[15:00, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Tutti veri?
[15:00, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: ovvero se centinaia di pazienti scrivono che stanno bene non contano perchè contano i dati scientifici?
[15:00, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Onestà dei tuoi mediatori che ti riportano cene fantomatiche di associazioni?
[15:00, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma daiiii
[15:00, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Mi stai accusando di faslsificare centinaia e centianai di profili?
[15:01, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Mai!
[15:01, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Dico che Feb è uno strumento
[15:01, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Mi stai accusando che i miei dati sono fals e che i profili dei pazienti sono falsi…?
[15:01, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma la verità sta nella presenza!
[15:01, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: mai!
[15:01, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: FB
[15:01, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non i tuoi pazienti!
[15:01, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non mettermi in bocca in stile avvocati a Los Angeles parole che non dico!
[15:02, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: scusa se il sig. tizio Caio scrivesse sul tuo gruppo o sul gruppo dell’AMMI i risultati ottenuti con la mia terapia, sarebbe falso?
[15:02, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: No!
[15:02, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non posso però garantirlo
[15:02, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Chi lo garantisce, il garante?
[15:02, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: E se falso chi lo avrebbe creato ?
[15:02, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Io?
[15:03, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: I tuoi mediatori che dicono che noi facciamo cene di ssociazioe?
[15:03, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma daiiii
[15:03, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: E poi, se è nel gruppo, perché non è venuto a DNA a sentire quello che diciamo?
[15:03, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Cene aperte sempre a tutt!
[15:04, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Invece…, dicono cose non vere
[15:04, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Va bhe’
[15:04, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Non rispondere alle domande con domande… e comunque quei pazienti non possono essere falsi.. ho fatture e documentazione di conversazioni e consulenze… quindi IO potrei fare profili falsi ma non certo i miei moderatori
[15:04, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: La verità…
[15:04, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Quindi o sono tutti veri o solo io posso falsificarli, ma anche farmi pagamenti da solo, fatture false… ma cambiamo argomento
[15:04, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Vedi vedi….
[15:05, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ti arrabbi
[15:05, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Sei troppo dentro nella questione
[15:05, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ti fai del male da solo
[15:05, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Non sono arrabiato.. si sono troppo dentro la questione.. moltissimo. Ne ho fatto la mia ragione di vita. Perchè invece di quelli che sputano contro me scrivono di spaccarmi la faccia ecc sul sito della AMMI non si sopetta che possano essere falsi?
[15:06, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: A me ha rovinat AL MIA VITA!
[15:06, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Pensa te!
[15:06, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Che bella differenza!
[15:06, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Faresti a cambio?
[15:06, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io si!
[15:06, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Rispondi per favore?
[15:06, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Vuoi la mia coclea Sx?
[15:06, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Te la regalo, così forse capirai tante cose…
[15:06, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Capirai perché uno si sbatte così!
[15:07, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Altro che domande e risposte
[15:07, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: No… voglio risposte alle domande perchè poi passeremo agli acufeni
[15:07, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: e ti spiegherò come si muove la tua ricerca strutturata…
[15:07, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non rispondo perché stimo Nadia.
[15:07, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: domanda finale sull’AMMI…
[15:07, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ho paura che tu ora possa ricattarmi
[15:07, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Stai “forzando”
Troppo è da me ottieni l’opposto!
[15:08, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: E’ menomale cha ha stima di me… Scrivo maiuscolo…
[15:08, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Cosa c’entra!
[15:08, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Da come ti muovi ora non li Piaci per nulla!
[15:08, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ripeto, non sei il Dr. La Torre che ho conosciuto!
[15:08, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Vedila come vuoi..
[15:09, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: La stima La si conquista e al si perde!
[15:09, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: SE IO POTESSI PROVARE CHE I MIEI PAZIENTI SONO RIFIUTATI E BANNATI E CENSURATI E POTESSI PROVARE E CHE SONO TUTTI VERI, MAGARI CON TANTO DI FIRME E COPIA DEL DOCUMENTO TU MANTERRESTI RAPPORTI CON L’AMMI? SAPENDO CHE NASCONDENDO UNA TERPAIA DANNEGGIA MILIONI DI PAZIENTI? SI O NO?
[15:09, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: SI O NO?
[15:09, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Prima di tutto, sempre
Per rispetto, parlerei con Nadia
[15:10, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Vorrei vedere i suoi occhi!
[15:10, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non solo carte!
[15:10, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Anche i tuoi mi piacerebbe riincrociare!
[15:10, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: OK, MA TI HO DETTO .. PROVATO… SI O NO?
[15:10, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Vi metterò davanti entrambi ai miei occhi
[15:10, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Questo farei
[15:10, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: E lo farei davvero
[15:10, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Perché qualcuno, rischierebbe.
[15:11, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Siete due opposti, ma la verità è una
[15:11, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma non posso darla a uno o all’altro
[15:11, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma dovrei capirci bene.
[15:11, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Ok. Credo che tu abbia risposto a sufficienza… E si.. se organizzerai un incontro lo accetterei… ma in diretta live stream davanti tutti… o con la televisione presente.. o in aua piena di pazienti… sei disposto a farlo?
[15:12, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io te e Lei
[15:12, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Mi basta questo a me
[15:12, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non ho bisogno di odierna
[15:12, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Odiens
[15:12, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Poi verrà tutto da solo
[15:12, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non cerco nulla io
[15:12, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: NO:::: troppo sporco.. davanti a tutti… che la verità sia a galla e davanti a tutti… solo così accetterei
[15:12, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non sono nessuno io
[15:12, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Solo abilitare la ricerca
[15:13, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Un incontro mediatico, organizzato da me….
[15:13, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma daiii
[15:13, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Allora lo facciamo questo confronto con la Gaggioli te, me e tutti i pazienti.. ?
[15:13, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Ma come non volevi metterci a confronto?
[15:13, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io non rispondo per Nadia
[15:13, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Devo chiedere
[15:13, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Ma tu saresti disposto?
[15:14, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: E se emergesse che la verità che come dici tu è una .. è la mia… coome ti comporteresti nei loro confronti, manterresti il tuo appoggio?
[15:14, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io verrei, ma per capire quali che tu mi hai riportato.
[15:14, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Se davanti a te, vere persone testimoniassereo e accussasero la AMMI dei mali fattinin 20 anni, poi crederesti?
[15:15, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Pensa che tu ci lavori con l’acufene.., io ci lotto.
[15:15, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma tu non pensi mai che tanti ti sparerebbero contro?!?
[15:15, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: A te sta a cuore la salute di quelli con vertigini magari non con acufeni ma con vertigini?
[15:15, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non peccare di onesta’ e onnnipotenza…
[15:16, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Ti sta a cuore… la salute di chi ha altri disturbi ma non il tuo?
[15:16, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Pota, mi sta. Cuore
[15:16, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Cosa c’entra!
[15:17, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: La mia missione (MIA) ora è per l’acufene, Mio e di molto Male Infame.
[15:17, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Tu ci lavori, permettimi che un po’ di Businnes tu lo vuoi fare…. no?
[15:17, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Altrimenti lavorrrresti a gratis per tutti!
[15:18, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Spirito di Volontariato
[15:18, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Mettendoci anche soldi..
[15:18, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Come faccio io
[15:19, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: faccio business chiedendo ai apzieni 150 euro per assistenza a vita e 75 a chi non può pagare?
[15:20, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: No!
[15:20, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: quanto hai pagato tu per il tuo intervento alle giugulari?
[15:20, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Sei il Più onesto in assoluto!
[15:20, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Lo so!
[15:20, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: grazie
[15:20, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Danesi a Bg 250€
[15:20, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: A botta
[15:20, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: 300€ il Colletti
[15:20, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: quanto hai pagato tu per il tuo intervento consigliato dall’AMMI?
[15:20, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Vuoi vedere le fatture?
[15:20, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Gandolfi
[15:20, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: mi dici quanto hai pagato?
[15:21, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: 0€
[15:21, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: In SSN
[15:21, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: A Benevento
[15:21, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: In ricetta rossa!
[15:21, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: ha ok… ma in casa di cura convenzionata giusto?
[15:21, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Vuoi vedere?
[15:21, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Si
[15:21, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma io speso 0€
[15:21, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Quindi?
[15:21, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Cosa stiamo parlando…
[15:21, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: e loro quanto hanno preso dallo stato con soldi dei contribuenti… per il tuo intervento?
[15:21, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io paziente ha speso ZERO!
[15:22, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io pago le tasse! Io merito SSN
[15:22, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: A gratis!
[15:22, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Come così è andata!
[15:22, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Vuoi le foto?
[15:22, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Hai scelto tu dove o ti è stato consigliato dall’AMMI o dalla Gaggioli o da Tronti dove andare..?
[15:22, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Sincero
[15:23, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Intervento PTA in Mombardia non lo fanno, a Genova 5000€ privato
[15:23, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Ti hanno consigliato loro dove andare?
[15:23, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: A Benevento tramite loro a Gratis!
[15:23, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Certo!
[15:23, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Avrei pagato a Genova da un privato 5000€
[15:23, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: No… gratis per te, ma qualcuno ha preso soldi da quell’intervento
[15:24, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Tra l’altro un medico di Mil o che opera a Genova perch ein lombardia Maroni vieta!
[15:24, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io pago e tasse!
[15:24, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Il SSN è unmio diritto!
[15:24, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Giusto?
[15:24, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Giusto?
[15:24, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io risiedo in Italia ancora oggi!
[15:24, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Anche gli altri cittadini che non devono pagare il tuo intervento se non indicato… la struttura il medico sono stati pagati per il tuo intervento consigliato dall’AMMI e in quella struttura consigliata dall’AMMI…
[15:25, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Quindi essendo residente Italiano mi spetta di diritto!
[15:25, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Pago le tasse!
[15:25, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: questo potrebbe essere un motivo per censurare le testimonianze dei pazienti di chi prende 150 euro a vita e non deve fare nessun intervento?
[15:25, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Merito questo!
[15:25, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: non la senti la puzza dei soldi?
[15:25, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non cambiamo discorso!
[15:26, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Andiamo avanti sulla gratuita dell’ intevento visto che L ho fatto io!
[15:26, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Quindi?
[15:26, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: ok… e ora con passaggio semplice da questo passiamo all’acufene
[15:26, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Vietato dalla legge?
[15:26, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Sono malfattori?
[15:26, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Sono una setta?
[15:26, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Sono infami?
[15:26, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: A mio modo di vedere per come è andata a me NO!
[15:26, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ok?
[15:26, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Sbaglio?
[15:27, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Oppure ai in altra sentenza da mettermi in bocca?
[15:27, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Non lo so… dimmelo ti.. se qualcuno nascondesse l’esistenza di terapie efficaci che a loro non procurano vantaggio per pilotare i pazienti verso spefici medici e specifiche strutture che da qualche parte prendono soli, sono malfattori o infami o no?
[15:27, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non sono io!
[15:27, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Passiamo all’acufene.
[15:27, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: ( No, è la Gaggioli e company, infatti che lo fanno)
[15:27, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Passiamo all’acufene
[15:28, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: E per come è andata con me lmaouto di Nadia e Mauro sono un po’ scettico, tranne solo per una lotta incancrenita da anni!
[15:28, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Passiamo alla sorella di Tronti invece
[15:28, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: da esperto che si interessa alla materia, tu sai qual’è la terapia più diffusa per l’cufene in Italia?
[15:28, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Che era li’ con me a Telese per farsi la PTA
[15:28, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Migliorata!
[15:28, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: E che sento anche oggi!
[15:28, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Cosa mi volevi dire?
[15:28, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Bene.. sono contentissimo per lei…
[15:28, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: passiamo all’acufene…?
[15:28, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Quindi?
[15:29, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Cosa avevi da dirmi?
[15:29, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Dimmi
[15:29, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Aspetto
[15:29, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Poi parliamo di acufene
[15:29, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Avanti!
[15:29, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Niente avevo frainteso sulla sorella di Tronti… pensavo ti avesse personalmente accompagnato… scusa.. malinteso
[15:29, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: acufeni?
[15:29, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Era lì me!
[15:29, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: qual’è la terapia più diffusa?
[15:29, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Quindi attenzione a dire e non dire…
[15:29, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Attenzione!
[15:29, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: oh.. ho detto ok…
[15:30, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Avanti con l’acufene
[15:30, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: qual’è la terapia più diffusa?
[15:30, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Terapia?
[15:30, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: si
[15:30, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma quale terapia!
[15:30, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non c’è nulla di ufficiale
[15:30, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: quella che la maggior parte dei medici e centri spingono attualmente
[15:31, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: chi si occupa di acufeni ovviamente.. Non è forse la TRT con acquisto di generatori di rumore (miscelatori)?
[15:31, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io sono riuscito a costituire un centro Multidisciplinare alle Liniche Palazzolo di Bg!
[15:31, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Patrocinate dalla Asl
[15:31, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Posso avere la mia risposta?
[15:31, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Di Bg
[15:31, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma non anno ciò che serve fare..
[15:31, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: senza cambiare argomento?
[15:31, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: E’ la TRT la terapia più consigliata?
[15:31, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Oggi ho proprio parato con D Restivo
[15:31, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Dr
[15:32, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: da del Bo, Attanasio, Teggi.. ecc ecc…?
[15:32, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: pupi rispondermi per favore?
[15:32, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ha parlato (Lui) di Idrope
[15:32, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Senza che io dicessi nulla
[15:32, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: puoi rispondermi … te lo chiedo per favore?
[15:32, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: sulla TRT?
[15:32, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma ha paura del Danesi a bg
[15:32, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma la TRT non serve
[15:32, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Aiuta
[15:32, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma non risolve
[15:33, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Non ho chiesto se serve ma se è la più spinta dagli addetti del settore?
[15:33, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Infiltrazioni intratimpabiche ad alcuni fanno beneficio
[15:33, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Diuretici
[15:33, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Cortisonici
[15:33, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Giuseppe… puoi evitare che debba ripetere le stesse cose più volte?
[15:33, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Questo fanno ancora negli ospedali
[15:33, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma cosa?
[15:34, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: A me dei dottori non importa, perché nessuno lo risolve l’acufene allo stato attuale
[15:34, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: puoi rispondere… quelli che si spaccciano per esperti di acufeni (esempio Del Bo, Teggi, Attanasio) cosa spingono?
[15:34, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Bisogna fare ricerca
[15:34, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Il resto mi avanza
[15:34, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: NON RISOLVE NESSUNO DI LORO
[15:34, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Come presidente di una ssociazione acufeni non pupi no sapere cosa spingono gli alti medici no? Quindi lo sai o no?
[15:35, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io non spingo nessuno!
[15:35, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Facciamo che lo sai… Sai quanto rende allerasi con aziende di protesi acustiche al medico che consiglia la TRT?
[15:35, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Informati dai tuoi moderatori!
[15:35, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io spingo per la Ricercaaaaaaa
[15:35, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: RICERCAA
[15:36, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Altro che dottori!
[15:36, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Chi risolve l’acufene?
[15:36, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Dimmelo tu!
[15:36, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Sai che in media chi prescrive protesi o generatori riceve circa il 30% sottobanco come consulenza (fatturata) di quel che il paziente paga?
[15:36, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io non smezzo con nessuno!
[15:36, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: La vuoi capire!
[15:36, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Forse ti sembrerà strano…
[15:36, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Io.. ho l’80% e oltre die pazienti che si dichiarano soddisfatti e stanno bene… e sono un dottore come dici tu
[15:36, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma io sono davvero così!
[15:37, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Ma chi ti dice nulla…
[15:37, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Allora?
[15:37, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Di cosa stiamo parlando?
[15:37, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Di te o della Ricerca?
[15:37, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Convieni con me che serve studiare ancora l’acufene?
[15:37, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Sì o NO?
[15:39, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: La ricerca per ora sono io… ma questo è alro punto…Tu sai che ci sono interessi economici grandi dietro gli acufeni o ti giunge nuova?

Si, per quella minoranza che non ha già una cura.. bisogna fare altra ricerca che poi nessuno metterebbe in pratica se non ci sno soldi che tornano a questa ricerca, ma questo non giustifica che allora per questo si impedisca a chi può già essere curato di venie a conoscenza che una cura già esiste e poterne approfittare ora
[15:39, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ok, quindi RICERCA!
Quello che sto cercando io!
Siamo sulla stessa linea!
[15:39, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Sei d’accordo SI o NO?
[15:39, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ricerca strutturata per l’acufene!
[15:39, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: No… nemmeno un po’ sulla stessa linea… Io voglio ce quella gente che può già essere curata ora lo sia..
[15:39, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Acufene UNITI!
[15:39, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Cosa vuol dire ricerca strutturata?
[15:39, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Solo UNITI di può battere ogni acufene!
[15:40, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Fondi statali
[15:40, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Sacrificando per batterli tutti quelli che già possono essere curati?
[15:40, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Bandi per Università
[15:40, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Posso farti una domanda diretta?
[15:40, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Certo
[15:40, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Tu credi ai miei risultati, può se tu non ne hai avuti, credi a i pazienti che dicono che stanno bene ?
[15:41, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Giacomo è uno di loro!
[15:41, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Si
[15:41, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Sta meglio
[15:42, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Quindi se dico che ho benefici (non guarigione) ma benefici spesso cdefiniti dai pazienti come grandi notevoli benefici sugli acufeni con la mia attuale terapia, tu ci credi? (anche se tu non ne hai avuti personalemnte, ma infatti non curo tutti)?
[15:42, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: O mento io e i pazienti?
[15:42, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io penso che se tu davvero lo volessi, dei dr. (Mosche bianche), nel tempo avresti trovato nel tuo cammino, aiutando molto di più tutti.

Invece, cavolo, spari a zero..
[15:42, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Tu non menti!
[15:43, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma non vuoi trovare i quadrifogli!
[15:43, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: C’è ne sono in un campo!
[15:43, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Sere avere voglia di trovarli
[15:43, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Quindi è vero.. Bene. Grazie
[15:43, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Da solo, non cambierai il mondo!
[15:43, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma uniti si!
[15:44, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Conosci altre terapia che al momento possano raggiungere lo stesso riusltati in termini sia individuali che statistici come numero di pazienti trattati? Ritieni che avere così tanti successi se non totali su un numero così elevato di apzienti considerato il punto di partenza che l’acufene sarebbe tata la tomba dell’otorino sia già un grosso traguardo?
[15:44, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Vuoi sapere cosa mi frena di te?
[15:44, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Posso?
[15:44, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: No.. non ora
[15:45, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: rispondimi ti prego.. ti supplico
[15:45, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: ci sono altre terapie che funzionano oggi oltre la mia su larga scala?
[15:45, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non conosco terapie strutturate come la tua
[15:45, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: La tua abbraccia la patologia a 360 gradi dalla mia ignoranza in materia
[15:45, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Ovvero confermi che al momento l’uncia terapia che possa (quando può dare dei risultati) sia la mia?
[15:45, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Sei L’unico che a un approccio così…
[15:46, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: ok.. lo considero un si…
[15:46, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma Skype ti frena!
[15:46, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ti fa diffidare.
[15:46, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: La persona conta ancora tanto
[15:46, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: La presenza conta
[15:46, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: E lascia stare che skype è arrivato nel 2009 e facevo terapia dal 2000.. non camboare discorso…
[15:46, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Gli occhi contano
[15:46, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Questo è il discorso
[15:46, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non tralasciarlo
[15:47, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Tanto ti consicsono come il Dr Skype
[15:47, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Tanti
[15:47, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Invece tu sei di più di tale appellativo
[15:47, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Mettici la faccia
[15:47, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Come faccio io dai clienti
[15:48, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non è un problema di soldi per una visita, ma di credibilità
[15:48, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: quindi se tu sai che la mia terapia è l’unica e se tu credi che funziona così tanto seppur non per tutti… e se sai che sono onesto, che non rubo, che non faccio solo business, che mi sento molto dentro la questione, ecc ecc, ritieni che debba essere diffuso il più possibile e che mi si debba fare più pubblicità possibile (non a me ma alla ia cura) da parte di chi sa?
[15:48, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: SI O NO?
[15:48, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: La gente ah paura del Dr. Skype
[15:48, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: rispondi alla domanda perfavore
[15:48, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: poi parleremo anche di skype pormetto
[15:48, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ecco la mia paura
[15:48, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: e ti dimostrerò che sbagli anche su questo ma rispondi alla domanda…
[15:48, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: T sei risposto da solo
[15:48, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Incuti paura
[15:48, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: bisgnoa promuovere quel che faccio visti i risultati?
[15:49, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Incuti dubbi di businnes
[15:49, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Che la passione sia dettata dal businnes
[15:49, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: La passione non è businnes
[15:49, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: È passione
[15:49, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: BISOGNA SPINGERE E FAR CONOSCERE QUEL CHE SI PUò GIà FARE VISTI I I RISULTATI GIA’ DISPONIBILI?
[15:49, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Uno c mette anche soldi per passion
[15:49, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: RISPONDI PER FAVORE?
[15:49, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Businnes?
[15:49, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ho paura!
[15:49, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ho paura
[15:50, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Deve essere nota il più possibile una terapia che da così tanti benefici?
[15:50, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: (riconosciuto da te che ammetti che ci credi)
[15:50, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Mi Sono chiuso a riccio ormai dalla tua categoria!
[15:50, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non mi fido più di nessuno!
[15:50, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Rispondi per favore?
[15:50, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ho torto?
[15:50, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Rispondi tu
[15:50, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Poi io!
[15:50, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: deve essere nota e diffusa?
[15:51, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ho torto?
[15:51, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non salvare la tua categoria!
[15:51, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: una terapia così efficace seppur non per tutti in quanto unica terapia possibile per tua ammissione al momento
[15:51, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Vero
[15:51, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Come dico sempre
[15:51, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Dve essere reso noto ai pzienti che per molti di loro una cura già c’è?
[15:51, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma io come faccio a testimoniare che funziona?
[15:51, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Mento agli altri?
[15:52, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Non lo devi fare tu… lo fanno gli altri
[15:52, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Che a me non a funzionato…
[15:52, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non me la sento!
[15:52, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Tu sei UNO…
[15:52, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Allora io sto sul mio
[15:52, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non infango
[15:52, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non spingo
[15:52, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non mi sento di fare altro
[15:52, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Chi mi viene gli dico
[15:52, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Spesso anticipo io
[15:53, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma poi… alla domanda ” a te ha migliorato l’acufene?”
[15:53, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io mi sento male…
[15:53, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Pota…
[15:54, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: non te la senti di fare cosa di .. appoggiare ufficialmente una terapia che per tua stessa ammissione è l’unica efficace , per la quale tu credi vere le testimonianze, che sai che è tutto vero (lo hai detto tu) che può già aiutare tanti già ora, solo perchè tu devi distrarre affinchè si faccia ricerca per trovare la terapia per te, e per non ammettere che ti sei alleato con gente senza scrupoli?
[15:54, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Rispondi a questo e abbiamo finito…
[15:54, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Mettiti nei miei panni, da Acufenizzato rimasto tale…
[15:54, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Facile da dirsi a parole scritte
[15:54, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: VIVILE! I
[15:54, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: e quindi per il tuo insuccesso trascini nel baratro tutti gli altri che potrebbero star bene?
[15:54, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Vivi il mio acufene
[15:55, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Baratro?
[15:55, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Se non funziona, non pagano…
[15:55, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ok?
[15:55, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Faresti tale ipotesi?
[15:55, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: A gratis fino a buon esito
[15:55, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Si.,,, ma quanto devono pagare se poi funziona? Ma in certo senso già è così…
[15:55, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ti fideresti tu dei pazienti?
[15:56, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io se funzionasse a colpo sicuro, 1000€ o 0€
[15:56, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Ma alla Gaggioli avevo proposto questo… che dici tu anzi non dovevano pagare comunque… Ha rifiutato.
[15:56, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma ti fidi dei pazienti?
[15:56, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: E chi 1000 euro non li ha che facciamo non lo curiamo?
[15:57, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Guadagenrei molto di più se facessi come dic tu.. 🙂
[15:57, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Perché tu potresti poi usare come studi e poi farci super buddinnes
[15:57, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Questa per me sarebbe un timore
[15:57, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Gestendo la terapia come esclusiva poi
[15:57, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Potresti poi chiedere 100.000€ a botta se funzionasse
[15:57, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: No?!??
[15:57, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non potresti?
[15:57, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Sei a conoscenza che i pazienti pagano contributi volontari di solidarietà ormai da due anni per aiutare altri pazienti che non hanno soldi a far la terapia mantenendo costi bassi per tutti e facendo pagare meno chi non ha soldi?
[15:58, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Tu sei il più onesto
[15:58, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Ma non è meglio invece chiedergli di pagare poco anche se funziona?
[15:58, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma non dirmi che è la tua passione!
[15:58, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Cosa non è la mia passione?
[15:58, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Tu fai del lavoro con idrope (giustamente)
[15:58, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma non è passione!
[15:58, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: È lavoro!
[15:59, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Questa è la paura di tutti noi, scottati dalla tua categoria
[15:59, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Fai la lotta ai tuoi colleghi non agli Acufenizzati
[15:59, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Certo… è lavoro. che faccio con passione. a te pagano per il tuo lavoro?
[15:59, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Imponiti con loro, come hai fatto con me
[15:59, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Certo
[15:59, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma la mia passione per la lotta agli acufeni, la faccio A gratis
[16:00, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Differenza tra me e te
[16:00, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Giustamente
[16:00, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io passione, tu lavoro
[16:00, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Tu sei scottato da i medici.., Sei arrabbiato con loro. Hai perso fiducia in loro? Sei convinto che non vogliano e non possono fare nulla?
[16:00, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io sono convinto che i ricercatori posso fare qualcosa
[16:00, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: I ricercatori sono medici?
[16:01, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: L’acufene ristagna nel cervello, non nella colclea
[16:01, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: La coclea è il detonante
[16:01, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Poi si crea il Loop
[16:01, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Da stupido elettricista mi iene da pensare a questo
[16:01, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Sai che i non medici per legge non possono fare cure… ? Se anche la tua ricrca facesse emergere qualcosa.. chi poi dovrebbe applicarla questa cura?
[16:01, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Avvallato da ricerche americAne
[16:01, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: stai cambiando discorso..
[16:02, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: No
[16:02, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: ma direi che hai detto abbastanza…
[16:02, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Sempre stesso discorso
[16:02, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ho detto quello che penso senza metterti al muro
[16:02, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Senza fare quello che tu hai fatto con me.
[16:02, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma va bene così!
[16:02, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Abbiamo discusso
[16:02, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Va bene così
[16:03, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Forse hai capito che io lo faccio davvero per passione!
[16:03, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Forse.
[16:03, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Perlomeno lo spero
[16:03, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ti rinnovo l’invito a collaborare con Dr (mosche bianche) che conosco
[16:04, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Mi autorizzi a pubblicare integralmente questa chat (questa in diretta) in un articolo del mio blog appositamente creato, senza fare alcun commento in modo che la gente si a conoscenza in trasparenza del dialogo tra un medico che asserisce di curare vertigini e acufeni e il presidente di una associazione finalizzata alla ricerca denominata ACUFENI UNITI?
[16:04, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non capisco questo tua voglia di mettere tutto ai posteri
[16:04, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non mi sete dimostrare nulla a nessuno a me
[16:04, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Invece tu forse si…
[16:05, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Il dubbio mi rimane…
[16:05, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Chi soffre ora e leggerà non sono posteri… sono gente che sta male ora…
[16:05, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Me lo consenti questo…
[16:05, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: No?
[16:05, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: E che potrebbe essere curata ora. Mi autorizzi?
[16:05, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non ne vedo il sano motivo
[16:05, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Spiegamelo
[16:05, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: È una condivisione tranne e te
[16:05, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Tra me e te
[16:06, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Te lo ho spiegato sono per la trasparenza assoluta.
[16:06, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: La gente deve sapere tutto.
[16:06, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: La trasparenza la sappiamo noi!
[16:06, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non usare questo come pubblicità
[16:06, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: loro sono i titolari del diritto a una cura.
[16:06, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Il discorso era nostro
[16:06, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non per tutti
[16:06, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Io sono il titolare della mia vita
[16:06, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Non si fanno discorsi nostri sulla pelle degli altri. E poi ma di cosa to dovresti vergognare. Hai espresso il tuo pensiero, no?
[16:07, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non voglio metterla in mano a nessuno di FB
[16:07, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Di null!
[16:07, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma sono cose mie
[16:07, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: No, non FB, un blog con 300 lettori al giorno
[16:07, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non amo queste cose
[16:08, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non ne trovo un giusto motivo
[16:08, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Sei stato intervistato in quanto presidente di una associazione.
[16:08, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Hai dato risposte di interesse collettivo che devono essere rese pubbliche
[16:08, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Intervistato?
[16:08, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Mi fai leggere dove hai posto questa nota?
[16:08, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Vedi che c’era lo sgambetto…
[16:09, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Doe la pubblicherò intendi. ma certo.. avrai l’indirizzo dell’articolo.
[16:09, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: e anzi se vuoi puoi anche diffonderlo nel tuo gruppo.
[16:09, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Parli di Terzi nelle interviste
[16:09, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non sei corretto.
[16:09, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Nessuno sgambetto. dall’inizio come sempre, l’interse dei pazienti prima del mio o del tuo.
[16:09, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Chi sono i terzi?
[16:09, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non nomini solo me
[16:10, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Dovevi restare solo su donne allora…
[16:10, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Ma certo.. nomino tanta gente… e che è vietato nominare?
[16:10, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Donne?
[16:10, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Volevi farmi arrabbiare per poi arrivare qui…
[16:10, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ringrazio i miei per avermi sempre insegnato la correttezza
[16:11, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Di essere sempre comunque sincero
[16:11, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Perche questa cosa non è bella cosa.
[16:11, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Ma no, figurati se uno che fa le cose senza passione solo per lavoro potrebbe passare il sabato per ore a chattare solo per farti arrabiare.
[16:11, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Certo certo
[16:11, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Mettila sull’ironico
[16:12, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ti ho detto che più fai così, più “forzi” con me ottieni l’opposto.

