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Il concetto culturale e sociale di “malattia” nei pazienti con acufeni e/o vertigini (e non solo…)

Vedo che da parte dei pazienti c’è molto interesse generale nel trovare associazioni con eventi o altro alla ricerca di CAUSE, ovvero di cosa ci possa essere in comune con altri pazienti a spiegare la MALATTIA.

Ma l’errore sta proprio in questo. Non esiste nessuna MALATTIA (manco in chi ha la Meniere conclamata) ma la ricorrenza o persistenza tale da creare fastidio ed essere intollerabile di sintomi o disturbi che nella vita hanno qualche volta avuto praticamente tutti e questo rende impossibile una valutazione di tipo statistico sulle cause.
Vi sfido a trovare persone di età media (e il numero di chi ha avuto almeno una volta qualcosa ovviamente aumenta col passare degli anni) che MAI nella vita abbiano avuto magari solo per qualche minuto un acufene passeggero (idrope) o una vertigine soggettiva con sensazione di disequilibrio passeggera (idrope) o un transitorio senso di pressione all’orecchio o di orecchio chiuso (idrope). Poi cercatemi chi non ha mai avuto nessuna volta nella vita la febbre, il mal di testa, o il mal di pancia, o diarrea momentanea o quel che volete. Dove sta la differenza.. ?

L’idrope non è la malattia e la causa dell’idrope non è la causa della malattia. Semmai la malattia è il fatto che a differenza della media delle persone, nel PAZIENTE AFFETTO DA ACUFENI VERTIGINI ecc, questi disturbi ci sono frequentemente o sempre.. Se così non fosse il “paziente” sarebbe solo uno dei miliardi di esseri umani che almeno qualche volta nella vita hanno avuto questi disturbi…(sono tutti MALATI?)

Quindi semmai quel che bisogna cercare è non che cosa causa l’idrope ma PERCHE’ in quel paziente (o in quei pazienti) rispetto alla media generale i sintomi si presentano costanti o, seppur fluttuanti e ricorrenti, molto più frequenti rispetto alla media generale.
Finora l’unico elemento in comune che sembra collegare tutti o quasi quelli che escono dalla media dei disturbi puramente occasionali sembra essere la predisposizione di tipo ansioso-emotivo, caratteriale, e la suscettibilità allo stress oltre all’importanza specifica che si dà a quel sintomo.

Mi spiego partendo dall’ultima cosa detta. Esiste una marea di uomini che perde i capelli ma se ne frega e altri che cercano disperatamente un trattamento per la calvizie.. Ma nelle donne ovviamente è diverso, poiché nella NOSTRA società moderna, l’uomo pelato può essere comunque bello e fico, ma la donna pelata no o quanto meno fa strana. Il dramma “sociale” è quindi maggiore per una donna che non per un uomo. In culture come in Africa dove è perfettamente normale che le donne si rasino i capelli a zero il problema avrebbe un significato completamente differente.

E lo stesso possiamo applicarlo a una marea di cose anche fuori dalla medicina. Nella mentalità comune, nella NOSTRA SOCIETA’ almeno fino a pochi anni fa, il tradimento femminile era più “grave”, più “doloroso” e meno accettabile di quello maschile tanto che per assurdo e in modo vergognoso l’adulterio femminile portava al carcere e quello maschile non era reato. E se beccavi la moglie con l’amante e la uccidevi si chiamava delitto d’onore. In altre società funziona ancora così.
Questo ha però determinato un cambiamento della mentalità per cui in effetti da parte delle donne c’era (e in parte c’è ancora) una maggior accettazione (per adeguamento sociale) del tradimento maschile che non il contrario ed è molto più facile che una donna single sia l’amante di un uomo sposato che non il contrario, e nessuno da del “troio” (scusate ma parlo esplicito) a un uomo che tradisce.