NON TI DO’ IL CONSENSO!
[16:13, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Solo perché non sei stai sincero con me, quello che invece sono stato io!

[16:14, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Ora ti saluto, direi che ti ho rubato anche troppo tempo. Mi dispiace che non vuoi darmi una autorizzazione formale alla pubblicazione di tutto (me la avevi già data in realtà nella chat precedente…(pubblica ciò che vuoi) , ma preferivo avere il tuo appoggio. Si ammetto che ho usato lamia abilità dialettica per farti dire o non dire quel che era importante sapere.

E non ti do’ il consenso finale… spiegherò molto di quanta pulizia ci sia in questo settore e di chi ci si può fidare e di chi no.

Eravamo al che farai pubblicare tutto ai miei pazienti senza censure sul tuo gruppo no.. bene .. manderanno presto a loro iscrizione e testimonianza… Perchè pare che entrambi amiamo la sincerità.

Ti saluto, scusa del tempo rubato e buona serata.
[16:15, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ora gioco in difensiva, visto come ti sei comportato, nonostante tutta la Chat sia comunque onesta e sincera, senza nessuna banalità o stupidaggine scritta, il modo di chiuderla fa proprio schifo!
[16:16, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Pensare di essere bravo a scrivere ti eleva a sentenze.

Peccato che la tua capacità sia limitata a fare guerre…
[16:16, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Saresti un grande condottiero…
[16:16, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Peccato…
[16:18, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Mi spiace molto, forse stasera mi è caduto un mito…, ma comunque il mio parlare sara sempre uguale anche a fonte di questo…
[16:18, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Perché non potrei dire ciò che non penso.
[16:18, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Dimenticavo…. chiedo scusa… su skype ci sono sondaggi che dicono quanto la gente sia contenta… e approvi in pieno… e sulla mia persona anche quasi tutti dicono ambiziooso o misisionario ma quasi nessuno polemico con i medici o interessato ai soldi, quindi deve essere il tuo destino sei in minoranza anche in questo… Buona serata
[16:19, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma io penso sempre uguale
[16:19, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non cambierò
[16:19, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non mi compra e non mi vende nessuno
[16:19, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Perché motivi?
[16:19, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non ne hai bisogno!
[16:19, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Bastava partire subito col
Piede giusto
[16:19, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Non sarebbe cambiato nulla
[16:20, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Solo questione di principio
[16:20, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Ma probabilmente a te non importa.
[16:20, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Importa solo il lavoro, non la passione!
[16:20, 30/9/2017] Dott. Andrea La Torre: Io no dirò nulla contro di te… mi limiterò a rendere pubblico cosa pensi come presidente di una associazione, sarà la gente a farsi la sua libera opinione, magari anzi si metteranno pure contro di me… chi lo sa… ma non posso sottrarmi a ciò che per me è più caro.. il diritto dei pazienti di conoscere la vertià
[16:20, 30/9/2017] Giuseppe Marchetti: Buonanotte

8 commenti

Archiviato in Generale

I rischi del sostegno psicologico tra pazienti in alternativa alla ricerca di una cura

Perché io sono così contrario al “supporto” dei pazienti e al “sostegno” psicologico tra pazienti?

Prima di tutto non lo sono in senso assoluto. Lo sono quando questo diventa alternativa alla cura e quando il paziente preferisce chiedere sostegno e inserirsi nel vittimismo collettivo piuttosto che curarsi. E ora vi spiego il perché, dal punto di vista sociale, mini-sociale (familiare o proprio ambiente quotidiano) e individuale.


1. RISCHIO DI ACCETTAZIONE COLLETTIVA 

Dal punto di vista sociale ovvero di tutta la società, contribuisce a mantenere il concetto del non c’è cura perché la lamentela individuale alla ricerca di pietà invece che di soluzioni crea una tendenza al pessimismo. E’ un po’ quello che succede nella società politica quando tutti si lamentano ma ognuno individualmente accetta e non si ribella perché ritiene di non poter individualmente cambiare le cose. Ovvero porta al concetto di accettazione della sofferenza… che va benissimo se uno poi è capace di accettarla davvero ma non certo se poi si sta male.

DAL PUNTO DI VISTA SOCIALE IL RISCHIO E’ IL PESSIMISMO, E L’ACCETTAZIONE COLLETTIVA DELL’INEVITABILE. SE CI PENSATE BENE SAPETE CHE HO RAGIONE


2. RISCHIO DI STRAVOLGIMENTO DEI RAPPORTI PERSONALI

Dal punto di vista microsociale o del proprio ambito familiare, di coppia o affettivo crea alienazione dal rapporto per cui l’amico, quello che mi capisce, perchè sa quanto soffro è il paziente, mentre il non malato (seppur persona che ci ama e al quale stiamo a cuore molto più che a estranei con i quali si hanno rapporti magari solo in chat e mai visti) diventa “l’altro” “l’estraneo”.. “colui che non può capire la mia sofferenza”. E il medico stesso per quanto sia competente è, secondo questo ragionamento, un estraneo al proprio dolore in quanto non sa davvero cosa il paziente prova. Come se un ginecologo dovesse essere per forza donna per poter capire i problemi delle sue pazienti. Immagino che a questo punto chi ragiona così dovrebbe fidarsi solo di uno psichiatra con disturbi psichiatrici per farsi curare da lui. Sorridete pure ma se ci pensate bene ho ragione. Quanti sono felici di sapere che io ho acufeni (insignificanti e non fastidiosi e mai richiedenti di sicuro una cura) o ha avuto attacchi di vertigine, perchè “allora posso capire…”? Tutto questo è assurdo.

DAL PUNTO DI VISTA MICROSOCIALE IL RISCHIO E’ L’ALTERAZIONE DEI RAPPORTI INDIVIDUALI, PER CUI SONO PIU’ VERI AMICI I PAZIENTI NEI QUALI CI SI RICONOSCE CHE I VERI AMICI, O IL PARTNER, O I FAMILIARI. ALLARGATO AL MEDICO CHE DOVREBBE ESSERE UN AMICO UNO DELLA STESSA SQUADRA, QUESTO DIVENTA MENO AMICO DEI “SOFFERENTI” DEI QUALI CI SI FIDA DI PIU’ CHE DEL MEDICO STESSO. SE CI PENSATE BENE SAPETE CHE HO RAGIONE.


3. DIPENDENZA DALLA PIETA’ ALTRUI

Dal punto di vista individuale il paziente che utilizza il sostegno morale dei “co-sofferenti” come principale risorsa terapeutica diventa dipendente in quanto in effetti il sentirsi meno solo, il capire che altri lo capiscono e soffrono, crea dipendenza.. Il paziente diventa bisognoso di malati incurabili e non curati attorno a lui, più che di persone che invece sono felici e stanno bene. Paradossalmente più una cura funziona e tira fuori dalla lista del “malato disperato” singoli individui e più il paziente che si affida alla pietà e commiserazione come suo unico mezzo di cura è costretto a cercarne altri.. sentendo come estraneo colui che oggi non ricorda più quanto stava male. Quante amicizie nella vita reale si rompono perché seppur si fosse insieme sui banchi di scuola uno ha avuto successo e l’altro rimasto al palo? Agli estremi si arriva addirittura al risentimento nei confronti di chi ce l’ha fatta e lo potete vedere in molti gruppi dove si legge solo odio e disperazione e sofferenza ma nulla di costruttivo e dove chi porta una luce nuova viene isolato..invece di essere il benvenuto.
Si crea così una vera e propria dipendenza che porta il paziente a cercare sempre più la commiserazione che non la cura. Al pari della dipendenza dall’alcool o dalle droghe si scopre presto che questi possono alleviare il dolore ovvero funzionano, e si finisce per non poterne più fare a meno. E come un dipendente da alcool o droghe finisce per distruggersi in ogni piano perchè si appiattisce la capacità di combattere o fronteggiare i problemi in favore della soluzione “anestetica” (visto che temporanemente “funziona” nel ridurre la sofferenza”) rappresentata da alcool o droga spesso queste persone diventano “pusillanimi” (piccola anima) ovvero persone sempre più fragili e schiacciabili da tutto e non solo dalla loro “patologia”, tenendo presente che spesso tutto è cominciato proprio a causa di stress capace di battere la resistenza individuale che quindi è già compromessa.

A LIVELLO INDIVIDUALE LA CONSEGUENZA PUO’ ESSERE L’APPIATTIMENTO DELL’INDIVIDUO E LA DIPENDENZA DALLA PIETA’ E COMMISERAZIONE ALTRUI . SE CI PENSATE BENE SAPETE CHE HO RAGIONE.



4. VANTAGGIO SECONDARIO MICRO-SOCIALE

La condizione di “malato” e non siete “malati” ma avete dei disturbi, peraltro porta vantaggi secondari non indifferenti a livello del proprio ambito familiare che non si sarebbero altrimenti ottenuti. Il partner, marito, moglie o chi sta accanto è “costretto” a dare al paziente una maggior attenzione, perdonare di più e concedere quindi quel che non sarebbe concesso altrimenti a un soggetto “sano”. E’ difficile a quel punto dopo anni magari di questi “benefici” derivanti dalla patologia, rinunciarci. E in casi limite, la presunta soluzione alternativa, che non lo è affatto se non del tutto temporaneamente, della solidarietà dei “co-sofferenti” porta a vera e propria resistenza alla cura. E la formula benefici acquisiti grazie alla patologia nel propio ambito affettivo con supporto di pietà di “chi mi può capire” può sembrare la soluzione più facile piuttosto che la faticosa rinuncia al diritto di lamentarsi accettando che esista una cura. Sono a conoscenza di moltissimi casi individuali nei quali con certezza era chiaro che il paziente ha rinunciato alla cura o a proseguirla o ha perfino mentito sui risultati ottenuti in quanto ormai “troppo tardi” per cambiare l’equilibrio di vantaggio secondario creato dalla sua condizione.

A LIVELLO MICRO-SOCIALE LA CONSEGUENZA E’ CHE DIVENTA PIU’ DIFFICILE ACCETTARE LA RINUNCIA AI VANTAGGI SECONDARI ACQUISITI E MAGARI CONSOLIDATI: SE CI PENSATE BENE SAPETE CHE HO RAGIONE.



5. VANTAGGIO SECONDARIO SOCIALE.

Ma una delle cose più pericolose nell’identificare il co-sofferente come l’AMICO DEL QUALE CI SI FIDA PIU’ CHE DEGLI ALTRI E DEI MEDICI è la sempre più frequente tendenza alla autocreazione di leader dei sofferenti (i deboli hanno comunque bisogno di leaders) e questo porta persone altrimenti “perfetti signor nessuno” a cercare il successo personale diventando questi leader.. E allora ecco che ogni 1000 pazienti salta fuori un nuovo gruppo con un nuovo leader che si sente un nuovo messia o profeta in grado di educare le masse… E questi leader sono spesso persone in guerra con la medicina e i medici il cui obiettivo principale, (quando addirittura non hanno trovato il modo di farci i soldi e capita più spesso di quanto non sappiate, alleandosi a medici, scrivendo libri, o perfino offrendo abusivamente cure) è la persistenza del concetto che non c’è cura. Perché se poi ci fosse una cura, e i pazienti smettessero di cercare la compassione degli altri pazienti, loro tornerebbero ad essere “signor nessuno”.
Ovviamente in questi gruppi “volontariamente” vale il “facimm’ ammuina” ovvero facciamo confusione.. Non emerge nessuna vera terapia… ma solo ricerche e ricerche interminabili con il primo convinto che non emergerà nulla è il paziente stesso che ormai spesso non soffre più davvero perchè grazie al suo acufene o alle sue vertigini, lui che sarebbe altrimenti rimasto ai margini della società come uno tra i tanti, è diventato un noto e rispettato leader.

Questo fenomeno avviene in modo evidente, uscendo dalla medicina, nella religione cristiana dove (non in quella cattolica più vincolata a un forte potere centrale) si assiste a un continuo fiorire di nuove congregazioni con nuovi profeti e predicatori (in africa ad esempio è un fenomeno di una portata impressionante) che non dicono assolutamente nulla se non invitare alla accettazione del volere di Dio. In Zimbabwe ho assistito a 5 ore di predica (stavo crepando ma ero stato invitato e non potevo andarmene) allucinante condita da continui “ricordate che siamo Africani, non ci hanno creato per essere ricchi… noi siamo e resteremo sempre poveri, ma la nostra forza non è il denaro ma la fede nel nome di Gesù.. smettetela di desiderare i beni terreni.. o di avere ambizioni”, seguito da richieste di denaro per mantenere la chiesa però e da finti miracoli ( immagino finti… altrimenti andate in Africa a farvi curare). Signori nessuno un po’ più svegli della media, diventati “importanti” grazie alla incapacità di crescita e obiettiva valutazione dei loro fedeli “personali” ai quali insegnano ad … accettare.

A LIVELLO SOCIALE IL BISOGNO DI PIETA’ E COMMISERAZIONE E IL CERCARE AGGREGAZIONE E CONGREGAZIONE TRA SOFFERENTI PORTA ALLA AUTOCREAZIONE DI PAZIENTI-LEADER CHE HANNO TUTTO L’INTERESSE A MANTENERE LO STATO ATTUALE DI DISPERAZIONE SOCIALE O PERDEREBBERO IL LORO RUOLO CHE LI HA TRASFORMATI DA SIGNOR-NESSUNO A LEADER IMPROVVISATI E AUTOCREATI.
SE CI PENSATE BENE SAPETE CHE HO RAGIONE.

Lascia un commento

Archiviato in Generale

Servizio di assistenza preliminare ai pazienti: una nuova iniziativa per rendervi le cose più facili.

Molti di voi, se fate parte del gruppo di supporto da me creato già la conoscono bene. Una mia paziente Francesca Gabriele, moderatrice del gruppo da molti mesi si sta facendo in quattro per aiutare i pazienti a capire come prenotare, come muoversi, superare la sfiducia, capire meglio la terapia, e si è conquistata già per questo il rispetto e spesso perfino l’amicizia di molti di voi.
Dall’altra parte io non riesco a stare appresso a tutto e tutti o fornire informazioni preliminari… Con me si parte dalla consulenza e poi si vede… Inoltre non vivendo in Italia sono contattabile solo via whatsapp o altro via internet per la maggior parte del tempo.
Mi è venuta quindi una idea che ho discusso preventivamente con lei. E se ufficializzassimo il suo ruolo di servizio informazioni e assistenza.. una specie di mio call center diciamo ma non asettico, visto che si tratta pure di una mia paziente cioè una di voi che sa capire sia voi che me..?
Solo che non trovo assolutamente giusto che lei debba continuare a farlo gratuitamente, cosa sulla quale mi sono imposto rifiutando subito il suo immediato accettarlo senza alcun compenso… poiché ritengo che un compenso debba essere comunque dato, visto che aumenterebbe pure l’impegno pubblicando il suo numero sul mio sito.
Io poiché da parte mia già faccio di tutto per ridurre i costi (a proposito per tutto il mese fino al 25 luglio i nuovi che prenotano con tre giorni di anticipo pagano il 20% in meno, 120 euro per consulenza terapia e assistenza a vita illimitata) non riesco a caricarmi spese e quindi ho pensato di ricorrere ancora una volta al sistema dei contributi volontari. che quindi non verrebbero più utilizzati come ora solo per offrire riduzioni sui costi già bassi ai pazienti in difficoltà economica reale ma anche per avere disponibilità per compensare lei per il lavoro svolto che si prevede impegnativo.
Ribadisco che lei lo farebbe anche del tutto gratuitamente, come già alla fine fa da molti mesi, ma non lo trovo assolutamente giusto.
Io la considero una persona così valida e utile da decidere per la prima volta nella mia vita professionale di farmi affiancare da una paziente come …collaboratrice … con i limiti  non essendo un medico (ma con intelligenza pratica superiore a molti medici) che certamente non potete chiederle consigli medici se non quelli relativi alla applicazione delle mie prescrizioni.
Insomma sarebbe un servizio di assistenza e supporto che non sostituisce certamente quello che offro costantemente io ma lo affiancherebbe offrendo peraltro un interlocutore più vicino a voi, nel senso di paziente e non medico.

Se anche voi trovate valida questa iniziativa, utile non solo per i nuovi pazienti ma perfino per quelli in terapia per dubbi, chiarimenti o diffidenze o momenti di scetticismo, devo chiedervi di dare non solo la vostra approvazione con commenti ma anche un piccolo aiuto (non esagerate con l’importo che non serve tanto e non me li devo mettere in tasca io) andando alla pagina www.drlatorre.info/paypal da dove potete fare il pagamento, che come detto viene utilizzato sia per nuovi pazienti in difficoltà, sia per permettere a me come sto spesso facendo di proporre costi sempre più bassi a tutti sia a questo punto per creare un fondo extra per dare dei compensi alla mia (e vostra 🙂 ) “nuova collaboratrice”.

Spero che l’iniziativa sia compresa e gradita e comunico anche qui il numero per un eventuale contatto se necessario.

FRANCESCA GABRIELE
Assistenza preliminare ai pazienti
+39 339 583 1951 (via telefono o via whatsapp)

Lascia un commento

Archiviato in Generale

Tre autocritiche (costruttive) al ruolo esclusivo dell’idrope per acufeni fluttuanti che nessuno mi ha mai fatto…

Se i medici manco  leggono il mio sito  e si disinteressano completamente all’argomento e i pazienti non hanno conoscenze sufficienti per farle loro le critiche ovvio che sono costretto a farmele da solo.

Ci ho pensato molto, negli anni, perché sono anni che mi pongo alcuni dubbi, ma finora ho ritenuto che potesse essere “pericoloso” fare una autocritica che poteva essere fraintesa come debolezza del ragionamento di base che è fondamentalmente corretto e che è alla base della cura che ne deriva e dei sui indiscutibili successi. E non avrebbe avuto poi nessuna utilità pratica. Ora mi sento pronto per farle delle autocritiche al ragionamento di base perché ho trovato il modo di renderle almeno in parte utili dal punto di vista pratico.

Partiamo dalla base: “Ogni acufene con fluttuazioni di intensità tali da essere evidentemente percepibili nel silenzio in condizioni base, assenza di competizione esterna e mascheramento da parte del rumore e a parità di attenzione prestata è sempre almeno in parte dovuto all’idrope e con l’opportuna terapia anti-idrope, trattabile. Se la fluttuazione determina reversibilità totale e quindi fasi di comparsa e scomparsa dell’acufene , quell’acufene è allora dovuto ESCLUSIVAMENTE  all’idrope e questo esclude danni permanenti come possibile causa di acufene.

Esclusivamente? Forse NO…

Con la mia ben nota mania degli esempi pratici, pensate al cambio tra due valute ad esempio tra euro e dollaro e alle sue fluttuazioni. Se non prendete come riferimento un altra valuta non avete nessun modo di saper se la variazione è dovuta a aumento o riduzione del valore dell’uno o dell’altro. E’ il dollaro che cresce o l’euro che cala?.. o magari entrambi? Ma se poi confrontate con altre valute e vedete che una delle due perde o guadagna con tutte le altre mentre l’altra magari non cambia, potete darvi una risposta.
Dire solo.. l’euro scende o cala comparandolo a una sola valuta quindi non tiene conto della variazione dell’altra componente di riferimento della “coppia”.. Questo ragionamento avrebbe senso solo se una delle due valute avesse valore fisso immodificabile. Ad esempio se il dollaro avesse sempre lo stesso valore fisso un eventuale variazione del cambio tra le due potrebbe solo ovviamente essere imputata a maggior o minor valore dell’euro.

Nel mio modello-teoria (che poi tanto teoria non è basandosi su dati certi di anatomia e fisiologia) io tengo sempre conto di un solo valore… l’intensità dell’acufene come espressione di una aumento o riduzione del fenomeno che lo “produce”…

Ma.. e se esistessero anche meccanismi di tipo inibitorio o elementi intermedi tra quella produzione e l’effettiva percezione finale o comunque in grado di agire da cofattori insieme all’idrope stesso?

Tre elementi che certamente potrebbero essere in causa come cofattori in effetti ci sono e forse è il caso che si cominci a tenerne conto sebbene  sia assolutamente confermato che nessuno di loro è il responsabile primario della creazione del segnale bioelettrico che giunto a livello di coscienza definiamo “acufene”.

L’amplificazione cerebrale, la tuba di Eustachio, l’articolazione temporomandibolare.

Attenzione, nessun passo indietro o mea culpa.. Confermo assolutamente che la tuba di Eustachio e le patologie dell’orecchio medio non sono in nessun modo in grado di creare un acufene e ovviamente manco l’articolazione temporomandibolare e che da solo il cervello non si produce acufeni (quanto meno non a livello di corteccia cerebrale,  meccanismi sottostanti a livello delle vie uditive potrebbero in effetti “creare” un acufene fisso ma non ne sappiamo nulla).

In questa mia “autocritica” mi limiterò non solo a mettervi la “pulce nell’orecchio” (magari le pulci mangiano gli acufeni :-)) per stimolare il ragionamento, ma acennerò anche a possibili implicazioni che intendo presto tradurre in pratica ove possibile.

AMPLIFICAZIONE CEREBRALE E MECCANISMI INIBITORI

E se esistessero dei circuiti neuronali in grado di modificare la percezione dell’acufene a parità di meccanismo produzione? E se questi meccanismi inibitori a volte più efficaci e a volte meno fossero in parte responsabili delle fluttuazioni di percezione dell’intensità dell’acufene? E’ possibile che l’efficacia indiscutibile dei neurofarmaci agisca non solo quale ombrello antistress o come riduzione dell’ansia anche su qualche aspetto di tipo inibitorio potenziandolo sebbene non sappiamo quale e dove il sistema avverrebbe questa azione. Quel che non sapete infatti è che con certezza documentata oltre a un flusso di segnali nervosi tra orecchio e cervello esiste anche un flusso contrario molto minore di segnali elettrici tra cervello e orecchio ma nessuno ha mai assolutamente capito a cosa serva. Inoltre ma questo potrebbe comunque agire a livello dell’idrope esiste una innervazione neurovegetativa dell’orecchio che potrebbe determinare variazione della secrezione con un meccanismo complementare a quello dell’ormone antidiuretico a me tanto caro.

Applicazione pratica possibile: Non ci sono test specifici purtroppo per valutare questo aspetto ma potrebbe avere un senso proporre una base di neurofarmaci a dose ridotta priva di qualunque effetto collaterale da mantenere per più tempo come stabilizzatore aumentando la dose del farmaci o dei farmaci (bisognerebbe capire anche quale potrebbe avere questo effetto di tipo inibitorio considerato che io associo più farmaci) al bisogno per gestire al meglio le fluttuazioni senza dovere per forza ricorrere a una terapia costantemente a dosi alte. Ho avuto conferma che questo si può fare senza problemi purché la variazione del farmaco sia proporzionalmente contenuta e mantenuta solo per pochi giorni al massimo, ma devo essere io a prescrivere questo di volta in volta, quindi che a nessuno venga per ora in mente di applicarlo su se stessi.
Potrebbe essere, comunque, se efficace una bella rivoluzione nella terapia con neurofarmaci.

RUOLO DELLA TUBA DI EUSTACHIO E DELL’ORECCHIO MEDIO

Per chi non lo sapesse la tuba di Eustachio è quel condotto in parte fibrocartilagineo e in parte osseo che  mette in comunicazione l’orecchio medio con lo spazio retrostante le cavità nasali, ovvero il rinofaringe.

tuba

Sia ben chiaro: l’acufene deriva solo ed esclusivamente dall’orecchio interno e quindi non da otiti, problemi nasali o disfunzione tubarica.. ma…

Come molti sanno io già propongo da tempo in terapia anche insufflazioni con Otovent che aumentando la pressione dell’orecchio medio la trasmettono attraverso la finestra rotonda (unico punto di confine “debole” non costituito da robusta  parete ossea dell’orecchio interno, ma solo da una piccola membrana mobile, a parte la finestra ovale dove si inserisce la staffa) allo scopo (almeno secondo la mia idea) di “spingere” per quanto sia possibile farlo i liquidi in eccesso verso il loro punto di naturale deflusso e riassorbimento, il sacco endolinfatico.  Sullo stesso principio si basa inoltre anche la possibile efficacia della terapia iperbarica che ai fini dell’orecchio interno altro non fa che dare pressione (non è l’ossigeno ad aiutare ma la pressione)

E l’Otovent spesso fa… ma fa davvero solo quello o magari cura anche una insufficienza tubarica che pur non producendo di sicuro l’acufene potrebbe avere un ruolo?

Immaginate un altro esempio che spesso uso. Molti sanno che a Roma quando piove alcune strade diventano fiumi perché non funzionano i tombini. Ovvio che la causa primaria è la pioggia, ma se i tombini scaricassero adeguatamente il problema sarebbe senz’altro ridotto o richiederebbe un diluvio più intenso per dare in effetti delle conseguenze.

E se una non corretto funzionamento della tuba determinasse una ridotta capacità di scarico della pressione dell’orecchio medio e quindi questo impedisse a sua volta con meccanismo in direzione contraria a quello con cui dovrebbe agire l’Otovent, un adeguato scarico della pressione da parte dell’orecchio interno? In tal caso se così fosse a parità di volume dei liquidi la loro pressione seppur stiamo parlando di quote minime (ma chi lo sa quali quote servono a dare sintomi) potrebbe variare a seconda della capacità di scarico della tuba… E in effetti il sintomo che definiamo “fullness” ovvero il senso di pressione o orecchio chiuso spesso associato ad aumento transitorio dell’acufene, potrebbe derivare dall’orecchio medio (pur se dipendente dall’idrope dell’orecchio interno) piuttosto che non non direttamente dall’orecchio interno dove in effetti fibre nervose sensibili agli effetti pressori non sono mai state riscontrate.

Non sarà quindi il caso di dare maggior importanza alla tuba e alla sua capacità di equalizzazione pressoria rispetto a quanto (anche per combattere chi erroneamente attribuisce a naso tuba e catarro, l’ORIGINE PRIMARIA degli acufeni il che è assurdo)?

Qui i test diagnostici ce li abbiamo eccome e sono alla portata di tutti e possono essere fatti ovunque anche se poi di fatto raramente vengono eseguiti. Mediante l’impedenzometria infatti ma anche da soli anche se in modo meno preciso e meno obiettivo è possibile valutare la capacità della tuba  di smaltire l’eccesso di pressione dato con una manovra di Valsalva ovvero autoinsufflando l’orecchio chiudendosi le narici e spingendo (la cosiddetta manovra di compensazione che si fa durante una immersione o in aereo in fase di atterraggio). Io li facevo regolarmente quando facevo ancora esami ed in effetti riscontravo spesso anomalie monolaterali e spesso proprio dal lato dell’acufene o dell’idrope sintomatico in caso di problemi da un lato solo.

drenaggioE infatti questa cosa la sospetto da tempo  e già molti anni fa mi portò a proporre quale ulteriore ausilio terapeutico l’inserzione di un tubicino di ventilazione (drenaggio) attraverso la membrana del timpano (cosa già proposta da molti altri prima di me in realtà anche per l’idrope e da me “copiata”), una semplice procedura nata in realtà per togliere il catarro dall’orecchio medio e prevenirne la riformazione. Anzi per un certo periodo di tempo questo è stato proposto sistematicamente a quasi tutti i pazienti visto che nella mia “clinica” avevo anche la mia sala operatoria personale e la cosa era facile quindi da attuare. Ma si trattava pur sempre di una procedura chirurgica, con dei costi per il paziente, peraltro e alla fine anche se la procedura stessa offriva perfino il vantaggio di potersi auto-somministrare cortisone nell’orecchio, non verificando vantaggi tali da giustificare la procedura in TUTTI i pazienti l’ho abbandonata.

Non avrebbe alcun senso in effetti proporla sistematicamente a tutti ma perché non farlo con i casi più difficili, con quelli che nonostante tutto continuano ad avere evidenti fluttuazioni, soprattutto se l’auto-esame di screening (che possono fare tutti in un attimo da soli), magari confermato da test di funzionalità tubarica con impedenzometria, rivelasse che in effetti la tuba scarica meno?

Purtroppo qui tra il dire e il fare c’è di mezzo… il dottore.

Io ormai come sapete da anni faccio praticamente solo consulenza via skype e non avrebbe senso cambiare le cose solo per questo credo  8anche considerato che i miei pazienti vengono da tutta Italia (mentre io in Italia non vivo più da anni) e da tutti i continenti, e purtroppo la quantità di disponibilità alla collaborazione della maggior parte miei colleghi specialisti è pari a quella di una zanzara alla quale chiedi per favore di non pungerti.

Mé poiché citando il noto film Pretty Woman (quello stupendo con Richard Gere e Julia Roberts), “Non sono mai gentili con la gente: sono gentili con le carte di credito” e considerato che di per sé la procedura (in anestesia locale) non costa tanto (qualche centinaio di euro al massimo se non sono ladri) e la possono davvero fare in tanti (oh, poi al peggio mi organizzerei io se funzionasse per fare delle sedute in Italia ogni tanto e farne io un po’ in serie a chi ne ha davvero bisogno che alla fine guadagnare non fa schifo manco a me :-), non sarà il caso di vedere se qualche specialista locale fosse disposto a collaborare in tal senso a condizione che lo specialista in questione si limiti a fare il chirurgo e a fare questo buchino nel timpano e inserirvi il tubicino di ventilazione senza dire o proporre  nulla di altro sull’acufene (almeno non prima di aver capito cos’è un acufene 😦 ) ?

Qualche volta la cosa in realtà a qualche paziente la ho già accennata… ma inserirla come procedura di routine nei soli pazienti in cui la terapia non sembra essere sufficientemente efficace a controllare le fluttuazioni (migliorano tutti in realtà ma a volte non basta) o quando siano controindicate altre terapie utili (ad esempio cortisone, uso di neurofarmaci, fleboclisi o la stessa camera iperbarica il cui problema oggi sta in realtà nella distanza magari da dove il paziente vive e nel costo a carico del paziente più che reali controindicazioni mediche) potrebbe qualcosa e forse non poco alla terapia quanto meno in casi selezionati.

Ma il cosiddetto drenaggio transtimpanico (che in realtà nel nostro caso “drenerebbe” solo pressione e non liquidi come quando lo si usa per far uscire il catarro bloccato nell’orecchio) non è peraltro l’unica soluzione… Cosa impedisce a quella tuba di funzionare correttamente pur senza essere completamente bloccata (altrimenti avrei altri problemi come l’inevitabile accumulo di catarro nell’orecchio medio). Ad esempio un muco vischioso e “colloso” che potrebbe rendere più difficile la separazione delle pareti morbide della tuba tra loro e quindi la sua apertura, o un suo rigonfiamento (edema – magari anche questo giustifica l’efficacia del cortisone).. quindi perchè non provare ad aggiungere… attenzione che qui faccio una rivoluzione .. a tutti .. un mucolitico (sciogli-muco) in terapia e vedere che succede.

Mucolitico..per acufeni…? La Torre è impazzito… ? No, purtr0ppo solo continuo con questo brutto vizio di pensare che mi accompagna da molti anni e che da molti anni applico nel mio lavoro. E no, non sono impazzito, se avete seguito il ragionamento fatto finora… Non sarebbe né per l’idrope né per gli acufeni ovviamente, sarebbe per vedere se questo permette alla tuba di aprirsi più facilmente e di smaltire meglio semmai l’eccesso di pressione trasmesso all’orecchio medio dall’idrope dell’orecchio interno, nell’eventualità che a volte magari non sia l’idrope a variare (ovvero il volume di liquido in eccesso, che ovviamente ci deve essere o non avremmo l’acufene) quando varia l’intensità, ma la maggior o minor capacità della tuba di compensarlo.

ATM (articolazione temporo mandibolare) e ACUFENE: davvero nessun rapporto?

Non provate nemmeno per un attimo a pensare che io intenda togliere dal mio video sugli acufeni Totò che dice a chi (immaginariamente) sostiene questo: “Ma mi faccia il piacere“. Eventuali disfunzioni dell’articolazione NON POTRANNO MAI CAUSARE ACUFENI O ESSERE LA PRIMA CAUSA DI ACUFENI ma semmai solo di veri rumori oggettivi percepiti dall’orecchio che non sono acufeni.

Ma se qualcuno sapesse leggere le mie espressioni (maschero bene) potrebbe capire l’enorme imbarazzo che ho quando un paziente, e capita spesso, mi chiede perché allora quando muove la mandibola l’acufene si modifica o compare un nuovo rumore.

Non lo so, questa è la verità, però anche basandomi su esperienza personale (succede in modo evidente anche a me personalmente, posso solo fare tre ipotesi che sono quelle che senza troppa convinzione in realtà, giro al paziente.

1. Aumento della percezione cerebrale come avviane ad esempio facendo qualunque contrazione muscolare anche fuori dalla muscolatura masticatoria? Poco credibile in realtà.

2. Presenza di un ligamento (anzi due, il ligamento anteriore mediale e il ligamento discomalleolare) tra atm e martello, un ossicino dell’orecchio medio, che quindi possa cambiare qualcosa modificando la posizione della staffa e quindi agire in qualche modo sulle pressioni dell’orecchio interno? Complicato da immaginare ma potrebbe avere un senso, o magari generare un altro tipo di rumore meccanico che crediamo acufene. In alternativa potrebbe essere invece una attivazione del muscolo tensore del timpano che potrebbe avere un ruolo, e alcuni già ne parlano, nella regolazione delle pressioni dell’orecchio interno e quindi dell’idrope.

3. Stiramento della capsula articolare? Accettabile per un ronzio come nel mio caso personale ma meno spiegabile per un eventuale fischio. Nel mio caso (e quindi probabilmente non solo nel mio) è anche l’ipotesi più probabile perché inserendo un fonendoscopio nel condotto uditivo si può sentire.

4. Modifica delle apertura tubarica (anatomicamente sono in relazione)? Ci può stare, soprattutto se si accompagna a variazione della fullness (senso di orecchio chiuso) ma non spiegherebbe come l’aumento/modifica dell’acufene senza ritardo o senza latenza si verifichi esattamente con la modifica della posizione della mandibola e scompaia esattamente nel momento in cui si fa tornare la mandibola nella posizione originaria.

Quest’ultima considerazione mi porta a pensare più all’ipotesi meccanica diretta (ipotesi 2 o 3) come responsabile nella maggior parte dei casi.

Cosa si può fare a livello diagnostico?

kinesiografia.jpgIn passato faci studiare dal mio consulente gnatologo oltre 100 pazienti in sequenza con acufeni con la kinesiografia computerizzata mandibolare (vedi figura) che studia la dinamica della occlusione e l’articolazione, non riscontrando MAI (e il dato mi sorprese perché credevo che anche prendendo persone a caso nella popolazione generale ci fossero più casi positivi). Il mio onestissimo e competente consulente, Il Dott. Fabrizio Panti di Roma, che avrebbe avuto tutto l’interesse peraltro a trovare pazienti da mettere in trattamento non ne trovò nemmeno uno all’epoca nel quale fosse giustificabile mettere un bite sulla base delle alterazioni di movimento documentabili con l’esame. E questo indirettamente ci dice già che non dobbiamo ricorrere al bite come terapia che infatti è noto togliere soldi ma non acufene.

Potrebbe essere invece utile, sempre usando l’impedenziometro eseguire quel test di funzionalità tubarica già citato parlando del possibile ruolo della tuba sia con la mandibola in posizione normale sia in progenismo forzato (ovvero con la mandibola portata forzatamente in avanti) nonché a bocca aperta e a bocca chiusa, e valutare anche con una tecnica in realtà non complicata se lo si sa fare  eventuali modifiche dell’impedenza dell’orecchio medio in occasione di movimento mandibolare.

Solo che a differenza delle considerazioni su neurofarmaci e tuba qui qualunque riscontro non avrebbe alcuna applicazione pratica ai fini della terapia, visto che al paziente non credo interessi assolutamente ai fini della cura, togliere il momentaneo transitorio aumento o modifica dell’acufene nel momento in cui fa volutamente un movimento anomalo della mandibola solo allo scopo di verificare l’aumento o meno dell’acufene. A livello puramente scientifico sarebbe interessante e quindi magari perché no, chiederò ai pazienti di farlo se la cosa sarà fattibile e semplice, ma certamente non per questo ricorrerò a un bite o un intervento chirurgico per sezionare quei legamenti o il tendine del tensor timpani (sarebbe prematuro ora quanto meno in assenza di alcuna certezza), anche qualora si riscontrasse una positività di un determinato test.

Ma anche questo apre comunque un possibile futuro livello di ricerca.

CONCLUSIONE

Mentre quindi per il discorso sull’aumento transitorio e volontariamente provocabile dell’acufene per movimento della mandibola possiamo nella pratica fare ben poco, di utilità pratica e applicabile sin da ora è il ragionamento circa l’uso dei neurofarmaci a dosi variabili e sull’eventualità di impiego di mucolitici e se necessario e solo in casi selezionati dell’inserimento del drenaggio.
Se alcuni miei pazienti attuali o pregressi lamentassero nonostante la terapia ancora fluttuazioni eccessive dell’acufene tali da richiedere una cura, contattatemi per valutare anche queste possibilità a livello sia diagnostico che terapeutico

 

 

 

 

4 commenti

Archiviato in Acufeni, Diagnosi, Generale, Idrope e ADH, Terapia

Il concetto culturale e sociale di “malattia” nei pazienti con acufeni e/o vertigini (e non solo…)

Vedo che da parte dei pazienti c’è molto interesse generale nel trovare associazioni con eventi o altro alla ricerca di CAUSE, ovvero di cosa ci possa essere in comune con altri pazienti a spiegare la MALATTIA.

Ma l’errore sta proprio in questo. Non esiste nessuna MALATTIA (manco in chi ha la Meniere conclamata) ma la ricorrenza o persistenza tale da creare fastidio ed essere intollerabile di sintomi o disturbi che nella vita hanno qualche volta avuto praticamente tutti e questo rende impossibile una valutazione di tipo statistico sulle cause.
Vi sfido a trovare persone di età media (e il numero di chi ha avuto almeno una volta qualcosa ovviamente aumenta col passare degli anni) che MAI nella vita abbiano avuto magari solo per qualche minuto un acufene passeggero (idrope) o una vertigine soggettiva con sensazione di disequilibrio passeggera (idrope) o un transitorio senso di pressione all’orecchio o di orecchio chiuso (idrope). Poi cercatemi chi non ha mai avuto nessuna volta nella vita la febbre, il mal di testa, o il mal di pancia, o diarrea momentanea o quel che volete. Dove sta la differenza.. ?

L’idrope non è la malattia e la causa dell’idrope non è la causa della malattia. Semmai la malattia è il fatto che a differenza della media delle persone, nel PAZIENTE AFFETTO DA ACUFENI VERTIGINI ecc, questi disturbi ci sono frequentemente o sempre.. Se così non fosse il “paziente” sarebbe solo uno dei miliardi di esseri umani che almeno qualche volta nella vita hanno avuto questi disturbi…(sono tutti MALATI?)

Quindi semmai quel che bisogna cercare è non che cosa causa l’idrope ma PERCHE’ in quel paziente (o in quei pazienti) rispetto alla media generale i sintomi si presentano costanti o, seppur fluttuanti e ricorrenti, molto più frequenti rispetto alla media generale.
Finora l’unico elemento in comune che sembra collegare tutti o quasi quelli che escono dalla media dei disturbi puramente occasionali sembra essere la predisposizione di tipo ansioso-emotivo, caratteriale, e la suscettibilità allo stress oltre all’importanza specifica che si dà a quel sintomo.

Mi spiego partendo dall’ultima cosa detta. Esiste una marea di uomini che perde i capelli ma se ne frega e altri che cercano disperatamente un trattamento per la calvizie.. Ma nelle donne ovviamente è diverso, poiché nella NOSTRA società moderna, l’uomo pelato può essere comunque bello e fico, ma la donna pelata no o quanto meno fa strana. Il dramma “sociale” è quindi maggiore per una donna che non per un uomo. In culture come in Africa dove è perfettamente normale che le donne si rasino i capelli a zero il problema avrebbe un significato completamente differente.

E lo stesso possiamo applicarlo a una marea di cose anche fuori dalla medicina. Nella mentalità comune, nella NOSTRA SOCIETA’ almeno fino a pochi anni fa, il tradimento femminile era più “grave”, più “doloroso” e meno accettabile di quello maschile tanto che per assurdo e in modo vergognoso l’adulterio femminile portava al carcere e quello maschile non era reato. E se beccavi la moglie con l’amante e la uccidevi si chiamava delitto d’onore. In altre società funziona ancora così.
Questo ha però determinato un cambiamento della mentalità per cui in effetti da parte delle donne c’era (e in parte c’è ancora) una maggior accettazione (per adeguamento sociale) del tradimento maschile che non il contrario ed è molto più facile che una donna single sia l’amante di un uomo sposato che non il contrario, e nessuno da del “troio” (scusate ma parlo esplicito) a un uomo che tradisce.

Bene, senza divagare, questo è esattamente quel che avviene con molte patologie. In paesi come l’Italia o altri paesi in teoria industrializzati e con benessere, il concetto di MALATTIA è ben diverso da quello che si ha dove si lotta per la vita o per mangiare, o si muore di malattie infettive che oggi a noi fanno quasi ridere e sembrano tanto lontane. Oggi a chi rubano la macchina pare di aver subito un danno incredibile dimenticando che molti manco l’asino hanno per muoversi. Perché ormai l’auto è entrata nel nostro “diritto di averla” e così anche la perfezione in termini di salute o l’aspirazione a vivere tutti fino almeno 90 anni, cosa che certamente non rientra tra le aspirazioni della stragrande maggioranza delle persone al mondo. Sapete ché l’Italia ha una aspettativa di vita media preceduta solo dal Giappone? E che sotto nella lista ci sono quasi 200 paesi e che per molti di loro l’aspettativa di vita media (ovvero quando in media si prevede di morire e quindi è accettabile statisticamente morire a quell’età) è inferiore a 50 anni?
E parliamo del 2016. Nel 1861 (unità di Italia ma anche anno in cui Meniere descrisse la… malattia di Meniere) la NOSTRA aspettativa di vita media italiana era 50 anni, circa come quella che oggi hanno molti paesi africani.
Sapete quanto tutto questo e il paese dove nasci o vivi o l’epoca può cambiare completamente il concetto di cosa è malattia e cosa no?

Oggi chi è in perfetta salute a parte acufeni o vertigini è un MALATO e io mi batto da anni per farvi capire che non è così. Se uno di voi incontrasse un suo antenato che vede morire tutti i giorni amici e parenti per infezioni che oggi basta prendersi l’Augmentin e tutto a posto, o a cui è morta la moglie di parto, o a cui sono morti non so quanti figli prima di vederne uno andare a scuola dicendo che siete affetti da un “male incredibile” e che state pensando al suicidio, o vi sputerebbe in faccia o vi farebbe il favore di ammazzarvi lui forse. Ma non serve prendere la macchina del tempo. Basta prendere l’aereo e andare dove le cose sono in parte ancora così.

O magari fare un salto in paesi dove solo pochi giorni fa ho sentito dire da una persona di cultura media che “Dio ha creato gli uccelli in cielo per mangiarli e siccome non scendono da soli bisogna ucciderli col fucile e la donna in funzione dell’uomo e per quello l’ha creata meno intelligente perché suo compito non è pensare. A quello deve provvedere l’uomo”. Molte (la maggior parte) di quelle donne accettano perfettamente questo, convinte che sia davvero così e guai a toccargli il marito… che la pensa così.

Ovvero è molto questione di tolleranza…base sociale.. epoca… cultura… e atteggiamento mentale.

Bene (meno male che non dovevo divagare ma credo sia servito)…

E adesso colleghiamo tutto questo al nostro tema. Sapete quanti vanno di corsa al pronto soccorso dopo tre ore di acufene che non passa pensando di avere un cancro al cervello o per una vertigine pensando di avere l’infarto, e quanti invece se ne fregano e vivono magari con acufeni tutta la vita senza manco andare dal medico perché ci sono mali peggiori…?
Sapete che in molti casi la maggior parte (anche se non tutti) i miei pazienti a parte qualche disturbo che accettano come comune come ipertensione, ipertrofia prostatica, reflusso o poco altro, hanno avuto fino a quel momento una vita incredibilmente SANA senza malattie perfino statisticamente meglio che la media.. ? Ma vale anche il contrario: se hanno superato un tumore grave ovvio che qualunque sintomo metta paura. Fino a che non stanno tranquilli sulla natura del sintomo.

Perché una hostess sorride tranquilla durante una turbolenza in aereo mentre magari qualcun altro si fa il segno della croce pensando già che precipiterà? Alla fine hanno volato tutti e due sullo stesso volo ma chi avrà “sofferto” quel volo e chi no? (esperienza)
Perché a me se viene una vertigine (e le ho avute) al massimo vado a vomitare e non mi pongo certo il problema del cosa capiterà domani…o di che strana malattia potrei mai avere, mentre un altro nel giro di tre giorni ha già fatto tre visite specialistiche e pure la risonanza magnetica.. (conoscenza)? Chi sarà stato più “ammalato” da quella vertigine?
E perché se domani mi tornasse dopo anni io penserei.. “mi sa che devo rallentare un attimo… ” , mentre qualcuno di voi penserebbe che allora non è servito a nulla curarsi visto che ha ancora vertigini e quindi una grave malattia che non gli darà mai pace…?
Perché alcune persone sono degli inguaribili ottimisti che sanno vedere il buono in tutto e altri sanno solo vedere le cose negative?
Perché alcuni se arriva qualche problema serio si rimboccano le maniche e cercano di risolverlo mentre altri si limitano a lamentarsi?

Un tempo si usava la religione come conforto. Ci arriva una disgrazia? E’ la volontà di Dio! Ottima giustificazione per non fare nulla.. tanto alla fine che faccia o no.. decide Dio, mica io. Tornando a quel che imparo dai miei viaggi sapete che è ancora così in molti posti al mondo? Sapete casa vuol dire “insciallah” la frase che tanto spesso ripetono i musulmani? “Se Dio Vuole”… Secondo molti (tutti?) i musulmani quel che avviene è comunque volontà di Dio. Noi siamo solo strumenti della sua volontà. Anche per un omicidio? “Si.. perché se io ti sparo e Dio non volesse la tua morte comunque tu non moriresti, lui devierebbe la pallottola o le impedirebbe di colpire organi letali”. E a poco serve spiegare quanto sia pericoloso ragionare così, con chi ha una visione “limitata” imposta da altri. Ma non era forse quello che avveniva durante il comunismo in Russia o il fascismo in Italia…? Si sposa il pensiero di qualcun altro in modo non critico per incapacità di averne uno proprio.
Ma non sorridete o non indignatevi per quanto appena detto. Il credere alla “sfiga” o alla volontà divina, il deresponsabilizzarsi, il credere che tanto non c’è nulla da fare, ma anche l’idea del complotto esterno, il colpevolizzare i medici cattivi, la ricerca del colpevole, il voler a tutti i costi trovare una causa esterna a noi stessi non è forse quel che avviene per la maggior parte dei pazienti che si lamentano o cercano disperatamente CAUSE, ma faticano ad accettar che forse…

“LA CAUSA PER CUI LA MEDIA HA SOLO DISTURBI OCCASIONALI E IO SOFFRO… POTREI ESSERE IO…” ?

Ovvero non il mio corpo che deve avere qualche anomalia o malattia o causa che nessuno riesce a individuare ma magari il mio carattere, la mia ansia, la mia paura, la mia debolezza, la mia fragilità, il mio abbattermi di fronte ai problemi, la mia ipocondria, il mio prendere tutto male, la mia mania di perfezione, il mio essere bipolare, ovvero gioire troppo e star male troppo, il mio rifiuto a capire e pensare demandando agli altri il dovermi spiegare semmai, il mio volere la salute a tutti i costi, il mio aver paura di non averla, il mio VIVERE MALE, al pari di quel passeggero il cui volo è stato un incubo mentre un altro o la hostess hanno affrontato quello stesso volo senza problemi.

“E se fossi IO il fattore predisponete che mantiene o fa recidivare la mia “malattia”?” – questo è quel che dovreste TUTTI chiedervi.

Voi direte..”caro Dott. La Torre, belle parole, ma se sto male occasionalmente e ne faccio un dramma ok, ma se sto male sempre o molto spesso, parla facile lei…”

Bene, ma qui scatta il problema… l’IDROPE E’ MALATTIA PSICOSOMATICA (o meglio STRESSOSOMATICA come mi piace dire ultimamente). Questo vuol dire che se al sig X arriva una vertigine e pensa… “ohibo’ mi gira la testa fammi mettere a riposo…” e un altro pensa già di avere un tumore o che ormai sia condannato inevitabilmente all’invecchiamento precoce e poi va in internet e scopre che nessuno ci capisce niente e incontra una “marea-di disperati-suoi-simili-figli-di-società-benestante-che-rifiuta-qualunque-disturbo-e-cura-pure-i-sani-chiamandola-prevenzione” il suo stress può solo aumentare, e questo può impedire la risoluzione dei sintomi o spiegarne la frequente recidiva…

Spostate l’attenzione dal corpo o dagli eventi esterni come causa alla mente o alla predisposizione individuale. Valutate quanto il problema sia l’intensità del disturbo o la vostra bassa o assente tolleranza nei confronti del disturbo stesso.

Voi non lo sapete forse ma un numero incredibile di pazienti anche solo dopo la lettura del mio sito o dopo la consulenza con me poi misteriosamente sta molto meglio, prima di aver fatto qualunque terapia. “Mi basta sentirla Dottore per stare già meglio”. Da quanti di voi lo ho sentito dire”? E non vi dice nulla questo su quanto ci sia di “testa” in tutto questo…?

Ovvio che questo non vuol dire assolutamente “sopportate e non curatevi”. ci mancherebbe pure.. Ok che la mia aspettativa di vita media è molto superiore (statisticamente parlando) come italiano ai 40 anni dello Swaziland,… ma mi dispiace per chi nasce nello Swaziland, io sono ben contento di poter vivere di più e stare bene e ovviamente se posso star bene .. voglio star bene, anche senza disturbi che se pur non mortali sono comunque fastidiosi.

La ragione di questo discorso è quella di rispondere alla domanda “Perché mi è capitato questo?… O.. “perché non se ne va?” o “perché mi è tornato dopo tanto tempo”.
E allo stesso tempo di farvi capire che se cercate una cura che riesca a farvi star bene a lungo, non rifiutate quella di curare anche la vostra ansia, il vostro carattere, i vostri debiti e crediti con la vita che state vivendo.

Pretendete di più da voi stessi non solo dalle cure. Guardatevi un pochino più dentro, non solo cercando un colpevole esterno a voi o una malattia misteriosa dietro.

E, come se dovete andare da Milano a Bergamo potete andarci in auto, treno, bus, bicicletta o volendo pure a piedi se avete voglia e tempo, ma se dovete andare da Milano a New York e avete fretta o prendete l’aereo o non ci arriverete mai, accettate serenamente l’idea che magari da soli non ce la potete fare, che una eventuale psicoterapia o altri sistemi sono validissimi e anzi necessari ma richiedono molto tempo e accettate serenamente magari la necessità di un aiuto farmacologico che non cambierà quella predisposizione che vi rende più suscettibili a star male, a far persister il disturbo o a farvi avere recidive più frequenti, ma può permettervi di superare una fase acuta, invece di cercare a tutti i costi cause esterne da trattare che mentre le cercate, intanto continuate a stare male inutilmente. E senza paura. Guardate la faccia della hostess mentre volate. Se lei che ha esperienza sta tranquilla, perché quella turbolenza dovrebbe farvi paura? E guardate i pazienti che con neurofarmaci (dati da me e i mie e alle dosi che prescrivo io, non altri o dati da altri e per altre ragioni) hanno esperienza mentre fate la terapia e me, che sono il pilota di quell’aereo, quando vi prescrivo qualcosa.
Ma allo stesso tempo chi vorrebbe vivere sempre su un aereo.. ? Quello è il tramite per andare da qualche parte, magari in vacanza, a qualche altra parte non il luogo dove vivere coì come lo è la mia terapia. Poi scendendo da quell’aereo alcuni si godranno il luogo di destinazione magari fregandosene se piove vedendo comunque tanti aspetti positivi in quella vacanza, mentre altri, soffriranno il fatto di aver beccato pure la pioggia e vivranno male. Ovvero il tramite (i neurofarmaci) spesso è indispensabile, ma non sarà mai sufficiente a creare una diversa suscettibilità allo stress se non cambia qualcosa in voi stessi.

E quando da adesso in poi cercherete di capire se esiste una relazione tra una CAUSA e i vostri disturbi provate a domandarvi se quella causa sia l’evento o lo stress correlato all’evento, fisico o psicologico e vedrete che alla fine è lo STRESS il problema comune, quell’elemento che vi accomuna e non l’evento. O meglio non lo stress che hanno tutti ma la reazione allo stress e all’evento stesso, (incluso la comparsa dei sintomi stessi) con maggior suscettibilità di alcuni rispetto ad altri.

idrope-terapiaValutate questa immagine. La parte a sinistra è quella che porta ai sintomi ma la parte a destra, che viene sottovalutata da tutti i medici e anche da molti pazienti può essere responsabile della loro persistenza e della frequenza delle recidive. anche dopo la miglior terapia se quei fattori non vengono corretti.

E se poco posso fare sul clima come fattore di stress, certamente molto si può fare e deve essere fatto per aumentare la fiducia, correggere la disinformazione, e trattare l’ansia e tutti quei fattori predisponenti che mantengono creando a loro volta nuovo stress , il circolo vizioso.

Andate anche a vedere questo sondaggio… e i suoi risultati, e partecipate se non lo avete ancora fatto.

https://idropenews.com/2015/01/24/causedistress/

Lascia un commento

Archiviato in Acufeni, Diagnosi, Generale, Vertigini

L’effetto “nocebo”: la vera ragione di alcuni “presunti” effetti collaterali

La serenità e la fiducia con la quale il paziente assume un determinato farmaco, o al contrario la sua preoccupazione o sfiducia nei confronti del farmaco prescritto o il significato che il paziente spesso per errata informazione  dà al farmaco stesso, sono fattori favorenti la comparsa di “effetti non quantificabili” a dosi che non potrebbero mai darne o che quel farmaco proprio non può dare.
Estrapolando questo avviene persino con falsi farmaci…

Questo effetto viete denominato “effetto nocebo” proprio in quanto effetto opposto al più noto “effetto placebo”

Cito da wikipedia:

Nocebo è un termine, contrario di placebo, utilizzato per etichettare le reazioni negative o indesiderate che un soggetto manifesta a seguito della somministrazione di un falso farmaco completamente inerte, ma da esso percepito nocivo.

Le reazioni negative non sono quindi generate chimicamente, ma sono interamente dovute al pessimismo e alle aspettative negative riguardo agli effetti del falso farmaco. L’esistenza dell’effetto nocebo pone anche un problema riguardo ai modi in cui il medico adempie agli obblighi di informazione nei confronti del paziente.

Il concetto di nocebo oggi viene esteso anche agli effetti negativi derivati da autosuggestione a seguito di qualsiasi evento percepito erroneamente come dannoso, come nel ricevimento di un referto medico sbagliato che diagnostica una malattia inesistente, di cui si inizia a manifestarne i sintomi (patomimia).

Il termine nocebo (dal latino “nuocerò”) fu scelto da Walter Kennedy, nel 1961, per denotare la controparte del termine placebo(dal latino “piacerò”) ovvero un prodotto che produce in un soggetto conseguenze benefiche, salutari, piacevoli o desiderabili, come diretto risultato delle sue credenze o aspettative.

A volte anche il medico ha le sue colpe nel non saper adeguatamente spiegare al paziente quali effetti davvero quel farmaco può dare e quali no, o di saperlo tranquillizzare. Anche se con qualche errore ortografico (non è mia, l’ho presa in prestito ma mi sembra ottima), questa tabella rende bene la multifattorialità dell’effetto nocebo.

VariabiliNocebici.png

Nel mio caso, visto che spiego sempre e che indico sempre in terapia e per iscritto tutto credo di non avere molta responsabilità da questo punto di vista, ma questa non è certamente la regola per altri medici, quindi eventuali precedenti esperienze negative, soprattutto quando il medico, erroneamente accondiscendente, conferma l’effetto negativo togliendo o sostituendo il farmaco solo su pressione del paziente invece che “resistere” se convinto, come dovrebbe esserlo almeno lui, che quell’effetto non derivi dal farmaco. Anche per questo sono considerato da molti un medico “duro” ma così deve essere un medico.

1 Commento

Archiviato in Acufeni, Generale, Ipoacusia e Fullness, Meniere, Terapia, Vertigini

La Torre contro La Torre..

No.. non sono impazzito e non sto citando il noto film Kramer contro Kramer..

 

Schermata 2016-10-23 alle 16.25.53.pngHo solo trovato un vecchissimo documento (di circa 16 anni fa) su Meniere e idrope pubblicato su un sito (dal quale non riesco a farlo togliere)

Mi fa “orore” come si dice a Roma (con una sola R) leggere quanto ero ignorante rispetto ad adesso, ma allo stesso tempo sono felice di verificare quanti progressi incredibili ho fatto in questi sedici anni..
Masochisticamente ho deciso di pubblicarlo (integralmente).. ma intervenendo  a commentare e criticare ogni passaggio rilevante.. che oggi considero ancora giusto o del tutto sbagliato.. In rosso le cose tutte sbagliate.. in verde le mie scoperte o idee ancora valide.. in arancione quelle non proprio sbagliate ma manco giuste.
Credo che alla fine ci sarà più rosso che in un campo di papaveri… 🙂

Andrea La Torre 2016 contro Andrea La Torre 2000..
Sarà lunga… ma penso possa essere una lettura interessante per tutti.
Nell’articolo parlo sempre al plurale perché in realtà all’epoca avevo dei collaboratori e anche se alla fine era tutta roba mia, democraticamente mi riferivo al Centro e non a me come singolo medico.


La malattia di Ménière (dal nome del medico francese Prospero Ménière, che per primo, nel 1861, associò i sintomi tipici ad una alterazione dell’orecchio) è una patologia dell’orecchio interno (labirinto) caratterizzata da fluttuazioni della capacità uditiva, (che portano con il tempo ad ipoacusia – sordità – progressiva nell’orecchio colpito), acufeni, senso di orecchio chiuso, e soprattutto crisi vertiginose tipiche recidivanti con andamento capriccioso ed imprevedibile di durata variabile da circa 10 minuti a diverse ore.

Tale quadro sintomatologico, in realtà più che tipico di una sola specifica patologia può essere comune a diverse patologie labirintiche, aventi cause e caratteristiche differenti, alcune note ed accertabili, altre meno conosciute. In presenza di quadri incompleti si parla generalmente di “sindrome menieriforme”.

Presso il Centro di Otorinolaringoiatria preferiamo utilizzare, per tutte le forme che si presentino in modo anomalo rispetto al quadro “classico”, e per le quali sia sospettabile lo stesso meccanismo fisiopatologico sottostante, il termine di “sindrome da idrope endolinfatico”.

Oggi sono quello che sostiene che la Malattia di Meniere manco esiste e che si dovrebbe parlare solo di Sindrome di Meniere ma in realtà io mi riferivo più all’idea generale che non alla mia…   E certamente non è vero che debba portare inevitabilmente a sordità progressiva…

All’interno del labirinto, sia nella sua porzione anteriore (cocleare – udito) che nella sua porzione posteriore (vestibolare – equilibrio), circolano dei liquidi, l’endolinfa e la perilinfa, normalmente separati tra loro.
La regolazione della produzione e del riassorbimento di questi liquidi avviene con un meccanismo ancora in parte sconosciuto che vede però certamente coinvolto il sistema neurovegetativo, ovvero quella parte del nostro sistema nervoso che regola le principali funzioni “vegetative” del nostro organismo (circolazione, respirazione, diuresi, ecc).