Bene, senza divagare, questo è esattamente quel che avviene con molte patologie. In paesi come l’Italia o altri paesi in teoria industrializzati e con benessere, il concetto di MALATTIA è ben diverso da quello che si ha dove si lotta per la vita o per mangiare, o si muore di malattie infettive che oggi a noi fanno quasi ridere e sembrano tanto lontane. Oggi a chi rubano la macchina pare di aver subito un danno incredibile dimenticando che molti manco l’asino hanno per muoversi. Perché ormai l’auto è entrata nel nostro “diritto di averla” e così anche la perfezione in termini di salute o l’aspirazione a vivere tutti fino almeno 90 anni, cosa che certamente non rientra tra le aspirazioni della stragrande maggioranza delle persone al mondo. Sapete ché l’Italia ha una aspettativa di vita media preceduta solo dal Giappone? E che sotto nella lista ci sono quasi 200 paesi e che per molti di loro l’aspettativa di vita media (ovvero quando in media si prevede di morire e quindi è accettabile statisticamente morire a quell’età) è inferiore a 50 anni?
E parliamo del 2016. Nel 1861 (unità di Italia ma anche anno in cui Meniere descrisse la… malattia di Meniere) la NOSTRA aspettativa di vita media italiana era 50 anni, circa come quella che oggi hanno molti paesi africani.
Sapete quanto tutto questo e il paese dove nasci o vivi o l’epoca può cambiare completamente il concetto di cosa è malattia e cosa no?

Oggi chi è in perfetta salute a parte acufeni o vertigini è un MALATO e io mi batto da anni per farvi capire che non è così. Se uno di voi incontrasse un suo antenato che vede morire tutti i giorni amici e parenti per infezioni che oggi basta prendersi l’Augmentin e tutto a posto, o a cui è morta la moglie di parto, o a cui sono morti non so quanti figli prima di vederne uno andare a scuola dicendo che siete affetti da un “male incredibile” e che state pensando al suicidio, o vi sputerebbe in faccia o vi farebbe il favore di ammazzarvi lui forse. Ma non serve prendere la macchina del tempo. Basta prendere l’aereo e andare dove le cose sono in parte ancora così.

O magari fare un salto in paesi dove solo pochi giorni fa ho sentito dire da una persona di cultura media che “Dio ha creato gli uccelli in cielo per mangiarli e siccome non scendono da soli bisogna ucciderli col fucile e la donna in funzione dell’uomo e per quello l’ha creata meno intelligente perché suo compito non è pensare. A quello deve provvedere l’uomo”. Molte (la maggior parte) di quelle donne accettano perfettamente questo, convinte che sia davvero così e guai a toccargli il marito… che la pensa così.

Ovvero è molto questione di tolleranza…base sociale.. epoca… cultura… e atteggiamento mentale.

Bene (meno male che non dovevo divagare ma credo sia servito)…

E adesso colleghiamo tutto questo al nostro tema. Sapete quanti vanno di corsa al pronto soccorso dopo tre ore di acufene che non passa pensando di avere un cancro al cervello o per una vertigine pensando di avere l’infarto, e quanti invece se ne fregano e vivono magari con acufeni tutta la vita senza manco andare dal medico perché ci sono mali peggiori…?
Sapete che in molti casi la maggior parte (anche se non tutti) i miei pazienti a parte qualche disturbo che accettano come comune come ipertensione, ipertrofia prostatica, reflusso o poco altro, hanno avuto fino a quel momento una vita incredibilmente SANA senza malattie perfino statisticamente meglio che la media.. ? Ma vale anche il contrario: se hanno superato un tumore grave ovvio che qualunque sintomo metta paura. Fino a che non stanno tranquilli sulla natura del sintomo.

Perché una hostess sorride tranquilla durante una turbolenza in aereo mentre magari qualcun altro si fa il segno della croce pensando già che precipiterà? Alla fine hanno volato tutti e due sullo stesso volo ma chi avrà “sofferto” quel volo e chi no? (esperienza)
Perché a me se viene una vertigine (e le ho avute) al massimo vado a vomitare e non mi pongo certo il problema del cosa capiterà domani…o di che strana malattia potrei mai avere, mentre un altro nel giro di tre giorni ha già fatto tre visite specialistiche e pure la risonanza magnetica.. (conoscenza)? Chi sarà stato più “ammalato” da quella vertigine?
E perché se domani mi tornasse dopo anni io penserei.. “mi sa che devo rallentare un attimo… ” , mentre qualcuno di voi penserebbe che allora non è servito a nulla curarsi visto che ha ancora vertigini e quindi una grave malattia che non gli darà mai pace…?
Perché alcune persone sono degli inguaribili ottimisti che sanno vedere il buono in tutto e altri sanno solo vedere le cose negative?
Perché alcuni se arriva qualche problema serio si rimboccano le maniche e cercano di risolverlo mentre altri si limitano a lamentarsi?