I sintomi caratteristici della malattia di Meniere sono determinati da un abnorme aumento del volume e della pressione dell’endolinfa a livello dell’orecchio interno, che si trasmette ad entrambi i sistemi (labirinto anteriore e posteriore). Tale fenomeno viene definito “idrope endolinfatico”.
L’idrope endolinfatico, che di per sé è un fenomeno transitorio, ma che con il tempo, e con il succedersi degli episodi, può determinare danni irreversibili a livello dell’orecchio interno, rappresenta certamente il meccanismo fisiopatologico della malattia di Meniere e delle sue varianti, ma la “causa primaria” che provoca l’idrope spesso resta sconosciuta. Le ipotesi più accreditate prendono in considerazione fattori congeniti, psicosomatici, ormonali, immunitari, circolatori e anche infezioni virali.

Che il sistema neurovegetativo sia implicato lo so con certezza ora e feci anni dopo anche degli studi su molti pazienti riscontrando delle alterazioni, ma non sono mai riuscito a capire che relazione ci fosse .
Oggi so che questi danni irreversibili potrebbero anche verificarsi ma che non è assolutamente vero che debbano arrivare per forza con il tempo. Le ipotesi più accreditate (da altri e lo sono ancora per altri) sono per la metà sbagliate… circolazione, virus, immunità  non c’entrano proprio nulla con l’idrope..

Il Centro di Otorinolaringoiatria sta conducendo da tempo uno studio accurato delle diverse situazioni patologiche riscontate nei nostri pazienti con l’obbiettivo di caratterizzare in ogni paziente i fattori in causa nel determinare l’inizio della patologia ed il ripetersi delle crisi tipiche della malattia.
E’ probabile che alcune anomalie strutturali congenite del labirinto, in grado di determinare, ad esempio, alterazioni del meccanismo di riassorbimento e deflusso dei liquidi, siano in causa in almeno una parte dei casi. 
Una interessante novità che potrebbe aiutarci nella visualizzazione di eventuali anomalie labirintiche, e che è entrata recentemente nel nostro protocollo, è la possibilità di visualizzare in dettaglio le strutture dell’orecchio interno mediante una particolare tecnica di analisi dell’immagine in risonanza magnetica (Risonanza magnetica con sequenza CISS – 3D).

Oggi sono sempre più convinto che esistano fattori strutturali di predisposizione.
Purtroppo anche dopo tutti questi anni la risonanza non è ancora in grado di svelare con tanta precisione le presunte alterazioni.

Certamente un ruolo fondamentale è svolto dai fattori psicoemotivi, che spesso aggravano o addirittura rappresentano il fattore più importante nell’insorgenza e nella evoluzione della patologia.
Tale considerazione trova una sua giustificazione fisiopatologica nelle importanti correlazioni tra il sistema neurovegetativo ed il sistema limbico, che gioca un ruolo fondamentale negli aspetti psicoemotivi dell’individuo. In un modo o nell’altro, infatti, è frequente che pazienti affetti da tale patologia si rivelino soggetti con una notevole labilità psico-emotiva, ovvero persone particolarmente ansiose anche prima dell’insorgenza della patologia stessa e molto spesso la prima crisi insorge proprio in un periodo di particolare stress o dopo un trauma emotivo (perdita di un familiare, separazione, problemi sul lavoro).
E’ altresì noto che lo stress determina un aumento della produzione di ormone anti-diuretico (ADH), l’ormone che partecipa alla regolazione della diuresi. In tal modo lo stress, può determinare una ritenzione idrica generale in grado di interessare anche l’orecchio. Alcuni ricercatori avrebbero peraltro trovato recettori specifici per quest’ormone a livello cocleare. Anche il monitoraggio dell’ADH è recentemente entrato a far parte del nostro protocollo diagnostico e di ricerca clinica.

L’importanza dello stress mi era già molto ben chiara.. solo che l’anello tra stress e idrope lo vedevo più nel sistema neurovegetativo che nell’ADH. Le ricerche di Beitz sui recettori dell’ADH nell’orecchio interno erano però di appena un anno prima.. Io ne sapevo ancora poco…gli altri otorinolaringoiatri assolutamente NULLA (e poco sanno anche ora)..
La ritenzione idrica generale non crea proprio nulla all’orecchio..  oggi so che non ha nulla a che vedere con l’idrope sebbene si possa avere ritenzione idrica generale in fase acuta ma per l’effetto dell’ADH, senza rapporto diretto con l’orecchio. (ne riparlo anche in seguito) Su centinaia di pazienti studiai l’ADH ma trovandolo quasi sempre normale. Oggi so il perché. L’ADH non è perennemente a livello elevato ma a singole poussées che non vengono smaltite adeguatamente dall’orecchio.

Una forma clinica particolare è il cosiddetto idrope “ritardato” (delayed hydrops), caratterizzato dall’insorgenza di una malattia di Meniere a distanza di anni da una ipoacusia improvvisa (generalmente virale) nello stesso orecchio o nell’orecchio controlaterale. Tale fenomeno può verificarsi anche dopo moltissimi anni dall’episodio scatenante. Al momento si ritiene che siano implicati fenomeni auto-immunitari. Per qualche motivo non chiaro l’organismo inizierebbe ad attaccare le strutture dell’orecchio interno non riconoscendole più come proprie. 
Probabilmente fenomeni immunitari-allergici entrano in causa anche più spesso di quanto non si creda ma a tutt’oggi è molto difficile nonostante molti sforzi siano stati fatti in tal senso accertare con certezza tale evenienza. Recentemente abbiamo iniziato anche noi a richiedere sistematicamente indagini per la ricerca di eventuali fattori autoimmunitari sottostanti e saremo tra breve probabilmente in grado di effettuare anche la ricerca diretta di autoanticorpi contro l’orecchio interno.

Era l’epoca degli albori e delle illusioni giovanili in cui cercavo disperatamente di scoprire LA CAUSA della Meniere  e dell’idrope, e mi attaccavo a tutto.. Quelle ricerche sugli autoanticorpi contro l’orecchio interno non riuscì mai a farle, ma oggi comunque non credo più all’ipotesi allergica immunitaria.. Io ancora non ero del tutto ribelle come oggi e non avevo capito quante cavolate dicevano altri.. e me le prendevo (ma verificando tutto) per buone.. E soprattutto ancora cascavo nella trappola di frammentare in tante patologie diverse quel che l’idrope può creare. L’idrope ritardato ad esempio è solo idrope in un paziente sfigato che ha avuto una ipoacusia improvvisa dall’altra parte e che richiede più attenzione. Tutto qua. Ma ripeto.. gran parte di quel che riportavo erano cose sulle quali TUTTI erano d’accordo e non idee MIE e io ancora ero un po’ più ortodosso e meno “eretico”.

Un dato rilevante in tal senso è la non infrequente associazione tra Meniere e patologie di sospetta origine autoimmune della tiroide (tiroiditi autoimmuni), motivo per cui richiediamo sempre anche i dosaggi ormonali relativi a quest’organo.

E questo lo confermo tutto… C’è una frequenza elevatissima ma purtroppo tutt’ora inspiegabile di anticorpi antitiroide (e in particolare anti-TPO) (ma non di tiroidite e spesso i livelli ormonali sono perfettamente normali) nei pazienti con idrope e sto anzi per riavviare uno progetto di ricerca in tal senso anche alla luce di un altro dato, l’incredibile frequenza di pazienti che hanno sviluppato idrope (o i suoi sintomi)  quando già erano in trattamento con Eutirox (ormone tiroideo). Ma per questo mi serve la collaborazione degli endocrinologi e sto avviando un progetto di collaborazione.
All’epoca questa cosa non la sapeva quasi nessuno.. Era davvero una mia scoperta, ma in parallelo un collega di Bologna con il quale ero in frequente contatto, il Dott. Modugno, (scomparso purtroppo qualche anno fa) mi riferiva di aver riscontrato la stessa cosa.
La relazione tra tiroide e idrope sembra esistere ma devo ancora riucire a capire quale sia.
E verosimilmente non c’entra nulla con l’immunità.

Altra considerazione interessante è che spesso le crisi di vertigine o le fluttuazioni dei sintomi uditivi si presentano con caratteristiche stagionali tipiche, tanto da far sospettare una possibile causa allergica, che può essere individuata per un trattamento mirato.

Nessuna allergia. Oggi ritengo che le variazioni stagionali influiscono soprattutto per l’influenza delle variazioni di pressione atmosferica sul rilascio dell’ADH. Anche se non è ancora tutto chiaro. Resta il fatto che questo dato così rilevante non lo teneva (e credo non lo tenga tutt’ora) in conto nessuno.

Un’altra ipotesi prende in considerazione possibili alterazioni del microcircolo e spasmi transitori delle arterie deputate a portare il sangue a livello dell’orecchio interno. In tal caso l’idrope sarebbe un fenomeno secondario alla causa circolatoria. Ma anche in questo caso le nostre ricerche si stanno indirizzando, soprattutto, in persone giovani, in direzione immunologica.
Da qualche tempo richiediamo, infatti, sistematicamente la ricerca di anticorpi anti-fosfolipidi, che se presenti potrebbero essere responsabili di fenomeni micro-trombotici a livello della microcircolazione dell’orecchio, non certo risolvibili con i tradizionali farmaci vasodilatatori.

CHE VERGOGNA! Io, che oggi definisco ignoranti i medici che ancora parlano di ipotesi circolatorie non tenevo in conto la cosa più importante ovvero che dopo 4-5 minuti di ischemia e ipossia (senza sangue e ossigeno) si creano danni permanenti irreversibili incompatibili con i disturbi fluttuanti dell’idrope. Ok, che ancora questo errore lo fanno quasi tutti, ma possibile che ero così accecato dal furore della ricerca da perdermi in cose simili? IMPERDONABILE!

Già da qualche tempo abbiamo notato una notevole correlazione tra ciclo mestruale e comparsa delle crisi vertiginose, soprattutto in donne giovani, o, al contrario con l’approssimarsi della menopausa, probabilmente a causa della ritenzione idrica o di una alterazione dell’equilibrio ormonale.
E’ frequente poi che pazienti affette da M. di Meniere siano completamente libere da crisi vertiginose per tutta la durata della gravidanza. E’ molto probabile, comunque, che i fattori ormonali giochino un ruolo importante in questa patologia, anche in considerazione dei rapporti ampiamente accertati tra bilancio ormonale e regolazione del metabolismo idrosalino corporeo.

Tutto confermatissimo e anche qui questa era una cosa mia che sembra non sia tenuta in gran considerazione da altri medici. In realtà non ci ho ancora capito molto su quali siano le relazioni ormonali o quanto meno non abbastanza da tradurle in terapia, ma ho tirato fuori dai guai molte donne ad esempio facendo terapia mirata a ridosso del periodo della mestruazione o con la pillola anticoncezionale (data dal ginecologo su mio consiglio ovviamente). Verissima anche la cosa della gravidanza, ma leggete dopo circa la prolattina.

In molte pazienti abbiamo riscontrato elevati valori di prolattina, (l’ormone che favorisce lo sviluppo mammario e l’allattamento), che studiamo sistematicamente da un certo tempo.
Non conosciamo ancora il significato esatto di tale risultato, che potrebbe essere falsato dalle tecniche di prelievo. La concentrazione ematica della prolattina, infatti può aumentare con lo stress, anche quello derivante dal prelievo stesso. Per tale motivo un’indagine correttamente eseguita dovrebbe sempre prevedere tre prelievi consecutivi (con agocannula) in un lasso di tempo di almeno un’ora.
Il rapporto tra prolattina e stress, così come per l’ormone antidiuretico, è però indubbiamente interessante a causa delle già citate correlazioni psicosomatiche nella malattia di Meniere. Nella valutazone dell’iperprolattinemia è necessario anche tener presente che alcuni farmaci spesso prescritti ai pazienti menierici aumentano i tassi ematici di prolattina.

Attualmente il dosaggio della prolattina non lo chiedo più (ma l’ho fatto per anni) ma ho potuto confermare che non solo le donne ma anche molti uomini hanno livelli elevati di prolattina (che ritengo essere a questo punto proprio da stress) ma stranamente (e questo è difficile da spiegarsi) la levosulpirde (levopraid) che viene data in terapia aiuta nonostante alzi la prolattina.
Attualmente la mia ipotesi è che la prolattina si alza per lo stress, ma a differenza dell’ADH questa non abbia alcuna azione sull’orecchio per cui il beneficio del levopraid (che abbassa la dopamina) non avrebbe alcun effetto negativo sull’orecchio per l’aumento della prolattina stessa. Ovvero i pazienti stressati hanno prolattina alta, ma questa non è uno dei fattori che causano l’idrope. Stranamente però le pazienti dal settimo mese di gravidanza e durante l’allattamento tendono ad avere il momento peggiore, proprio in corrispondenza dell’aumento della prolattina. Qualcosa ancora sfugge. Ma potrebbe essere un interessante spunto per una nuova ricerca. Decisamente serve una collaborazione con gli endocrinologi.

Sintomi da idrope endolinfatico possono poi verificarsi con una frequenza ben superiore alla semplice casualità in pazienti affetti da otosclerosi, per cause ancora non ben conosciute. E’ probabile che le alterazioni ossee della parete laterale del labirinto possano determinare alterazioni nella circolazione dei liquidi labirintici ma non bisogna dimenticare che i fattori ormonali giocano un ruolo importante anche nell’otosclerosi.

Solo qualche anno dopo scoprì SU ME STESSO casualmente la reversibilità dei riflessi stapediali e che l’idrope può simulare l’otosclerosi, cosa confermata poi su tantissimi pazienti e ancora pare ignota ad altri specialisti.  E’ vero che esiste una associazione statistica relativa tra otosclerosi e idrope ma sono molti di più i casi di diagnosi sbagliata di otosclerosi che non esiste e in realtà è solo idrope.. Ho scritto anche un articolo in questo blog a questo proposito. Lo metto arancione 🙂  perchè non è del tutto sbagliato.

Le indagini ormonali sono comunque ormai entrate nella routine del processo diagnostico di tutti i pazienti menierici che afferiscono al nostro Centro.
Sarebbe interessante poter accertare se la regolazione dei liquidi endolabirintici sia in qualche modo sensibile direttamente alle concentrazioni di alcuni ormoni. Indipendentemente dalla causa scatenante ciò che sappiamo è che la regolazione dei liquidi labirintici viene generalmente gestita in modo relativamente indipendente da quella dell’organismo generale, più soggetta a fluttuazioni di volume e pressione, ed è probabile quindi che a determinare la patologia occorrano più cause, e probabilmente la concomitanza di uno squilibrio idro-salino generale (correlato certamente anche a fattori psico-somatici e/o ormonali) e di una lesione specifica a livello dell’orecchio interno, forse su base virale, immunitaria o circolatoria in grado di spiegare la monolateralità della malattia. 

Buona la prima, sbagliatissima la seconda. Come detto sopra non esiste nessuno squilibrio idro-salino generale e se esiste non causa l’idrope. E niente lesioni specifiche da virus o circolazione o immunità. Oltretutto (ma non lo sapevo ancora allora) l’idrope è sempre BILATERALE a livello di esami e spesso anche a livello di sintomi. C’è un elemento locale di sicuro ma non quelli citati…

Il coinvolgimento di un solo labirinto (eventuali forme bilaterali si evolvono sempre in maniera asimmetrica dal punto di vista cronologico), rende infatti evidente che fattori locali debbano necessariamente essere in causa seppur associati ad una ormai quasi certa importanza della ritenzione idrica generaleA tale proposito, alcune ricerche effettuate presso il Centro di Otorinolaringoiatria hanno rivelato come in concomitanza dell’episodio di idrope e della crisi vertiginosa sia possibile quasi sempre riscontrare un aumento del peso specifico urinario (indice di ritenzione idrica generale)Nel corso del trattamento dietologico da noi proposto, che verrà discusso in seguito, al paziente viene fornito un apposito kit per la misurazione a domicilio del peso specifico urinario, che ci permette un accurato monitoraggio ed una miglior prevenzione delle crisi.

No, assolutamente no. Nella Meniere classica è vero che di solito i sintomi sono monolaterali o in epoche differenti, ma l’idrope piò essere in causa anche per forme di acufene bilaterale o ipoacusia bilaterale. Ma all’epoca io non avevo ancora capito (mi serviva tempo.. e i miei colleghi forse lo capiranno di questo passo tra 50 anni sebbene lo scriva ovunque ormai da anni) che l’idrope può causare tantissime varianti e associazioni di sintomi. Ancora io stesso identificavo molto l’idrope con la Meniere.  E come già detto la ritenzione idrica generale non c’entra nulla (sapevo ancora poco dell’ADH, ok, ma ho fatto un errore di logica che oggi non farei di sicuro). Il peso specifico urinario (facevo anche di questo :-)) era si maggiore in fase acuta ad esempio in occasione della vertigine ma perché c’era il picco dell’ADH. Inoltre i pazienti non bevevano e si disidratavano con il vomito in occasione della crisi di vertigine. Inoltre spesso la crisi arrivava quando il paziente smetteva di bere come richiesto e quindi grazie che il peso specifico si alzava. Insomma la ritenzione idrica generale rilevata con l’aumento del peso specifico era CONSEGUENZA e non CAUSA. E l’unica prevenzione che si poteva era quella di beccare i pazienti che non bevevano come prescritto prima che confessassero spontaneamente 🙂 Magari servirebbe anche ora… chissà se tutti bevono davvero come mi riferiscono.

E’ probabile che, oltre all’idrope endolinfatico (compartimento interno), esistano anche situazioni patologiche nelle quali l’alterazione è da ricercarsi al contrario nel compartimento perilinfatico, nel quale sono immerse le strutture dell’orecchio interno.
Tale fenomeno (l’idrope perilinfatico) potrebbe essere in causa in alcune forme cliniche anomale della malattia, come ad esempio la sindrome di Lermoyez (alla quale accenneremo tra poco), ed in alcune situazioni che possono presentarsi con sintomi simili a quelli della Meniere, come, ad esempio, la fistola perilinfatica, dove la sintomatologia è determinata dalla rottura di una piccola membrana che divide l’orecchio medio dai liquidi cocleari ed il cui meccanismo di insorgenza resta spesso sconosciuto.

Ecco una cosa buona e davvero solo mia (purtroppo ancora oggi).. tutti si sono sempre preoccupati dell’idrope ENDOLINFATICO, dimenticando che nell’orecchio interno c’è anche la perilinfa. Ho anche ideato appositi esami per studiarla come ad esempio la ricerca del riflesso stapediale paradosso a 1000 Hz (non scendo in dettagli) o gli studi su panca ad inversione. Ed è una cosa relativamente importante perchè potrebbe dare quadri diversi e sto già pensando infatti di avviare un nuovo progetto per appurare se è più coinvolta l’endolinfa o la perilinfa nei diversi pazienti per proporre magari terapie più o meno invasive.

Indubbiamente, a dispetto della facilità con la quale è possibile diagnosticare la patologia, spesso con la sola descrizione delle crisi e della storia clinica del paziente, e delle buone possibilità offerte dalla terapia (a differenza di quanto comunemente si crede), sulle vere cause della M. di Meniere o delle sindromi analoghe che possono riconoscere un comune meccanismo fisiopatologico c’è ancora molto da dire e da scoprire, e presso il Centro di Otorinolaringoiatria vengono frequentemente studiati nuovi protocolli diagnostici e terapeutici per riuscire ad individuare i possibili fattori in causa, probabilmente ben più d’uno e variabili di caso in caso.
Il fatto che questo documento sia già stato aggiornato ed integrato o modificato 4 volte nell’ultimo anno, fa ben comprendere con quale velocità la ricerca per tale patologia vada avanti, anche presso il nostro Centro.

E infatti dopo anni di ricerche ad ogni livello, presi l’importante decisione di non cercarle più quelle cause primarie e di preoccuparmi soprattutto di curare l’idrope, indipendentemente dalle sue presunte causa, mai confermate e praticamente mai confermabili. E ho dovuto farlo, perché quelle ricerche costavano e le pagavate voi pazienti essendo il mio Centro di Otorinolaringoiatria privato e senza nessuna sovvenzione. Se avessero portato a dati certi e usabili in terapia ok, ma se poi alla fine non mi aiutano a curare, la medicina deve essere pratica ed efficace, non farsi masturbazioni cerebrali.

La malattia evolve generalmente per molti anni monolateralmente, ma con il passare degli anni, capita sempre più spesso di osservare un coinvolgimento controlaterale.
L’idrope endolinfatico, indipendentemente dalla causa che lo ha generato, determina inizialmente alcuni sintomi fluttuanti e transitori come l’abbassamento dell’udito, acufeni (rumore auricolare), senso di occlusione o pressione nell’orecchio colpito, che con il ripetersi delle crisi, diventano per il paziente veri e propri sintomi d’allarme che anticipano il sopraggiungere di un nuovo episodio di vertigine.
Anche quando orecchio chiuso, acufeni ed ipoacusia sono stabilmente presenti, questi sintomi tendono ad aumentare in corrispondenza della crisi per poi ritornare generalmente dopo un certo tempo alla situazione precedente. Per molto tempo (anche anni) la situazione può mantenersi a questo stadio, con sintomi esclusivamente uditivi, senza la comparsa di crisi vertiginose e talvolta limitata ad un fastidioso senso di orecchio chiuso o a perdite di udito fluttuanti. 

Ok, questa era la tipica descrizione che facevano tutti con una imprecisione (non è vero errore e anzi lo metto in verde) in come l’ho scritto… Io volevo dire che è sempre l’idrope a determinare i sintomi. e che fino a che fluttua c’è idrope e non danni.ed infatti è vero, ma in realtà non è vero che l’idrope debba dare tutta questa roba che è la malattia di Meniere classica.

Caratteristicamente l’acufene da idrope (non necessariamente presente) è rappresentato da un rumore a bassa frequenza, cupo, al quale si può aggiungere in seguito un sibilo od un ronzio acuto, espressione del danno a livello delle cellule cocleari.

Per colpa di questo errore di incredibile portata (l’idrope può dare acufeni ad ogni frequenza, gravi o acuti), e della mia relativa inesperienza nonché fiducia ancora presente n quel che dicevano anche altri) per diversi anni quelli con acufene che si presumeva tipo venivano trattati per idrope e quelli con acufene da presunto danno permanente (che oggi so non essere mai presumibile con nessun parametro) venivano girati verso la TRT per spendere un sacco di soldi e farsi due anni di terapia, spesso inutile.
Quando magari avrebbero potuto trovare beneficio in una settimana trattando l’idrope.
Ok, non posso crocefiggermi per questo, avevo 35 anni e nessuno davanti a insegnarmi. Anzi tutto quel che mi dava la “comunità scientifica” era nella maggior parte dei casi tutto sbagliato, ma chi ero io per dire a priori che io avevo ragione e tutti gli altri sbagliavano… ?(oggi lo so fare bene 🙂 ). E chissà quanti altri sbagli avrei fatto se non fosse stato per i pazienti più cocciuti che perfino contro il mio parere (ritenendo da esami o errata interpretazione dei sintomi che avessero danni permanenti) hanno voluto fare la mia terapia anti-idrope ottenendo inatteso successo.

E’ purtroppo frequente, in questa fase, che l’idrope endolinfatico venga confuso con un sindrome da insufficienza tubarica e che il paziente venga trattato inutilmente per “catarro nell’orecchio”.
Tale errore diagnostico non è a nostro avviso giustificabile visto che è sufficiente il riscontro di un timpano normale all’esame impedenzometrico (timpanogramma), che dovrebbe essere eseguito in tutti i pazienti, e la corretta esecuzione dell’esame audiometrico per giungere alla corretta diagnosi evitando diagnosi “superficiali”. Non di rado però la malattia esordisce sin dall’inizio con una crisi vertiginosa tipica, intensa, ponendo in questo caso la necessità di distinguere tale situazione patologica da altre forme di danno labirintico acuto, quali quelle che possono essere causate da infezioni virali o alterazioni acute circolatorie.

Si… gli esami servono… e lo confermo… ma servono soprattutto a quei medici che non sanno fare le diagnosi basate sui sintomi e non propongono una terapia per idrope che copre anche eventuali problemi catarrali (acqua, cortisonico, otovent) e che danno senza esami mucolitici e aerosol. Non a me che ormai richiedo l’esame impedenzometrico solo se il paziente ha SOLO fullness senza nessun altro sintomo, visto che se ha altri sintomi da idrope (acufeni, vertigini) che mai potrebbero essere da catarro, comunque lo devo trattare con la terapia per idrope.
Ma io all’epoca facevo esami quando gli altri non li facevano per studiare davvero il paziente perchè non sapevo quanto ne so ora. Oggi (e ormai dal 2009, gli esami salvo qualche caso, non mi servono più.
Cera anche la storia della possibile labirintite (danno labirintico acuto), ma se capita un secondo episodio la diagnosi è fatta. E’ idrope e non labirintite.

La crisi acuta, vertiginosa, della malattia di Meniere si verifica quando l’aumento di pressione arriva a determinare la rottura della sottile parete divisoria dei compartimenti del labirinto. I liquidi (endolinfa e perilinfa), che presentando caratteristiche biochimiche ed una composizione elettrolitica diversa restano di norma separati, a questo punto si mischiano tra loro, stimolando in modo abnorme i recettori del labirinto: il sintomo predominante diventa allora la vertigine intensa, con notevole instabilità, che costringe il paziente a letto, ed accompagnata da intensi fenomeni quali nausea e vomito, pallore od alterazioni della frequenza cardiaca.
Tutti questi sintomi accessori sono legati ai rapporti tra orecchio e sistema neuro-vegetativo. La vertigine, generalmente avvertita dal paziente come senso di rotazione degli oggetti circostanti, dura tipicamente da 10 minuti a 3-4 ore, mai giorni.

Purtroppo questo è ancora quel che tutti gli otorinolaringoiatri in tutto il mondo ripetono a quanto ne so, ma è tutto sbagliato. In realtà ricordo bene che manco allora ero troppo convinto sulla causa della vertigine acuta (la rottura della parete del labirinto memmbranoso) e manco che ci dovesse essere per forza una durata prestabilita. Ma non avevo ancora capito certamente che l’idrope poteva causare ogni tipo di vertigine di qualunque tipo, soggettiva, oggettiva, di brevissima o lunga durata (mai giorni senza pausa però, questo lo confermo) e perfino il disequilibrio soggettivo. Però già timidamente avevo scritto “Meniere e vertigine posizionale parossistica bengna: due varianti della stessa malattia?” perché la leggenda del “sassolino vagabondo” proprio non mi tornava (c’è un articolo al riguardo sul blog).
E circa il meccanismo , quella rottura verosimilmente è pura invenzione che fa a botte con ogni logica. Oggi sono sempre più convinto, e lo capì valutando la vertigine prodotta dagli esami vestibolari (il test calorico) ripetuti per due giorni consecutivi (dove c’è vertigine ma non avviene nessuna rottura di membrana) che quel che determina la crisi è la pura deformazione meccanica del recettore dovuta a un brusco aumento del liquido per effetto puramente meccanico e affatto chimico..  E per molte altre ragioni che non spiego in dettaglio.

Utile per identificare il lato affetto può essere l’influenza della posizione del capo in corso di crisi: generalmente la vertigine si attenua, restando sdraiati sul fianco corrispondente al lato sano, e tende ad accentuarsi nella situazione opposta.
Anche la direzione della vertigine può fornire qualche indicazione: l’irritazione del labirinto di sinistra provoca una vertigine rotatoria in senso orario, con la sensazione che gli oggetti si spostino da sinistra a destra. Talvolta però, crisi più lievi, come ad esempio in corso di terapia, possono manifestarsi con una sensazione “soggettiva” di movimento senza una vera e propria percezione di rotazione dell’ambiente circostante. 

La cosa del fianco deriva dal seguire i pazienti con attenzione e imparare da loro e dalla fortuna di aver visto vertigini acute ed è stata molto importante per la gestione di una crisi acuta (co che credo tutt’ora non faccia nessuno se non con farmaci). Vedete inoltre che già iniziavo un po’ a dubitare che esistessero crisi tipiche. Dire che la vertigine menierica, può essere anche soggettiva e non solo oggettiva era certamente e probabilmente lo è tutt’ora una “eresia”, ma una “eresia” giusta. Basta chiederlo ai pazienti.

L’importanza della crisi vertiginosa, totalmente invalidante per il paziente, trasmette uno stato di agitazione notevole, che può persistere anche dopo la scomparsa dei sintomi stessi. Ma inevitabilmente, anche senza terapia, la crisi menierica è destinata a risolversi spontaneamente nel giro di qualche ora al massimo riportando il paziente al completo benessere (a parte l’ovvio stato di ansia e spossatezza) e permettendo quindi già così di escludere danni labirintici permanenti, come ad esempio in caso di “labirintite” o altre lesioni su base circolatoria, virale o traumatica. 

Sbagliato, o meglio non è sempre così. Oggi so che il paziente può (non obbligatoriamente però) avere un periodo di ore o giorni di disequilibrio soggettivo cronico dopo la crisi acuta. Ma all’epoca nemmeno sapevo cos’era forse il disequilibrio soggettivo cronico, e nemmeno mi ero inventato questa definizione (che è mia) per un disturbo che per i medici o era neurologico o puramente psicogeno. In pratica non esisteva.

Le crisi possono però ripresentarsi con frequenza totalmente variabile e imprevedibile nel corso dei giorni, dei mesi e degli anni. Spesso le crisi, come già detto, sono in stretta relazione cronologica con eventi emotivi e psichici o periodi di particolare stress. La paura del sopraggiungere di una nuova crisi è la vera conseguenza dannosa della malattia stessa, spingendo il paziente a limitare le proprie attività, spesso in modo del tutto esagerato.

Questo ,che è tema centrale perfino del video sulla Meniere che ho fatto l’anno scorso, sono felice di notare che l’avevo già capito. Ed è uno degli aspetti che fanno si che io curo davvero il paziente occupandomi molto anche della sua ansia tra una crisi e l’altra (con efficacia di prevenzione su future crisi) e la maggior parte degli altri specialisti che trascurano l’aspetto psicologico, no.

E’ frequente, come già detto più sopra, parlando delle cause, che le crisi si presentino più frequentemente in determinati periodi dell’anno e talvolta con un andamento stagionale tipico che fa sospettare una ipotesi allergica. In particolare è frequente che a dispetto del relativo benessere negli altri periodi dell’anno, gli episodi di vertigine si presentino ravvicinati nei mesi più caldi.
E’ nostra opinione che tale situazione sia da correlarsi anche alla maggior possibilità di squilibri idro-elettrolitici ed alla perdita di liquidi con conseguente ritenzione idrica che si verifica con la traspirazione cutanea e la sudorazione.

Nessuna allergia, anche se esiste la predisposizione stagionale (ADH?). E confermo che il troppo caldo non fa bene forse anche per la perdita di liquidi con la sudorazione non compensata (ma perché aumenta l’ADH e non per ritenzione idrica generale.

Di per sé la singola crisi è un evento del tutto benigno e isolato e non deve quindi destare alcuna preoccupazione, ma con l’evolversi della malattia il vero rischio è il danno uditivo che può portare nel corso degli anni ad un notevole grado di sordità ed alla persistenza degli acufeni, sebbene limitatamente all’orecchio colpito.
Infatti, mentre l’eventuale abbassamento della capacità uditiva delle prime crisi può essere del tutto transitorio e risolversi spontaneamente alla fine della crisi stessa, il ripetersi di nuovi episodi può determinare un danno progressivo delle delicate strutture dell’orecchio interno.

In realtà l’eventuale ipoacusia permanente o acufene fisso se si sviluppassero, sono nella maggior parte dei casi ancora idrope, ma persistente.e comunque non possiamo mai sapere se ci sono davvero danni o no. Inoltre la bilateralizzazione è molto più frequente di quanto si creda. Comunque la verità è che esiste una variabilità totale della situazione se non trattata. Ci sono casi che fanno crisi continue per anni ma alla fine recuperano tutto e altri che esordiscono con una ipoacusia persistente dall’inizio seppur magari reversibile con la terapia e dopo molto tempo. Insomma non si può fare nessuna prognosi o previsione.

Sordità monolaterale progressiva, sebbene con possibili remissioni transitorie, acufeni e crisi vertiginose ricorrenti rappresentano il quadro più tipico della malattia di Ménière in fase avanzata, ma l’idrope endolinfatico può presentarsi sotto molteplici aspetti e con diversa sintomatologia, a volte limitata al solo distretto vestibolare o a quello uditivo. Sebbene sia raro osservare forme puramente vestibolari (senza compromissione cocleare), alcune varianti della malattia possono presentarsi esclusivamente con crisi vertiginose tipiche senza fenomeni uditivi.
Per definizione non possiamo parlare in tal caso di Ménière “vestibolare”, poiché il termine di Malattia di Meniere va riservato per definizione alle forme tipiche. E’ possibile peraltro che tali forme riconoscano un altro meccanismo sottostante, nonostante l’evidenza del beneficio grazie al trattamento dietologico che verrà discusso in seguito.

Ero anche io vittima della “necessità di definire” all’epoca, dalla quale per fortuna sono guarito preferendo dedicarmi a curare. Come detto sopra non esiste alcun pattern di certezza e non esiste alcuna forma tipica e varianti anomale. E l’idrope può benissimo dare anche solo vertigini, e non è affatto raro, ma all’epoca non lo avevo ancora compreso.  Ma se ci fate caso dico una cosa e il suo contrario negli stessi paragrafi. Segno che già allora iniziavo a non credere troppo al “così dicon tutti”.

Particolarmente interessante ed ancora controversa è la patogenesi di una variante della malattia di Meniere nota come “fenomeno o sindrome di Lermoyez”, dove paradossalmente la comparsa di crisi vertiginose tipiche si accompagna alla scomparsa dei sintomi uditivi (anzichè al loro aggravamento come avviene generalmente) con netto recupero dell’ipoacusia altrimenti presente.

Si tratta di una inversione frequentissima e non certo rara come si credeva…tanto da non poterla assolutamente definire una variante “atipica” ma solo una diversa modalità di espressione dell’idrope tra le numerosissime possibili. Ma sempre da idrope è.

La crisi vertiginosa tipica della malattia di Ménière non si accompagna mai a perdita di coscienza, poiché l’alterazione non coinvolge il sistema nervoso centrale, ed è praticamente sempre preavvertita dal paziente per l’intensificarsi del senso di orecchio chiuso, dell’acufene o della perdita uditiva.
Non vi è quindi alcuna “pericolosità” nella crisi menierica e riteniamo che i pazienti affetti da tale patologia possano tranquillamente guidare veicoli privati senza troppi rischi, poiché vi è sempre la possibilità di fermarsi in tempo visto che la crisi non è mai veramente improvvisa. Solo nelle fasi terminali della malattia è possibile che la crisi tipica sia sostituita da una improvvisa perdita di equilibrio con brusca caduta a terra del paziente (crisi otolitica menierica o “fenomeno di Tumarkin”). 
Si tratta in realtà di una evenienza molto rara, anche se solo nell’ultimo anno, abbiamo avuto modo di seguire almeno cinque casi. E’ l’unica situazione veramente “pericolosa” alla quale il paziente può andare incontro, a causa della reale impossibilità di prevenire la caduta ed i possibili traumi, anche gravi. 

Già allora ero assolutamente convinto che il paziente dovesse vivere vita normale, guidare  e fare tutto e che non corresse pericoli, cosa che ancora oggi non hanno capito molti miei colleghi che non trattano la “paura” del paziente e l’invalidità sociale e personale che questa genera, e considerano come sua malattia solo le crisi di vertigine.
Non è invece assolutamente vero come tutti dicono che le crisi “pericolose” sebbene rare  (ma ovviamente nel corso degli anni ne ho viste molte di più aumentando il numero dei pazienti) debbano presentarsi per  forza nell’ultima fase. Possono capitare anche nei primi tempi. Non esiste alcun criterio né alcun progressione certa, né fasi della malattia che può avere, se non trattata ogni tipo di andamento  incluso star benissimo per moltissimi anni senza nessuna terapia.

L’evoluzione della malattia, se non adeguatamente trattata, è verso la sordità totale monolaterale, mentre le crisi con il passare degli anni tendono generalmente a divenire più lievi ma più frequenti e possono essere sostituite da uno stato di instabilità più o meno costante, a causa del danno alle strutture del labirinto. 

Cretinata totale, basata sul così dicon tutti e che critico abbondantemente ovunque adesso (e da molti anni), perfino nel mio video sulla Meniere.. Non esiste nessuna evoluzione certa, come detto anche sopra. E il labirinto non si danneggia praticamente mai, se non lo facciamo danneggiare dallo specialista che ci mette la gentamicina!
Però una giustificazione a questo errore ce l’ho. Io all’epoca vedevo soprattutto casi gravi e disperati spesso dopo anni di malattia e quindi statisticamente parlando (ma solo perché c’era più tempo disponibile dall’esordio) con più possibilità di aver subito ipotetici danni permanenti, peraltro indimostrabili.
Oggi per me non esiste assolutamente il punto di non ritorno tanto temuto. La terapia può non funzionare (su udito e acufene) a volte, ma questo non prova che ci siano danni, potrebbe solo esserci un idrope più resistente. E questo vale anche per chi non ha mai avuto nessuna vertigine e quindi non ha “ufficialmente” la Meniere.
Per questo motivo assolutamente io non faccio nessuna terapia a vita!

Vedremo poi, come a dispetto di quanto si crede comunemente, le attuali risorse terapeutiche, ci permettano nella maggioranza dei casi di controllare brillantemente la sindrome vertiginosa, di bloccare la perdita uditiva, se non farla addirittura talvolta regredire, e addirittura di migliorare nettamente gli acufeni.

Alla fine questa è la cosa più importante. Scrivevo forse cose “ortodosse”e ancora non ero l’ Andrea La Torre che strilla NO anche se tutti dicono il contrario, ma alla fine curavo da eretico, fregandomene delle cure tradizionali e facendo quelle che ritenevo giuste io, che se davano risultati 16 anni fa, figuratevi adesso.

Le caratteristiche tipiche della malattia rendono generalmente agevole la diagnosi anche con la sola analisi della particolare storia clinica.
Certamente l’identificazione della patologia è più facile quando il paziente riferisce diverse crisi alternate a lunghi periodi intercritici di benessere, che non dopo una singola “prima” crisi. 

Non è solo più facile, è assolutamente certa. Avevo ancora una gran confusione o affermavo le cose in modo troppo “timido”

Esaminando il paziente durante la crisi, il che avviene di rado, si osserveranno tutti i sintomi e segni tipici di uno squilibrio vestibolare acuto, con nistagmo spontaneo (un involontario movimento a scatti degli occhi) e marcata instabilità con tendenza a cadere verso il lato sano. Ma generalmente il paziente giunge all’osservazione del medico in fase intercritica quando tutti gli accertamenti vestibolari risulteranno, di solito, negativi. 

Tutti gli accertamenti che facevo allora forse, ovvero ben pochi nel 2000 per la parte vestibolare (che poi sono quelli che ancora fanno la maggior parte degli specialisti). Quando iniziai a studiare davvero l’apparato vestibolare includendovi sacculo e utricolo (VEMPS, OTR, VNG bidimensionale  e torsio ecc..) al contrario non ho mai trovato un solo paziente che non avesse alterazioni evidenti  del settore vestibolare.

Nelle fasi avanzate della malattia è invece possibile riscontrare una iporeflessia (deficit della funzione labirintica) alla prova calorica, che si accompagna generalmente ad una riduzione di intensità delle singole crisi. 

Per la sua totale inaffidabilità abbandonai l’esame calorico 5 anni dopo, ovvero 11, quasi 12 anni fa (primi del 2005, ben prima di molti altri esami). In realtà con la sua inaffidabilità mi aveva detto molto. Ovvero ripetendo l’esame più volte allo stesso paziente (cosa che quando scrissi questo articolo non facevo ancora)  riscontravo che un labirinto che non rispondeva affatto (e quindi morto stando all’idea di tutti) il giorno dopo magari – miracolo – rispondeva e quindi era resuscitato. In realtà era sempre stato vivo ma non rispondeva a causa dell’idrope e non certo per danni permanenti. Inoltre sulla  “fase avanzata” come se ci fosse una fase irreversibile abbiamo già detto quanto questo concetto sia assolutamente sbagliato.

L’esame audiometrico mostrerà generalmente una ipoacusia di tipo neurosensoriale più accentuata per le frequenze gravi, (in salita) di grado variabile e con possibili fluttuazioni della soglia uditiva nei controlli successivi. 
Nelle fasi successive la curva audiometrica tende a divenire pantonale, interessando tutte le frequenze, e ad abbassarsi progressivamente. L’ipoacusia sulle frequenze gravi è generalmente espressione diretta dell’idrope ed è ancora, talvolta, suscettibile di regressione spontanea o con terapia opportuna mentre la componente sulle frequenze acute è da intendersi come danno diretto delle cellule cocleari ed è spesso irreversibile.

Tutto assolutamente sbagliato e gravissimo.. (però alla fine questo è quel che pensano ancora oggi 16 anni dopo, una eternità in campo scientifico, molti miei colleghi :-).. anzi 😦  Non esiste alcun pattern audiometrico certo né alcun criterio per prevedere l’esito della terapia con l’esame audiometrico.. Il danno non è mai dimostrabile e manco sospettabile.
Purtroppo anche questo ragionamento ha avuto delle conseguenze negative.. Quanti pazienti ho scartato dalla terapia in quanto giudicati non curabili perché non rientravano nei “parametri” di quel che ritenevo curabile? Per fortuna solo fino al 2003, l’anno in cui ho detto “BASTA! adesso ci provo con tutti”… e quella è stata la grande rivoluzione, aiutata anche dalla cocciutaggine di una paziente calabrese… che dopo poche ore aveva avuto un recupero strabiliante dell’udito. E io le avevo detto poche ore prima,” non la iniziamo nemmeno la cura, faccio il medico, non sono Padre Pio”. Molti oggi mi criticano di non essere umile e me ne vanto!… e meno male che non lo sono o non lo sono più, perché quando ero più umile e non accettavo che solo io davvero cercassi di capire e sapessi curare questi problemi come si deve, guardate quanti danni ho fatto negando aiuto a chi forse poteva averne e cercando di capire con gli esami chi poteva avere benefici e chi no.

L’esame impedenzometrico mostrerà un timpanogramma normale, generalmente con accentuazione dei riflessi stapediali.
Tale esame, come già visto sopra, deve essere sempre eseguito per confermare la non responsabilità dell’orecchio medio (timpano) nel determinare il senso di orecchio chiuso riferito dal paziente ed assume particolare importanza nelle forme iniziali, quando non vi sia ancora ipoacusia evidente e non si siano verificate crisi vertiginose.
E’ importante ribadire che l’errata esecuzione dell’esame audiometrico, in particolare dimenticando di “mascherare” l’orecchio sano, può portare a gravi errori diagnostici, ed al trattamento (ovviamente inutile) di fantomatiche forme “catarrali”, soprattutto quando per superficialità o non disponibilità dell’attrezzatura non viene eseguito anche un esame impedenzometrico. 

I riflessi stapediali possono essere in ogni modo, anzi spesso mancano proprio, come detto prima parlando dei rapporti con l’otosclerosi, ma io all’epoca non lo sapevo ancora (grazie, devo scoprire tutto solo visto che gli “altri” dormono e sarebbe successo solo 2.3 anni dopo) e in quei casi facevo diagnosi sbagliata di otosclerosi iniziale più eventuale idrope.

Piano piano mi sa che capirete (lo spero) perchè io ora e dal 2009 non faccio più esami e posso fare consulenza su skype.

Per poter accertare la responsabilità dell’idrope endolinfatico quale meccanismo alla base di una ipoacusia neurosensoriale è da tempo stato messo a punto un particolare accertamento, noto come test al glicerolo, che prevede l’effettuazione di un esame audiometrico basale e di controlli successivi (3 in tutto, uno all’ora) nelle tre ore successive all’assunzione di glicerolo per via orale.
Il glicerolo è infatti un diuretico osmotico, ovvero una sostanza capace di aumentare l’eliminazione dei liquidi. Se nei controlli successivi si osserva un miglioramento dell’ipoacusia di almeno 10 dB l’esame è considerato positivo.
Presso il Centro di Otorinolaringoiatria eseguiamo tale esame in modo più accurato mediante la somministrazione endovenosa di una quantità standardizzata e predefinita di mannitolo (un altro diuretico osmotico, che raggiunge meglio l’orecchio interno) quando vi sia bisogno di confermare l’idrope endolinfatico. 

Di per sé non era una idea sbagliata. Gli facevo fare la flebo e se rispondevano era idrope di sicuro, ma il problema è che lo poteva essere anche se non rispondevano bene. La non risposta a una singola componente della terapia non prova nulla. Comunque in verità ricorrevo a questo test solo in casi dubbi di ipoacusia fissa, non variabile. Dovete anche considerare una cosa… Mettere in terapia facendogli pagare tutti i controlli con esami un paziente che magari viene da lontano e deve venire poi a Roma a fare i controlli è una cosa, mettere in terapia uno che non fai manco spostare da casa sua al quale al massimo prendi 150 euro in tutto una sola volta è tutt’altra. Il peggio che può succedere è che non funzioni ma almeno non gli hai fatto fare viaggi e sprecare tanto denaro. Avevo un obbligo di un rispetto maggiore nei confronti della diagnosi, nel senso di cercare di capire se ne valeva la pena. Anche se poi quel rispetto ha forse impedito a tanti che potevano avere successo di far la terapia.  Fortunatamente oggi questi limiti sono superati da tempo. Oggi ho e avete .. Skype.

Una tecnica d’indagine ancora in fase di studio è la misurazione dei minimi spostamenti del sistema timpano-ossiculare (misurazione indiretta della pressione cocleare) mediante una sofisticata apparecchiatura computerizzata. Il reale valore diagnostico di tale metodica è però ancora tutto da accertare.

Si trattava di un apparecchio che si vendeva in Inghilterra ma che alla fine non comprai perché costava oltre 30.000 euro .. lo aveva ideato un tipo che lo vendeva direttamente e non c’erano garanzie che funzionasse, dovevo comprare a scatola chiusa…. e guardando in internet sembra che la cosa si sia esaurita li…ai primi anni 2000. Magari sarebbe stato utile e lo sarebbe tutt’ora per misurare in modo non invasivo un eventuale idrope perilinfatico e indirettamente la pressione endocranica…. ma pazienza.

Se la diagnosi non può essere definita in modo assoluto è sempre consigliabile effettuare i potenziali evocati uditivi (o all’occorrenza una risonanza magnetica, se il livello uditivo è troppo basso per ottenere una risposta affidabile) per escludere un neurinoma dell’acustico, che, sebbene raramente, può simulare in qualche caso una malattia di Meniere.

Dei potenziali evocati fatti da me personalmente o dai miei tecnici e da me letti mi potevo fidare, ma oggi direttamente quando serve chiedo la risonanza magnetica, che peraltro nella stragrande maggioranza dei casi i pazienti già hanno fatto prima di arrivare a me.
Non sono più assolutamente dell’idea invece che il neurinoma possa “simulare” la Meniere, e in effetti non era logico. Una neoformazione seppur benigna , non dà disturbi fluttuanti, ma solo semmai progressivi. La verità è che a volte i due disturbi coesistono . Nel 2008-2009 diagnosticai io ben 7 casi di neurinoma (un record mai ripetuto per fortuna in così poco tempo, visto che è abbastanza raro), e tutti avevano anche l’idrope e buona parte di loro ebbero perfino miglioramenti con la terapia dimostrando che i sintomi erano dovuti all’idrope più che al neurinoma.

Se la diagnosi generica di M. di Ménière conclamata è quindi piuttosto agevole, ben più difficile resta stabilire la causa o le cause che sono alla base della malattia stessa.
A tutti i nostri pazienti viene richiesta una batteria di esami ematochimici di laboratorio, alcuni noti altri più particolari, come la ricerca di autoanticorpi specifici o dosaggi ormonali. Purtroppo alcuni di questi esami non sono agevolmente effettuabili in ogni laboratorio e per tale motivo, quando possibile inviamo il paziente ad un laboratorio di nostra fiducia attrezzato per tutte le indagini necessarie.

L’errore era credere ancora che esistesse la MALATTIA DI MENIERE, e non aver capito che non era una patologia autonoma ma una sindrome, ovvero non si fa diagnosi di Ménière, perché automaticamente la fa già il paziente dichiarando di aver avuto nella vita i quattro sintomi con almeno due episodi di vertigine. Ora che so che tutte le vertigini sono da idrope (e lo so da tanto) il problema non si pone più. Se giriamo all’idrope la seconda affermazione (quella in verde) allora è ancora vera, non conosciamo le cause che determinano l’idrope anche se ne conosciamo il meccanismo (almeno in parte) abbastanza da poter fare terapia su quello.

Abbiamo visto come la M. di Meniere debba essere considerata una malattia multi-fattoriale dove le fluttuazioni dell’equilibrio idro-salino e l’eventuale ritenzione idrica generale si ripercuotono sull’ orecchio affetto, quando questo, per cause spesso non identificabili, abbia perso la propria indipendenza nella regolazione dei liquidi labirintici.

Questo era quel che credevo ma non è così. Però era una ipotesi affascinante, e mia, e di nessun altro. Sapevo ancora troppo poco dell’ADH all’epoca, o meglio sapevo ma non ero ancora convinto. La mia terapia non ha seguito la successione 1. scopro il ruolo dell’ADH 2. Faccio la terapia contro l’ADH, ma esattamente il contrario ovvero la terapia (nata empiricamente per deduzione e tentativi, funzionava, e solo dopo ho capito perché funzionava. Lascio buona solo la idea della malattia (ma la chiamerei condizione multifattoriale (più concause), se riferita all’idrope stesso.

Certamente è fondamentale che il paziente venga seguito in modo accurato dallo specialista e che riceva adeguate spiegazioni e chiarimenti sulla sua patologia, sulla benignità delle crisi vertiginose, sull’importanza dei fattori psico-emotivi stessi.
Proprio per tale motivo consigliamo ad ogni nostro paziente di contattarci frequentemente per ogni necessità, o in occasione di eventuali crisi, mirando in tal modo a ridurre la componente ansiosa, con indubbio beneficio sull’evoluzione stessa della malattia. Una spiegazione del ruolo neurofisiologico svolto dal rapporto medico-paziente può essere dedotto leggendo il lungo documento sulla Tinnitus Retraining Therapy per il trattamento degli acufeni, senz’altro interessante anche per il paziente affetto da M. di Meniere (nella sezione Otologia ed Audiologia del nostro sito).
E’ sempre opportuno inoltre evitare stress psico-fisici, cercando di condurre una vita regolare con un buon rapporto sonno-veglia.

E questo invece è tutto assolutamente giusto e a quanto pare dopo tutti questi anni sono ancora l’unico che tiene in conto tutte queste cose, e forse  questa è la ver chiave del successo con l’idrope. Anche il riferimento alla TRT (che non funziona però con acufeni fluttuanti) nei suoi principi base (in quanto importanza all’aspetto psicologico e alla reazione d’allarme) è corretto. Semmai lo è meno il concetto di evitare lo stress cosa non sempre fattibile.

La suscettibilità del labirinto alle variazioni termiche, che costituisce il razionale dei test calorici, ci ha suggerito la possibilità di utilizzare l’irrigazione con acqua fredda nel condotto uditivo corrispondente al labirinto malato, durante una crisi vertiginosa intensa e prolungata, per inibire l’iperattività responsabile della crisi vertiginosa stessa.
Tale rimedio apparentemente banale si è dimostrato in quasi tutti i casi efficace nel ridurre la durata e l’intensità della vertigine, ma ne consigliamo l’applicazione solo dietro valutazione diretta dello specialista e dopo che la diagnosi sia stata assolutamente confermata.
Il principio base di tale metodica, recentemente ideata presso il nostro Centro, è che temperature inferiori a qualla corporea inibiscono l’attività labirintica.
Ovviamente irrigazioni troppo rapide o temperature troppo basse potranno determinare una eccessiva depressione dell’attività del labirinto trattato, che si manifesterà con l’inversione (per breve durata) del senso di rotazione della vertigine seguito poi dall’attenuazione della sensazione vertiginosa.
La semplicità della metodica ne permette la ripetizione più volte anche in occasione della stessa crisi. E’ inoltre importante che il paziente mantenga gli occhi aperti cercando di fissare un punto nell’ambiente circostante per avvalersi dell’effetto di inibizione della funzione visiva su quella vestibolare e resti coricato sul fianco corrispondente all’orecchio sano per ridurre l’intensità della crisi.
E’ fondamentale cercare di non perdere la calma, e mantenere un respiro regolare, riducendo in tal modo l’ipereccitabilità del sistema neurovegetativo e prevenendo una eventuale iperventilazione che può solo contribuire a peggiorare le cose. Può essere indicata, a tal fine, l’assunzione di lievi sedativi (benzodiazepine). Solo per crisi prolungate può essere necessaria l’assunzione (supposte) di un neurolettico (es. Torecan), e di farmaci anti-emetici per ridurre il vomito (es. Plasil) che non trovano alcuna collocazione e giustificazione come terapia protratta o prevenzione.
A tutti i nostri pazienti offriamo comunque la possibilità di contattarci telefonicamente in occasione della crisi per aiutarli (non solo psicologicamente), con gli opportuni suggerimenti, a superare la crisi stessa, sebbene con il trattamento dietologico da noi proposto, qui di seguito descritto, la frequenza degli episodi si riduca di solito drasticamente.

E qui ero già per fortuna sebbene molto più ignorante il Dott. la Torre che oggi conoscete (chi mi conosce), massima disponibilità e idee nate dall’osservazione, dalla logica e dall’ esperienza, per inventare sempre qualcosa di nuovo. Il Torecan giurerei di non averlo mai dato.. ma forse qualche volta sarà scappato, evidentemente, i primi anni. Lo considero oggi il principale responsabile del ritardo di ripresa del paziente dopo la crisi e lo proibisco!

La riduzione dell’idrope viene generalmente cercata consigliando al paziente la drastica riduzione dell’apporto alimentare di liquidi e sale, obbligando il paziente a sacrifici notevoli e con la conseguenza di una ulteriore alterazione del metabolismo idro-salino. Tale tipo di trattamento è poi altamente sconsigliato in pazienti affetti da altre problematiche (calcolosi renale o biliare, ad esempio).
Presso il Centro di Otorinolaringoiatria, utilizziamo con successo un protocollo dietologico che stravolge ed inverte i concetti fin’ora applicati: usando l’acqua come diuretico (almeno due litri al giorno) purché nell’ambito di uno schema dietetico particolare monitorato e adattato allo specifico paziente, riusciamo a regolare il metabolismo dei liquidi e ad agire sulla ritenzione idrica in modo molto più fisiologico, senza obbligare il paziente a sacrifici drastici.
Parte integrante del trattamento sono le analisi del peso specifico urinario che il paziente effettua facilmente da sè a domicilio due volte al giorno mediante un apposito kit fornito al paziente), Ovviamente la dieta prevede anche una riduzione dell’apporto di sale, eventualmente sostituendo il normale sale da cucina con opportuni preparati a base di potassio. Il principio base della terapia cambia drasticamente.
Non miriamo più a creare una deplezione di liquidi ma a correggere gli squilibri del metabolismo idro-salino (acqua e sale) e quindi a curare la malattia dal punto di vista metabolico.

Ben diversa da oggi era la dieta (seguita giornalmente per telefono da una dottoressa che si occupava di quello, ma non certo solo iposodica come sembra leggendo) e anche il carico di acqua, all’epoca minore che oggi, solo 2 litri (ma infatti con minor efficacia),  solo che non avevo ancora capito bene dove andasse ad agire la terapia.  Non nomino nemmeno l’ADH, ma come detto era troppo presto.

Tale protocollo riesce generalmente a risolvere la sindrome vertiginosa sin dalla prima settimana in circa l’80% dei pazienti che si attengano scrupolosamente a quanto indicato.
Dall’analisi a distanza dei pazienti trattati abbiamo potuto anche osservare un netto miglioramento dell’udito (almeno per la parte legata all’idrope) in alcuni casi, oltre alla riduzione dell’acufene, per il quale comunque esistono altre terapie applicabili al momento della stabilizzazione della malattia. In quasi tutti i pazienti trattati siamo riusciti ad ottenere una stabilizzazione della malattia senza ulteriori aggravamenti (se non transitori) dell’udito e una netta riduzione, se non scomparsa del senso di occlusione auricolare. 

Nonostante tutte le lacune, l’ignoranza (ovvero il non sapere quel che comunque nessuno sapeva) e tutti gli sbagli, la terapia funzionava, ma funzionava soprattutto sulla vertigine, e semmai evitava peggioramento di udito e acufene.. sebbene qualche volta i miglioramenti ci fossero anche per questi, soprattutto per l’udito, meno per gli acufeni (non usavo i neurofarmaci!) Erano ancora ben lontani i tempi in cui la cura sarebbe stata applicata a tutti i pazienti con possibile idrope, ovvero a tutti.  Il rosso è per l’omissione di un importante parola: CERTAMENTE… “Almeno per la parte certamente legata all’idrope” visto che potrebbe esserlo anche la parte fissa… Credevo troppo alla possibile esistenza di danni permanenti, solo perchè li ritenevano possibili tutti o perché magari il sospetto veniva aumentato dagli esami dei quali in realtà non avrei dovuto fidarmi. Ma poi alla fine è venuto fuori il “mai dire nulla su qualcosa indimostrabile”.

E’ importante tener presente che tale trattamento non “cura” la lesione dell’orecchio interno (della quale ancora non si conoscono le esatte cause), che ha determinato la rottura dell’indipendenza del metabolismo labirintico ma agisce sui fattori generali che contribuiscono alla genesi dell’idrope ed all’insorgenza dei sintomi.
Per tale motivo, come per altre patologie che necessitino di restrizioni alimentari continue (es. ipertensione, diabete, ipercolesterolemia), il paziente “menierico” dovrà comunque osservare alcune “regole” alimentari per tutta la vita, sebbene non ci sia, dopo un certo tempo, più bisogno dell’assistenza diretta del medico, il cui scopo principale è la corretta “educazione alimentare” del paziente, che si rende necessaria solo nella fase “attiva” della malattia.
Il progredire della ricerca ci permetterà comunque, almeno questo è quello che ci auguriamo, di mettere a punto un vero e proprio trattamento definitivo e quindi il concetto di cura “a vita” deve essere considerato come derivante da un’ attuale limitazione delle conoscenze scientifiche odierne e non inteso in senso assoluto.

Povero illuso e passionale Andrea versione 2000! Davvero credevo che avrei trovato la cura in grado di GUARIRE? Non lo posso mettere rosso (lo metto arancione essendo una colpa per eccesso di amore per la ricerca e le sfide) ma manco verde perché ho commesso un errore grave e da presuntuoso. Il non considerare che quasi nessuna malattia medica si guarisce davvero in modo definitivo. E pensavo di riuscirci io, da solo, senza l’appoggio di nessuno quando ancora manco sapevo davvero “curare” tutti i sintomi? Certo gli altri erano già chilometri indietro, manco le vertigini sapevano bloccare in molti casi, ma davvero me la sono sparata alta qui..

Anche se poi, (verde pieno qui) ce l’ho fatta a mantenere la promessa. Niente terapia a vita (e oggi mi batto per questo) ma cura delle recidive, e abbattimento dell’ansia anche quando si sta bene che le favorisce, e assistenza al paziente continuativa e illimitata senza costi e per qualunque necessità.. questo si, a vita.. Ma non avevo né skype (vedersi non è come parlarsi al telefono) né whatsapp per le comunicazioni rapide. E i miei pazienti provenivano da tutte le regioni di Italia già allora.  Ma non so guarire definitivamente , e non ci risucirò mai! Ma alla fine, manco serve, se il pazinte può stare bene libero da problemi e senza pensare alle recidive comunque possibili, tirandosele addosso per lo stress alla fine.