Un tempo si usava la religione come conforto. Ci arriva una disgrazia? E’ la volontà di Dio! Ottima giustificazione per non fare nulla.. tanto alla fine che faccia o no.. decide Dio, mica io. Tornando a quel che imparo dai miei viaggi sapete che è ancora così in molti posti al mondo? Sapete casa vuol dire “insciallah” la frase che tanto spesso ripetono i musulmani? “Se Dio Vuole”… Secondo molti (tutti?) i musulmani quel che avviene è comunque volontà di Dio. Noi siamo solo strumenti della sua volontà. Anche per un omicidio? “Si.. perché se io ti sparo e Dio non volesse la tua morte comunque tu non moriresti, lui devierebbe la pallottola o le impedirebbe di colpire organi letali”. E a poco serve spiegare quanto sia pericoloso ragionare così, con chi ha una visione “limitata” imposta da altri. Ma non era forse quello che avveniva durante il comunismo in Russia o il fascismo in Italia…? Si sposa il pensiero di qualcun altro in modo non critico per incapacità di averne uno proprio.
Ma non sorridete o non indignatevi per quanto appena detto. Il credere alla “sfiga” o alla volontà divina, il deresponsabilizzarsi, il credere che tanto non c’è nulla da fare, ma anche l’idea del complotto esterno, il colpevolizzare i medici cattivi, la ricerca del colpevole, il voler a tutti i costi trovare una causa esterna a noi stessi non è forse quel che avviene per la maggior parte dei pazienti che si lamentano o cercano disperatamente CAUSE, ma faticano ad accettar che forse…

“LA CAUSA PER CUI LA MEDIA HA SOLO DISTURBI OCCASIONALI E IO SOFFRO… POTREI ESSERE IO…” ?

Ovvero non il mio corpo che deve avere qualche anomalia o malattia o causa che nessuno riesce a individuare ma magari il mio carattere, la mia ansia, la mia paura, la mia debolezza, la mia fragilità, il mio abbattermi di fronte ai problemi, la mia ipocondria, il mio prendere tutto male, la mia mania di perfezione, il mio essere bipolare, ovvero gioire troppo e star male troppo, il mio rifiuto a capire e pensare demandando agli altri il dovermi spiegare semmai, il mio volere la salute a tutti i costi, il mio aver paura di non averla, il mio VIVERE MALE, al pari di quel passeggero il cui volo è stato un incubo mentre un altro o la hostess hanno affrontato quello stesso volo senza problemi.

“E se fossi IO il fattore predisponete che mantiene o fa recidivare la mia “malattia”?” – questo è quel che dovreste TUTTI chiedervi.

Voi direte..”caro Dott. La Torre, belle parole, ma se sto male occasionalmente e ne faccio un dramma ok, ma se sto male sempre o molto spesso, parla facile lei…”

Bene, ma qui scatta il problema… l’IDROPE E’ MALATTIA PSICOSOMATICA (o meglio STRESSOSOMATICA come mi piace dire ultimamente). Questo vuol dire che se al sig X arriva una vertigine e pensa… “ohibo’ mi gira la testa fammi mettere a riposo…” e un altro pensa già di avere un tumore o che ormai sia condannato inevitabilmente all’invecchiamento precoce e poi va in internet e scopre che nessuno ci capisce niente e incontra una “marea-di disperati-suoi-simili-figli-di-società-benestante-che-rifiuta-qualunque-disturbo-e-cura-pure-i-sani-chiamandola-prevenzione” il suo stress può solo aumentare, e questo può impedire la risoluzione dei sintomi o spiegarne la frequente recidiva…

Spostate l’attenzione dal corpo o dagli eventi esterni come causa alla mente o alla predisposizione individuale. Valutate quanto il problema sia l’intensità del disturbo o la vostra bassa o assente tolleranza nei confronti del disturbo stesso.