Però già da tutto questo capite una cosa fondamentale. Ovvero quanto è difficile seguire questo tipo di pazienti e quanta passione voglia e disponibilità serve. E questo è quel che fa si, forse più di tante altre cose, che io ne curo tanti e la maggior parte degli altri no.
Ma siamo sinceri, senza i neurofarmaci, che allora non usavo, tanto lontano forse non sarei potuto arrivare. Ma anche questi alla fine si usano solo per brevi periodi.

Diciamo che allora facevo l’otorinolaringoiatra e credevo che l’idrope fosse una malattia dell’orecchio… oggi non so più bene se faccio più l’otorino o lo psicoterapeuta casereccio a modo mio (probabilmente male, ma che devo fare se non ho chi mi aiuta?) e so che sto trattando una condizione psicosomatica e non di solo orecchio, sebbene l’importanza dello stress l’avessi già ben capita.

La terapia farmacologica a base di farmaci “antivertiginosi” (Microser, Vertiserc, …), sebbene abbia la sua importanza, non è quasi mai in grado, da sola, di portare reale beneficio ma può essere utile come terapia di complemento, soprattutto allo scopo di prevenire il danno uditivo.
Tali farmaci manifestano la loro azione specifica, peraltro, solo con il trattamento prolungato ed è ormai noto che l’assunzione di una singola compressa allo scopo di bloccare la crisi vertiginosa è del tutto inutile (effetto placebo a parte). 
Vengono peraltro da noi spesso prescritti ma solo come sintomatici in caso di frequenti vertigini.

In molti casi si ottengono notevoli benefici, soprattutto nelle forme a sospetta genesi immunitaria, con la terapia cortisonica, locale (infiltrazione endotimpanica) o generale, con possibili remissioni transitorie persino dell’acufene. 

Ancora davo quella cavolata TOTALMENTE inutile della betaistina..? Con certezza so che non la ho mai data a nessuno dal 2001, ma l’articolo dovrebbe essere di fine 2000. Ho ricordi con certezza di quando la facevo buttare a tutti ma sinceramente non ricordo da quando ho smesso decidendo che non serviva davvero a nulla.

Come agisse il cortisone (che oggi so agire sulle aquaporine e sull’interazione orecchio-ADH) non lo sapevo, sapevo che poteva fare qualcosa ma sbagliavo sulla relazione immunologica.
E poi c’è una vera balla, quella della terapia locale, ma siccome io non dico né scrivo mai bugie, penso fosse più riferita a un progetto futuro  e riferimento a terapia altrui (altri già lo applicavano nel mondo)  visto che con certezza dovevano passare ancora tre anni almeno prima che mi mettessi a proporre drenaggi transtimpanici e terapia locale autosomministrata  e che non ricordo assolutamente di aver mai fatto una infiltrazione intratimpanica di cortisone a nessun paziente.

Per alcuni pazienti potrà essere opportuna la prescrizione di farmaci ansiolitici (diamo la preferenza allo Xanax), a basso dosaggio, che non debbono però essere semplici sostituiti del buon rapporto medico-paziente. Decisamente sconsigliabili sono invece l’assunzione protratta di diuretici, per la loro tossicità sia a livello renale che per lo stesso labirinto (almeno alcuni), e di neurolettici (Torecan), che debbono trovare il loro giusto impiego solo quale terapia d’emergenza in occasione di una prolungata crisi vertiginosa e non come terapia di mantenimento.

Primi timidi approcci con i neurofarmaci? In seguito tutti li mandavo dallo psichiatra che collaborava con me e lui iniziò a trattare seriamente il paziente con neurofarmaci e solo anni dopo fu deciso (d’accordo con lui) che avrei potuto continuare la stessa terapia da solo senza far pagare al paziente pure questo. Giustissima la frase contro diuretici (che però molti continuano ad usare sebbene siano passati ulteriori 16 anni ) e Torecan, che però come detto non a proprio nessuna indicazione, manco come terapia d’emergenza (ripeto, si vede che lo usavo, ma io proprio non ricordo questo).

In alcuni casi con crisi molto frequenti, prescriviamo un ciclo di infusioni endovenose di mannitolo, quale terapia d’urto per bloccare la riacutizzazione della malattia. Recentemente abbiamo iniziato a prescrivere terapie specifiche sulla base dei risultati degli esami di laboratorio effettuati, integrando il trattamento dietologico, che in tal caso può essere progressivamente “alleggerito” con trattamenti mirati in base al problema riscontrato.  Proprio alla luce di tali nuovi dati e modo di agire abbiamo iniziato a trattare i pazienti, ove necessario, anche con brevi cicli a basso dosaggio di corticosteroidi ed anti-istaminici o con altri farmaci che agiscano a livello ormonale, il tutto senza particolari effetti collaterali.
In realtà l’impiego di corticosteroidi nella Meniere era già stato sperimentato con scarso successo da molti altri ricercatori in passato, ma riteniamo che le cause del fallimento fossero più dovute all’incostanza del trattamento ed agli effetti collaterali delle alte dosi somministrate, tra i quali senz’altro, la ritenzione idrica, nociva nel paziente menierico per i motivi ampiamente discussi.

Le fleboclisi erano quelle tradizionali lente e senza carico idrico speciale e non facevano alla fine molto se non in casi isolati e per quello le usavo solo in casi particolari.
Grosso errore fidarsi degli esami di laboratorio, ma sempre cercavo LA CAUSA. Senza far nomi ci fu un periodo tempo dopo che facevo fare il prick test (test cutaneo per allergia) a una dottoressa per poi scoprire che me li faceva tutti allergici per continuare a ricevere pazienti, ma a una verifica con esami del sangue non lo era quasi nessuno. E a parte questo non avevo ancora capito, accecato dal bisogno di cercare la causa (male condiviso con molti pazienti che oggi educo a cercare solo di star bene e non di spendere tutto lo stipendio a cercare cause non trattabili e forse solo coincidenziali), che trovare qualcosa non signifca aver trovato la causa. Ma dovevo ancora crescere.
Sui cortisonici ci avevo preso (bisogna farlo sempre con carico idrico), ma convinto come ero sulla storia della ritenzione idrica generale, e non sapendo che i cortisonici si comportano in due modi, diuretici se predomina la diuresi e antidiuretici (ritenzione) se predomina l’antidiuresi avevo sbagliato il perché servisse l’acqua.

Nei casi più disperati, con vertigini estremamente invalidanti refrattarie ad ogni altro trattamento, si può ricorrere alla sezione selettiva del nervo vestibolare (neurectomia selettiva vestibolare), con conservazione dell’udito, od alla distruzione chirurgica del labirinto (labirintectomia, effettuabile solo nei casi di concomitante grave ipoacusia) con risoluzione definitiva delle vertigini.

Ma per fortuna io non ho mai dovuto far operare un paziente. Le vertigini anche allora riuscivo SEMPRE a controllarle almeno sui pazienti che rivedevo. Diciamo che non ho mai saputo di un paziente che non abbia avuto ottimi risultati sulla vertigine ricorrente. Quindi o sono TUTTI scappati senza dirmelo o non ho avuto fallimenti. Ci tengo a sottolineare una cosa importante che mi fa onore.  A me sarebbe decisamente convenuto farli operare. Avevo un padre famoso neurochirurgo che operava in privato e io potevo operarli insieme a lui. Anche solo con uno-due pazienti coperti dall’assicurazione privata sottoposti a neurectomia vestibolare ogni tanto mi sarei arricchito molto di più che tentando di fare di tutto per renderla non necessaria. E invece mi sono battuto per far in modo che ne uscissero fuori prima e senza nessun intervento. Oggi so che non esistono casi certamente irreversibili di perdita di udito e per quanto sia grave l’ipoacusia mai si può affermare che una parte almeno non possa essere recuperabile (il che non vuol dire che lo sia), quindi comunque la distruzione del labirinto non aveva senso.

La neurectomia è probabilmente l’unica terapia in grado di prevenire con assoluta certezza le cadute improvvise legate alla crisi otolitica di Tumarkin, e deve essere presa in considerazione in tali casi per l’evidente pericolosità intrinseca, con possibili traumi cranici importanti.
Ciò resta vero nonostante tutti i casi di Tumarkin da noi trattati siano oggi da tempo completamente liberi da crisi e cadute, senza necessità di ricorrere alla neurectomia.

E questo si conferma a tutt’oggi anche sedici anni dopo almeno a quanto so io.

In tempi recenti è ritornata in auge la vecchia metodica terapeutica che prevede la distruzione “chimica” del labirinto mediante l’impiego di farmaci vestibolo-tossici (gentamicina), iniettati nell’orecchio medio in varie sedute. 
Sconsigliamo il ricorso a tale metodica, se non nei casi altrimenti intrattabili, avendo seguito numerosi pazienti per i quali la gentamicina ha ottenuto solo una deafferentazione parziale aggiungendo alla presenza di crisi vertiginose (seppur di intensità ridotta) una instabilità intercritica, poco suscettibile di compenso centrale, dovuta al deficit labirintico incompleto. Oltretutto la gentamicina aggrava la perdita uditiva e quindi può essere impiegata solo per i pazienti in cui l’udito sia già totalmente e definitivamente compromesso.

MAI. Anche perché casi veramente intrattabili di vertigini io non ho mai visti. Ovvio che sono intrattabili se il medico si limita a dare una terapia senza “curare” anche l’ansia del paziente e insegnargli a capire la differenza tra avere occasionali recidive magari brevi e leggere e avere una malattia invalidante e limitante.Il che richiede tempo, voglia e fatica. Chi non ha né tempo né voglia e non vuole faticare fa (come faceva) la gentamicina. IO NO!

Conclusione

Nel complesso possiamo affermare che, con l’opportuna terapia è oggi praticamente possibile nella maggior parte dei casi risolvere la sindrome vertiginosa ed anche prevenire il danno uditivo permanente della m. di Meniere purché si intervenga in fase precoce quando l’ipoacusia è ancora reversibile. 
Anche nelle forme avanzate è generalmente piuttosto agevole, sopratutto grazie al particolare trattamento dietologico da noi messo a punto, prevenire l’insorgenza di nuove crisi vertiginose e buoni risultati si sono ottenuti anche sui sintomi uditivi (pienezza, ipoacusia, acufeni).
Il Centro di Otorinolaringoiatria sta al momento effettuando una intensa attività di ricerca clinica su nuovi possibili protocolli di diagnosi e terapia per cercare di individuare nuove possibili cause e nuovi rimedi terapeutici. I primi risultati di tali ricerche sono pubblicati in questo documento.
Con la semplice intuizione sul trattamento della crisi in atto mediante irrigazione del condotto uditivo e con il particolare trattamento dietologico da noi messo a punto, che oltre al controllo della ritenzione idrica permette un rapporto continuativo tra medico e paziente, senz’altro gradito a chi soffre di questa patologia e utile a ridurre gli effetti psicologici negativi della sindrome vertiginosa siamo comunque, già oggi, in grado di ottenere ottimi risultati nella gestione di questa malattia.

Qui non commento nulla… le mie conclusioni di quel che si può fare oggi per tutti i sintomi della malattia, anche a distanza di moltissimi anni dall’esordio, non solo per prevenire vertigini o peggioramenti ma per riportare indietro le trovate sul mio sito www.idrope.com



Vi ringrazio se davvero vi siete sorbiti tutta la lettura di questa pagina (credetemi, ci ho messo molto più io a scriverla) che comunque penso possa essere interessante sia per medici (che tanto non la leggeranno) che per i pazienti. Mi auguro tra 16 anni di poter rileggere questa pagina e di mettere tanto rosso sulle stesse cose che ho scritto oggi, a conferma di ulteriori progressi, ma in parte spero che  a 67 anni non avrò ancora voglia di passare il sabato notte e metà domenica a fare queste cose. 🙂 Ad arrivarci poi.. che come per la Meniere e l’idrope il futuro non lo conosciamo e allora non abbiamo manco diritto ad inventarcelo.

Lascia un commento

Archiviato in Generale

Link che dovrebbero puntare a me ma vanno altrove (ma è colpa mia)

Essendo stato sostanzialmente uno dei primi otorinolaringoiatri italiani ad avere un sito internet (se non proprio il primo) nel 1999, all’epoca feci man bassa di quasi tutti i domini disponibili relativi all’otorinolaringoiatria, salvo poi lasciarli tutti, per correttezza, quando, visto che non mi occupavo più di otorinolaringoiatria ma in modo specifico solo di idrope e disturbi connessi, ho ritenuto che non fosse giusto occupare quei siti solo per toglierli ad altri colleghi. Solo che mi sono dimenticato di verificare chi ha aveva links che puntavano ai miei siti.

Ecco allora alcuni siti ex miei che non puntano più a me (alcuni non vanno da nessuna parte, altri a siti di concorrenti.)

-otorinolaringoiatria.it
è stato per anni il mio sito principale, il sito del mio Centro di Otorinolaringoiatria
Ora punta al sito del Dr. Henrik Thielen, ORL a Roma

-orl-online.com
il mio primo domino, con il quale ho iniziato nel 1999, che poi fu sostituito da http://www.otorinolaringoiatria.it. Punta a un incessibile sito in giapponese.

-otorinolaringoiatria.com
Nonostante risulti registrato non punta al momento da nessuna parte

-otorinolaringoiatria.net
Risulta registrato ma in vendita. Vogliono US$2.988 🙂

-otorinolaringoiatria.org
punta a un sito di chirurgia plastica or ORL gestito credo dal Dott. Lambertoni

Non mi ricordo se anche –otorinolaringoiatria.info era mio. Mi pare di si. Ora punta al sito del Dott. Trimarchi ORL

Alla fine nulla di grave, ma se incappate in una pagina che riporta uno di questi link e parla di acufeni, vertigini, orecchio, acufeni, idrope, meniere ecc.. beh sappiate che il link giusto è www.idrope.com o www.drlatorre.info

E se invece trovate dei miei vecchi documenti o documenti che riportano questi links ignorateli, come minimo sono vecchi di anni.

Le cose aggiornate le trovate sul mio sito.

Lascia un commento

Archiviato in Generale

Ecco come si deve usare l’Otovent

Un mio paziente ha fatto un video perfetto dove mostre come debba essere fatta l’insufflazione con l’Otovent..

Lascia un commento

Archiviato in Acufeni, Generale, Idrope e ADH, Ipoacusia e Fullness, Meniere, Terapia

Non sapete usare skype? Vi insegno io come usarlo!

Le lezioni della durata di 20 minuti circa sono assolutamente gratuite e non comportano da parte vostra alcun impegno di prenotare in seguito una consulenza. Offro questa possibilità solo per superare eventuali blocchi psicologici nei confronti di questa facile e utile risorsa.

Non dovete nemmeno per prenotare già possedere Skype o un account che però ovviamente dovete avere quando faremo la “lezione”.  Lo potrete scaricare successivamente andando su www.skype.com

Se siete interessati basta fare clic sul pulsante Lezioni su Skype qui sul link per prenotarvi scegliendo l’orario tra quelli disponibili. Al momento la prossima data (e unica per ora) disponibile è Mercoledì 26 ottobre 2016, pomeriggio e sera.

1 Commento

Archiviato in Generale

Pazienti che aiutano i pazienti: una grande soddisfazione

Dal 1994, inizio della mia attività professionale privata, fino al dicembre 2012, ho sempre offerto dietro semplice richiesta, a chiunque ne avesse necessità, consulenze o pareri e assistenza gratuitamente o dilazioni o agevolazioni (quest’ultime anche più recentemente), scrivendolo pubblicamente sul mio sito. Ma visti i continui abusi che mi portavano a dover rispondere a diverse decine di mail o richieste di parere su facebook, gratuitamente e tutti i giorni e a fare moltissime consulenze gratuite a finti poveri che spendevano con altri medici e terapie, ma risparmiavano con me che lo permettevo, con ritardi nello svolgimento del mio lavoro retribuito, e spesso senza nemmeno ricevere un grazie, ho deciso nel dicembre 2012 di ridurre i costi (e ulteriormente ridotti sempre più poi negli anni successivi) per tutti, ma che tutti pagano, senza eccezioni.

L’anno scorso ho avviato una iniziativa per la raccolta di contributi volontari da parte dei pazienti in terapia attuale o pregressa che ritengano di aver ottenuto risultati tali da voler dare un contributo ulteriore volontario e avvantaggiare in tal modo altri pazienti bisognosi. I contributi vengono infatti utilizzati per offrire a un numero limitato di pazienti che si trovino IN REALE STATO DI DIFFICOLTA’ ECONOMICA TALE DA NON POTER ACCEDERE ALLA CURA AI COSTI STANDARD (in relazione all’ammontare dei contributi ricevuti fino a quel momento ma anche andando in passivo io entro certi limiti se necessario) una agevolazione su consulenza, terapia e assistenza illimitata a vita pagando  € 50,00 quale unico costo una tantum da sostenere senza nessun costo ulteriore aggiuntivo invece che  € 150,00 come da tariffario standard.

E’ stato un successo fuori da ogni aspettativa: anche se ho dovuto metterci un ulteriore contributo io, molti pazienti hanno inviato i loro contributi piccoli o grandi che siano, il che mi ha permesso di non aumentare i costi a nessuno come avevo previsto (tutto aumenta un po’) e di concedere agevolazioni a molti pazienti.

Se siete miei pazienti in terapia attuale o pregressa soddisfatti dei risultati ottenuti e che ritenete che in effetti quanto da me richiesto sia molto basso e sproporzionato a vostro vantaggio e volete dare il vostro contributo, potete farlo andando su www.drlatorre.info/paypal dove è possibile effettuare un pagamento ad importo libero.
In alternativa è possibile dare un contributo fisso di euro € 25,00 in occasione di una visita di controllo direttamente nel sistema di prenotazione (non sono considerati contributi però i controlli a pagamento fuori orario previsto per i quali è applicata una “penale dissuasiva” 🙂 di € 25,00.

Ricordo che possono contribuire SOLO i miei pazienti e non chi non lo è mai stato e che ogni importo ricevuto viene regolarmente fatturato come “consulenza e assistenza specialistica”, trattandosi comunque di pagamenti effettuati da miei pazienti.

Chi volesse beneficiare (avendone la reale necessità) di questa possibilità offerta dalla generosità di altri pazienti grati e soddisfatti deve andare su www.drlatorre.info/info e poi seguire le istruzioni per prenotare con riduzione.

6 commenti

Archiviato in Generale

Raccolta firme per avere la camera iperbarica in convenzione per idrope e Meniere

schermata-2016-10-20-alle-12-31-42

Questa iniziativa è promossa da:
Dott. Andrea La Torre
medico chirurgo
specialista in Otorinolaringoiatria
iscritto all’Albo dell’Ordine dei Medici di Parma al n.4661
www.drlatorre.info
drandrealatorre@gmail.com

PREMESSA

L’idrope endolinfatico è causa nota di acufeni, vertigini, riduzione dell’udito, Malattia o Sindrome di Meniere.

Consiste in un aumento del volume e della pressione dell’endolinfa, liquido dell’orecchio interno che può determinare i sintomi generando una disfunzione di tipo idromeccanico a carico di cellule ciliate cocleari o recettori vestibolari.

E’ noto che in molti casi si possono avere benefici su questi disturbi mediante trattamento iperbarico.

Quel che è difficilmente comprensibile è che, nonostante sia ovvio che gli eventuali benefici quali la scomparsa dell’acufene o il recupero di una ipoacusia siano dovuti alla regressione di una condizione reversibile, la maggior parte dei medici che la prescrivono sono ancora convinti che la sua efficacia consisterebbe nel superare l’ostacolo a livello della microcircolazione causante l’ischemia portando ossigeno ad alta pressione verso l’orecchio interno, cosa che non potrebbe mai agire sulle cellule ciliate e sul loro danno irreversibile sviluppatosi già, se veramente ci fosse stata una ischemia, dopo 4-5 minuti dal blocco della circolazione. Quindi in pratica, nonostante la camera iperbarica possa essere efficace solo in caso di idrope, è riconosciuta come terapia per presunte alterazioni della microcircolazione ma non per l’idrope.

STATO ATTUALE

In Italia, la terapia, altrimenti costosa, è proposta in regime di convenzione con la regione, ma quanto sopra detto crea una situazione davvero incomprensibile.
Una ipoacusia improvvisa da presunta causa vascolare viene accettata in regime di convenzione purché nel giro di qualche settimana (quando in tal caso già sarebbe tardi dopo 4-5 minuti, come già detto) mentre a pazienti con idrope certo o possibile che potrebbero trovarne probabile beneficio la cura viene rifiutata se non se effettuata interamente a carico del paziente.

OBIETTIVO

Con la presente raccolta firme si vuole tentare di sensibilizzare le regioni, con l’appoggio degli stessi centri che forniscono il servizio di terapia iperbarica in convenzione, al fine di inserire l’idrope e la Malattia di Meniere tra le indicazioni per le quali è concesso usufruire della terapia iperbarica in regime di convenzione in tutte le regioni italiane.


PER SOSTENERE QUESTA INIZIATIVA ANDATE A

https://firmiamo.it/terapia-iperbarica-per-idrope

schermata-2016-10-20-alle-12-31-42

FIRMATE E DIFFONDETE IL PIU’ POSSIBILE

Lascia un commento

Archiviato in Acufeni, Altro, Generale, Idrope e ADH, Ipoacusia e Fullness, Meniere, Terapia, Vertigini

Domande e risposte sulle mie consulenze e sulla terapia (FAQ)

Sul mio sito http://www.drlatorre.info è disponibile una pagina aggiornata www.drlatorre.info/faq dove ho inserito moltissime domande e risposte che dovrebbero aiutare i pazienti a togliersi ogni dubbio preliminare circa consulenza e terapia. E se mancasse ancora qualcosa potete suggerirne altre attraverso quella stessa pagina.

Ecco un indice delle domande alle quali ho cercato di dare una risposta esauriente. Spero di aver fatto qualcosa di utile.

  • Dove si svolgono le consulenze per avviare la terapia?
  • Perché solo consulenze in audiovideo?
  • E’ possibile conoscere l’opinione di altri pazienti sulle consulenze in audiovideo?
  • Quali sono i costi per accedere alla sua consulenza e alla sua terapia?
  • Come si effettua la prenotazione? Come si effettua il pagamento?
  • Perché “pretende” di essere pagato in anticipo? Perché il paziente si deve fidare di Lei e Lei non si fida del paziente?
  • Viene emessa fattura? Posso essere rimborsato dalla mia assicurazione?
  • Non ho skype. Come posso fare?
  • Come viene inviata la prescrizione se la consulenza si effettua a distanza?
  • Come posso sapere se ho idrope e se la cura è quella giusta per me, se non si fanno esami?
  • In giro ci sono pareri discordanti sul Dott. La Torre. A chi credere?
  • E’ possibile contattare altri pazienti che hanno seguito la cura?
  • Come può senza esami escludere una patologia “pericolosa” come causa dei miei sintomi?
  • Ci sono garanzie sull’efficacia della sua cura? Otterrò benefici di sicuro?
  • Esiste la possibilità di ottenere una guarigione totale e definitiva?
  • E’ possibile fare la terapia senza assumere farmaci?
  • Qualche altro medico segue la sua terapia?
  • Perché se la cura è così efficace non viene proposta anche da altri medici?
  • Perché le sue ricerche e risultati non sono pubblicati su riviste scientifiche?
  • Esiste la possibilità di richiedere assistenza gratuita in caso di reale difficoltà economica?
  • Esiste la possibilità di avere un contatto preliminare in chat o a voce gratuito prima di prenotare?
  • Con tante che se ne sentono, come faccio ad essere sicuro che il Dott. La Torre sia davvero un medico abilitato e iscritto all’Albo?

www.drlatorre.info/faq

Lascia un commento

Archiviato in Generale

Esistono alternative “serie” alla terapia dell’idrope per curare gli acufeni?

(Non alla MIA cura dell’idrope, ma alla cura dell’idrope in generale, anche se al momento non ne conosco altre che funzionino altrettanto)

SI.. e NO allo stesso tempo. E ora vi spiego perché.

NO, se parliamo di una vera cura che non si limiti a spegnere il fastidio a livello cerebrale o cure palliative per non sentire momentaneamente l’acufene ma che agisca sul meccanismo patologico che genera quel disturbo nell’organo che lo genera.

SI, se consideriamo anche il ricorso alla TRT che è una terapia di riabilitazione il cui obiettivo è creare abitudine, che può funzionare solo in casi limitati (acufene assolutamente stazionario, presente da tempo, con udito normale e parecchi soldi da spendere per una terapia ben fatta). E a volte purtroppo non dà i risultati sperati nemmeno dopo 18 mesi di trattamento, che si considera il minimo per poter vedere risultati. Ma la TRT al la degli abusi commerciali che vengono fatti E’ UNA TERAPIA SERIA

NO e SI , se consideriamo terapie palliative che danno beneficio solo transitorio come il MASCHERAMENTO DELL’ACUFENE.

Altre cure non esistono. O almeno per il momento. E tutte quelle che apparentemente danno occasionali sporadici benefici, li danno solo per coincidenza o per placebo.

Per spiegarvi il perché anche molti concetti sono ben spiegati già nel mio sito anche grazie all’aiuto di un video, devo spiegarvi il concetto di DIAGNOSI E DI MECCANISMO DI AZIONE DI UNA TERAPIA.

Un determinato disturbo ha sempre una CAUSA!  ma cosa intendiamo per CAUSA?

Causa come ORGANO o APPARATO (DOVE?)

Quale organo o apparato causa il disturbo “ACUFENE SOGGETTIVO” o “VERO” ACUFENE?

Solo ed esclusivamente l’apparato uditivo e nemmeno tutto ma solo l’orecchio interno, il nervo acustico e (in teoria, mai dimostrato) le vie uditive centrali. Il perché andatevelo a leggere sul mio sito o guardate il video.

Che tipo di cura specifica sull’organo posso fare in questo caso? Non posso portare via il cervello né l’orecchio interno con un intervento chirurgico quindi non posso fare una terapia chirurgica di asportazione come farei ad esempio per una tonsillite cronica.

Quindi per fare una cura “medica” o “farmacologica” non chirurgica devo sapere altro e non solo l’organo colpito.

Causa come EZIOLOGIA PRIMARIA (CHI?)

Sebbene i pazienti sempre provino a trovare un evento o una situazione colpevole nel 99,9% dei casi si tratta di pure coincidenze o cose del tutto irrilevanti, o di eventi ormai passati, purtroppo e nessuno studio statistico hai mai permesso di scoprire una EZIOLOGIA UNICA, ed ecco perché se ne inventano in continuazione.

Io stesso a mia volta ho provato a cercare una risposta per anni studiando tutto il corpo umano anche quando pareva davvero assurdo e illogico ma non escludendo nulla.

E se la causa non la sappiamo non possiamo fare una cura che agisca sulla causa primaria (terapia eziologica), purtroppo.

Non sappiamo la causa primaria degli acufeni manco quando siamo certi che derivino dall’idrope, perché non sappiamo nemmeno l’eziologia dell’idrope.

E poi qualcosa che pare che pochi tengano in conto è che una CAUSA può essere IN CORSO o PREGRESSA… EPISODICA o RICORRENTE.

Mi spiego.. l’acufene insorge dopo lo scoppio di un petardo? Interessante e adesso che faccio, prendo la macchina del tempo e impedisco che il petardo scoppi? Utile può essere dire al paziente di non giocare più con i petardi, ma ai fini dell’acufene che già c’è questo cambierebbe ben poco.

Quando potrebbe cambiare… ? solo se quel petardo non ha creato danni permanenti ma solo una condizione reversibile che posso curare, ma a questo punto la cura è comunque indipendente dalla causa che la avrebbe determinata, in quando agirebbe sul MECCANISMO che sostiene l’acufene ovvero sul COME.. che vediamo ora.

Causa come MECCANISMO (PATOGENESI) con cui la causa primaria determina il sintomo (COME?)

Al momento tutto quel che possiamo fare con l’acufene direttamente (escluse cioè terapia che agiscono in senso generico sul fastidio o sulla percezione cerebrale del fastidio, il che non è poco sia ben chiaro se non ci fosse di meglio) riguarda proprio il MECCANISMO, ovvero quel che possiamo fare è una terapia PATOGENETICA.

E che patogenesi abbiamo sintetizzando… ?

DUE SOLE!

1. Una condizione irreversibile quale un possibile danno permanente di cellule ciliate o neuroni che in quanto elementi perenni incapaci di rigenerazione o di essere sostituiti non conoscono condizione di danno transitorio o reversibile. E in questo caso che ci importa di sapere chi è il colpevole, la causa primaria, se ormai il danno irreversibile già c’è.. ? E ben venga allora la TRT o il mascheramento se i danni permanenti non li posso comunque curare, manco con la cura dell’idrope.
Purtroppo però la certezza che questi danni permanenti ci siano non ce la può dare nessuno visto che non esistono esami in grado di rispondere a questo quesito. In compenso però possiamo avere la certezza che non ci siano, per fortuna, visto che un danno permanente non potrebbe mai dare un sintomo incostante e non sempre presente o variabile.

2. Una condizione reversibile che non può comprendere il danno permanente di cellule ciliate e neuroni appunto perché queste possono avere solo danni permanenti.
Bene ma qual’è l’unica cosa che può andare incontro ad alterazioni reversibili nell’orecchio interno? SOLO I LIQUIDI, visto che cellule e nervi e neuroni li abbiamo già esclusi e nell’orecchio interno (ma anche nel cervello) non c’è altro, se escludiamo le cellule di sostegno che a tutt’oggi (anche se non mi stupirebbe che si scoprisse un giorno che non è cosi) non sembrano avere alcuna funzione specifica se non strutturale.
Ma se c’è l’idrope lo possiamo sapere? Si, e almeno su oltre 16.000 pazienti da me studiati, c’è sempre! Quindi semmai il problema diagnostico si pone in SOLO IDROPE o IDROPE e DANNI.. ma i danni non li possiamo vedere.. quindi…. nessuno può escludere che a aprte gli ovvi casi di acufene fluttuante e non sempre presente, anche un acufene stazionario e invariabile possa in realtà derivare da una condizione reversibile, ovvero l’idrope.


Quindi riassumendo, non posso portar via l’organo, non posso fare una cura specifica con una farmaco specifico che agisca contro la causa primaria e comunque se ci fosse un danno permanente sarebbe ormai troppo tardi… ma per fortuna posso fare una cura per la condizione reversibile, ovvero l’idrope e la posso fare SEMPRE sia quando sono sicuro di trattare la CAUSA (MECCANISMO!) giusta, sia quando sono sicuro che sto provando a trattare l’UNICA CAUSA TRATTABILE.

Quindi possiamo dire che in assoluto la terapia per idrope è l’unica terapia logica per ACUFENE FLUTTUANTE visto che in questo caso è certamente IDROPE e la cura è quella giusta. La TRT sugli acufeni fluttuanti non funziona mai davvero bene. Perché non puoi creare abitudine a qualcosa di variabile. E fin qui ok.

Ma e se l’acufene non è fluttuante? Se è fisso, stazionario e invariabile?

Dove sta scritto che per un acufene STAZIONARIO  si debba prima trattare l’idrope e poi semmai e solo quando possibile proporre ad esempio la TRT e non il contrario?

Caro Dott. La Torre direte voi, e perché mai non il contrario cioè prima TRT che non usa farmaci, che non costringe a bere tanta acqua, che non prevede iniezioni, diete, flebo o altre diavolerie?

Dove sta scritto che tentare per tentare non sia meglio prima provare l’altro approccio?

Dove sta scritto?

NELLA FATTURA 🙂 che vi rilascia chi propone la terapia anti-idrope contro chi propone la TRT 🙂 I costi di una buona TRT sono circa 20 volte quelli della mia terapia anti-idrope.

NEL CALENDARIO, ovvero la cura anti-idrope potrebbe dare risultati in pochi giorni  e comunque dura qualche mese appena mentre la TRT “ufficialmente” richiede 18-24 mesi.

NELLA LOGICA (almeno la mia  e non è detto che debba essere condivisa) che mi fa preferire di curare UNA CAUSA che non solo mettere a tacere la reazione all’acufene.

NELLA POSSIBILITA’ DI RIUSCITA: La terapia anti-idrope può funzionare anche in caso di ipoacusia associata e perfino se l’ipoacusia fosse dovuta a danni ma l’acufene a idrope. La TRT no, soprattutto in presenza di asimmetria.

Ma se avete soldi da spendere infatti e tempo per attendere non c’è assolutamente nulla di sbagliato a preferire un approccio meno “invasivo” che non la terapia anti-idrope come approccio iniziale.

Ma altre terapie non ce ne sono! Le altre, sono solo TRUFFE!

 

Lascia un commento

Archiviato in Acufeni, Diagnosi, Generale, Terapia

Concordiamo insieme le modalità di accesso alle mie prestazioni?

Ammetto che è inusuale che un medico chieda ai pazienti cosa preferirebbero relativamente alle modalità di accesso amministrative alle sue prestazioni, ma tanto ormai ho abituato tutti ad essere “inusuale” quindi offro ai visitatori la possibilità di esprimere la loro opinione sulle modalità di accesso amministrative, pagamento anticipato o no, unica soluzione per assistenza e terapia, assistenza illimitata, e perfino costi proposti in base al tipo di prestazione offerta considerato tutto, perché mi interessa molto la vostra opinione al riguardo e da questa potrebbero nascere nuove regole amministrative.

Vi prego però di rispondere in modo assolutamente onesto e sincero senza nessuna valutazione di carattere esclusivamente personale, indipendentemente se siete già miei pazienti e quindi queste decisioni non vi riguardano perché comunque non pagherete mai più nulla o se possono come possibili futuri pazienti riguardarvi in prima persona.

Pensate in chiave generale, morale, di effettiva utilità a tutti e non solo alla vostra situazione specifica.  Comunque quel che emergerà non è in alcun modo vincolante per me ma vorrei che i dati che dovessero emergere siano davvero un buon feedback sa applicare come consiglio.

Andate sulla pagina d’informazioni dalla quale si accede alle mie prenotazioni

www.drlatorre.info/info

Si aprirà nuova finestra. E poi tornate qui a esprimere il vostro commento nei commenti. Mi fareste un grande favore in questo modo. Grazie

I commenti sono moderati e quindi potreste aspettare un po’ prima di vedere il vostro pubblicato.

Si accettano solo commenti con nome e cognome e non anonimi.

Lascia un commento

Archiviato in Generale

Medici e addetti ai lavori sono a conoscenza di quel che faccio e dei risultati che ottengo ma se ne fregano!

In questi giorni è in corso una discussione pubblica ma in differita e su due spazi facebook diversi tra me e l’Ing. Luca Del Bo, con il quale ho collaborato anni fa  (2000-2003) per la diffusione della TRT, all’epoca unica terapia possibile per gli acufeni, da me poi abbandonata una volta verificato che non dava assolutamente i risultati promessi dal suo ideatore iniziando a proporre invece e con molto più successo la terapia per idrope, certamente meno redditizia per chi vende apparecchi acustici, ma logica ed efficace e con la quale avevo già molta esperienza poiché la utilizzavo già dal 1998 per la terapia di Meniere e di alcune forme di acufene palesemente fluttuanti e da idrope. L’ing. Del Bo che non è un medico ma il titolare oltre che di un gruppo facebook sugli acufeni, di siti internet noti su sordità e acufeni e soprattutto di un centro di diagnosi e terapia e in questa discussione viene da me palesemente accusato di dire cose false (ovvero di ipocrisia) sapendo che lo sono. Preciso che anche successivamente io e Del Bo abbiamo mantenuto rapporti e io sono anche successivamente andato a svolgere attività di consulenza direttamente presso il suo centro di Milano pur se in modo scollegato dalla struttura alla qual mi limitavo a dare compensi per ospitarmi.

Preciso ancora che lo scontro è puramante politico e professionale anche se io inizio a pensare che la mia opinione personale non posso essere più tanto distaccata e ne speigo i motivi. Resto il fatto ce considero Del Bo il maggior esperto in Italia di TRT quando questa sia davvero necessaria o unica possibilità (ben raramente) e perfino lo difendo sempre apertamente quando qualcuno sostiene che è caro perché meglio pagare lui di più che chi non sa manco di che parliamo e si limita a vendere apparecchi.

La discussione verte solo sull’onestà e trasparenza del suo comportamento pubblico (non so cosa avvenga nel suo rapporto privato con le persone) che invece non vedo assolutamente e che considero requisito indispensabile quando si ha a che fare professionalmente con dei pazienti.

Discussione calda quindi, soprattutto almeno finora, da parte mia in contrasto ai toni moderati da lui usati, ci tengo a precisare.

Visto che la discussione sta crescendo ma io non voglio partecipare al suo gruppo per i motivi che tra l’altro spiego in seguito e lui non partecipa al mio profilo facebook e ritenendo di importanza fondamentale che il tutto sia per assoluta trasparenza portato a conoscenza dei pazienti, che sono i diretti interessati finali, ho deciso di pubblicare qui e rendere così nota a tutti la discussione in corso e le sue possibili evoluzioni.

_______________

Tutto inizia dalla segnalazione di un paziente che mi segnalava come sul già citato gruppo facebook di Luca Del Bo Acufene- acufeni- Tinnitus
https://www.facebook.com/groups/106939442673/
fosse stata pubblicata la testimonianza di un mio paziente inviata dal paziente nel 2011 ad alcuni giornali ma sia stato sostenuto da altri iscritti al gruppo in questione che le testimonianze dei miei pazienti sono tutte false e sono solo manovre pubblicitarie e si sia quindi iniziato a parlare di me, senza che Del Bo sia intervenuto anzi sottolineando che io non voglio diffondere la mia terapia e che in pratica quindi non permetterei ad altri medici di provarla o verificarla. Ed è vero invece e provabile esattamente il contrario.
________

Al che io, citando il testo dell’intervento personale di Del Bo al riguardo, ho risposto così.

A parte che non mi piace che si parli di me in posti dove io non posso intervenire.. Si parla di me nel gruppo Acufene, acufeni, tinnitus, gestito, credo da Luca Del Bo.. il quale ha fatto un commento al quale mi sento di rispondere qui pubblicamente e ho incaricato un paziente che fa parte di quel gruppo d segnalare questa mia replica.

Luca Del Bo: La terapia iperidrica può essere efficace nei casi di idrope accertata. Il dr. La Torre purtroppo non ha mai pubblicato i risultati che “garantisce” su riviste scientifiche né divulgato il suo approccio in modo che altri colleghi possano verificarne l’efficacia reale.

Caro Luca, qui siamo all’ipocrisia vera e propria e se devi raccontare balle almeno fallo dove io possa replicare e cerca vista la tua intelligenza di non fare figuracce visto che poi ti posso smascherare palesemente.

Tu sai benissimo i risultati ottenibili con la terapia per idrope, e la confermabilità perfino con esami strumentali, ma fai di tutto per non nominarlo nemmeno nei tuoi spazi tra le possibili cause in quanto incompatibile con la propagazione di altre terapie più vantaggiose (non per il paziente).

Sai perfettamente che non pubblico su riviste scientifiche né scrivo libri perché non ho nessun rispetto per la letteratura scientifca ufficiale che comunque oltre che non aggiornabile non è mai verificabile, al pari dei risultati da te pubblicati circa l’efficacia della TRT su un articolo prodotto perfino col mio nome ma mai da me approvato, portati all’80% quando sai benissimo che io la ho mollata proprio perché non li aveva i risultati nonostante l’abbia portata in Italia io e poi con il tuo prezioso aiuto diffusa nel 2000. Quelli sono i risultati falsi spacciati da Jastreboff e non i nostri e lo sai benissimo… che erano molto più bassi tanto da spingermi a cambiare e non proporre più una terapia costosa che non era giustificata dall’efficacia. Ma io sono medico e tu ti occupavi all’epoca soprattutto di “tecnoologie per l’udito (e acufeni)”…

Ma passi.. queste sono cose note e arcinote..sulle quali ho messo una pietra sopra da anni…

Ma quello su cui non transigo è una balla palese come quella che io non DIVULGHEREI IL MIO APPROCCIO..

A parte che il mio sito è pubblico e divulga eccome.. a parte aver svolto attività nel tuo centro per anni, a parte che tutti i medici che lavorano con te mi conoscono, ti è stata personalmente inviata l’anno scorso il 28/1/2015 una mail da dare a Fagnani nell’ambito del progetto di diffusione e collaborazione con gli altri specialisti e che tu anzi hai proposto di girare anche agli altri tuoi medici (li definisci tu i TUOI medici) ma nessuno mi ha mai nemmeno risposto…

Quindi o tu non hai girato nulla… o i TUOI medici se ne sono ampiamente fregati, e nonostante la lettera fosse accompagnata dalla firma di oltre 300 pazienti che chiedevano risposte, ma in entrambi i casi tu non puoi assolutamente in nessun modo, se non mentendo in modo palese, dire che io mi tengo per me le mie cose e che non le diffondo solo per mettermi in cattiva luce agli occhi dei pazienti.

Perché questa è ipocrisia. E merita una risposta.

Tanto per dimostrare che io invece non mento allego l’immagine della mail da te ricevuta e alla quale hai risposto.

Non serve che mi replichi.. ci conosciamo bene.. e abbiamo nonostante tutto stima reciproca… Ma se mi conosci bene sai anche che ben difficilmente sto zitto quando si cerca di dire cose false sopratutto se chi le dice ha interessi commerciali diretti a che la mia terapia che non rende nulla a nessuno NON sia divulgata.

Ma credo serva una replica ai pazienti ai quali ti rivolgi, perché ti sei rivelato in tal modo persona poco credibile, cosa che fino a prova contraria di me nessuno ancora può dire.

Se è vero che hai cuore la ricerca nel settore degli acufeni, buon lavoro, se riesci a farlo senza gettar fango su quelli grazie ai quali esiste una terapia vera e tu lo sai benissimo, e che non “GARANTISCE” assolutamente nulla a nessuno (come scrivi tu) e meno che mai la guarigione definitiva ma che fino a prova contraria fino ad ora nonostante tutte le associazioni, società e presunte ricerche è l’unica che funzioni… o per lo meno l’unica che funziona chiedendo al paziente 150 EURO! con i quali lo riconosco ci si fa ben poco ma che uniti alla soddisfazione di aver ottenuto un risultato e al numero di risultati.. sono molto più di quanto si prende per altre terapie quando poi il risultato non si ottiene. Almeno per me!

schermata-2016-10-12-alle-15-23-00

Il mio paziente come da me richiesto ha pubblicato integralmente la mia risposta sul gruppo visto che io non sono inscritto al che del Bo ha risposto in questo modo.

Luca Del Bo: Caro Andrea, puoi tranquillamente iscriverti a questo profilo e intervenire direttamente per rispondere alle domande dei partecipanti. Ti invito nuovamente a raccogliere i dati della terapia da te proposta per pubblicarli su riviste scientifiche impattate! Se la terapia è efficace come riferisci, sarà di grande aiuto per tanti colleghi che si occupano di terapia degli acufeni. Per ora preferisco non reprimere giudizi.

Vista la lunghezza della mia necessaria risposta  e non avendo nessuna intenzione di iscrivermi a quel gruppo per i motivi che seguono, ma nemmeno di bloccare il mio profilo facebook con questa discussione, ho preferito rispondere direttamente qui e chiedere al mio paziente di limitarsi a dire che la discussione intera è disponibile qui, dando il link affinché tutti possano accedere e se necessario commentare, ovvero prestando il mio spazio personale alla discussione, dove ovviamente eventuali risposte dell’Ing. Del Bo saranno integralmente pubblicate, mentre eventuali commenti di altri lo saranno solo se saranno scritti in modo educato e civile senza offese a nessuno.

Luca, non ho né tempo né soprattutto voglia di partecipare in forum o gruppi dove si TOLLERA senza nessuna replica da parte del moderatore e ideatore che io venga giudicato un truffatore o che addirittura io possa inventare manovre pubblicitarie come falsificare testimonianze.. o spacciarmi per un paziente e dove vengo insultato. Perché dovrei farlo se poi quel che dico non viene in alcun modo seguito e il moderatore invece che essere contento del mio intervento, qualora anche non lo censurasse (e non credo) comunque mi darebbe contro come hai appena dimostrato di fare. No grazie, preferisco giocare in casa e scrivere nei miei spazi, alla portata di tutti e raggiungibili comunque da tutti.

IO NON PERMETTO A NESSUNO DEI MIE ISCRITTI A FACEBOOK O ALTROVE DI INSULTARE GLI ALTRI MEDICI O ADDETTI AI LAVORI.. E STO MOLTO ATTENTO AD IMPEDIRLO. E SE DEVO DIRE QUALCOSA CONTRO LO FACCIO IO DIRETTAMENTE AVENDO CONOSCENZA E DIRITTO PER FARLO. E PROVE. COME IN QUESTO CASO.

E non partecipo a gruppi dove anzi  il moderatore MENTE (e vedo che continui a farlo) nascondendo il fatto (nonostante abbia provato che SAI) che sa perfettamente che io da sempre faccio di tutto per diffondere tutto.

Tu ritieni che io sia un bugiardo Luca? Tu ritieni che io pubblico o spingo testimonianze false, Luca? E se invece non pensi siano false, una marea di conferme da parte dei pazienti e la possibilità di avere la mia terapia e la massima assistenza da parte dei medici hanno forse bisogno di pubblicazioni scientifiche per proporla anche loro e vedere se possono replicare i risultati. La gente ci si pulisce con le riviste scientifiche che in realtà i medici tengono in considerazione solo per fare carriera e manco leggono, spesso. La gente, i pazienti ha bisogno di una cura e di stare bene, possibilmente senza essere presi in giro o dissanguati economicamente. E se possibile di una visione comune da parte dei medici invece che di polemiche.
Quella visione comune che io cerco e mi viene negata e tu lo sai benissimo. E che non può essere trovata con chi non è disposto a mettere al primo posto il benessere del paziente, davanti alla sua necessità di lavorare e guadagnare o di non sprecare il suo tempo.

Prendi posizione… Mi hanno accusato sulla tua pagina. Rispondi… magari dopo aver verificato.. Se ritieni che siano false le testimonianze, scrivilo apertamente ma motiva quel che scrivi. Mettici la faccia e dillo apertamente. O se sai che non sono certo uno che pubblica testimonianze false replica e piuttosto difendimi. Sennò che moderatore sei? Non si può sempre rimanere nel “politically correct”. Io ti sto dando della persona estremamente competente e infatti quando qualcuno si azzarda a dire il contrario intervengo difendendoti, ma ti sto allo stesso tempo accusando palesemente di mentire sapendo di mentire per interesse personale trincerandoti dietro arrampicate ridicole come la letteratura scientifica. Non si risponde a una mia risposta al veleno come quella che ho scritto in modo così “vuoto” davanti a migliaia di lettori. Si danno risposte concrete. Insultami, di quello che vuoi ma prendi posizione.

Sei ancora convinto che sia uno che si tiene tutto per sé? Pur sapendo che ho inventato io internet in otorinolaringoiatria in Italia quantomeno.. Ho inventato io la comunicazione trasparente diretta non solo ai medici ma anche ai pazienti. Ho creato io il primo FORUM dedicato a tutti i colleghi per discutere di argomenti di otorinolaringoiatria. E pur sapendo che sei giunto TU a me chiedendomi di collaborare  sugli acufeni a Settembre del 2000 a Milano e non sono stato io a cercare te. E questo perché sebbene qualcuno conoscesse la TRT prima di me (Fagnani) lui non avesa messo in pratica e diffuso tra i colleghi nulla. IO SI e proprio grazie a quello tu sei venuto a cercarmi. E come ben sai non solo tu, finché spingevo una terapia redditizia come la TRT. Tutti mi cercavano, inclusa la Amplifon e i vari specialisti. E nessuno si è più interessato quando ho deciso di proporre invece una terapia più efficace ma che non rendeva.

Sei a conoscenza o no dei miei sforzi per diffondere il TOLVAPTAN e creare un pool di medici che smuovesse le cose su questo argomento? Non ricordi che volevi addirittura mandarmi a spese della International Tinnitus Association in Giappone per creare contatti con i ricercatori giapponesi, se fossi entrato nell’associazione ovvero se mi fossi ALLINEATO alle assurdità da loro proposte come linee guida che prendono a calci in faccia anatomia e fisiologia umana? Tu fai politica, io medicina, tu cerchi alleanze internazionali e di aiutare i pazienti e già mi sembrerebbe un miracolo trovarne in Italia. E infatti dissi, NO GRAZIE. Ma puoi negare di sapere tutto questo? Perché i TUOI medici che hanno a disposizione una marea di letteratura scientifica già pubblicata e disponibile da anni sulle tue famose riviste scientifiche accreditate sui rapporti tra idrope e AD e sugli antagonisti dell’ADH e il loro possibile impiego in terapia non si sono mai interessati dell’argomento. E io dovrei pubblicare su riviste scientifiche firmandomi come Andrea La Torre, specialista in Otorinolaringoiatria, quando non vengono nemmeno tenute in considerazione le ricerche vere o false che siano di prestigiose università internazionali?

O forse dovrei pubblicare che lo stress è una componente importante in tutti i pazienti trascurato da tutti? O dovrei pubblicare che l’ADH è ormone da stress quando si sa già da decenni?

Insomma tu SAI BENISSIMO che io ho cercato io di coinvolgere gli altri specialisti…che sono l’unico che si muove in questo senso per diffondere terapie, risultati e superare gli ostacoli. A proposito non hai risposto… La lettera che dovevi dare ai tuoi medici non gliela hai data, o i medici peri quali sarebbe stato come dici tu “di grande aiuto per i colleghi” se ne sono totalmente fregati?

Quella lettera ha messo paura a tutti ecco la verità perché ammettere pubblicamente che ho ragione significa riconoscere che loro sbagliano e accettare che intendono non sbagliare più. Non ammettere che ho ragione significa dimostrarsi ignoranti sulle basi elementari della medicina che erano oggetto esclusivo di quelle domande o di non avere interesse. Non puoi dire apertamente “si lo so che vasodilatatori, diuretici e integratori” non servono a nulla quando poi potrebbero leggerti i pazienti a cui li hai dati, senza scusarti. Uno specialista non può dire, “sono a conoscenza da anni che il Dott. La Torre propone delle cure che a sentir lui hanno successo (lasciamo stare cosa dicono i pazienti) ma me ne frega così poco di sapere se è vero che manco prendo contatto con lui”. Quando poi come i tuoi medici addirittura si sa che è vero poi e tutti sanno che abbiamo collaborato, come si può negare che sappiano?

L’unica via di uscita era non rispondere ma scripta manent e la non risposta prova già il diisnteresse verso le cure. Disinteresse per proprio vantaggio, perchè altrimenti il paziente dovrebbe essere seguito come faccio io in modo diverso rinunciando al proprio tempo o vendendolo a costo molto inferiore e a tanti guadagni.

Io all’epoca fatturavo personalmente circa 30.000 euro al mese anche se non solo da acufeni o vertigini o simili visto che c’èera anche la chirurgia e altro. Oggi attorno ai 5000-6000. E per mia scelta di cambiare completamente modo di lavorare a vantaggio dei pazienti e della mia coscienza.. Perchè ho smesso di vendere esami inutili, perchè ho rinucoato completamante alla chirurgia per dedicarmi a tempo pieno alla cura dell’idrope, perchè ho scelto terapie impopolari ma efficaci. Perchè dei soldi no me ne è mai fregato nulla. Io ho altre ambizioni e ideali.

Lo so perfettamente che è molto difficile condividere la mia scelta. E non pretendo assolutamente che lo si faccia o che mi si lodi per questo. Sono scelte mie e solo mie e non voglio il grazie di nessuno. Ma almeno che non si provi pure ad attaccarmi dandomi del bugiardo o del disonesto o peggio uno che non COMUNICA con gli altri.

Sono gli ALTRI che non hanno nessun interesse a comunicqre con me. PERCHE’ SANNO TUTTO, MA NON VOGLIONO SAPERE PERCHE’ POI DOVREBBERO ANCHE METTERLO IN PRATICA.

E tu tutte queste cose le SAI GIA’ PERFETTAMENTE.

I famosi colleghi interessati che NON LO SONO potrebbero solo uscirne fuori SCUSANDOSI CON LA GENTE.

Ma di gente che è capace di scrivere pubblicamente ai pazienti “Scusatemi, ho sbagliato. Ho fatto delle proposte di terapia che sinceramente credevo potessero funzionare bene in larga scala ma non è così” come feci con la TRT molti anni fa, pare ci sia solo io nella categoria dei medici. Gli altri preferiscono non rispondere alla richiesta di un collega che chiede di lavorare tutti insieme per il benessere dei pazienti e che dice palesemente che è disponibile GRATUITAMENTE per ogni collaborazione consulenza e assistenza.

E già che ci siamo, caro Luca, scusami la mia logica sprezzante e scomoda, ma SE LA TRT FOSSE STATA COSI’ EFFICACE E IO AVESSI RISCONTRATO (E I PAZIENTI LI SEGUIVAMO INSIEME) TUTTI QUESTI GRAN RISULTATI PERCHE’ AVREI  DOVUTO POI SCUSARMI PUBBLICAMENTE SUL SITO PER AVERLA  DIFFUSA. DOVREI ESSERE UN VERO IDIOTA!

Ho rischiato ma ci ho solo ricavato più stima e rispetto da parte dei pazienti e la prova è che addirittura mi posso permettere di lavorare via skype o di non proporre esami e nonostante tutto lavoro lo stesso.

Rispondi pubblicamente. Abbi il coraggio di farlo. Che fine ha fatto quella lettera? Non la hai trasmessa tu ai medici o loro la hanno letta ma si sono rifiutati personalmente di rispondere?

Comunico in ogni modo e lo sanno TUTTI io comunico tutto e sono disponibile a tutto. ma NON su carta stampata di riviste peraltro politicizzate che leggono solo i medici ma non i pazienti e dove tutto si svolge all’insaputa dei pazienti che non possono dire la loro, dove il 90% degli articoli sono falsi e dove un articolo viene approvato e pubblicato come per ogni situazione di editoria solo se approvato di chi c’è dietro.. E lo sai benissimo tu come ogni medico peraltro che ho perfettamente ragione..

Ed è solo per quello che esistono molte riviste scientifiche concorrenti. Esattamente come esistono i giornali di partito.

E non vado più a congressi e convegni manco se invitato, perché dovrei scatenare risse dando ai colleghi degli incompetenti o peggio degli imbroglioni colossali che mascherandosi dietro parametri quali la letteratura scientifica (e ce ne è tantissima su idorpe e ADH eppure o nessuno la legge o a nessuno frega nulla di fare terapia basata su quella, perchè dovrei scrivere altro io?)

Vuoi dati statistici esatti? Non ne ho e non potrei mai averne come non li hai tu o altri che infatti li inventano, perchè i pazienti girano, tornano, spariscono, scompaiono se stanno benissimo o scompaiono perchè si sono rivolti a un altro.

Non prendere per i fondelli la gente con la storia dei dati statistici o delle riviste scientifiche, che comunque se per assurdo ci fossero e se io li pubblicassi (e mi venissero accettate cose improbabile) verrebbe detto che sono falsi esattamente come viene detto che sono false tutte le testimonianze dirette di pazienti che ci mettono nome e cognome… e faccia e foto del cane e del gatto e dei parenti…

E se come tu stesso affermi “la terapia iperidrica può essere efficace nei casi di idrope accertata” perchè il tuo sito che rappresenta il tuo centro e propone cure per acufeni non lo nomina nemmeno l’idrope? Niente, nemmeno una parola tra le tante spese invece per altre cose?

Schermata 2016-10-12 alle 16.55.46.png

idrope-terapiaChe poi, terapia iperidrica? Si, bere molta acqua è alla base di ogni mia terapia ma da quando in qua è solo quello? Basta leggere il mio sito alla sezione terapia www.drlatorre.info/terapia  per sapere che la mia terapia non è certo bere l’acqua.

Sito che i pazienti leggono. I tuoi medici ai quali io non comunico lo fanno? Mica c’è la password e lì la terapia è spiegata molto bene, abbastanza da poterla valutare, o criticare o provare a riprodurre, magari contattandomi per saperne di più. Cosa mai fatta.

Anche se aiuta molto l’acqua.. Ma almeno quello di bere tre litri d’acqua al giorno qualcuno dei tuoi medici lo propone, visto che poi a volte si dà anche il diuretico che invece l’acqua la toglie? E infatti fa pure male? Non sei medico ma loro si, dovrebbero saperlo.

Mi scuso per la lunga risposta alla quale forse è anche complicato rispondere e quindi capirò se replicherai solo a una domanda che reitero in quanto importante.

CHE FINE HA FATTO LA LETTERA DESTINATA AI MEDICI PER DIFFONDERE E COLLABORARE CHE TU TI ERI IMPEGNATO A GIRARE AI TUOI MEDICI A GENNAIO 2015?…

3 commenti

Archiviato in Generale

Abstract del sito internet www.drlatorre.info (idrope.com) – versione supersintetica per lettori pigri

Acufeni, vertigini, ipoacusia, Meniere: la cura… volendo… c’è!

Gli acufeni (rumore nell’orecchio), l’ipoacusia (perdita di udito) neurosensoriale, le vertigini ricorrenti, il disequilibrio soggettivo, il senso di pressione auricolare o di orecchio chiuso (fullness) possono essere causati, isolatamente o in associazione, da una condizione reversibile  e curabile di aumento di volume e pressione dei liquidi dell’orecchio interno(nota come IDROPE) che crea una disfunzione di cellule ciliate della coclea e/o dei recettori vestibolari nel labirinto. L’idrope è la causa più frequente e l’unica curabile, ma la più sottovalutata. Presunti danni permanenti irreversibili sono solo una ipotesi mai provata. Quando tutti questi sintomi sono presenti si parla di Malattia o Sindrome di Meniere. Ma idrope e Meniere non sono sinonimi.

E’ sempre l’orecchio interno e quando è idrope si può curare.

L’idrope labirintico (o idrope dell’orecchio interno, idrope endolinfatico, idrope perilinfatico) è una condizione di aumento del volume dei liquidi dell’orecchio interno. Si tratta di una situazione anatomo-patologica ben nota e dimostrata da molti anni quale meccanismo alla base della malattia di Meniere, sebbene molti aspetti relativi alla cause primarie che ne determinano la formazione restino ancora sconosciuti. Attraverso la disfunzione idromeccanica e l’aumento di pressione che esercita su cellule e recettori, può causare ipoacusia, acufeni, vertigini, disturbi dell’equilibrio soggettivi, fullness, anche come sintomi isolati, o perfino non produrre, pur presente, alcun sintomo evidente. La scoperta (non mia!),  ormai da oltre 15 anni, del ruolo dell’ormone antidiuretico (ADH) quale regolatore dei liquidi dell’orecchio ha permesso di comprendere meglio l’idrope, almeno a chi vuole comprendere, e mi ha dato la possibilità di proporre un trattamento specifico.

Sintomi e disturbi da idrope

L’idrope, nelle sue varianti endolinfatica (per aumento del volume e della pressione dell’endolinfa) o perilinfatica (per aumento della perilinfa, il liquido non direttamente a contatto con i recettori) può essere responsabile di numerosissimi sintomi e disturbi da disfunzione idromeccanica dell’orecchio interno (acufeni, ipoacusia, iperacusia, senso di orecchio chiuso o di pressione nell’orecchio, vertigini, disequilibrio), che possono tutti essere trattati con la corretta terapia anti-idrope. Per alcuni di questi anzi, quali le vertigini ricorrenti ed il disequilibrio soggettivo, è l’unica causa possibile. Ma nessuno di questi disturbi deve essere inevitabilmente presente per poter parlare di idrope, tenendo anche in mente che spesso in epoche diverse possono presentarsi sintomi diversi.