Voi non lo sapete forse ma un numero incredibile di pazienti anche solo dopo la lettura del mio sito o dopo la consulenza con me poi misteriosamente sta molto meglio, prima di aver fatto qualunque terapia. “Mi basta sentirla Dottore per stare già meglio”. Da quanti di voi lo ho sentito dire”? E non vi dice nulla questo su quanto ci sia di “testa” in tutto questo…?

Ovvio che questo non vuol dire assolutamente “sopportate e non curatevi”. ci mancherebbe pure.. Ok che la mia aspettativa di vita media è molto superiore (statisticamente parlando) come italiano ai 40 anni dello Swaziland,… ma mi dispiace per chi nasce nello Swaziland, io sono ben contento di poter vivere di più e stare bene e ovviamente se posso star bene .. voglio star bene, anche senza disturbi che se pur non mortali sono comunque fastidiosi.

La ragione di questo discorso è quella di rispondere alla domanda “Perché mi è capitato questo?… O.. “perché non se ne va?” o “perché mi è tornato dopo tanto tempo”.
E allo stesso tempo di farvi capire che se cercate una cura che riesca a farvi star bene a lungo, non rifiutate quella di curare anche la vostra ansia, il vostro carattere, i vostri debiti e crediti con la vita che state vivendo.

Pretendete di più da voi stessi non solo dalle cure. Guardatevi un pochino più dentro, non solo cercando un colpevole esterno a voi o una malattia misteriosa dietro.

E, come se dovete andare da Milano a Bergamo potete andarci in auto, treno, bus, bicicletta o volendo pure a piedi se avete voglia e tempo, ma se dovete andare da Milano a New York e avete fretta o prendete l’aereo o non ci arriverete mai, accettate serenamente l’idea che magari da soli non ce la potete fare, che una eventuale psicoterapia o altri sistemi sono validissimi e anzi necessari ma richiedono molto tempo e accettate serenamente magari la necessità di un aiuto farmacologico che non cambierà quella predisposizione che vi rende più suscettibili a star male, a far persister il disturbo o a farvi avere recidive più frequenti, ma può permettervi di superare una fase acuta, invece di cercare a tutti i costi cause esterne da trattare che mentre le cercate, intanto continuate a stare male inutilmente. E senza paura. Guardate la faccia della hostess mentre volate. Se lei che ha esperienza sta tranquilla, perché quella turbolenza dovrebbe farvi paura? E guardate i pazienti che con neurofarmaci (dati da me e i mie e alle dosi che prescrivo io, non altri o dati da altri e per altre ragioni) hanno esperienza mentre fate la terapia e me, che sono il pilota di quell’aereo, quando vi prescrivo qualcosa.
Ma allo stesso tempo chi vorrebbe vivere sempre su un aereo.. ? Quello è il tramite per andare da qualche parte, magari in vacanza, a qualche altra parte non il luogo dove vivere coì come lo è la mia terapia. Poi scendendo da quell’aereo alcuni si godranno il luogo di destinazione magari fregandosene se piove vedendo comunque tanti aspetti positivi in quella vacanza, mentre altri, soffriranno il fatto di aver beccato pure la pioggia e vivranno male. Ovvero il tramite (i neurofarmaci) spesso è indispensabile, ma non sarà mai sufficiente a creare una diversa suscettibilità allo stress se non cambia qualcosa in voi stessi.

E quando da adesso in poi cercherete di capire se esiste una relazione tra una CAUSA e i vostri disturbi provate a domandarvi se quella causa sia l’evento o lo stress correlato all’evento, fisico o psicologico e vedrete che alla fine è lo STRESS il problema comune, quell’elemento che vi accomuna e non l’evento. O meglio non lo stress che hanno tutti ma la reazione allo stress e all’evento stesso, (incluso la comparsa dei sintomi stessi) con maggior suscettibilità di alcuni rispetto ad altri.

idrope-terapiaValutate questa immagine. La parte a sinistra è quella che porta ai sintomi ma la parte a destra, che viene sottovalutata da tutti i medici e anche da molti pazienti può essere responsabile della loro persistenza e della frequenza delle recidive. anche dopo la miglior terapia se quei fattori non vengono corretti.

E se poco posso fare sul clima come fattore di stress, certamente molto si può fare e deve essere fatto per aumentare la fiducia, correggere la disinformazione, e trattare l’ansia e tutti quei fattori predisponenti che mantengono creando a loro volta nuovo stress , il circolo vizioso.