La verità sugli acufeni e sulle “reali” possibilità di cura per l’acufene

Tutti i “veri” acufeni (che non sono veri rumori, ma solo segnali bioelettrici in arrivo all’area acustica del cervello) derivano da disfunzioni dell’orecchio interno e dell’apparato uditivo, spesso reversibili e trattabili, quando la causa è l’idrope e non vi siano solo danni permanenti, comunque mai dimostrabili a priori. Un lungo video (sul sito) vi aiuterà a capire meglio cosa sono davvero gli acufeni.
Fino a prova contraria ogni acufene, fluttuante o meno, è potenzialmente da idrope e potenzialmente curabile (SEMPRE se l’acufene è fluttuante e MOLTO SPESSO anche in caso di acufene stazionario), con una adeguata, reale, terapia anti-idrope. Ma certamente non con le molte “false terapie” oggi proposte… 

Vertigini ricorrenti e disequilibrio soggettivo. E’ sempre idrope!

Tutte le sindromi vertiginose ricorrenti o croniche, incluse quelle attribuite tradizionalmente ad altre cause, o quelle di tipo soggettivo con disequilibrio più o meno costante, che generalmente restano senza alcuna diagnosi e senza reali terapie, derivano sempre da alterazioni a livello del labirinto (orecchio interno) e sempre dall’azione idromeccanica di liquidi labirintici (idrope), e non da danni permanenti irreversibili che al massimo possono generare una singola importante crisi acuta (labirintite). Le crisi di vertigine ricorrenti e il disequilibrio sono quindi sempre da idrope e sono sempre curabili senza necessità di procedure distruttive. Per quanto la teoria della cupololitiasi e degli otoliti vaganti nel labirinto sia affascinante anche la vertigine parossistica posionale (VPPB) in realtà deriva dall’idrope.

Ipoacusia: non solo protesi! Orecchio chiuso: non solo catarro!

Non è assolutamente la regola che ad una sordità neurosensoriale debba necessariamente corrispondere un danno irreversibile delle cellule ciliate della coclea e che l’unica soluzione siano le protesi acustiche. Potrebbe esserci solo un impedimento alla normale funzione dell’orecchio interno, dovuto ad un eccesso di volume e pressione dei liquidi nell’orecchio interno (idrope), e non solo quando l’ipoacusia è fluttuante e reversibile spontaneamente.
Anche la sensazione di orecchio chiuso o di pressione nell’orecchio (fullness), associata a ipoacusia e/o acufene oppure come sintomo isolato è molto spesso idrope e non …”catarro”.

La verità sulla malattia… sindrome di Meniere

La “malattia di Meniere” in realtà non esiste!
Emeniereheader.jpgsiste la sindrome di Meniere, in quanto con la parola sindrome si intende, in medicina, un insieme di sintomi. E la Meniere è nient’altro che l’associazione, nel corso della vita, di almeno due episodi di vertigine “della durata di almeno 20 minuti”, ipoacusia, acufene, fullness, anche limitati a un solo episodio, e non necessariamente in contemporanea.
Sono passati oltre 150 anni da quando il Dott. Prospero Meniere, quel signore qui accanto, ha descritto questa “sindrome” ma ancora tra gli specialisti regna sovrana la confusione… In questa pagina (del sito), anche con l’aiuto di un video, vi chiarirò un po’ le idee… 

Come si cura l’idrope? Ecco la terapia.

“C’è qualcosa di nuovo… anzi di antico” (G. Pascoli)
idrope-terapiaIl trattamento da me ideato e proposto ai miei pazienti, prevede l’abbinamento, con modalità diverse in base ad alcune caratteristiche specifiche del paziente o dei disturbi ed ai risultati raggiunti, di diverse componenti sinergiche farmacologiche e non farmacologiche, volte a contrastare l’idrope, principalmente (ma non solo) creando un antagonismo specifico nei confronti dell’azione dell’ormone antidiuretico (ADH) che sappiamo essere il principale regolatore dei liquidi labirintici. In realtà, non c’è nulla di nuovo o sperimentale. Quel che ho fatto è stato solo modificare (spesso stravolgere) terapie già note ma inefficaci se usate isolatamente, abbinarle tra loro e valutarne gli effetti. Frequentemente aggiornata, la terapia viene già proposta dal 1998 e i pazienti trattati sono già decine di migliaia ma, purtroppo, anche se a piccoli passi (“gutta cavat lapidem” ?) e con molto ritardo altri medici iniziano a recepirne i concetti di base, ancora, in forma completa come serve davvero, la faccio solo io.


Sono riuscito a incuriosirvi?

Spero di sì… e allora non fate i pigri..:-) e andate a leggervi tutto il sito che vi può essere di grande aiuto con molte spiegazioni, dettagli sulla terapia, video e la possibilità di accedere alle domande e risposte più frequenti, e al sistema di prenotazione per avere una consulenza e avviare la terapia, nonché la possibilità di iscrivervi alla newsletter per ricevere novità e aggiornamenti.

Per accedere al sito  basta fare clic qui sulla immagine o sul link (si aprirà nuova finestra)

schermata-2016-10-13-alle-08-21-14
VAI AL SITO WWW.DRLATORRE.INFO / WWW.IDROPE.COM

Non dimenticate poi di visitare di nuovo questo blog che contiene molti articoli di approfondimento, sondaggi e altro.

Lascia un commento

Archiviato in Acufeni, Altro, Diagnosi, Generale, Idrope e ADH, Ipoacusia e Fullness, Meniere, Terapia, Vertigini

Con quali criteri viene personalizzata la terapia di avvio anti-idrope?

Ormai da molto tempo io non faccio più una sola terapia anti-idrope ma uso in modo diverso le varie componenti della terapia fermo restando che queste varie componenti hanno punti di attacco differenti e che non esiste nessun modo obiettivo se non l’esperienza (che comunque può non essere sufficiente) per stabilire come si dovrebbe avviare in ogni specifico paziente.

idrope-terapia

L’ideale è sempre fare tutto, ma quel tutto potrebbe essere troppo stressante per il paziente e lo stress stesso potrebbe essere controproducente quindi si valuta molto la persona, il suo stile di vita, il suo grado di fiducia, la sua capacità a comprendere la cura, le sue aspettative, la sua disponibilità nel farsi seguire e rispettare i controlli richiesti ecc… paramenti che spesso sono molto più importanti che non i sintomi stessi riferiti o la loro durata. Infine contano anche i parametri pratici come ad esempio il fatto di vivere all’estero, la necessità di viaggi, turni di lavoro notturni ecc… e le controindicazioni mediche, altre patologie concomitanti, interventi recenti o in programma, cortisone appena fatto, altri farmaci attualmente assunti. Insomma costruire la terapia ritenuta più giusta non è facile e sono tante le cose da tenere in considerazione.

Fermo restando che stiamo parlando dell’avvio e spesso poi in corso di terapia si deve cambiare programma o aggiungere nuove componenti valutando i risultati.

Ma in base ai sintomi ecco più o meno (ma vado molto a braccio senza schemi rigidi) quali sono i criteri.

Il disequilibrio soggettivo o l’iperacusia richiedono quasi sempre anche l’impiego dei neurofarmaci così come le vertigini ricorrenti se hanno modificato la vita del paziente e qualunque disturbo se esiste una compromissione del sonno, fattori di stress evidenti, o stati di ansia siano essi considerati causa o conseguenza evidenti.

La sola fullness spesso si risolve anche solo con dieta e cortisone e otovent.

L’ipoacusia se stazionaria, di solito non si sblocca senza fleboclisi di mannitolo, mentre per l’ipoacusia fluttaunte sembra essere molto importante la dieta

L’acufene fluttuante molte volte si gestisce anche senza ricorrere a neurofarmaci che comunque sono indicati almeno a mezza dose..

ecc…

Esiste però una strutturazione della terapia inevitabile che possiamo separare in tre binari..

Quello dei neurofarmaci che segue un binario diverso..quello che partendo dall’acqua arriva fino alla terapia più intensa che prevede più cortisone, e la terapia specifica antivertigine che prevede farmaci e ginnastica.

Diciamo che la terapia comprende una o più componenti e viene combinata in questo modo

CARICO IDRICO (bere molto nel modo indicato) = SEMPRE!

+ eventuali NEUROFARMACI a dose piena o a mezza dose

+ eventuale ginnastica vestibolare e/o dimenidrato per vertigini

+ eventuale dieta con o senza cortisone (singola somministrazione o più somministrazioni) e con o senza fleboclisi (con o senza cortisone aggiunto nella fleboclisi, nel senso che non viene mai fatto cortisone o fleboclisi senza la dieta, mentre a volte può essere fatta la sola dieta senza cortisone e/ o senza fleboclisi e perfino senza neurofarmaci ma comunque col carico idrico.

Alla terapia più intensa che prevede tutto e terapia prolungata sia per via parenterale che orale di cortisone si ricorre di solito quando il paziente ha una fase acuta molto importante, o quando ha relativa urgenza di risolvere i problemi e non ci sono controindicazioni che impediscano di farlo.

 

 

 

Lascia un commento

Archiviato in Acufeni, Generale, Ipoacusia e Fullness, Meniere, Terapia, Vertigini

Quale terapia di avvio preferite? (sondaggio)

La mia attuale terapia “standard” almeno da ottobre 2016 prevede una fase di avvio più SOFT rispetto al protocollo di terapia di base ma ovviamente scegliere un approccio meno impegnativo comporta  per molti pazienti anche minori risultati iniziali dopo la prima fase che dura comunque solo dieci giorni. Il lato positivo è che il paziente si accosta gradualmente alla terapia e spesso comunque anche la sola terapia più leggera è sufficiente, e inoltre è possibile in tal modo valutare anche la “resistenza” del problema e l’adattamento del paziente alle prescrizioni.
L’aspetto negativo però è che un tale approccio richiede più tempo  per molti pazienti prima di ottenere risultati e che il paziente deve avere una fiducia “speciale” e non avere urgenza o fretta di vedere risultati, in quanto ovviamente se facciamo MENO terapia statisticamente i risultati a breve distanza si riducono. Ovviamente poi si continua con fasi successive più intense se i risultati non ci fossero.

Anche se poi chiedo comunque quasi sempre io al paziente cosa preferisce ma dando consigli e indirizzandolo verso l’una o l’altra sulla base dell’esito della consulenza, sarei interessato ad avere l’opinione mediante sondaggio dei lettori del blog.

POSSONO RISPONDERE SOLO I VISITATORI DEL SITO CHE NON SIANO MIEI PAZIENTI CHE HANNO GIA’ FATTO TERAPIA CON ME ALTRIMENTI LE RISPOSTE SAREBBERO FALSATE DALL’ESITO STESSO DELLA CURA. Se siete miei pazienti e avete fatto terapia potete però esprimere la vostra opinione in un commento, ma non partecipate al sondaggio, per favore.

 

 

Lascia un commento

Archiviato in Acufeni, Generale, Idrope e ADH, Ipoacusia e Fullness, Meniere, Terapia, Vertigini

Aggiornamento terapia Ottobre 2015: avvio senza neurofarmaci o con dosi ridotte per pochi giorni

I neurofarmaci nell’attuale protocollo di terapia anti-idrope aggiornato a Ottobre 2015, salvo situazioni specifiche concordate con il paziente, vengono rinviati ad un secondo momento se necessari o prescritti in dosi ridotte e per solo dieci giorni. L’obbiettivo primario di questa scelta è quello di avvicinare alla terapia anche pazienti più difficili da convincere circa l’innocuità dei farmaci che impiego, ma anche quello di vedere quanto i benefici di eventuali miglioramenti dovuti alle altre componenti possono agire come terapia anti-stress senza il ricorso a terapie prolungate con neurofarmaci. D’altronde già da qualche mese molti pazienti sono stati trattati con dosi ridotte e per solo pochi giorni potendoli sospendere senza problemi al termine della prima dieta e spesso comunque con buoni risultati. Ovviamente se questi dovessero mancare si dovrà valutare con il paziente la necessità di introdurli in un secondo momento a dosi piene e per periodi più lunghi.

Per maggiori dettagli vedere la sezione terapia del sito principale www.drlatorre.info o www.idrope.com

1 Commento

Archiviato in Generale

Servizio di “controparere” specialistico on line

Questo nuovo servizio permette ai visitatori, senza che possa essere utilizzato per avere da parte mia una diagnosi o consigli di terapia, di proporre nei commenti affermazioni ottenute da parte di altri medici circa diagnosi o terapia per valutarne la correttezza o poterle “confutare”. Sono consentite solo affermazioni di tipo generico senza specifiche del proprio caso, cercando di rimanere molto sintetici per permettere risposte sintetiche da parte mia.

Esempio: mi hanno escluso l’idrope con un esame specifico.. l’esame X… E’ credibile? Mi hanno detto che il nervo è lesionato in modo irreversibile. E’ possibile? ecc…

Spero di offrire in questo modo un servizio utile.

11 commenti

Archiviato in Generale

Sondaggio: Consulenza audiovideo attraverso Internet. Favorevoli o contrari?

Sebbene oggi la stragrande maggioranza dei pazienti si rivolga a me attraverso consulenza in audiovideo che offre alla fine a mio giudizio solo vantaggi e nessuno svantaggio non essendo necessari esami (per i motivi che spiego abbondantemente nel mio sito internet),  mi interessa sapere quanto questa sia una scelta obbligata visto che solo occasionalmente offro la possibilità di consulenze con incontro diretto in Italia (non vivo in Italia già da qualche anno comunque) o una scelta condivisa e apprezzata e pertanto ho predisposto questo sondaggio per capire il vostro atteggiamento. Possono rispondere sia i miei pazienti che già hanno avuto modo di avere consulenza con me che altri che non sono miei pazienti o che forse non lo saranno mai visto che ci sono diverse opzioni tra le quali dovete sceglierne una. Ricordate che potete anche inserire dei commenti che sono sempre graditi.

Per chi, non essendo mai stato mio paziente, non comprende come sia possibile effettuare consulenze mediche via skype senza necessità di esami e quali siano i vantaggi, consiglio di leggere www.drlatorre.info/faq la sezione domande e risposte del mio sito


IL 95% DEI PAZIENTI CHE LA HANNO FATTA (quelli che hanno risposto) LA GIUDICA MOLTO COMODA E EQUIVALENTE


Nei commenti trovate anche valutazioni specifiche di molti pazienti che hanno avuto modo di approfittare di questa opportunità.

NON SAPETE USARE SKYPE? VI INSEGNO IO COME USARLO!
(fate clic qui per accedere)

In appendice ho fatto una valutazione statistica della provenienza geografica dei miei pazienti in percentuale per l’anno 2015 , che con qualche significativa eccezione riflette peraltro la distribuzione delle popolazione italiana per regione (la seconda percentuale a destra). Il dato regionale è probabilmente falsato dalla possibilità di effettuare consulenze sul posto a Roma e a Bergamo. Questo vuol dire che grazie alle consulenze in audiovideo riesco a seguire pazienti in tutta Italia. Il 7% dei pazienti seguiti nel 2015 (nuovi pazienti), inoltre, non abita nemmeno in Italia. Come potrei stabilire una sede italiana unica? Quanti non avrebbero potuto accedere alla terapia per la distanza e che spese avrebbero dovuto affrontare?

VALLE d’AOSTA 0,3% 0,2%
PIEMONTE 5,5% 7,3%
LIGURIA 2,1% 2,6%
LOMBARDIA 18,2% 16,4%
VENETO 11,1% 8,1%
TRENTINO ALTO ADIGE 1,3% 1,7%
FRIULI VENEZIA GIULIA 5,0% 2,0%
EMILIA ROMAGNA 6,1% 7,3%
TOSCANA 5,3% 6,2%
MARCHE 2,9% 2,7%
UMBRIA 1,6% 1,5%
LAZIO 14,2% 9,7%
ABRUZZO 3,7% 2,2%
MOLISE 0,5% 0,5%
CAMPANIA 6,6% 9,7%
PUGLIA 5,5% 6,7%
BASILICATA 0,8% 1,0%
CALABRIA 3,4% 3,3%
SICILIA 4,2% 8,4%
SARDEGNA 1,8% 2,7%

101 commenti

Archiviato in Generale

Sondaggio (solo italiani): quanto siete pronti per una medicina “moderna”?

Il mondo cambia… spesso in peggio, a volte in meglio. E bisogna sapersi adeguare e non girare le spalle.

Io sono sempre, anche troppo, al passo con i tempi e come medico ho sempre sfruttato ogni risorsa per poter offrire preparazione e comodità ma ho la sensazione (un utente facebook mi ha ironicamente scritto che a dire solo “sensazione” sono anche troppo buono), che il livello culturale medio degli Italiani, relativamente a internet e alle sue risorse, o alla conoscenza delle lingue straniere o altre possibilità siamo molto indietro e che quindi alla fine quel che propongo crei difficoltà più che vantaggi. E voglio fare una verifica con dei sondaggi per sapere di che percentuali stiamo parlando.

I sondaggi seguenti riguarderanno lingue straniere, uso di strumenti di comunicazione internet, uso dei sistemi di pagamento on line.

Rispondete a questi sondaggi, per favore, solo se siete italiani che vivono in Italia, altrimenti si falsa il dato visto che presumibilmente chi vive all’estero parla altre lingue e probabilmente fa anche un maggio uso di strumenti di comunicazione magari anche per contatti con il paese di origine. Obiettivo dei sondaggi di questa pagina è capire la situazione  ITALIANA.

Tutti però anche chi vive all’estero possono commentare e anzi i commenti sono graditi.

1. INGLESE E ALTRE LINGUE STRANIERE

La conoscenza dell’inglese (come minimo, ma saperne anche altre è ancora meglio) almeno a livello di comprensione del testo scritto è oggi fondamentale se non si vuole rimanere limitati a quel che si traduce in italiano o peggio a quel che si scrive in Italia.  Un livello maggiore di conoscenza della lingua permette inoltre di avere contatti con pazienti stranieri, informarsi su cosa si fa o non si fa in altri paesi, e diventare perfino parte attiva, con i medici che, come me,  ne sono solo felici, della ricerca, collaborando, portando informazioni ecc. Ad esempio con la mia coordinazione si potrebbe creare un gruppo di pazienti disposti a inserirsi in gruppi facebook stranieri e diffondere le possibilità che altri non conoscono… cosa che fatta da me viene vista in cattiva luce e presa per promozione pubblicitaria (ci ho provato già) o commentare insieme terapie o idee che trovate diffuse all’estero ma non in Italia.

Stando a delle classifiche (che a me girando il mondo mi sembrano un po’ falsate in ottimismo per l’Italia e in pessimismo per altri paesi) l’Italia risulterebbe comunque tra le ultimi nazioni europee come livello di conoscenza medio dell’inglese (i francesi stanno peggio di noi) e la n. 27 nel mondo. E la situazione sarebbe in miglioramento perché solo due anni fa eravamo alla posizione 35.

EF-EPI_2013Rank_Map_512x384px-512x330

Ma quanto voi, pazienti che visitate questo blog, davvero sapete l’inglese e quanto lo sfruttate, almeno relativamente al problema di cui ci occupiamo? Siete andati a leggervi cose in giro in inglese o avete avuto contatti con altri pazienti stranieri? C’è una opzione anche per chi sa altre lingue ma non l’inglese.

 


2. UTILIZZO DI INTERNET COME STRUMENTO DI COMUNICAZIONE

Internet non significa solo WWW (ovvero la navigazione, o guardare film o giocare on line) ma oggi la rete permette livelli di comunicazione inimmaginabili in passato. Skype, Whatsapp, Viber, Facebook e ovviamente mail sono solo alcuni tra i possibili strumenti di comunicazione via testo, audio, e video  oggi disponibili. Essere adeguatamente attrezzati per la comunicazione a distanza rende il rapporto tra medico e paziente (purchè ovviamente il medico sia disponibile a offrirlo e li il sistema di comunicazione conta meno) davvero facilissimo la disponibuilità del medico (se c’è) davvero usufruibile al meglio.

Ma quanto li conoscete e li usate?  Quanto ho contribuito io ad avvicinarvi a dei mezzi di comunicazione che magari prima non conoscevate e non usavate? Mi interessa capire se ho dato un contributo “culturale” in questo senso.

ATTENZIONE, PER OGNUNO DEI SISTEMI DI COMUNICAZIONE AVETE DUE RISPOSTE CHE OVVIAMENTE SONO ALTERNATIVE. SE OGGI USATE QUEL MEZZO DI COMUNICAZIONE LO AVETE INIZIATO AD USARE QUESTI STRUMENTI CON ME O PER FARE CONSULENZA CON ME PER LA PRIMA VOLTA O PER STARE IN CONTATTO CON ME O IN GENERALE PER AVER LETTO IL MIO SITO OPPURE  GIA’ LO USAVATE PRIMA? Se rispondete a una non potete rispondere all’altra ovviamente. Le trovate indicate infatti come 1a e 1a, 2a e 2b ecc e il sondaggio vi consente al massimo 5 risposte ovvero 4 caselle tra le 9 disponibili, lasciandovi anche la possibilità di aggiungere altri sistemi di comunicazione che usate sebbene non siano quelli che al momento utilizzo io con i pazienti abitualmente, Spero sia chiaro.

 

3. UTILIZZO DI PAGAMENTI ON LINE ATTRAVERSO INTERNET

Qui apparentemente con la cultura o con la medicina l’argomento ha poco a che vedere e invece è più importante di quanto non crediate. Il lavoro di un medico va retribuito e se si offre anche la disponibilità di consulenza a distanza, va pagato a distanza e il modo migliore più rapido e più pratico è il pagamento on line, una cosa che incredibilmente ancora oggi sembra poco diffusa in Italia. Eppure l’uso della carta di credito o di debito o prepagata on line è l’unico modo ad esempio per comprare biglietti con compagnie aeree a meno che non ci si rivolga ad una agenzia spendendo molto di più, o per prenotare la maggior parte degli alberghi ad esempio e anche per quanto riguarda le prestazioni mediche vi posso assicurare che in molti paesi del mondo se non effettui prima il pagamento o non dai comunque a garanzia un numero di carta, non ti accettano nemmeno la prenotazione.
Eppure ancora oggi mi sento dire da molti pazienti che non possono rivolgersi a me perchè non sono in grado di effettuare il pagamento on line non avendo né una carta di credito né un conto con PayPal. Ho superato il problema recentemente offrendo la possibilità di fare prenotazioni senza carta (vedete sul sito) ma il problema culturale resta visto che stiamo parlando di qualcosa di facilissimo che sembra invece per molti ostacolo insuperabile.  Sapere sfruttare le possibilità di pagamenti on line che sono sicurissime e affidabili è anche questo stare al passo con i tempi e sfruttare le risorse offerte dal progresso.

Vediamo con questo sondaggio qual’è la situazione italiana attuale in termini di disponibilità ma anche di paure o sfiducia nell’uso dei pagamenti attraverso internet.

 

 

 

 

 

 

4 commenti

Archiviato in Generale

Volete che vi aiuti a difendervi da “truffe” e false terapie o sapete difendervi da soli?

A gennaio 2015 dopo anni in cui parallelamente al cercare di curare al meglio la gente, attraverso il blog, facebeook e altri siti, mi preoccupavo di svelare truffe e sbugiardare false terapie, presi la storica decisione che visto che tanto sembra che molti più buttano soldi dalla finestra per disperazione e più sono contenti, di abbandonarvi alla vostra ingenuità e per così dire “farmi gli affari miei”.

Ma non interpellai i pazienti prima di decidere…ero semplicemente esausto dei continui attacchi che ricevevo in quanto “rompiscatole”.

Ora a distanza di mesi, a mente fredda, ho deciso di interpellarvi per sapere cosa ne pensate e se invece per voi è importante che io attraverso il blog e facebook riprenda la mia attività di difensore dei pazienti da truffe e bufale varie. Se vedrò risposte in numero adeguato a favore… riprenderò a farmi “gli affari vostri”… e chi se ne frega se poi ricomincerò ad essere io un bersaglio… ho imparato a scansarmi… 🙂 . Ma voglio vedere molta approvazione con risposte al sondaggio e numerosi commenti favorevoli, perché per me è uno stress aggiuntivo non da poco…

e ditemi anche quali terapie tra queste vi sono state proposte o avete davvero provato

4 commenti

Archiviato in Acufeni, Altro, Diagnosi, Generale, Ipoacusia e Fullness, Meniere, Terapia, Vertigini

SONDAGGIO: Stress, clima, sonno, ciclo mestruale: quanto influiscono?

In realtà sono tutti fattori che sappiamo bene avere una influenza notevole in pazienti nei quali i disturbi si presentano in forma fluttuante. Dopo tantissimi anni che seguo pazienti con questi disturbi non mi serve certo un sondaggio per confermarlo, ma qui  mi interessa scendere un po’ nei dettagli e quantificare in che percentuale e per quanti pazienti questi disturbi influiscono.

Ai seguenti sondaggi possono rispondere tutti, anche i pazienti che non hanno in realtà disturbi incostanti e variabili ma ad esempio solo un acufene o una ipoacusia stazionari senza variazioni, in quanto è prevista anche questa voce.

Non viene fatta in questo sondaggio differenza tra i vai sintomi o disturbi da idrope (ma ovviamente ci si riferisce solo a quelli…acufeni, vertigini, disequilibrio, ipoacusia, fullness ecc) ma siete liberi ed anzi è gradito se lo farete di precisare la vostra specifica esperienza relativamente a questi fattori discussi in questa pagina nei commenti. Non inserite tra questi disturbi il senso di stordimento o di confusione mentale però ad esempio o la cefalea…in quanto potreste falsare i dati.

5 commenti

Archiviato in Acufeni, Diagnosi, Generale, Ipoacusia e Fullness, Meniere, Vertigini

C’è una relazione tra Eutirox e idrope?

tiroideUn numero percentualmente molto elevato di miei pazienti risulta essere in terapia con Eutirox (Levotiroxina, ormone della tiroide) o perché ha subito interventi di tiroidectomia o molto spesso solo quale terapia di noduli o di un ipotiroidismo vero o presunto.

Già in passato la domanda è stata posta sul mio profilo facebook, ma adesso voglio effettuare in sondaggio serio per vedere quanto pazienti visitatori di questo blog assumono in effetti l’Eutirox. In caso affermativo per favore scrivete anche qualcosa nei commenti (non è obbligatorio ma gradito) per spiegare se i sintomi sono arrivati dopo o erano già precedenti, a che dosi lo assumente, da quanto tempo, per quale motivo ecc…

E’ probabile che non ci sia una vera relazione e che semplicemente si abusi troppo di questo farmaco… anche se da precedenti studi miei e di altri sono emerse delle possibili relazioni tra idrope e anticorpi anti-tiroide e addirittura uno studio del 2004 ha riscontrato una incredibile sproporzione relativamente all’uso di Levotiroxina nel gruppo di pazienti con Meniere 16/50 (32%) e in soggetti con vertigini senza Meniere (ovvero nella loro valutazione vertigini senza sintomi uditivi, senza ipoacusia, senza acufene) 2/50 (4%). La conclusione degli autori è addirittura molto “forte” “La Meniere è associata alla correzione dell’ipotiroidismo!!” (non alla patologia della tiroide, ma alla sua correzione! ovvero all’assunzione di Levotiroxina)

Ménière's disease is associated with corrected hypothyroidism.

Arch Otolaryngol Head Neck Surg. 2004 Feb;130(2):226-8.
Prevalence of thyroid dysfunction in patients with Ménière’s disease.
Brenner M, Hoistad DL, Hain TC.
Department of Otolaryngology, Washington University, St Louis, MO, USA.

Sarebbe stato interessante anche uno studio al contrario prendendo anche chi ha solo sintomi uditivi senza vertigini ed è quello che intendo fare con questo sondaggio al quale spero rispondiate numerosi. Vi invito anche se possibile a diffondere questo sondaggio per aumentare il campione di pazienti e rendere la risposta meno casuale.

Fino ad adesso in un anno di sondaggio aperto i dati sembrano confermare una evidente prevalenza di assunzione di Eutirox tra i pazienti (il dato potrebbe essere un po’ falsato dal fatto che magari partecipano al sondaggio soprattutto i pazienti che lo assumono ma anche tra i pazienti che mi consultano la prevalenza è molto elevata) e soprattutto è evidente la discrepanza apparente tra i sintomi uditivi e le vertigini, sebbene anche questo dato potrebbe essere falsato dal tipo di pazienti che rispondono.

Al 27 ottobre 2016 queste sono le risposte di 230 partecipanti al sondaggio

Siete attualmente in terapia con Eutirox (Levotiroxina)?

NO 41.74%  (96 voti) 
SI (SOLO ACUFENI E/O IPOACUSIA) 29.13%  (67 voti) 
SI (VERTIGINI E/O DISEQUILIBRIO + ACUFENI E/O IPOACUSIA) 20.43%  (47 voti) 
SI (SOLO VERTIGINI E/O DISEQUILIBRIO 8.7%  (20 voti) 
Voti totali: 230

13 commenti

Archiviato in Acufeni, Altro, Diagnosi, Generale, Idrope e ADH, Ipoacusia e Fullness, Meniere

La dieta troppo corta riduce i risultati. Serve qualche sacrificio in più.

Valutando retrospettivamente l’andamento della terapia nella fase di approccio emerge che per fare effetto davvero la dieta deve essere prolungata oltre i cinque giorni perché per molti pazienti cinque giorni soli almeno nella fase di avvio danno risultati insufficienti o che comunque “tengono meno”. Sto quindi cambiando il protocollo di approccio iniziale il che renderà scontenti molti pazienti sulla breve distanza ma certamente può migliorare ancora di più l’efficacia della cura.

Invece che fare 5 giorni, pausa e altri 5 giorni si chiederà un periodo minimo di 10 giorni di dieta iniziale di cui i primi 6  con pasto solo frutta a pranzo e i rimanenti con pranzo e cena a tre componenti.

Purtroppo a volte è necessario fare dei passi indietro  quando l’alleggerimento della terapia per rendere più semplice e più accettabile può ridurre l’efficacia delle cura stessa, soprattutto nella gestione delle fluttuazioni.

In caso di recidiva invece si andrà “al bisogno” ovvero da un minimo di 5-6 giorni con estensione solo in caso di non rapida risoluzione.

2 commenti

Archiviato in Generale