Andate anche a vedere questo sondaggio… e i suoi risultati, e partecipate se non lo avete ancora fatto.

https://idropenews.com/2015/01/24/causedistress/

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SONDAGGIO: Stress, clima, sonno, ciclo mestruale: quanto influiscono?

In realtà sono tutti fattori che sappiamo bene avere una influenza notevole in pazienti nei quali i disturbi si presentano in forma fluttuante. Dopo tantissimi anni che seguo pazienti con questi disturbi non mi serve certo un sondaggio per confermarlo, ma qui  mi interessa scendere un po’ nei dettagli e quantificare in che percentuale e per quanti pazienti questi disturbi influiscono.

Ai seguenti sondaggi possono rispondere tutti, anche i pazienti che non hanno in realtà disturbi incostanti e variabili ma ad esempio solo un acufene o una ipoacusia stazionari senza variazioni, in quanto è prevista anche questa voce.

Non viene fatta in questo sondaggio differenza tra i vai sintomi o disturbi da idrope (ma ovviamente ci si riferisce solo a quelli…acufeni, vertigini, disequilibrio, ipoacusia, fullness ecc) ma siete liberi ed anzi è gradito se lo farete di precisare la vostra specifica esperienza relativamente a questi fattori discussi in questa pagina nei commenti. Non inserite tra questi disturbi il senso di stordimento o di confusione mentale però ad esempio o la cefalea…in quanto potreste falsare i dati.

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Stress ok ma da dove deriva il vostro stress specifico?

Tra lo stress e l’idrope esiste un legame certo mediato tra l’altro (ma forse non solo) dall’azione dell’ormone antidiuretico ADH che è un ormone da stress, ma quali tipi di stress sono più frequenti nei pazienti da idrope? dove vanno ricercate le cause specifiche di quello stress, per eventualmente correggerle?

Vi sottopongo quindi questo sondaggio, dedicato però solo ai pazienti con disturbi dell’orecchio interno, idrope, vertigine, meniere, acufeni, ipoacusia.

Il sondaggio è totalmente anonimo e nessuno tranne me può identificare (credo di non poterlo fare nemmeno io in realtà) l’IP di chi vota quindi non abbiate timori a rispondere anche a domande più imbarazzanti quali quella relativa a una relazione extraconiugale o altre .. 🙂 . Se pensate di non poter rispondere sinceramente non rispondete nulla allora per non alterare l’esito del sondaggio. Ho provato ad includere tutte le possibili cause di stress che mi venivano in mente, ma potete aggiungerne una vostra risposta personalizzata se pensate che abbia dimenticato una delle vostre cause specifiche.

Eventualmente provate a fare logout da wordpress se per caso avete un account su wordpress, ma non vedo come dovrebbe essere rintracciabile il vostro voto… io almeno non saprei come farlo… ma se la persona o le persone che non devono sapere eventualmente qualcosa…fa l’hacker informatico, magari…astenetevi… 🙂

IO COMUNQUE NON MI ASSUMO ALCUNA RESPONSABILITA’ SE AD ESEMPIO VOSTRO MARITO O MOGLIE VI VEDESSE MENTRE FATE CLIC SULLA RISPOSTA CHE AVETE L’AMANTE.. 🙂

 

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Lo stress ha un ruolo fondamentale. E non lo dico solo io… Lo confermano i pazienti…

Quanti pazienti si sentono dire da un medico che non ha imparato la famosa e preziosa regola del “se non sai che dire…sta zitto!” che i loro disturbi del quale non ha capito assolutamente nulla derivano solo dallo STRESS? Molti… troppi… sopratutto in un settore come questo, dove i medici che dovrebbero stare zitti sono purtroppo, ancora oggi,  la maggioranza assoluta.

Questo comporta da parte della comunità dei pazienti, intesa in senso generale una ovvia e giustificata reazione di rifiuto del ruolo dello stress come fattore in causa dei loro disturbi. E a questo va aggiunto che, soprattutto nel mondo latino, l’errata associazione automatica tra l’avere una patologia da stress e l’avere una patologia di origine psichiatrica porta a un rifiuto generalizzato. Molti pazienti appena sentono la prime tre lettere P, S e I… si stizziscono e bloccano l’ingresso audio al loro cervello. Ho sentito sin troppe persone (il cui pensiero giudico assolutamente non condivisibile) sperare che venga diagnosticata una patologia (e prima o poi così facendo qualche medico li accontenta inventandone una su misura per loro) per quanto grave sia, pur di non accettare l’idea che qualcosa non vada “in testa” a livello psichico o di essere “stressati”. E quando riconoscono di esserlo generalmente si tende a preferire l’atteggiamento vittimistico dello stress imposto da altri, dal lavoro, da familiari, da una vita infelice ecc…, cercando di spersonalizzare al massimo il proprio ruolo nello stress e nei loro disturbi.

Ed ecco che nascono una marea di sindromi e sindromette inventate per accontentare i pazienti, nonché potenziali clienti della Medicina, si fa per dire, “alternativa”, anche se ormai sembra che la medicina davvero alternativa sia diventata quella che un tempo era quella tradizionale, nella quale il medico mette al primo posto il paziente, punta a far crescere la sua competenza, si propone con onestà…e soprattutto…pensa!
E allora ecco la fibromialgia..che poi guarda caso vede come unica terapia riconosciuta valida l’uso di psicofarmaci…, la sindrome da fatica cronica, le disfunzioni cranio-corpo-mandibolo-cervico-spinali-echissacosaltro….  e così via… Tutte patologie assolutamente inesistenti che caratteristicamente comportano una serie di sintomi inseriti tra quelli possibili che spaziano dal capello all’alluce…passando per tutti gli organi del corpo.

Il cervello ce l’abbiamo nel corpo, cari lettori…e il cervello agisce sul corpo… e quindi lo stress c’entra davvero con molte patologie e disturbi, in misura, maggiore o minore a seconda dei casi. Ma da solo senza una necessaria mediazione interna e un organo bersaglio in grado di produrre quel sintomo… lo stress di per sé non può dare alcun disturbo… e quindi un medico che si limita a dire che quel sintomo è CAUSATO SOLO dallo stress senza poi cercare di capire cosa c’è in mezzo tra lo stress e la creazione o riacutizzazione del sintomo, sta solo cercando di levarsi di torno il paziente perché non sa che dirgli oltre al costo del la parcella per la sua eccelsa “prestazione”…

Per comprendere il concetto di “necessaria mediazione” e di “organo bersaglio” ci viene in aiuto l’analisi logica di una frase esempio.
Pensate alla frase  “Il ragazzo scrive con il pennarello sul muro” e analizziamola.
Chi è che veramente scrive sul muro? Il ragazzo o il pennarello? Senza uno strumento adeguato per compiere l’azione di scrivere, il ragazzo non potrebbe scrivere assolutamente nulla. Chi SCRIVE, ovvero lascia la traccia sul muro alla fine, se ci pensate bene, è il pennarello e non il ragazzo. Il ragazzo è quello che genera il movimento del pennarello, ma chi agisce sul muro è il pennarello.
Possiamo dire che il ragazzo è l’agente o soggetto causale e il pennarello è l’agente o soggetto strumentale. Servono entrambi perché si compia l’azione finale, quelle di lasciare una traccia sul muro… E ovviamente serve il muro.

Ora immaginate di voler effettuare una “terapia” ovvero di voler impedire che il ragazzo,  con il pennarello continui a scrivere sul muro.
Che opzioni abbiamo?

  1. Potremmo spezzare le braccia al ragazzo per impedirgli di scrivere (opzione che avrei volentieri messo in pratica qualche mese fa quando a Pompei beccai un ragazzo greco di una scolaresca in gita che stava per rovinare pareti dipinte 2000 anni fa… !!!) = Eliminazione dell’agente causale. Ma altri studenti potrebbero usare lo stesso pennarello, lasciata lì, per scrivere sul muro. Rapportato alla medicina, risolvere un singolo fattore in causa se un disturbo è stimolato da molti fattori diversi risolve solo parzialmente il problema.
  2. Possiamo distruggere il muro, e rapportato alla medicina questo corrisponde all’asportazione dell’organo da dove si originano  i sintomi. Questa è la soluzione più pratica e più diretta per alcune patologie.. (pensate ad esempio all’estrazione di un dente ormai praticamente distrutto dalla carie o delle tonsille… ) ma non può essere applicato all’orecchio, ovviamente, sebbene molti si ostinino a chiamare terapia per le vertigini, ad esempio, la distruzione dell’orecchio interno mediante infiltrazione di gentamicina.. In questo caso parliamo di eliminazione dell’organo bersaglio.
  3. Oppure…  possiamo togliergli il pennarello ovvero agire sull’agente strumentale… che nel nostro caso corrisponde all’ADH, l’ormone antidiuretico, AntiDiuretic Hormone… (per chi non avesse letto consultato il mio sito http://www.idrope.com, non sforzatevi di capire e accontentatevi di sapere per ora che è il principale ormone da stress del nostro organismo, direttamente in grado di stimolare i liquidi dell’orecchio interno e ci ritorneremo in seguito).  Ma anche questa soluzione potrebbe avere effetto solo temporaneo per quanto certamente il metodo sia efficace a breve termine. Se non educhiamo il ragazzo a capire che non si deve scrivere sui muri quello vandalo è e vandalo rimane… Prima o poi troverà un altro pennarello e riprenderà a scrivere sul muro (lo dicevo io che bisogna spezzargli le braccia!!)… Per inciso al mio commento al ragazzo greco a Pompei, che proprio lui che veniva da una terra di cultura e di preziosa archeologia facesse una cosa così assurda, mi sono sentito rispondere che lo aveva sempre fatto anche in Grecia e che nessuno gli aveva mai detto nulla!!!!!!

Credo che l’esempio renda bene il concetto che quando non sia possibile agire direttamente sull’organo bersaglio, asportandolo, e nel caso dell’orecchio non si può fare, bisogna a breve termine agire sui fattori strumentali direttamente responsabili dei disturbi che vogliamo curare, ma sulla lunga anche agire sui fattori primari.

Nel caso di Meniere, acufeni, vertigini, ipoacusia da idrope o fullness, il fattore strumentale lo conosciamo, almeno in parte, ed è appunto la relazione tra ormone antidiuretico e idrope, sebbene ancora ci siano molte lacune. ma non riusciamo a individuare specifici fattori causali, ovvero gli agenti primari e apparentemente ogni sforzo in tal senso porta a scoprire centinaia di microfattori presenti in maniera disomogenea tra i pazienti. Con una evidente e costante eccezione. Lo STRESS! E anche quando vengono tirati in ballo altri fattori quali ad esempio, incidenti, operazioni chirurgiche, forme influenzali, cambiamenti climatici o di pressione atmosferica o ormonali, alla fine si tratta comunque di eventi stressanti che possono portare ai sintomi attraverso l’azione dello stress e le reazioni a questo dell’organismo, e non direttamente.

Ma cosa è davvero LO STRESS?

Tra le varie definizioni che ho trovato in giro vi riporto questa, estratta da un sito, che poi però tanto per cambiare, propone per curare lo stress inutili integratori e altri intrugli simili…

Lo stress è uno stato di tensione fisica e mentale. E’ una reazione di adattamento del corpo ad un generico cambiamento fisico o psichico.

UNA EVIDENTE E CERTA CORRELAZIONE CON LO STRESS COME FATTORE SCATENANTE INIZIALE O ASSOCIATO IN MODO QUASI COSTANTE ALLA RICOMPARSA O RIACUTIZZAZIONE DEI SINTOMI E’ DICHIARATA E AMMESSA DAGLI STESSI PAZIENTI COSTANTEMENTE.

Molte volte, attraverso il mio profilo facebook, un utile mezzo per effettuare sondaggi o migliorare la terapia, parlando con i pazienti, se si ha la capacità di ricordarsi che sono loro l’obiettivo finale del lavoro di un medico, ho chiesto quanto lo stress fosse importante ma recentemente ho fatto un sondaggio preciso.. al quale hanno risposto diversi pazienti, chiedendo un valore numerico corrispondente in percentuale al ruolo dello stress. L’esito non mi ha stupito affatto ma potrebbe stupire molti di voi.

La domanda era formulata così:

Quanto lo stress (inteso come stress psicologico puro da ansia o attacchi di panico, o di qualunque altra natura, incluse patologie concomitanti o traumi ecc, ovvero situazioni stressanti) ha influito secondo voi nella comparsa dei sintomi o nella loro riacutizzazione, in percentuale?

Escludendo i “non lo so” e uno “zero” ecco in sequenza tutte le  risposte dei 54 pazienti che hanno risposto fino ad ora (alcuni già miei pazienti e altri no):
90 80 99 60 75 90 99 99 90 95 95 80 90 90 90 100 85 100 70 90 70 90 5090 100 100 90 90 51 100 70 90 100 100 90 85 50 100 80 100 100 80 70 90 100 100 70 80 100 100 70 80 80

Impressionante! Fa una media dell’87% o se la volete leggere in altra maniera:

  • Il 61% dei pazienti ha riferito che lo stress incide almeno per il 90%
  • Il 93% dei pazienti ha riferito che lo stress incide almeno per il 70%
  • Il 100% dei pazienti ha riferito che lo stress  incide almeno per il 50%

Si badi bene che non ho chiesto quanto chi rispondeva fosse stressato… (e chi non lo è?), ma quanto aumenti specifici di stress  fossero in rapporto con i loro specifici disturbi.

Lavorando da moltissimi anni con pazienti con questi problemi a me non serviva certo un sondaggio per sapere che le cose stanno così, ma può essere utile saperlo per gli stessi pazienti.

Chiarito quindi che lo stress ha un ruolo scatenante fondamentale, il che ci permette di definire l’idrope e i sintomi da esso derivanti “malattia psicosomatica”, in che modo lo stress agisce sui sintomi avendo già chiarito che serve un mediatore e un organo bersaglio?

Poiché a volte una immagine vale più di mille parole eccone una da me preparata che risponde in modo esauriente alla domanda e fa comprendere anche perchè la mia terapia, che mediante l’uso dei neurofarmaci, ma anche soprattutto del buon rapporto medico-paziente, della fiducia assoluta in quello che si fa e nell’assenza di effetti negativi, nella continua assistenza al paziente, tiene conto anche dello stress come fattore scatenate costante, ottiene i risultati che ottiene.

idrope-terapia

Ovviamente poi ogni caso va valutato a sé e come per moltissimi casi non serve ad esempio fare fleboclisi di mannitolo e ben raramente impiego la camera iperbarica o addirittura a volte bastano pochi giorni di dieta, per altri avvio addirittura la terapia senza neurofarmaci, sebbene questi siano necessari e consigliati, non avendo peraltro effetti negativi ma dando solo vantaggi, nella maggior parte dei pazienti.

Ma come abbiamo spesso nell’esempio del ragazzo “pittore”, se non interveniamo anche sullo stress generale, e quello non posso farlo io ma solo il paziente stesso analizzando la sua vita e le sue reazioni alla stessa, se necessario con l’aiuto di qualcuno, le recidive, anche in casodi ottimi risultati diretti con la terapia, prima o poi potrebbero comunque tornare. E non posso fare certo terapia a vita nè questa, una volta ottenuta la risoluzione dei sintomi, è la mia intenzione.

In sintesi, lo stress è un fattore rilevante sotto varie forme, e l’orecchio nei pazienti che manifestano sintomi a carico di quest’organi ne fa le spese. Ma non basta curare. Bisogna anche prendere i sintomi come un campanello d’allarme che ci dice che forse, al di là di prendere farmaci o fare terapie, c’è qualcosa che non va nella propria vita e che va cambiato, almeno con i limiti di quel che si può effettivamente fare.

Per quanto riguarda lo stress da variazioni climatiche…purtroppo non possiamo fare molto, ma posso solo dire che dalle Maldive non mi ha mai cercato nessuno e che se lo facesse qualcuno è più probabile che sia un povero locale stressato dai turisti, che non uno che se ne sta bello rilassato in vacanza… (anche se a me insofferente per natura allo stare fermo a non far nulla, stresserebbe lo stesso!)…

Buona riflessione… gli spunti per farla ve li ho dati.

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Effetti collaterali e controindicazioni della terapia anti-idrope


La mia terapia, in ogni sua componente, è stata studiata proprio per non avere neanche il più piccolo rischio di conseguenza negativa, e non ne ha se si escludono possibili lievi effetti inevitabili come l’aumento della diuresi dovuto alla necessità di bere molta acqua. Continua a leggere

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